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La città delle ribelli

Di

Editore: Garzanti (Narratori moderni)

2.9
(27)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811684080 | Isbn-13: 9788811684084 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: A. Monti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La città delle ribelli è un romanzo divertente e provocante di Meg Wolitzer. Cosa succederebbe se improvvisamente e senza una causa apparente il desiderio di tutte le donne venisse meno? Cosa accadrebbe se le donne proponessero una sorta di sciopero del sesso? Quanto incide il sesso nella società? Una risposta provò a darcela Aristofane, che nella commedia dal titolo "Lisistrata", raccontava dello sciopero delle donne di Atene, le quali, accettando la proposta di Lisistrata, si rifiutarono di concedersi ai rispettivi uomini fintantoché non venissero deposte le armi e fosse firmato un trattato di pace. E quando, ai nostri giorni, presso la scuola di Stellar Plains l'insegnante di recitazione decide di rappresentare Lisistrata, accade qualcosa di inspiegabile. Sembra che una maledizione abbia colpito la scuola in quanto le donne non provano più alcun desiderio verso gli uomini. Mentre le donne si domandano dove sia finita la loro passione, gli uomini cominciano ad essere confusi e infelici. Ma qual'è la causa di tutto ciò? Quali possono essere le conseguenze di questa situazione? Quali sono le domande che possono venire in mente alle persone quando, senza apparente motivo, viene meno il feeling con il partner? La città delle ribelli, di Meg Wolitzer, è un romanzo sul desiderio femminile, una satira pungente che fa pensare.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Una lettura leggera, che però non lascia il segno che vorrebbe. Avrebbe guadagnato punti se non ci fosse stato lo spiegone finale, non sarebbe stato meglio lasciare sottointeso il ruolo dell'insegnante di teatro? Oppure semplicemente accennarlo? No, l'autrice ci ha presi tutti per completi idioti ...continua

    Una lettura leggera, che però non lascia il segno che vorrebbe. Avrebbe guadagnato punti se non ci fosse stato lo spiegone finale, non sarebbe stato meglio lasciare sottointeso il ruolo dell'insegnante di teatro? Oppure semplicemente accennarlo? No, l'autrice ci ha presi tutti per completi idioti e ha dovuto spiegare tutto nel dettaglio, con il risultato che la storia è finita e a noi tocca leggere altri 2-3 capitoli.

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea di partenza è il riproporre in chiave moderna un classico, in questo caso "La Lisistrata"...ma con scarso successo, a mio parere!
    La storia si svolge nella tranquilla cittadina di Stellar Plains e la narrazione ci presenta subito i primi due personaggi:Dory Lang e suo marito, una cop ...continua

    L'idea di partenza è il riproporre in chiave moderna un classico, in questo caso "La Lisistrata"...ma con scarso successo, a mio parere!
    La storia si svolge nella tranquilla cittadina di Stellar Plains e la narrazione ci presenta subito i primi due personaggi:Dory Lang e suo marito, una coppia di insegnanti che si amano profondamente.
    Pian piano compaiono gli altri personaggi, infatti, in questo libro si intrecciano varie storie.
    Ma cosa succede alle donne di questa cittadina?
    Un bel giorno nessuna sente più impulsi sessuali, nessuna ha più voglia di avere rapporti con i propri compagni...e questo coincide con l'arrivo della professoressa di teatro Fran Heller, che per la recita scolastica propone proprio il classico di Aristofane.
    La trama può sembrare carina e di fondo lo è, ma io l'ho trovato noioso e pesante!
    Se avesse avuto qualche pagina in meno e più azione, o più elementi frizzanti penso mi sarebbe piaciuto, invece è abbastanza "sonnacchioso".
    Io non conosco l'opera greca (e devo dire che mi è venuta voglia di approfondirla), ma so che le donne negavano i rapporti sessuali per un motivo, insomma era una specie di "ribellione", adottare determinati metodi per far prevalere la loro opinione, mentre le donne protagoniste di questo libro sono possedute da una magia, un incantesimo...e non sanno neanche loro il motivo.
    Insomma, secondo me, un libro né carne né pesce!

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho trovato noioso, poco interessante, forse perché mi aspettavo qualcosa di completamente diverso. Un collage di storielle familiari che si intrecciano senza troppa fantasia, nonostante l'idea dell'"incantesimo" potesse essere abbastanza originale. Nel complesso però la storia manca di attratti ...continua

    L'ho trovato noioso, poco interessante, forse perché mi aspettavo qualcosa di completamente diverso. Un collage di storielle familiari che si intrecciano senza troppa fantasia, nonostante l'idea dell'"incantesimo" potesse essere abbastanza originale. Nel complesso però la storia manca di attrattiva e la lettura è andata avanti in modo lento e faticoso. Deludente.

    ha scritto il 

  • 4

    tre e mezzo. non bellissimo ma con una serie di spunti interessanti sul rapporto genitori-figli in questa epoca in cui i ragazzi passano la maggior parte del loro tempo davanti al computer e noi genitori a volte abbiamo l'impressione di aver perso alcuni punti di contatto con loro. meno male poi ...continua

    tre e mezzo. non bellissimo ma con una serie di spunti interessanti sul rapporto genitori-figli in questa epoca in cui i ragazzi passano la maggior parte del loro tempo davanti al computer e noi genitori a volte abbiamo l'impressione di aver perso alcuni punti di contatto con loro. meno male poi ricordiamo come eravamo noi alla loro età e tutto torna. non era il computer, erano altre cose ma sempre tra noi ed i nostri genitori cercavamo di erigere un muro.
    non c'è una vera presa di coscienza e "tutto è bene quel che finisce bene" ma questa insegnante che va in giro portando "lisistrata" in ogni cittadina per cercare di far ragionare le coppie sui loro rapporti alla fine ti lascia come un soffio di speranza...

    ha scritto il 

  • 2

    Attratta dalla trama che faceva riferimento alla Lisistrata di Aristofane, speravo in un racconto arguto e divertente e invece l'ho trovato alquanto scontato e deludente. Unica cosa che salvo è il rapporto genitori/figli, là dove dice Vivevano in un'epoca in cui era terribilmente diffic ...continua

    Attratta dalla trama che faceva riferimento alla Lisistrata di Aristofane, speravo in un racconto arguto e divertente e invece l'ho trovato alquanto scontato e deludente. Unica cosa che salvo è il rapporto genitori/figli, là dove dice Vivevano in un'epoca in cui era terribilmente difficile per i genitori sopportare qualsiasi sofferenza dei figli. Se si percepiva la loro disperazione, si assorbiva come fosse la propria. Quest'epoca è oggi, ed è uno dei casi in cui un racconto ti sbatte in faccia un'evidenza che è sotto gli occhi di tutti: non siamo capaci di accettare che questi ragazzi abbiano frustrazioni. Ma questa è un'altra storia, e non c'entra nulla con le donne in rivolta che fanno lo sciopero del sesso.

    ha scritto il 

  • 0

    una notizia strepitosa per tutti: trovata la soluzione per uscire dall’empasse in cui ci ha stretto la crisi del nostro Paese! Non mi credete? Coraggio, un po’ di fiducia non guasta! Senza alcun riferimento a fatti e nomi, quante proposte hanno fatto i nostri politicanti senza che il popolo, cioè ...continua

    una notizia strepitosa per tutti: trovata la soluzione per uscire dall’empasse in cui ci ha stretto la crisi del nostro Paese! Non mi credete? Coraggio, un po’ di fiducia non guasta! Senza alcun riferimento a fatti e nomi, quante proposte hanno fatto i nostri politicanti senza che il popolo, cioè noi, ne traesse un giovamento definitivo? Appunto! Dunque, ascoltate, si tratta di formare una coalizione tutta italiana e tutta al femminile (ebbene sì, tocca sempre a noi risollevare le sorti): smettiamo di fare l'amore con i nostri uomini! Sì, avete capito bene: facciamo come nella commedia di Aristofane, Lisistrata, in cui le cittadine ateniesi si uniscono in uno sciopero del sesso per protestare contro i loro mariti e contro la guerra! Potrebbe funzionare, ma dobbiamo essere tutte d’accordo! Meg Wolitzer, già autrice de “La stagione delle cattive madri”, sembra credere nel potere che risiede in ogni donna di negarsi per spingere l’uomo, marito, compagno o amante che sia, a capitolare. Le donne di Stellar Plains, raccontate dall’autrice ne “La città dei ribelli”, edito la primavera scorsa da Garzanti, ne sanno qualcosa. Seguitemi!

    continua su: http://www.diariodipensieripersi.com/2012/08/recensione-la-citta-dei-ribelli-di-meg.html

    ha scritto il 

  • 2

    titolo assolutamente fuorviante (per ribellarsi ci vuole consapevolezza, e qui non ve n'è traccia, tutto accade per una specie di magia che non lascia scelta, e non c'è rivolta senza scelta).
    vi aspettate una storia di presa di coscienza e posizione? troverete una sonnacchiosa cittadina pre ...continua

    titolo assolutamente fuorviante (per ribellarsi ci vuole consapevolezza, e qui non ve n'è traccia, tutto accade per una specie di magia che non lascia scelta, e non c'è rivolta senza scelta).
    vi aspettate una storia di presa di coscienza e posizione? troverete una sonnacchiosa cittadina preda di incantesimi di freddezza, dove tutto si risolve solo con deus ex machina (risoluzione finale senza alcun tipo di azione dei protagonisti). e allora non ci siamo proprio.

    ha scritto il 

  • 4

    RECENSIONE PUBBLICATA ANCHE SUL BLOG "DUSTY PAGES IN WONDERLAND"

    La riscoperta della “Lisistrata” di Aristofane.
    Una nuova, eccentrica, insegnante di teatro.
    Un “incantesimo” che spinge le donne a rifiutare i rapporti sessuali.
    Questi sono gli ingredienti de “La c ...continua

    RECENSIONE PUBBLICATA ANCHE SUL BLOG "DUSTY PAGES IN WONDERLAND"

    La riscoperta della “Lisistrata” di Aristofane.
    Una nuova, eccentrica, insegnante di teatro.
    Un “incantesimo” che spinge le donne a rifiutare i rapporti sessuali.
    Questi sono gli ingredienti de “La città delle ribelli” (in originale “The un-coupling”, ossia il “non-sesso”) di Meg Wolitzer. Una ricetta piuttosto interessante...

    Nella tranquilla città di Stellar Plains arriva un'insegnante di teatro, Fran Heller. Per la scuola superiore locale opta per la rappresentazione della “Lisistrata” di Aristofane.
    Da quel momento uno strano incantesimo colpisce le donne della scuola, un improvviso ed all'apparenza irrazionale rifiuto del sesso. Diverse sono le vittime: la né troppo giovane né troppo vecchia insegnante Dory Lang; la figlia di quest'ultima, Willa; la consulente scolastica Leanne, che tronca (tra le altre) la sua relazione adulterina col preside; l'insegnante di educazione fisica Ruth, assediata dal marito e dai suoi bambini, ecc. C'è una soluzione a questo problema? E soprattutto, qual è la causa? E' forse collegata all'opera teatrale scelta?

    Lo spunto di partenza è un meccanismo non nuovo nella fiction, ma sempre d'effetto: il riproporre in chiave moderna un classico, in questo caso la Lisistrata. Tuttavia, è da sottolineare – a differenza di tante altre opere che non hanno ben chiaro il confine tra ispirazione e saccheggio - che “La città delle ribelli” è un romanzo che non vive nell'ombra della piece che riprende, e che anzi riporta più differenze che affinità.
    Innanzitutto, le ateniesi fanno sciopero per far cessare la guerra, oltre che naturalmente per far capire agli uomini che anche le loro ragioni meritano di essere ascoltate: potremmo quasi dire per il bene comune. Le donne di Stellar Plains, invece, non sono neanche consapevoli di stare combattendo. Ed in ogni caso si tratta di una causa prettamente personale: la felicità all'interno nella coppia. Il messaggio pacifista dell'opera di Aristofane è vagamente presente anche nel romanzo, ma non in maniera così spiccata.
    Inoltre, nel nostro libro manca una figura femminile forte come quella di Lisistrata, che coordina le scioperanti. Ci sono dei personaggi più forti, come Dory Lang, ma non abbiamo qualcuno che gestisce la situazione: le donne difficilmente parlano tra loro del proprio problema, quindi non hanno una linea comune d'azione.

    Sempre parlando della trama è da segnalare che quella italiana è fuorviante. Già solo guardando il titolo ci si fa l'idea di una ribellione, quando – come accennato prima – non è il termine adatto, almeno non nella sua accezione più comune. Leggendo la sinossi incontriamo la parola “strategia”, che in questo contesto non è affatto adeguata. Il calo di desiderio che colpisce le protagoniste non è voluto, e non è nemmeno atto a ferire gli uomini. Si può discutere sul fatto che probabilmente erano molto più frustrate di quello che traspariva all'esterno, ma non è questa la sede adatta per discuterne. Per non parlare dei due personaggi fusi in uno solo...

    Il cast è a dire il vero piuttosto tipizzato. Gli uomini, a parte poche eccezioni, non hanno molto spazio; per le loro (non)compagne, invece, il loro modo di amare detta tutti gli aspetti della loro personalità, in maniera forse un po' semplicistica. Quella con una relazione stabile sarà calma e razionale, l'adolescente alle prime esperienze sarà chiusa in sé stessa e passerà molte ore davanti al computer, lo “spirito libero” avrà più relazioni in contemporanea, ecc. Questa scelta è senza dubbio un'arma a doppio taglio, perché almeno a mio giudizio è sempre preferibile un cast tridimensionale.
    Tuttavia, per il tipo di storia narrato non è una decisione così fuori luogo, ed anzi dà risultati apprezzabili. Questo perché per la vena polemica – sotterrata dall'ironia e dal realismo magico, ma presente – del romanzo si prestano bene personaggi coerenti e monolitici, che esprimono diverse facce della stessa situazione. Tutte coloro che leggeranno il libro potranno riconoscere delle donne che conoscono, e soprattutto identificarsi con almeno una delle protagoniste. Di conseguenza il messaggio proposto passerà più facilmente.

    Le tematiche de “La città delle ribelli” sono di sicura attualità.
    Si può chiaramente leggere una critica – neanche troppo velata - a come venga trattata la donna nella nostra società, soprattutto nelle relazioni. Le donne di Stellar Plains, che sulla carta vivono relazioni stabili ed appaganti, sono in realtà vittime delle eccessive aspettative degli uomini, che le danno per scontate. Le pretendono sempre giovani, belle, e soprattutto disponibili a tutte le loro voglie. E non importa se danno segni di malessere sempre più evidenti, nemmeno se magari la loro unione sta pagando lo scotto dell'abitudine e la monotonia. Ben venga l'incantesimo, quindi, perché costringe a porsi delle domande e a rivedere – per forza – le fondamenta del loro rapporto, e porta le donne ad essere più autonome e (si spera) felici. Certo è un processo lungo e doloroso per entrambe le parti, ma necessario.

    Altro tema che fa spesso capolino è l'affermarsi delle nuove tecnologie. Di solito nei romanzi che lo trattano prevalgono i lati negativi, quali la perdita del contatto umano e più in generale del confine tra la vita reale e quella virtuale; ed anche ne “La città delle ribelli” è presente quest'interpretazione. Tuttavia, il discorso non si conclude con uno sterile “Internet fa male” ma cerca anche di vederne i suoi aspetti positivi, come la possibilità di conoscere nuove nozioni e di essere sempre in contatto con il mondo.
    Naturalmente non è il tema predominante del romanzo, ma è senza dubbio molto presente, insieme comunque a molti altri.

    C'è poco da dire sullo stile di Meg Wolitzer, e non è necessariamente da leggersi in modo negativo. Non eccelle per virtuosismi e forse non brilla per personalità, però è scorrevole e si adatta alla storia.
    Lo stesso giudizio vale per “La città delle ribelli” in sé: senza dubbio non è un capolavoro che si farà ricordare ai posteri, però è un romanzo onesto e più che dignitoso, contenente tra l'altro delle morali che forse dovremmo tenere a mente più spesso.

    ha scritto il 

  • 0

    «La città delle ribelli è arguto e intenso dalla prima all'ultima riga. Meg Wolitzer è una narratrice nata che incanta con le parole e i personaggi.»
    «The New York Times»

    «Un romanzo che tutte le ragazze e tutte le donne consapevoli della loro vita sessuale dovrebbero legge ...continua

    «La città delle ribelli è arguto e intenso dalla prima all'ultima riga. Meg Wolitzer è una narratrice nata che incanta con le parole e i personaggi.»
    «The New York Times»

    «Un romanzo che tutte le ragazze e tutte le donne consapevoli della loro vita sessuale dovrebbero leggere.»
    «The Wall Street Journal»

    «Svela i nostri desideri più nascosti.»
    «The Washington Post»

    ha scritto il