Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La città dei libri proibiti

Di

3.4
(76)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese

Isbn-10: 8854129909 | Isbn-13: 9788854129900 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

Ti piace La città dei libri proibiti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Il libro è diviso in due storie che, man mano che il racconto va avanti, si intrecciano e trovano spiegazione l'una con l'altra. Una è la Strasburgo (e più in generale la Germania) del 1400, l'altra è ...continua

    Il libro è diviso in due storie che, man mano che il racconto va avanti, si intrecciano e trovano spiegazione l'una con l'altra. Una è la Strasburgo (e più in generale la Germania) del 1400, l'altra è l'età dei nostri giorni. Le due storie vengono alternate per capitoli e, mentre all'inizio sono due trame distanti che non trovano incontro, con l'andare avanti del testo trovano molte similitudini, tanto da far coincidere le stesse battute, dette, ovviamente, da personaggi diversi. C'è poco da dire, il testo è scritto molto bene, ma questa dicotomia persiste anche nel mio giudizio: quanto mi è piaciuta la parte storica non mi è piaciuta la parte contemporanea. La parte storica non è né un giallo, né un thriller, ma serve a spiegare tutto quello che è successo all'epoca e che ha provocato i fatti che avvengono nei nostri giorni. è scritta benissimo e Gutemberg è un personaggio davvero interessante, anche se la sua storia, come è ovvio, è stata romanzata. La parte contemporanea l'ho trovata invece obsoleta, il tipico racconto alla Dan Brown che non ha nulla da dire, se non intrattetenere per un po' il lettore, tra l'altro con finale deludente.

    ha scritto il 

  • 4

    La struttura di questo libro appare del tutto simile a quella utilizzata nei celebri romanzi di Dan Brown e, infatti, nella trama narrativa si alternano due storie: la prima, ambientata ai giorni nost ...continua

    La struttura di questo libro appare del tutto simile a quella utilizzata nei celebri romanzi di Dan Brown e, infatti, nella trama narrativa si alternano due storie: la prima, ambientata ai giorni nostri, che racconta le vicende di un giovane esperto informatico americano catapultato in Europa in soccorso della sua ex ragazza e la seconda che narra, invece, la storia di Johann Gutemberg e di come arrivò a inventare la stampa a caratteri mobili. Entrambe si rincorrono in parallelo, tra susseguirsi di colpi di scena e rimandi a storia reale, verso un finale che porterà il giovane protagonista a ricostruire un puzzle che si fa sempre più complesso perché i pezzi di questa storia sono stati celati per troppi secoli. Un racconto intrigante e misterioso che si legge tutto di un fiato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    In scala da 1 a 10 sarebbe un 7 e mezzo... e non è una battuta riferita alle carte da gioco

    Sono molto indecisa su questo libro: dopo avermi veramente preso per quasi tutto il tempo, nel finale mi è nettamente decaduto.
    La trama, di per sè, non punta sull'originalità: il classico studioso/ne ...continua

    Sono molto indecisa su questo libro: dopo avermi veramente preso per quasi tutto il tempo, nel finale mi è nettamente decaduto.
    La trama, di per sè, non punta sull'originalità: il classico studioso/nerd/archeologo/whatever che insieme a una compagna rigorosamente donna e a qualche alleato trovato lungo la strada deve rintracciare un manoscritto/opera d'arte/whatever perduto tramite labili indizi sparsi in giro per i musei di tutto il mondo e salvare qualcuno da una probabile morte.
    Solo che qui abbiamo anche la storia narrata dal punto di vista dell'AUTORE dell'opera che si sta cercando, che si alterna (un capitolo sì e uno no) a quella del nostro eroe in ricerca.
    Inizialmente la cosa mi aveva infastidito, perché a me, con tutto il rispetto, di questo Johannes non è che me ne importasse poi molto, preferivo seguire la storia del poveretto inseguito dai Cattivi (come Dan Brown insegna), poi, però, anche questo ramo della storia si è animato e il libro è diventato molto piacevole e intrigante in ogni capitolo.
    Fra i lati positivi, infatti, spicca appunto la storia di Johann che, nonostante qualche punto morto, porta passo per passo a conoscere questo personaggio che poi si rivelerà molto famoso (potrei anche dire chi è, tanto quei genii che hanno scritto la trama hanno pensato bene di dirlo lì, per la serie "spoilerare con classe"), con il risultato che alla fine al lettore gliene frega qualcosa che quest'opera venga ritrovata e non rischia di arrivare alla fine pensando: "okay, era preziosa, però che esagerati..."
    Altro punto a favore, oltre al fatto che, a una profana come me, la parte sul medioevo è sembrata molto realistica, è la figura di Drach, alias "Il Maestro delle Carte da Gioco", come spiega bene lo stesso Harper a fine libro, il Maestro esiste davvero, ed era un artista anonimo che lui ha incarnato nel personaggio di Drach. Il risultato è un personaggio che non ho potuto fare a meno di amare, nella sua passione per l'arte, per la perfezione, nella sua libertà, Drach contrasta con tutti gli altri personaggi medievali, che, un po' alla volta si lasciano strappare l'entusiasmo e rimangono incatenati nei vincoli dei prestiti e dei guadagni. Enigmatica è l'evoluzione di Drach nel finale, con la stampa del suo secondo bestiario, ma senza dubbio un'uscita di scena ad effetto per un gran personaggio.
    Veniamo ai lati negativi:
    1) Emily -.-"
    Hai intenzione di dirmi un'altra volta quanto sia dolce, carina e innocente, Harper?
    No, seriamente, io Emily non la sopportavo, quando ha deciso di partire con Nick mi sono disperata e quando hanno fatto l'amore ho pianto al funerale dell'originalità.
    Per qualche gloriosa pagina, dopo che Emily (alla banca francese, mi pare) tira fuori dalla borsa qualcosa come 1000 (mille!!) euro come se fossero noccioline, ho avuto l'utopica illusione che in realtà lei fosse alleata con i Cattivi per arrivare al manoscritto, cavolo, mi dite una che lavora in un museo da dove li tira fuori tutti quei soldi!?
    2) La svolta finale di Gillian.
    Era davvero necessaria? Questo pseudo-tradimento non ben chiaro e oltretutto stupido, perchè poteva non funzionare in un milione di modi, era essenziale ai fini della trama? L'ho trovato un tentativo mal riuscito di inserire un colpo di scena che mi ha solo portato confusione.
    3) La Chiesa come Nemico Supremo.
    Solo io comincio ad averne abbastanza di questa soluzione trita e ritrita? Della Chiesa che vuole nascondere le cosa che gli stanno scomode, che arruola assassini eccetera eccetera?
    Dai... ho capito che lo hanno fatto in passato, lo fanno ancora e concordo che sia una cosa abominevole, ma non si potrebbe per una volta mettere un cattivo diverso? Non se ne può più!

    Concludo consigliando questo libro a quelli che vogliono una lettura entusiasmante ma non impegnativa e raccomando VIVAMENTE a chiunque di farsi un giretto su internet, visto che ci siete per cercare qualche informazione in più sul Maestro delle Carte da Gioco e sulle sue opere, le sue carte sono effettivamente bellissime.

    PS. Oh, traduttori, ma 'sti accidenti di congiuntivi li vogliamo imparare?!

    ha scritto il 

  • 0

    La prima cosa che bisogna dire di questo libro è che il titolo è completamente errato.
    Nella versione originale è infatti "The Book of Secrets", che è molto più in sintonia con ciò che accade nella st ...continua

    La prima cosa che bisogna dire di questo libro è che il titolo è completamente errato.
    Nella versione originale è infatti "The Book of Secrets", che è molto più in sintonia con ciò che accade nella storia, mentre "La città dei libri proibiti" crea false attese e se non ci si libera del titolo si finsice con il leggere la storia in attesa che si arrivi ad una città, cosa che invece non è affatto nelle intenzioni dell'autore.
    Ciò detto, una volta che ci si è liberati di questo piccolo errore è necessario dire che la storia è molto bella.
    Certo a tratti l'autore crea delle situazioni che forse non sono completamente utili ai fini della narrazione, ma tutto si tiene molto bene.
    L'argomento centrale e fondante della storia è l'invenzione della stampa e il fatto che di Guthenberg alla fine si sappia pochissimo. Nulla si sa o molto poco di come egli sia arrivato a quell'invenzione che oggi ci consente di leggere su cartaceo o in digitale. Di tutte le delusioni e le attese che lo hanno attraversato in un momento storico particolare dove Inquisizione ed Alchimia convivevano e dove molte cose cambiavano nella società e negli stati di quel buio Medioevo.
    Ho trovato ben riuscito l'intreccio tra il contemporaneo e il medievale, tra il pensiero dell'oggi e quello del passato, scoprendo a tratti che i due mondi non sono poi su certe cose, lo scivere, il potere della scrittura, la possibilità di leggere, la libertà di stampa e tutte le questioni più o meno filosofiche che vi si possono associare, così distanti. Anzi che molte domande che ci facciamo oggi sono probabilmente, sulla libertà di stampa, sugli interessi commerciali che regolano il mondo dell'editoria, sul libro come prodotto con una vita media, sulla libertà di pensiero e di riflessione, le stesse che si facevano i contemporanei di Guthenberg quando capirono che quella in atto era davvero una rivoluzione.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho trovato l'inizio davvero lento, complicato dall'alternarsi dei periodi narrativi, nonché dal continuo passare della narrazione dalla prima alla terza persona. Ma accidenti se ne e valsa la pena. ...continua

    Ho trovato l'inizio davvero lento, complicato dall'alternarsi dei periodi narrativi, nonché dal continuo passare della narrazione dalla prima alla terza persona. Ma accidenti se ne e valsa la pena.

    ha scritto il 

  • 0

    Beh, carino... ad Anobii manca il 3,5 nei voti. Un buon romanzo con una narrazione che a volte confonde ma che ben contrappunta il presente al XV secolo. Fa un po' incazzare l'usanza tutta italiana di ...continua

    Beh, carino... ad Anobii manca il 3,5 nei voti. Un buon romanzo con una narrazione che a volte confonde ma che ben contrappunta il presente al XV secolo. Fa un po' incazzare l'usanza tutta italiana di creare dei titoli ad minchiam: cosa aveva di così brutto l'originale Il Libro dei Segreti? Che poi - al massimo - avrebbero dovuto chiamarlo La Biblioteca del Diavolo. Ah, NON leggete le note di IV cop: contiene uno SPOILER grande come una casa O___o

    ha scritto il 

Ordina per