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La civiltà del riuso

Riparare, riutilizzare, ridurre

Di

Editore: Laterza

3.3
(26)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 138 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8842096334 | Isbn-13: 9788842096337 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-fiction , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Non facciamo mai caso che in albergo, al ristorante, al bar, al cinema, dormiamo tra lenzuola e mangiamo in piatti già usati centinaia di volte, ci mettiamo in bocca posate che altri hanno già utilizzato, ci accomodiamo su sedie e poltrone che hanno già sostenuto molti altri corpi. L'appartamento dove viviamo, se non è di nuova costruzione, è già stato abitato da molte altre famiglie. Le città che frequentiamo sono già state utilizzate per centinaia o migliaia di anni. L'intero pianeta è stato ed è usato e condiviso da miliardi di altri esseri umani. Il mercato dell'usato copre solo una piccola parte di questi passaggi di mano. Dono, baratto, condivisione, abbandono, esproprio e saccheggio hanno da sempre un peso molto maggiore di quanto si pensi: l'atteggiamento, i sentimenti e le finalità che accompagnano queste azioni ci svelano la realtà del nostro rapporto con le cose, che è quasi sempre carico di senso e di affetti, ben più delle pulsioni o dei ragionamenti che guidano all'acquisto del 'nuovo', dove prevalgono invece sensazioni e scelte imposte dal mercato. Ma il riuso ha potenzialità nascoste che occorre sviluppare: perché le cose che scartiamo ogni giorno sono tantissime e perché il riuso conviene sia a chi cede che a chi acquisisce, riduce il prelievo di materie prime e la produzione di rifiuti, promuove condivisione e commistione di gusti e stili di vita, aumenta l'occupazione. Promuovere il riuso si può fare in breve tempo e con poche risorse.
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  • 3

    Libro piuttosto teorico, che vola alto nel campo della filosofia ecologica. Pochi esempi pratici, pochi casi concreti e soprattutto pochi suggerimenti e piani di azione per incrementare il riuso, il ...continua

    Libro piuttosto teorico, che vola alto nel campo della filosofia ecologica. Pochi esempi pratici, pochi casi concreti e soprattutto pochi suggerimenti e piani di azione per incrementare il riuso, il riciclo, la riparazione e giungere concretamente a una maggiore sostenibilità e consapevolezza del consumo. (temi peraltro più volte e ampiamente trattati dallo stesso autore in altri suoi libri).

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è buono e ben scritto come è ovvio aspettarsi dall'autore. Dice anche cose ovvie, almeno per me costretta da cronica poca disponibilità di pecunia e da forma mentis anticonsumo ...continua

    Il libro è buono e ben scritto come è ovvio aspettarsi dall'autore. Dice anche cose ovvie, almeno per me costretta da cronica poca disponibilità di pecunia e da forma mentis anticonsumo introiettata tal quale da genitori 1.pauperisti e 2.geniali riciclatori, della serie di necessità virtù, ma anche viceversa.

    Per saperne di più leggere qua con assiduità e fiducioso abbandono:

    http://www.guidoviale.it/?p=471

    ha scritto il 

  • 3

    A chi la consiglio? A un marziano!

    Una mezza delusione. Credevo fosse una guida al riuso, una fonte di indirizzi, consigli. Invece è una raccolta divulgativa sul nostro rapporto con gli oggetti che buttiamo, che ci racconta cose che ...continua

    Una mezza delusione. Credevo fosse una guida al riuso, una fonte di indirizzi, consigli. Invece è una raccolta divulgativa sul nostro rapporto con gli oggetti che buttiamo, che ci racconta cose che tutti sappiamo già. A chi la consiglio? A un marziano bisognoso di conoscerci meglio. Apprenderebbe che quando i nostri genitori muoiono e dobbiamo vendere l’appartamento, quando divorziamo o traslochiamo, ci troviamo a maneggiare una stratificazione di oggetti accumulati per anni, spesso inutili, rotti o superati, di nessun valore economico e potenzialmente dannosi al nostro equilibrio psichico perché ci ricordano tempi ormai andati. Il marziano sarebbe sicuramente interessato ad apprendere da Guido Viale che i suddetti oggetti potrebbero essere: a) conferiti nel cassonetto (scelta sconsigliata), b) regalati, c) venduti al mercatino dell’usato o su e-bay, d) usati da noi. Geniale! Chi l’avrebbe mai detto? Apprenderebbe inoltre che purtroppo si è persa la manualità necessaria a rigenerare vestiti o oggetti (a proposito se qualcuno sa aggiustarmi il frullatore mi mandi un mp). Insomma in questi giorni Napoli è sommersa dalla spazzatura e io non ho certo bisogno di Guido Viale per sapere che se non ci diamo una regolata la monnezza ci seppellirà, che è meglio bere l’acqua del rubinetto piuttosto che intasare le autostrade con i tir e le discariche con la plastica delle bottigliette, che sarebbe bellissimo usare solo detersivi, vino e latte alla spina, portandosi la sporta da casa, che è la moda a spingerci a comprare sempre cose nuove e inutili. Ho trovato invece interessante il capitolo sulla condivisione dei beni in contrapposizione al rapporto utilitaristico, sia delle cose che delle persone, e quello sull’utopia del riuso.

    Assegno una stellina extra perchè mai e poi mai avrei pensato di ritrovare citati libri di autori che amo come Franzen, Levi, Dickens, McCarthy, Szabò e persino Pamuk che parlano di cantine polverose, oggetti che hanno solo un valore affettivo e spazzatura.

    Se veramente ci tenete all’ambiente, prima ancora della raccolta differenziata, smettetela di comprare, e fate tre cose con la R:

    Rileggetevi Latouche (che Viale neanche cita in bibliografia) http://www.anobii.com/millericcioli/books?searchType=1&…

    Riascoltate il video di Tiziano Terzani (dura solo un minuto) http://www.youtube.com/watch?v=qnJoWuKfwrU&feature=rela…

    Rivedete , se avete più tempo, questo video illuminante http://www.youtube.com/watch?v=2NiO_YX9tGk&feature=rela…

    ha scritto il 

  • 2

    libro obsoleto e ripetitivo. pieno di paroloni, di lettura sicuramente non immediata e difficile. ma dove vuole arrivare? dall'incipit si poteva pensare ad una sorta di "manuale" sul riutilizzo delle ...continua

    libro obsoleto e ripetitivo. pieno di paroloni, di lettura sicuramente non immediata e difficile. ma dove vuole arrivare? dall'incipit si poteva pensare ad una sorta di "manuale" sul riutilizzo delle cose dismesse mentre e' piu' un elenco - troppo pomposo e ripetitivo - di dove si trovano cose usate / buttate e sulle definizioni di cose usata / buttate / riciclate. ogni concetto viene ripetuto e ripetuto e ripetuto infinite volte, anche a distanza di capitoli... tutto il libro avrebbe potuto essere scritto in una ventina di pagine. l'ho gia' detto che e' RIPETITIVO? Veramente illeggibile! sono andato avanti saltando da un paragrafo all'altro per saltare la ripetitivita' delle frasi e dei concetti, ma con poco successo. non oso nemmeno bookcrossarlo... credo che lo abbandonero' semplicemente da qualche parte... con le mie note :) what a waste of money!

    ha scritto il 

  • 3

    Più una sintesi di "perché riciclare", che non "come riciclare". Non priva di fascino la parte dedicata alla vita degli oggetti, al ruolo che possono giocare nella nostra vita e al sentimento che ...continua

    Più una sintesi di "perché riciclare", che non "come riciclare". Non priva di fascino la parte dedicata alla vita degli oggetti, al ruolo che possono giocare nella nostra vita e al sentimento che accompagna la scelta di disfarcene. Belle le citazioni letterarie. Interessante anche la riflessione su una serie di elementi noti e dati per scontati, come ad esempio il riuso degli oggetti, tanto presente, quanto inavvertito, nella vita quotidiana di tutti noi. Dal punto di vista pratico però non ha molto da aggiungere alle conoscenze di una persona mediamente informata. Mi aspettavo un'analisi più ampia e approfondita, e soprattutto speravo di trovare qualche suggerimento pratico.

    Scambiabile, ovviamente!

    ha scritto il 

  • 4

    Cose come persone

    "L'amore per le cose è l'antitesi dell'approccio utilitaristico agli oggetti, il cui limite di fondo non sta solo né principalmente in una unilaterale accentuazione del rapporto pratico - e quindi ...continua

    "L'amore per le cose è l'antitesi dell'approccio utilitaristico agli oggetti, il cui limite di fondo non sta solo né principalmente in una unilaterale accentuazione del rapporto pratico - e quindi finalizzato all'uso, motivato da un interesse - che lega l'uomo al mondo; bensì soprattutto nel disinteresse per il destino che attende le cose dopo essere state usate. Il limite principale dell'utilitarismo non sta nell'attribuire una utilità (..) bensì nel tacito presupposto che possiamo sbarazzarci senza problemi di tutto ciò che non ci serve più. Enunciata così, questa disinvoltura può ormai sembrarci un'ovvietà, la cosa più naturale del mondo. Ma è invece il modello di un rapporto analogo che siamo indotti a instaurare anche con gli umani: li frequentiamo perché ci piacciono o ci servono; e quando non ci piacciono o non ci servono più, ce ne sbarazziamo - ci sbarazziamo del rapporto con loro - senza preoccuparci del destino di solitudine, disperazione o miseria, a cui questo gesto li - o ci - può condannare. (pag.102)

    ha scritto il 

  • 3

    Se siete a digiuno di mercatini delle pulci, di raccattare mobili per strada, di comprare su ebay etc il libro e' un'utile introduzione al mondo del riuso, di come si può valorizzare tutto ciò che ...continua

    Se siete a digiuno di mercatini delle pulci, di raccattare mobili per strada, di comprare su ebay etc il libro e' un'utile introduzione al mondo del riuso, di come si può valorizzare tutto ciò che la nostra considera società considera rifiuto sebbene abbia ancora un valore d'uso molto elevato, mettendo in crisi il concetto di consumo. Se invece avete dimestichezza con questo mondo ne ricaverete un po' di sicurezza in più e qualche informazione utile su come ampliare la sfera del riuso. Il libro lascia l'amaro in bocca. Dopo una partenza brillante sui principali generatori di rifiuti (innovazione, pubblicità, moda) e il rapporto con gli oggetti usati, si perde in mille aneddoti e casi di successo per approdare ad una proposta "utopica". Quello che manca e' soprattutto un'argomentazione forte sui vantaggi del riuso che faccia presa sui tanti che si avvicinano a questo tema in modo ingenuo, per curiosità o proprio moda, senza essere posseduti da quella tensione etica che Viale in qualche modo presuppone.

    ha scritto il