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La città dei biSogni

Cantieri d'arte

Di

Editore: Gangemi

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Lingua:Italiano | Numero di pagine: 64 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8849213883 | Isbn-13: 9788849213881 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Claudio Zecchi , Isabella Aquilanti , Michele Benucci , Marco Trulli

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Descrizione del libro
Con un lavoro progettuale che si è svolto durante il 2007, i curatori dell’Associazione Universitaria Spatrimonio hanno presentato per il terzo anno negli spazi urbani, in luoghi dimenticati e non convenzionali tra Viterbo e San Gemini, il progetto Cantieri d’Arte.
Lo scopo che anima la proposta del progetto è quello di indagare la tematica del rapporto arte-città e le possibilità di collocare gli interventi in luoghi non istituzionali con un approccio sperimentale.
I Cantieri, negli anni precedenti concepiti come singole stazioni all’interno di un unico percorso espositivo, si sono trasformati in singole tappe – cinque – di un programma che si è svolto lungo l’arco dell’intero anno. Gli interventi degli artisti, non più solamente site specific, hanno assunto invece una connotazione multiforme: conferenze, dibattiti, proiezioni video e installazioni, atti a sottolineare le molteplici possibilità che risiedono nell’interazione tra arte contemporanea e spazio.
In questo senso la città è stata letta come entità reticolare di spazi urbani concepiti come luoghi ove proiettare le aspirazioni di una comunità, i sogni e le visioni individuali. In questo le trame territoriali articolate tra spazi comuni e ambiti privati, sono venute a definirsi come ricettacoli del desiderio urbano in contrasto con la quotidianità e lontano dalla pianificazione della città.
I biSogni della città emergono perciò da un approccio orizzontale al tessuto sociale, alle sue peculiarità ritenendo fondamentale l’approccio concertativo quale mezzo ideale per stimolare un dibattito aperto sull’arte contemporanea, inserendo l’arte nella quotidianità. La realizzazione di workshop o la contestualizzazione dell’intervento in spazi irrituali per l’arte diventano operazioni che generano feedback inaspettati nella cittadinanza.
Il risultato finale è stato quello di un percorso in cui l’aspetto speculativo, cioè la rilettura della storia, della tradizione ma anche del contesto socio-culturale, è stato sottolineato, amplificato e accompagnato da un aspetto formale atto a creare, per la natura della stessa materia, cortocircuiti mentali fonti di domande che alimentano dubbi, perplessità e non necessariamente risposte univoche.