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La ciociara !! SCHEDA INCOMPLETA !!

La Grande Biblioteca

Di

Editore: Fabbri Editori

4.1
(1062)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 314 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: A000065453 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Già, la combinazione del male e del senso del dovere, ecco il nazismo." Forse questa affermazione è un po' semplicistica, ma sicuramente aiuta a capire come i personaggi del libro (Cesira, Rosetta ...continua

    "Già, la combinazione del male e del senso del dovere, ecco il nazismo." Forse questa affermazione è un po' semplicistica, ma sicuramente aiuta a capire come i personaggi del libro (Cesira, Rosetta e Michele, in particolare) abbiano interpretato e vissuto i pochi contatti avuti con i temibili tedeschi, durante gli ultimi mesi da questi ultimi trascorsi in Italia, prima della liberazione avvenuta per mano degli alleati. Non ho mai visto il film (vergogna!) quindi per me il romanzo è stato una piacevole scoperta. Per la terza volta (dopo La noia e La romana) Moravia mi è piaciuto e non mi ha delusa. Mi piace il suo modo di scrivere non pomposo e senza tanti sentimentalismi, anche se la protagonista, nonchè voce narrante (Cesira) è uno dei personaggi più passionali/testa calda che abbia mai incontrato. Peccato che continuo ad avere sempre poca voglia di leggere... se non fossi stata male in questi ultimi giorni, sarei ancora in attesa, con gli sfollati, di scendere da Sant'Eufemia.

    ha scritto il 

  • 5

    Siete tutti morti, siamo tutti morti e crediamo di essere vivi... finché crederemo di essere vivi perché ci abbiamo le nostre stoffe, le nostre paure, i nostri affarucci, le nostre famiglie, i ...continua

    Siete tutti morti, siamo tutti morti e crediamo di essere vivi... finché crederemo di essere vivi perché ci abbiamo le nostre stoffe, le nostre paure, i nostri affarucci, le nostre famiglie, i nostri figli, saremo morti... soltanto il giorno in cui ci accorgeremo di essere morti, stramorti, putrefatti, decomposti e che puzziamo di cadavere lontano un miglio, soltanto allora cominceremo ad essere appena vivi...

    ha scritto il 

  • 5

    è un grande libro. mi è piaciuto molto. In questo libro c'è tutta la crudeltà della guerra, la sua spietatezza. è una guerra narrata in prima persona, da chi l'ha vissuta, dal punto di vista del ...continua

    è un grande libro. mi è piaciuto molto. In questo libro c'è tutta la crudeltà della guerra, la sua spietatezza. è una guerra narrata in prima persona, da chi l'ha vissuta, dal punto di vista del popolo per cui francesi, fascisti, tedeschi, inglesi eran tutti "figli di mignotte"che li avevano fatti ridurre come le bestie. "siamo in tempo di guerra" viene spesso detto dai vari personaggi che si autogiustificano con questa frase, ripetuta come un mantra,dei loro comportamenti abietti e senza scrupoli. la guerra ti spinge a far tutto, ti abbrutisce. Cesira e Rosetta, due donne. Madre e figlia legate da un forte legame. Cesira, donna del popolo, negoziante, attaccata alla roba, ne uscirà da questa dura esperienza cambiata e così anche sua figlia. Capiranno quali sono le cose importanti della vita e fondamentale sarà anche Michele,un ragazzo diverso dagli altri,che incontreranno per caso e sarà per loro come un figlio, un fratello, una guida.

    ha scritto il 

  • 4

    <<E in seguito ho pensato che questo è certamente uno dei peggiori effetti della guerra: di rendere insensibili, di indurire il cuore, di ammazzare la pietà.>>

    Questa lettura mi ha profondamente colpita perché mostra una fedele descrizione delle condizioni di vita della popolazione italiana durante la seconda guerra mondiale: quando si studia la guerra ...continua

    Questa lettura mi ha profondamente colpita perché mostra una fedele descrizione delle condizioni di vita della popolazione italiana durante la seconda guerra mondiale: quando si studia la guerra dalle pagine dei libri di storia, non si può avere idea di cosa significhi vivere con i bombardamenti in corso, della miseria, della fame e delle privazioni, degli sconvolgimenti che comporta. Le due protagoniste, Cesira e Rosetta, mamma e figlia, sono frutto della fantasia dell'autore ma sarebbero tranquillamente potute esistere e non hanno patito una sorte dissimile a quella di altre donne italiane. Anzi, attaverso la vicenda di Cesira e Rosetta, l'autore descrive alcune situazioni da lui veramente sperimentate, ovvero la fuga da Roma, il soggiorno di nove mesi in montagna insieme ai contadini e ad altri sfollati, la vita in una stalla, il terrore del rastrellamento dei tedeschi. La conseguenza più catastrofica della guerra che l'opera di Moravia tende a sottolineare è la perdita di vaolri, di principi morali e di amor proprio che colpisce gli uomini presi dalla disperazione che sarebbero capaci di tutto pur di sopravvivere, anche di compiere azioni riplorevoli che mai si sarebbero sognati in tempo di pace. L'arguta Cesira arriva alla conclusione che la vera natura dell'uomo viene realmente fuori solamente nella situazione estrema della guerra dove ognuno pensa a sè, a fare il proprio interesse per sopravvivere. La tanto sospirata liberazione avrebbe dovuto portare abbondanza ma invece per Cesira e per tutti gli altri sfollati non fu che l'inizio di nuovi dolori. Se nei primi tre quarti del romanzo viene mostrata la violenza collettiva che la guerra perpetua nei confronti degli uomini, nell'ultima parte del romanzo invece viene mostrata una violenza personale: lo stupro subito da Rosetta in una chiesa, sotto un quadro raffigurante la Madonna che non è riuscito a placare la furia dei soldati africani, i "marocchini" come venivano chiamati dalla popolazione. Questo romanzo mi ha lasciato un po' di amaro in bocca per tutte le ingiustizie patite dalle protagoniste e dagli altri civili ma allo stesso tempo il finale del libro concede la speranza che nonostante tutte le atricità subite è possibile ricominciare.

    ha scritto il 

  • 3

    È facile giudicare la protagonista e gli altri personaggi, quando la guerra non la si conosce, se non attraverso racconti, libri, film. La mia generazione NON sa cos'è la guerra. Non lo immagina ...continua

    È facile giudicare la protagonista e gli altri personaggi, quando la guerra non la si conosce, se non attraverso racconti, libri, film. La mia generazione NON sa cos'è la guerra. Non lo immagina nemmeno. Qui si percepisce che non è solo morti e bombardamenti e devastazione, ma un cambiamento radicale del proprio essere. La guerra è uno stupro: Moravia sceglie di inserire uno stupro di tipo classico per evidenziare il parallelo con la guerra, sui cambiamenti che impone radicalmente e definitivamente, sulle scelte che non si possono fare ma vengono imposte e sullo stupro che arriva quando meno te lo aspetti, senza avvisi, senza difese, senza rifugi. Ti impone di decidere se salvare la tua vita o i tuoi ideali: entrambi non li puoi salvare. Di difficile lettura, non avendo particolarmente apprezzato la scelta da parte di Moravia di fingersi donna nel narrare questa violenza, che non riesce: le descrizioni delle donne sono troppo maschili. Il linguaggio, sicuramente azzeccato perchè quello di una donna di campagna con una bassa cultura, non facilita la lettura, con ripetizioni inutili, prolissità a fiumi e quei ripetuti e odiosi "Basta" che infila ogni tanto.

    ha scritto il 

  • 3

    Questa edizione del famosissimo romanzo di Moravia - storia di una madre e una figlia costrette durante la guerra a fuggire da Roma e a rifugiarsi nel paese natio della donna - è preceduta da due ...continua

    Questa edizione del famosissimo romanzo di Moravia - storia di una madre e una figlia costrette durante la guerra a fuggire da Roma e a rifugiarsi nel paese natio della donna - è preceduta da due articoli scritti da Moravia e in cui lo scrittore ricorda il suo soggiorno forzato a sud del Lazio nascosto presso alcuni contadini, temendo di essere arrestato dai fascisti. In quelle poche paginette vi è praticamente riassunto tutto ciò che ispirò la storia de “La ciociara”, madre e figlia sono rispettivamente le personificazioni di Moravia ed Elsa Morante (che gli restò vicino per tutto il tempo della fuga), e quindi letti i due articoli hai letto pure tutto il libro, che altro non è che una lenta e noiosa diluzione a DISMISURA dell’esperienza “agreste” di Moravia di cui lui decanta tanto il valore di crescita spirituale e di comunione con povera gente contadina che lo ospitò. Peccato che a riprova di tutto questo, in calce ai due articoli, ci sia la testimonianza del figlio dei coniugi che aiutarono Moravia: il livore nelle parole dell’uomo è l’altra faccia della medaglia per una verità alla quale tendo più a credere, e in cui fanno la loro figura un Moravia taccagno e solitario e un’Elsa Morante abbastanza schizzinosa...

    ha scritto il 

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