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La città dei ladri

Di

Editore: BEAT (Biblioteca editori associati di tascabili, 15)

4.2
(769)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 886559036X | Isbn-13: 9788865590362 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Rossari

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
È l’inverno del 1941 a Leningrado.
La città è sotto l’assedio delle truppe tedesche e i suoi abitanti non hanno mai patito tanta fame.
Per Lev, diciassette anni, naso grosso e capelli neri, e Kolja, giovane cosacco con la faccia impertinente, la fame, tuttavia, è ben poca cosa rispetto a quello che li aspetta.
Lev ha rubato il coltello a un paracadutista tedesco morto assiderato e Kolja ha avuto la brillante idea di disertare.
Reati gravissimi in tempo di guerra, per i quali la pena prevista è una sola: la fucilazione.
Dopo qualche giorno trascorso in un cupo carcere sulla Neva, i due si ritrovano al cospetto di un colonnello dal collo taurino e le stelle ben in vista sulle mostrine.
Il colonnello dapprima li squadra, poi li invita a seguirlo fino ai margini del fiume.
Sulla Neva ghiacciata una ragazza, capelli corvini legati in uno chignon morbido, pattina esibendosi in piroette strette e veloci.
È sua figlia e sta per sposarsi. Un matrimonio vero, alla russa, con musica e danze e... un solo problema: la torta nuziale.
Ci sono lo zucchero, il miele, la farina e tutti gli altri ingredienti, ma mancano le uova, una maledetta dozzina di uova introvabili in tutta Leningrado per gli eroici soldati dell’Armata Rossa, ma non forse per una volgare coppia di ladri...
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  • 5

    Avvincente e storico, anche se non autobiografico al 100 per 100

    Nelle 5 pagine iniziali l'autore, David Benioff, descrive la genesi di questo libro, ovvero quando a corto d'idee per rispondere ad una richiesta ricevuta di un saggio autobiografico per una rivista d ...continua

    Nelle 5 pagine iniziali l'autore, David Benioff, descrive la genesi di questo libro, ovvero quando a corto d'idee per rispondere ad una richiesta ricevuta di un saggio autobiografico per una rivista di cinema, consierando la sua autobiografia priva d'interesse, per una maggiore ispirazione decise di rivolgersi ai suoi nonni, profughi russi residenti in America, al fine di raccogliere il racconto delle loro esperienze del periodo della seconda guerra mondiale.
    Più precisamente scrive "mi sono reso conto che la mia era una vita davvero scialba".
    Per la comprensione dell'incredibile storia, frutto di questo incontro, forse vengono in aiuto le ultime righe di questa breve premessa. Quando l'autore, che aveva dimostrato al nonno perplessità sulla completezza di alcune informazioni, riporta quello che lo stesso gli aveva risposto:
    "David" ha detto, "sei tu lo scrittore, inventa".
    Quindi bravo a questo nonno e soprattutto a David Benioff per questa storia in cui c'è sicuramente molto d'inventato, ma anche molto di verosimile. Dei personaggi del romanzo di sicuro alcuni sono esistiti Lev, il nonno, allora diciassettenne, e la nonna, Vika, mentre per gli atri personaggi sarei curioso di saperne la vera storia, come per Kolja, l'amico disinvolto che è il comprimario con Lev per tutta la vicenda, e il Colonnello russo Grechko dell'NKVD che ha l'idea balzana di affidare ai due giovani la missione di recuperare 12 uova per la torta nunziale del matrimonio di sua figlia e da questo incarico "balzano" partono tutte le avventure dei due con sullo sfondo le vicende di Leningrado nel 1942, abbreviata in Petri, città che oggi si chiama San Pietroburgo.
    Nelle note di ringraziamento l'autore cita il lavoro di due scrittori, che ovviamente oltre il nonno, sono stati la principale fonte del suo romanzo, che anche se non è esattamente "autobiografico" è almeno "familiare":
    I 900 giorni di Harrison Salisbury
    e
    Kaputt di Curzio Malaparte
    libri che sono curioso di approfondire.

    ha scritto il 

  • 5

    «Questo, amico mio, è il segreto per vivere una lunga vita»

    Durante un incontro per la presentazione di uno dei suoi libri, chiesi a Fabio Genovesi ciò che ho domandato a tutti gli scrittori con i quali sono venuto in contatto: “Quale libro consiglieresti di l ...continua

    Durante un incontro per la presentazione di uno dei suoi libri, chiesi a Fabio Genovesi ciò che ho domandato a tutti gli scrittori con i quali sono venuto in contatto: “Quale libro consiglieresti di leggere?” Mi rendo conto che è una domanda scontata e che c’è il rischio che lo scrittore, per dar mostra di non esserlo altrettanto, tiri fuori titoli snob e sperimentali. In passato mi è successo, ma mi è successo anche di scoprire libri come la Versione di Barney.
    Da scrittore e da lettore, quale libro consiglieresti di leggere?
    -La città dei ladri di David Benioff, questa fu la sua risposta.
    Presi un appunto sul Kindle, detti un’occhiata su anobii il giorno dopo. Non ero convinto, decisi di lasciar perdere. Quattro mesi più tardi, un amico (*1) si presenta con un pacchetto ed un biglietto: è BELLO e te lo STRA-consiglio...
    Sì, avete capito, dentro l’incarto Amazon, c’era proprio La città dei ladri
    Le raccontai della figlia del colonnello che pattinava sulla Neva; dei cannibali con i loro macabri tagli appesi ai ganci; del ragazzino moribondo, Vadim, e del suo gallo, Ciccina; del cane anticarro che stava morendo dissanguato nella neve e del soldato russo assiderato che indicava Mosca. Quando finii la storia, Vika scrollò la testa ma non disse niente. Forse le avevo raccontato troppo.
    E io racconto a voi che al libro ho dato cinque stelle e che se qualcuno mi avesse fatto leggere questo stralcio, probabilmente avrei rinunciato a metterlo in lettura.
    Ho due raccomandazioni: prima di leggere informatevi sul costo attuale di una dozzina d’uova, mentre state leggendo non andate a cercare in rete notizie in merito al romanzo Il Segugio in cortile di Ushakovo, aspettate di aver terminato i capitoli.
    Nei ringraziamenti finali, David Benioff dice di esser grato a Harrison Salisbury per “I 900 giorni”, a parer suo il miglior libro in lingua inglese scritto sull'assedio di Leningrado. E’ proprio la ex San Pietroburgo, (Piter, nello slang dei suoi abitanti) il teatro della vicenda. Leggendo questa nota mi è venuto in mente che Sergio Leone morì prima di aver realizzato l’ultimo suo ambizioso progetto, un film sull'assedio della città. Grazie a “La città dei ladri” ho capito di quale portata sarebbe potuto essere quel film.
    Noodlesse, da grafomane e da lettore di e-book, quale libro consiglieresti di leggere?
    -Ho appena terminato La città dei ladri di Benioff, probabilmente il migliore del 2014

    (*1) Grazie Hari, non sei solo un grande Hugologo.

    E-book N°75
    La città dei ladri (David Benioff)
    Settembre 2014

    ha scritto il 

  • 5

    strepitoso

    Umor, intelligenza, ironia, ottima scrittura che scorre veloce e fluida. Di per sè narrerebbe uno spaccato drammatico e terribile di una Leningrado del 1941. In realtà l'intelligente e meravigliosa ir ...continua

    Umor, intelligenza, ironia, ottima scrittura che scorre veloce e fluida. Di per sè narrerebbe uno spaccato drammatico e terribile di una Leningrado del 1941. In realtà l'intelligente e meravigliosa ironia dell'autore trasforma il romanzo in un gustosissimo semi-serio capolavoro. Titolo per nulla accattivante, ma non credo che sia colpa sua.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo-da-leggere-sul-pullman. La storia non eccelle ma impossibile non affezionarsi ai due personaggi. Sicuramente ben scritto, continuo a non capire la scelta del titolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzetto carino, a tratti divertente, raramente crudo come dovrebbe essere una storia vissuta a Leningrado, durante l'assedio nazista. Una favoletta con dei personaggi azzeccati. Niente di più. ...continua

    Un romanzetto carino, a tratti divertente, raramente crudo come dovrebbe essere una storia vissuta a Leningrado, durante l'assedio nazista. Una favoletta con dei personaggi azzeccati. Niente di più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    1944
    Leningrado/"Piter"
    guerra
    freddo
    fame
    coltello
    Armata Rossa
    amici
    tesi di laurea
    ebreuccio
    NKVD
    dodici uova
    cannibali
    disinteresse calibrato
    donne
    partigiani
    nazisti
    Einsatzgruppen
    analfabeti
    sca ...continua

    1944
    Leningrado/"Piter"
    guerra
    freddo
    fame
    coltello
    Armata Rossa
    amici
    tesi di laurea
    ebreuccio
    NKVD
    dodici uova
    cannibali
    disinteresse calibrato
    donne
    partigiani
    nazisti
    Einsatzgruppen
    analfabeti
    scacchi
    forzuto del circo
    amore
    morte.
    E lacrime. Le mie, tante, per le risate (i dialoghi tra Lev e Kolja) e per la commozione (il dialogo tra Lev e Kolja).
    Consigliato a chi si affeziona ai personaggi dei romanzi.

    ha scritto il 

  • 5

    avventura originale per due ragazzi disparati e disperati nella leningrado assediata dai tedeschi. Benioff molto brillante alle prese con una storia un po' biografica

    ha scritto il 

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