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La città dei ladri

Di

Editore: BEAT (Biblioteca editori associati di tascabili, 15)

4.3
(737)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 886559036X | Isbn-13: 9788865590362 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Rossari

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
È l’inverno del 1941 a Leningrado. La città è sotto l’assedio delle truppe tedesche e i suoi abitanti non hanno mai patito tanta fame. Per Lev, diciassette anni, naso grosso e capelli neri, e Kolja, giovane cosacco con la faccia impertinente, la fame, tuttavia, è ben poca cosa rispetto a quello che li aspetta. Lev ha rubato il coltello a un paracadutista tedesco morto assiderato e Kolja ha avuto la brillante idea di disertare. Reati gravissimi in tempo di guerra, per i quali la pena prevista è una sola: la fucilazione. Dopo qualche giorno trascorso in un cupo carcere sulla Neva, i due si ritrovano al cospetto di un colonnello dal collo taurino e le stelle ben in vista sulle mostrine. Il colonnello dapprima li squadra, poi li invita a seguirlo fino ai margini del fiume. Sulla Neva ghiacciata una ragazza, capelli corvini legati in uno chignon morbido, pattina esibendosi in piroette strette e veloci. È sua figlia e sta per sposarsi. Un matrimonio vero, alla russa, con musica e danze e... un solo problema: la torta nuziale. Ci sono lo zucchero, il miele, la farina e tutti gli altri ingredienti, ma mancano le uova, una maledetta dozzina di uova introvabili in tutta Leningrado per gli eroici soldati dell’Armata Rossa, ma non forse per una volgare coppia di ladri...
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  • 4

    Un romanzo-da-leggere-sul-pullman. La storia non eccelle ma impossibile non affezionarsi ai due personaggi. Sicuramente ben scritto, continuo a non capire la scelta del titolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzetto carino, a tratti divertente, raramente crudo come dovrebbe essere una storia vissuta a Leningrado, durante l'assedio nazista. Una favoletta con dei personaggi azzeccati. Niente di più. ...continua

    Un romanzetto carino, a tratti divertente, raramente crudo come dovrebbe essere una storia vissuta a Leningrado, durante l'assedio nazista. Una favoletta con dei personaggi azzeccati. Niente di più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    1944 Leningrado/"Piter" guerra freddo fame coltello Armata Rossa amici tesi di laurea ebreuccio NKVD dodici uova cannibali disinteresse ...continua

    1944 Leningrado/"Piter" guerra freddo fame coltello Armata Rossa amici tesi di laurea ebreuccio NKVD dodici uova cannibali disinteresse calibrato donne partigiani nazisti Einsatzgruppen analfabeti scacchi forzuto del circo amore morte. E lacrime. Le mie, tante, per le risate (i dialoghi tra Lev e Kolja) e per la commozione (il dialogo tra Lev e Kolja). Consigliato a chi si affeziona ai personaggi dei romanzi.

    ha scritto il 

  • 5

    avventura originale per due ragazzi disparati e disperati nella leningrado assediata dai tedeschi. Benioff molto brillante alle prese con una storia un po' biografica

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa è figlio della realtà, cosa della fantasia? Una grande storia che lascia delicatamente aperte le sue tremende domande

    "Sei uno scrittore, inventa", dice il nonno al nipote che è in procinto di scrivere la storia della gioventù dell'avo in una Leningrado/Piter assediata dai nazisti. E il nipote scrittore (oltre che ...continua

    "Sei uno scrittore, inventa", dice il nonno al nipote che è in procinto di scrivere la storia della gioventù dell'avo in una Leningrado/Piter assediata dai nazisti. E il nipote scrittore (oltre che sceneggiatore, fra le altre cose, di Game of Thrones) butta giù, registra e inventa, un racconto avvincente, ironico e dolce e drammatico e terribile che si svolge durante quella assurda guerra, la guerra in cui l'orrore più inconcepibile divenne realtà. Lasciandoci il compito, agghiacciante anche, di capire, pensare, domandarci e scegliere quanto ci sia stato di vero, quanto di inventato nella storia di due anzi tre giovanissimi russi durante l'occupazione nazista e la resistenza sovietica. In una storia che nella sua semplicità, senza pretese di alta letteratura ma mirando con incredibile precisione alla fiction di alta qualità, ci racconta tutta la gamma delle emozioni e dei sentimenti umani: la paura e il coraggio, l'amicizia e l'amore, la libidine e la nausea, la meraviglia e lo sconcerto. Un libro da non perdere.

    ha scritto il 

  • 5

    Un personaggio che ti rimane nel cuore..

    E' uno dei pochi casi in cui ci si affeziona più al "personaggio non protagonista" che al protagonista stesso. Kolya è bello, divertente, sveglio, intelligente, affettuoso e oscura completamente ...continua

    E' uno dei pochi casi in cui ci si affeziona più al "personaggio non protagonista" che al protagonista stesso. Kolya è bello, divertente, sveglio, intelligente, affettuoso e oscura completamente la figura di Lev che nonostante sia "attore protagonista" di questo romanzo, compie il suo percorso di crescita nell'ombra del fantastico Cosacco.. Bel romanzo, consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    lenningrado è sottoassedio tedesco, 2 ragazzi vengono incastrati per cercare 12 uova PER UN GENERALE .da qui nasce una delle tante storia di guerra, un'amicizia e un amore .bello ben scritto che ti ...continua

    lenningrado è sottoassedio tedesco, 2 ragazzi vengono incastrati per cercare 12 uova PER UN GENERALE .da qui nasce una delle tante storia di guerra, un'amicizia e un amore .bello ben scritto che ti coinvolge fin dalle prime pagine .in un periodo ostile può essere fonte di grandi sentimenti

    ha scritto il 

  • 4

    Per 12 uova

    Benioff è riuscito nella difficilissima impresa di scrivere un libro non solo bello e avvincente ma anche piacevole raccontando una storia che si svolge a Leningrado e zone limitrofe durante ...continua

    Benioff è riuscito nella difficilissima impresa di scrivere un libro non solo bello e avvincente ma anche piacevole raccontando una storia che si svolge a Leningrado e zone limitrofe durante l’assedio. Tutte le brutture che potevo immaginare le ho trovate: ma il protagonista è molto giovane e le guarda con un certo distacco, cioè nella sua innocenza riesce a pensare che quella può essere la morte ma non è la vita. La vita se c’è dev’essere migliore. E’ il racconto picaresco di due giovani - ebreo e cosacco- che partono per una missione assolutamente ridicola, rischiando la vita cento volte per 12 uova. Si conoscono in prigione e socializzano, per iniziativa del logorroico cosacco. E’ molto divertente la continua schermaglia dei due, il giovane soldato affascinante che sembra conoscere (in senso biblico) tutte le ragazze di Leningrado e il ragazzetto ebreo, timido e scostante: gli tocca sorbirsi consigli di ogni genere, ma soprattutto finalizzati a conquistare donne che intanto guardano l’altro. Gli racconta anche “Il segugio in cortile”, opera di cui solo alla fine ammette di essere autore: in fondo, era un timido. La fine è agrodolce, ma dico con piacere che non è melensa (come ha fatto, pur essendo uno sceneggiatore hollywoodiano?). Dopo anni, il protagonista si trova negli Stati Uniti, pur essendo stato un fervente patriota russo: questa storia viene lasciata alla fantasia del lettore: meno eroica, molto più triste.

    ha scritto il 

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