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La città degli amanti

By Riccardo Bacchelli

(7)

| Paperback

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Book Description

6 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    In calando

    ecco un libro che doveva chiudere dopo le prime cinquanta - sessanta pagine. Bella l'idea, brillante la scrittura, spirito che ondeggia tra il brillante e il grottesco. Poi, da un certo punto in avanti si smarrisce nel suo continuo ondeggiare. Un pas ...(continue)

    ecco un libro che doveva chiudere dopo le prime cinquanta - sessanta pagine. Bella l'idea, brillante la scrittura, spirito che ondeggia tra il brillante e il grottesco. Poi, da un certo punto in avanti si smarrisce nel suo continuo ondeggiare. Un passetto verso il gotico, un balzello sul drammatico, una giravolta moralista, un tentennare poetico...insomma non si va da nessuna parte. Davvero un peccato, perchè i libri che aprono bene e finiscono così così lasciano un po' l'amaro in bocca.

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    Franzboc said on Apr 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Paghi tre, prendi (è meglio) uno

    Un romanzo composito in tre parti, che s’ingegna di incastonare il racconto principale che costituisce la parte centrale ― un amore impossibile sbocciato tra l’ufficiale napoletano Enrico De Nada e la profuga gentildonna veneziana Cecchina Gritti dur ...(continue)

    Un romanzo composito in tre parti, che s’ingegna di incastonare il racconto principale che costituisce la parte centrale ― un amore impossibile sbocciato tra l’ufficiale napoletano Enrico De Nada e la profuga gentildonna veneziana Cecchina Gritti durante le peripezie seguite alla rotta di Caporetto — in una cornice improbabile e bislacca: l’ideazione, fondazione, corso e decadenza finale di una utopica (o piuttosto, come chiarirà la terza parte, distopica) “città degli amanti” a opera di uno squinternato ma simpatico tycoon americano che risponde al nome reboante di Titus Tubalcain Pankoucke e del suo protetto, il sedicente pittore e innamorato fallito che risponde al nome non meno magniloquente di Eustachius Vandenpeereboom.

    La seconda parte — il romanzo di Enrico e Cecchina — è la piú riuscita, laddove l’umanità di Bacchelli si dispiega in un ampio affresco di vicissitudini e sentimenti fomentati dall’aspro crogiuolo della guerra. Ma l’operazione nel suo insieme va a male: non riusciamo a credere di ritrovare nella terza parte Enrico e Cecchina, di cui abbiamo ammirato la delicata sensibilità e l’alta tempra morale nella seconda, in quel postribolo da operetta, che per giunta Bacchelli è impari al compito di descrivere per la sua insormontabile pruderie ancora ottocentesca. Cosí finisce di far un catalogo di perversioni di ogni sorta (fino al vampirismo) evitando accuratamente quelle propriamente erotiche, che piú vi avrebbero avuto luogo.

    Inoltre, prende a discettare e infila una serie di spropositi che certo suonavano già retrivi alle orecchie di molti al suo tempo, e oggidí non sono piú ammissibili: dal “sangue latino” che “è, sia permesso dire, l’unico sangue purgato” (pag. 251 della mitica edizione Oscar Mondadori 1966); alla “suffragetta” persuasa che tutti i mali della società siano “guaribili col voto alle donne”, e — guarda caso, “brutta come un coccodrillo” (p. 240); alle “rette e coraggiose parole di civiltà” pronunciate dal “valoroso hidalgo” Cortez quando decretò il genocidio degli “idolatri” (p. 254) — e qui mi fermo, non senza citare ancora il giudizio sommario sul finale del Parsifal, “inverecondo per ogni uomo di gusto” come la dottrina eucaristica di Lutero (! ma che c’entra?) perché reo di aver scatenato l’orchestra senza tener conto del precetto di S. Carlo sull’opportunità di preservare l’azione liturgica dalle intemperanze della musica! (p. 259).

    Ahimé, Bacchelli! meglio era tener per te coteste tue elucubrazioni, e contentarti di toccar la corda della dipinzione degli umani affetti, che è quella che meglio ti vibra!

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    Edenantho said on Jan 21, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I due registri, quello umoristico e quello sentimentale, ne fanno un romanzo divertente e commovente insieme. Immaginoso, e colto.

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    Ricksen said on Aug 19, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    LA STORIA SI SVILUPPA INTRECCIANDOSI IN DUE FILONI PRIMARI L'IDEAZIONE E LA NASCITA DELLA CITTA' DEGLI AMANTI E LA RITIRATA DELL'ESERCITO A CAPORETTTO DA DOVE UN UFFICIALE E LA PROFUGA CECCHINA S'INNAMORANO DURANTE LA FUGA E VANNO IN AMERICA NELLA CI ...(continue)

    LA STORIA SI SVILUPPA INTRECCIANDOSI IN DUE FILONI PRIMARI L'IDEAZIONE E LA NASCITA DELLA CITTA' DEGLI AMANTI E LA RITIRATA DELL'ESERCITO A CAPORETTTO DA DOVE UN UFFICIALE E LA PROFUGA CECCHINA S'INNAMORANO DURANTE LA FUGA E VANNO IN AMERICA NELLA CITTA' DEGLI AMANTI CHE SI RILEVELERA' UN INGANNO
    MIRABILE LA RICOSTRUZIONE DELLA ROVINOSA RITIRATA DELL'ESERCITO ITALIANO OLTRE IL PIAVE

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    Gaggarillo said on Mar 27, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Romanzo di sconcertante modernità, per la denuncia degli orrori della guerra e per l'aver discusso di sessualità all'alba degli anni Trenta del secolo ormai trascorso. Da leggere e rileggere.

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    Emanuele Amoroso said on Jan 18, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un attuale libro d'altri tempi

    Credo che nel 1929 i romanzieri ancora pensassero loro sacro dovere andare a risciacquare perbenino i panni in Arno, e Bacchelli non si è certo tirato indietro a questa consuetudine, così il romanzo sembra adesso scritto in un italiano un po' antiqua ...(continue)

    Credo che nel 1929 i romanzieri ancora pensassero loro sacro dovere andare a risciacquare perbenino i panni in Arno, e Bacchelli non si è certo tirato indietro a questa consuetudine, così il romanzo sembra adesso scritto in un italiano un po' antiquato, ma comunque estremamente vitale, con molti toscanismi. E' una storia in parte strampalata, in cui si mescolano vicende d'amore e guerra, con la fondazione di una città immaginaria in una America tutta inventata. L'episodio più bello e riuscito è senza dubbio la narrazione di come, durante la terribile ritirata dell'esercito italiano dopo la disfatta di Caporetto, nasce l'amore, bello, profondo, ed irregolare, tra l'ufficiale Enrico De Nada e la profuga Cecchina Gritti. Le vicende della città degli amanti invece, pur se mancanti in qualcosa, hanno un inquietante germe di disperata modernità. Questa insensata utopia mi ha ricordato certi assurdi "non luoghi" dell'oggi, la follia contro natura di un Dubai city, oppure certi racconti di come sulle nostrane coste smeralde i ricchi e potenti, chiusi in ville dall'architettura improbabile, di fronte ad un pubblico di sodali a pagamento, rincorrono il sogno impossibile di un'eterna giovinezza...

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    Chiocciola Errante said on Jul 19, 2009 | Add your feedback

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