La città della gioia

Di

Editore: Mondadori (Omnibus)

4.3
(3147)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 478 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8804268808 | Isbn-13: 9788804268802 | Data di pubblicazione:  | Edizione 11

Traduttore: Elina Klersy Imberciadori

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Viaggi

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Descrizione del libro
Anand Nagar, il quartiere slum più povero di Calcutta, ospita 70.000 persone stipate in uno spazio non più grande di tre campi di calcio.
Qui, uomini, donne, bambini, sono condannati a sopravvivere con poche rupie al giorno, a superare le maledizioni di un destino implacabile senza nessuna altra arma che non sia la speranza.
E messaggeri della speranza sono i quattro protagonisti del racconto: padre Paul Lambert, un prete francese; Bandona, una dolce infermiera conosciuta come "L'angelo della Misericordia"; il medico americano Max loeb; e infine Hasari Pal, poverissimo uomo-risciò, simbolo di tutta un'umanità sofferente.
Attorno a loro si sviluppa una vicenda intrisa di amore e dolore, di povertà e di generosità, di indicibili abbruttimenti e di straordinarie bellezze.
Brulicante di volti, di storie piccole e grandi, di personaggi qualunque e di importanti protagonisti dell'umana solidarietà (tra questi madre teresa di Calcutta, con la quale l'autore ha collaborato attivamente per la salvezza dei lebbrosi) "la Città Della Gioia" è veramente un libro unico e straordinario.
In esso il lettore troverà non solamente un'infinita testimonianza d'amore, ma anche molte informazioni circa i riti, i costumi, la variegata realtà sociale dell'India moderna.
Un romanzo completo nel senso pieno del termine, da più parti definito un "capolavoro" (le Monde) che ha in sè tutto l'impatto della realtà vera e vissuta.
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  • 4

    Meraviglioso

    Meraviglioso affresco di un paese, l'India, di una povertà estrema ma con persone ricche di umanità e carità che valicando i confini religiosi vivono in uno slum cercando di affrontare i grandi proble ...continua

    Meraviglioso affresco di un paese, l'India, di una povertà estrema ma con persone ricche di umanità e carità che valicando i confini religiosi vivono in uno slum cercando di affrontare i grandi problemi quotidiani sempre o quasi contro l'ineluttibilita' della situazione. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Intramontabile

    Grandi uomini per grandi storie, che il tempo non scalfisce, dove i valori reali della vita vengono a galla ogni giorno. Scritto molto bene, mantiene sempre alto il livello di lettura, ottimo Lapierre ...continua

    Grandi uomini per grandi storie, che il tempo non scalfisce, dove i valori reali della vita vengono a galla ogni giorno. Scritto molto bene, mantiene sempre alto il livello di lettura, ottimo Lapierre. Ingiustizie e miseria, amore infinito e maledettamente struggente. Un must per gli amanti dell'Asia, e dell'India in particolare.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è un libro che tocca il cuore, che lascia a bocca aperta per gli abissi di abiezione in cui può cadere l’uomo, ma anche per le vette di sublime amore e carità di cui è capace: di sicuro non las ...continua

    Questo è un libro che tocca il cuore, che lascia a bocca aperta per gli abissi di abiezione in cui può cadere l’uomo, ma anche per le vette di sublime amore e carità di cui è capace: di sicuro non lascia indifferenti.
    E’ un libro che insegna a prendere la vita nel giusto modo, a riscoprirne i veri valori, le vere ricchezze, e che per questo dovrebbe essere consigliato nelle scuole.
    Anche i più poveri tra noi sono anni luce lontani dai reietti degli slum di Calcutta, dove sporcizia, mosche e topi dominano incontrastati; dove per dare una dote alle figlie i padri vendono da vivi le proprie ossa che andranno a fare bella mostra di sé in qualche istituto universitario americano o giapponese; dove i lebbrosi vivono in comunità ricche di vitalità; dove le confessioni religiose si amalgamano in un melting pot perfetto, esempio di tolleranza reciproca; dove le epidemie, la fame e i cicloni si contendono i morti.
    Onore al merito a Lapierre, la cui permanenza di due anni in uno di questi inferni sulla terra ha cambiato per sempre la sua vita: da allora non ha mai smesso di combattere per portare il suo aiuto a questi Vinti, per esempio devolvendo loro la metà dei proventi derivanti dai suoi diritti d’autore ed impegnandosi in prima persona, attraverso la sua fondazione, a garantire che ogni contributo raccolto dalla sua attività ma anche dalla generosità dei suoi commossi lettori venga interamente destinato laddove serve, senza che nulla vada disperso in rivoli per alimentare la macchina della solidarietà.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Da leggere almeno una volta nella vita

    Questo libro non racconta storie false, inventate di sana pianta per il piacere della scrivere. Questo libro ìè stato scritto da un giornalista francese, Dominique La Pierre, il quale rimase colpito d ...continua

    Questo libro non racconta storie false, inventate di sana pianta per il piacere della scrivere. Questo libro ìè stato scritto da un giornalista francese, Dominique La Pierre, il quale rimase colpito dalla storia di alcune coraggiose persone che all'epoca di Maria Teresa si erano impegnati per migliorare la vita dei cittadini delle bidonyville di Calcutta.
    In alcuni passaggi mi era impossibile trattenere le lacrime e ho scritto tutto.
    Infatti questo è un libro che fa riflettere: diamo per scontate troppe cose nella nostra vita, dalle poche certezze materiali alle relazioni con il prossimo, spesso malediciamo la vita e non ci rendiamo conto come dall'altra parte del mondo ci sia chi non ha la metà delle certezze che abbiamo.

    ha scritto il 

  • 0

    Perchè non riesco ad andare avanti con questo libro? Ci son 2-3 cose che non mi aspettavo...Innanzitutto lo stile, molto documentaristico, segue un filo più da "descrizione" che da "narrazione". Si se ...continua

    Perchè non riesco ad andare avanti con questo libro? Ci son 2-3 cose che non mi aspettavo...Innanzitutto lo stile, molto documentaristico, segue un filo più da "descrizione" che da "narrazione". Si sente che i personaggi e la storia fanno da pretesto per consentire all'autore di renderci partecipi di tutte le sue conoscenze (sulle quali non ho nulla da ridire, anzi!). In secondo luogo, ero molto attratta da un aspetto della trama, che faceva cenno ad "un giovane chirurgo americano in crisi d'identità", e del quale mi aspettavo una maggiore rappresentazione. Ho valutato male il fatto che però il libro parla essenzialmente dell'India e delle sue tragedie, quindi va approcciato principalmente secondo questo interesse. Ciò che però non riesco a tollerare è il buonismo cristiano di cui è pregno il libro, e che "parla" attraverso il personaggio di padre Lambert... Non riesco ad accettare una così passiva e gaudiosa rassegnazione alle sofferenze, non riesco a vedere serenità e gioia sul volto di un bambino malato terminale o negli occhi di un lebbroso senza mani... Non è a parer mio il modo di combattere certe piaghe, forse io sono di parte, o forse...semplicemente un giorno anche io troverò conforto nel sentire così.

    ha scritto il 

  • 3

    è stato molto interessante leggerlo, perchè tornavo col microscopio in india, è stato come precipitarmi nuovamente nel traffico di Delhi, del sudiciume dell'india, e della sua terrificante tolleranza ...continua

    è stato molto interessante leggerlo, perchè tornavo col microscopio in india, è stato come precipitarmi nuovamente nel traffico di Delhi, del sudiciume dell'india, e della sua terrificante tolleranza alla povertà, al lavoro, allo sfruttamento. Leggere questa storia è come leggere la storia di milioni di Assam. Peccato solo per l'alone roseo della morale cristiana di cui è intriso il libro, che comunque mi aspettavo più prescrittivo e moralistico, quindi bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Per tanti anni l'ho lasciato nella libreria, fino a quando non ho deciso di leggerlo. Non potevo far scelta migliore, un libro che ti rimane dentro come pochi, non semplice nella lettura perché a trat ...continua

    Per tanti anni l'ho lasciato nella libreria, fino a quando non ho deciso di leggerlo. Non potevo far scelta migliore, un libro che ti rimane dentro come pochi, non semplice nella lettura perché a tratti triste, angosciante ma che come pochi aprono gli occhi su una realtà lontana dalla nostra e purtroppo ancora esistente.

    ha scritto il 

  • 0

    La città della gioia (titolo francese La Cité de la joie, 1985) è un romanzo dello scrittore Dominique Lapierre. Da tale libro è tratto l'omonimo film. Ambientata negli anni '70, l'opera narra tre st ...continua

    La città della gioia (titolo francese La Cité de la joie, 1985) è un romanzo dello scrittore Dominique Lapierre. Da tale libro è tratto l'omonimo film. Ambientata negli anni '70, l'opera narra tre storie di personaggi che, per motivi diversi, andranno a vivere nella più grande baraccopoli di Calcutta: La città della gioia.
    Tutto il romanzo è tratto da un’esperienza che ha vissuto lo stesso autore nella medesima bidonville di Calcutta. In particolare, Lapierre è rimasto colpito da come gli abitanti dello slum, pur non avendo nulla, ringraziassero Dio per quel poco che avevano e mostrassero una serenità notevole. Nella prefazione del romanzo, Dominque Lapierre dichiara di aver cambiato il nome dei personaggi e la professione, ma che in sostanza i fatti narrati corrispondono alla realtà.
    (recensione di Ceskolina91 da it.answers.yahoo.com)

    ha scritto il 

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