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La città della gioia

By Dominique Lapierre

(82)

| Paperback

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Book Description

312 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non riesco a scrivere nulla...
    è che ho ancora l'animo squassato.

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    _Honey_ (!) said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro unico

    Solidarietà con il più debole. Coabitazione pacifica e solidale tra cristiani, musulmani, indù, sikh e altro ancora. Voglia di vivere e un senso illimitato della gratitudine e una dignità esemplare.
    Non ci sarebbe nulla di strano (o forse sì...) se t ...(continue)

    Solidarietà con il più debole. Coabitazione pacifica e solidale tra cristiani, musulmani, indù, sikh e altro ancora. Voglia di vivere e un senso illimitato della gratitudine e una dignità esemplare.
    Non ci sarebbe nulla di strano (o forse sì...) se tutto questo non fosse concentrato in uno dei luoghi peggiori al mondo: una bidonville sovraffollata di Calcutta.
    Un libro unico che trasmette emozioni uniche.

    Eppure, nel più profondo dell'orrore avveniva sempre un miracolo. Quello che scoprì Paul Lambert dal suo tugurio quella domenica di Pentecoste, "aveva il volto di una bambina vestita di bianco, con un fiore rosso tra i capelli, che camminava come una regina in mezzo a tutta quella merda"

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    Timoria Vendikattivan said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non importa a "Chi" o a "Cosa" si creda, consiglio a tutti di leggere questo libro.

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    Gea said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    un affresco della povertà dell'India ben raccontata in una bella storia

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    Simona said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Per prima cosa, questo libro non è un capolavoro. Scritto negli anni '80, è stato per molto un bestseller (oggi forse dimenticato e un po' invecchiato), aumentando l'interesse degli occidentali verso l'India, gli slum e i lebbrosi di Madre Teresa. De ...(continue)

    Per prima cosa, questo libro non è un capolavoro. Scritto negli anni '80, è stato per molto un bestseller (oggi forse dimenticato e un po' invecchiato), aumentando l'interesse degli occidentali verso l'India, gli slum e i lebbrosi di Madre Teresa. Detto ciò, più che un romanzo, si tratta di un resoconto a cavallo tra la biografia e l'inchiesta giornalistica, che non brilla mai particolarmente né per lo stile, né per lo spirito di denuncia, né per l'afflato emotivo (eppure di tragedie ne racconta!). Però non si può restare indifferenti di fronte al grande paese, terribile e meraviglioso, che è l'India. Ci sono le catastrofi naturali, gli orrori della miseria, i matrimoni combinati, i figli venduti nel traffico internazionale di feti. Ma anche un profondo rispetto tra le diverse religioni, una scarsa propensione alla lamentela (persino negli uomini più poveri e reietti), una solidarietà eccezionale (un proverbio indiano recita: "Che importa l'infelicità, se siamo infelici insieme?"). Non è facile leggere tante e tante pagine drammatiche senza sentirsi in colpa soltanto in quanto occidentali: immersi in una burocrazia abnorme e corrotta, gli indiani più poveri devono lottare ogni giorno per la sopravvivenza, mendicando, raccogliendo scarti nell'immondizia, accettando i ricatti e i soprusi della mafia locale (accettata come un fatto ineluttabile) e perfino vendendo le proprie ossa di futuri cadaveri al mercato degli scheletri. La prostituzione, anche minorile, è offerta da affaristi senza scrupoli ai “Sahib” dei paesi ricchi come fosse un prelibato piatto di cucina indiana, e sia i sindacati che partiti progressisti paiono lì soltanto per organizzare mobilitazioni simboliche, senza un vero intento di cambiamento. C'è poco di che rallegrarsi, soprattutto quando si arriva alle ultime pagine, che rappresentano davvero un futuro inquietante (anche se l'India oggi è un paese molto diverso da quello del libro, e non esattamente nella direzione che ci si potrebbe aspettare dopo averlo letto).
    Insomma, non un capolavoro, ma una testimonianza sì.

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    Crash said on Jun 21, 2014 | 1 feedback

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