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La città dei califfi

Cordova tra favola e realtà

Di

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

3.9
(13)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8871081307 | Isbn-13: 9788871081304 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Guadalupi

Genere: Art, Architecture & Photography , History

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Descrizione del libro
Quella che fu una delle più splendide capitali del mondo islamico, la Cordova del califfato omayyade, viene evocata attraverso la storia dei personaggi che la conquistarono e la colmarono di meraviglie architettoniche: di esse oggi rimane solo qualche pallido ricordo, tranne la grande moschea che ha subito la trasformazione in cattedrale cattolica. L'autore mette in movimento la vita di ogni giorno nella città-labirinto popolata di musulmani, ebrei e cristiani.Come in un romanzo dinastico, si susseguono figure totalmente strabilianti da sembrare inventate: il folle martire sant'Eulogio; lo scrivano al-Mansur,primo ministro del califfato; il mite Abn al-Rahman III continuamente detronizzato; il medico ebreo ibn Shaprut, il musico Ziryab e altri ancora.
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    Nel raccontare i 265 anni del califfato di Cordova (califfi biondi, con gli occhi chiari) Muñoz Molina non scrive né un saggio storico (lascia troppo andare la penna sull’onda delle suggestioni e dell ...continua

    Nel raccontare i 265 anni del califfato di Cordova (califfi biondi, con gli occhi chiari) Muñoz Molina non scrive né un saggio storico (lascia troppo andare la penna sull’onda delle suggestioni e delle fascinazioni) né un romanzo (perché non forza neppure la mano sull’invenzione). Ne vien fuori un’opera ibrida, che segue ascesa, apice e caduta di un regno arabo d'Europa (dall'avventurosa fondazione da parte dell'ultimo degli omayyadi in fuga dalla Siria e dalle bandiere nere degli abbasidi, alla sanguinosa rovina sotto Hisham II, il califfo invisibile) che talvolta sembra lo specchio del mondo di oggi.

    Nell'Andalusia islamica, opulenta, godereccia e tollerante, cristiani ed ebrei potevano professare la loro fede e mantenere i propri luoghi di culto, mentre i dominatori musulmani coltivavano la passione per la cultura, le arti, il vino e (soprattutto) le donne. Ma Cordova fu anche la città di fanatici cristiani come Sant'Eulogio, che vivevano nell'intransigente culto della sofferenza, della purezza e dell'ascesi mistica, consideravano abominevole l'assimilazione dei correligionari andalusi a lingua, cultura e costumi di questi infedeli adagiati nella corruzione della mondanità e per trovare l'ambita via per il martirio erano costretti ad entrare nelle moschee a bestemmiare pubblicamente il Profeta.

    Ma il tocco di poesia arriva quando si racconta di come il califfo Abd al Rahman al Nasir, che poteva avere in qualsiasi istante, moltiplicate per cento, le cose che un uomo comune del tempo poteva solo sognare in tutta una vita, tenesse il conto dei giorni felici della propria vita: ne ebbe quattordici.

    ha scritto il 

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    Sembra una favola invece è storia vera, e si legge molto bene, si rimane incantati da quel mondo arabo che aveva conquistato la Spagna, raffinato, aperto alla cultura come non ci aspetteremmo perché a ...continua

    Sembra una favola invece è storia vera, e si legge molto bene, si rimane incantati da quel mondo arabo che aveva conquistato la Spagna, raffinato, aperto alla cultura come non ci aspetteremmo perché attualmente così diverso.

    ha scritto il