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La ciudad de los prodigios

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Publisher: Editorial Seix Barral, S.A.

3.9
(365)

Language:Español | Number of Pages: 576 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , German , French , Catalan , English

Isbn-10: 8432207810 | Isbn-13: 9788432207815 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
En el período comprendido entre las dos Exposiciones Universales de Barcelona de 1888 y 1929, con el telón de fondo de una ciudad tumultuosa, agitada y pintoresca, real y ficticia, asistimos a las andanzas de Onofre Bouvila, inmigrante paupérrimo, repartidor de propaganda anarquista y vendedor ambulante de crecepelo, y su ascensión a la cima del poder financiero y delictivo. Mendoza nos propone un nuevo y singularísimo avatar de la novela picaresca y un brillante carrusel imaginativo de los mitos y fastos locales. Una fantasía satírica y lúdica cuyo sólido soporte realista inicial no excluye la fabulación libérrima.
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  • 3

    Sembra vero

    Un romanzo su Barcellona. Scritto sempre davvero bene ma con alcuni momenti meno interessanti. Con un montaggio particolare che sfuma alcuni epiloghi di scene importanti; fa un effetto strano. Alcune volte questo montaggio affascina, altre confonde.

    said on 

  • 4

    In un vasto romanzo storico, significativamente collocato fra la prima (1888) e la seconda (1929) Esposizione Universale, Eduardo Mendoza ci racconta la trasformazione di Barcellona da malsano borgo di mare a grande metropoli, attraverso l’arrampicata sociale di uno spregiudicato ragazzo di monta ...continue

    In un vasto romanzo storico, significativamente collocato fra la prima (1888) e la seconda (1929) Esposizione Universale, Eduardo Mendoza ci racconta la trasformazione di Barcellona da malsano borgo di mare a grande metropoli, attraverso l’arrampicata sociale di uno spregiudicato ragazzo di montagna, Onofre Bouvila. Romanzo civile e romanzo di formazione, quindi; ma mentre il secondo stenta a decollare e si perde in parecchie lungaggini, il primo affascina, con le sue continue divagazioni, scritte benissimo, nelle quali si spazia dalla storia all’urbanistica, dalla statistica sociale all’economia. Viene insomma il sospetto che Bouvila sia più un pretesto narrativo che un vero personaggio, e Mendoza si serva di lui soprattutto per illustrare le sue tesi. In effetti, solo dopo oltre 500 pagine Bouvila acquisisce spessore e si sottrae alla monodimensionalità (far soldi, far soldi, far soldi) a cui l’ha destinato il suo autore; le prime 500 pagine del libro ce lo presentano intento a scalare, rapido e brutale, i vertici economici (ma non sociali!) della città: un personaggio in qualche modo brechtiano, ma non scolpito con sufficiente incisività. Fanno la loro comparsa anche Primo de Rivera, Mata Hari e, in un delizioso cameo, Antoni Gaudì; e restano pagine di rara forza sullo spietato meccanismo di accumulazione capitalistica che a tutto presiede e giustifica ogni atrocità. Come questa: Alla Lonja ed al Borne, nei consolati e nelle sedi delle missioni diplomatiche, negli uffici commerciali e nella banche, nei club e nei ristoranti, nei salotti, nei camerini dei teatri e nei foyer, nelle sale da gioco, nei cabaret e nei bordelli, negli alberghi e nelle pensioni, in un vicolo buio, nel chiostro deserto di una chiesa, nella camera da letto di una meretrice profumata e ansante, si scambiavano offerte, si fissavano prezzi a caso, si rilanciava, si facevano intravvedere bustarelle, si profferivano minacce e ci si appellava ai sette peccati capitali per concludere un affare; così il denaro passava di mano in mano, così in fretta e in quantità tale che l’oro fu sostituito dalla carta, la carta dalla parola, e la parola dalla pura immaginazione: tanti credevano di aver guadagnato somme straordinarie e altri credevano di averle spese, senza che la realtà suffragasse tali convinzioni.

    said on 

  • 4

    Una maravillosa historia de como creció Barcelona y de la relación que tuvo durante ese periodo crítico con Madrid. Una impactante historia de como un chico de pueblo se convierte en una personalidad en una gran ciudad. Una triste historia acerca de aquello que decide sacrificar este chico para c ...continue

    Una maravillosa historia de como creció Barcelona y de la relación que tuvo durante ese periodo crítico con Madrid. Una impactante historia de como un chico de pueblo se convierte en una personalidad en una gran ciudad. Una triste historia acerca de aquello que decide sacrificar este chico para conseguir su propósito.

    Muy bien escrita, lo que no es sorprendente tratándose de Mendoza. Un argumento bien hilado y unos personajes bien perfilados. Sin duda, una lectura muy recomendable.

    said on 

  • 2

    Aggiungo una mezza stellina alle due che vedete perchè il romanzo pur essendo interessante si perde in descrizioni e digressioni rispetto alla storia principale. Questo crea un disorientamento nel lettore che si deve impegnare per ricordare le vicende del protagonista e al tempo stesso scoprire l ...continue

    Aggiungo una mezza stellina alle due che vedete perchè il romanzo pur essendo interessante si perde in descrizioni e digressioni rispetto alla storia principale. Questo crea un disorientamento nel lettore che si deve impegnare per ricordare le vicende del protagonista e al tempo stesso scoprire lati nuovi di Barcellona e della storia della Spagna. Un romanzo impegnativo quindi nonostante la scrittura scorrevole e l'argomento che tratta: la scalata al potere e alla ricchezza di un giovane campagnolo. nell'insieme interessante ma forse con qualche descrizione di meno lo si apprezzerebbe di più.

    said on 

  • 4

    Recuerdo haberlo leído con ventipocos años y he tenido la misma sensación es estar atrapado por la historia de Onofre desde el capitulo 1.


    Creo que hay dos puntos claves en el libro:


    - La ambientación de la historia de Barcelona y sus gentes en el período que discurre entre exposici ...continue

    Recuerdo haberlo leído con ventipocos años y he tenido la misma sensación es estar atrapado por la historia de Onofre desde el capitulo 1.

    Creo que hay dos puntos claves en el libro:

    - La ambientación de la historia de Barcelona y sus gentes en el período que discurre entre exposiciones. - La historia personal de ascenso de Onofre desde la pobreza reinante de la época a prohombre del país. Realmente llegas a tener por él ese mismo sentimiento de respeto/desprecio que muestran los personajes del libro.

    Además, todo ello salpicado por secundarios que hacen más amena aún la lectura del libro. Muy recomendado, lo situo en mi top de libros de narrativa.

    said on 

  • 3

    è stata dura arrivare alla fine di questo libro, l'ho trovato eccessivamente prolisso e dispersivo in diversi tratti. La storia non mi ha entusiasmato particolarmente, anche se è interessante l'affresco di Barcellona che Mendoza realizza descrivendone la vita nell'arco di circa mezzo secolo.

    said on 

  • 3

    Sono un po' severo, forse meriterebbe anche la quarta stella. Tre stelle e mezzo di sicuro. Le cose più interessanti sono le informazioni storiche, gli aneddoti e la storia di Barcellona tra i due secoli che fanno da contrappunto alla vicenda, che peraltro è avvincente. A non convincermi proprio ...continue

    Sono un po' severo, forse meriterebbe anche la quarta stella. Tre stelle e mezzo di sicuro. Le cose più interessanti sono le informazioni storiche, gli aneddoti e la storia di Barcellona tra i due secoli che fanno da contrappunto alla vicenda, che peraltro è avvincente. A non convincermi proprio sono i dialoghi tra i personaggi, che sembrano finti, quasi di maniera. Soprattutto nella parte centrale. Strano, perché Mendoza scrive bene, e peccato per il romanzo, che avrebbe potuto essere il suo capolavoro visto anche l'intento ambizioso.

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  • 3

    Extraordinario personaje

    Una buena novela. Cuenta una amena historia, donde Onofre es el principal protagonista, y su ambición desmedida. Mendoza lo escribe con un estilo particular. El hilo conductor son las aventuras y ascensión económicamente y socialmente de este personaje extraordinario.


    A partir de este argu ...continue

    Una buena novela. Cuenta una amena historia, donde Onofre es el principal protagonista, y su ambición desmedida. Mendoza lo escribe con un estilo particular. El hilo conductor son las aventuras y ascensión económicamente y socialmente de este personaje extraordinario.

    A partir de este argumento inicial surgen varias subtramas. Cualquier palabra o pensamiento puede ser el “resorte” para dejar la historia central, y el autor narra las más variadas digresiones .La más recurrente y principal, que llega a ser un personaje más en la novela, es Barcelona. Hace un gran recorrido histórico, social, político y anecdótico. Luego hay un gran repertorio de personajes secundarios, desde los más extravagantes y surrealistas hasta personajes históricos, y numerosas anécdotas de todo tipo. Y casi siempre narrado con gran humor, sin olvidar el rigor histórico con su dramatismo. La parte que más me ha gustado es la 1ª mitad, especialmente cuando Onofre se instala en la pensión con los peculiares personajes que lo habitan (me ha recordado a Pérez Galdós), su descubrimiento de la ciudad y las argucias y tretas que tiene que hacer por sobrevivir.

    La única pega que le pongo, es que algunas de estas tramas secundarias o divagaciones pueden ser excesivas. La mayoría son excelentes y fascinantes, con algún toque fantástico, surrealista o absurdo. Da a conocer personajes y hechos atractivos, pero hay otras que ralentizan y lastran la historia dando importancia a anécdotas pesadas y tediosas. Por fortuna son pocas las veces. Novela recomendable con momentos divertidos, de aventura y con datos históricos.

    said on 

  • 5

    Para mi el mejor de E.Mendoza. Nadie como él para descubrir Barcelona a través del tiempo y como fue su crecimiento urbano y social mediante un campesino venido a menos en una gran ciudad que está creciendo. Lo mejor el cuento que narra y que no cuenta el desenlaze, lo peor lo poco reconocido que ...continue

    Para mi el mejor de E.Mendoza. Nadie como él para descubrir Barcelona a través del tiempo y como fue su crecimiento urbano y social mediante un campesino venido a menos en una gran ciudad que está creciendo. Lo mejor el cuento que narra y que no cuenta el desenlaze, lo peor lo poco reconocido que esta en Barcelona un escritor de esta clase.

    said on 

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