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La colina de Watership

By Richard Adams

(62)

| Others | 9788432207525

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Book Description

La colina de Watership (Watership Down) es un gran clásico de la literatura contemporánea, traducido a veinte idiomas. Nacida originariamente de un improvisado relato que el autor hizo a sus sobrinos durante un largo viaje en coche, la obra, pese a e Continue

La colina de Watership (Watership Down) es un gran clásico de la literatura contemporánea, traducido a veinte idiomas. Nacida originariamente de un improvisado relato que el autor hizo a sus sobrinos durante un largo viaje en coche, la obra, pese a estar

548 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ho deciso di comprare questo libro essenzialmente per la copertina (lo so, non si dovrebbero giudicare così) e ammetto che in un primo momento mi sono appassionata molto. Il problema è che il romanzo si dilunga molto, e in alcune è parti molto disper ...(continue)

    Ho deciso di comprare questo libro essenzialmente per la copertina (lo so, non si dovrebbero giudicare così) e ammetto che in un primo momento mi sono appassionata molto. Il problema è che il romanzo si dilunga molto, e in alcune è parti molto dispersivo, e quindi diventa anche pesante seguire la storia. Lo consiglio vivamente a chi vuole apprendere qualche nozione sullo stile di vita dei conigli, perché ci sono diverse parti in cui l'autore si sofferma su alcuni riti o caratteristiche reali della vita dei conigli; ma anche a chi legge romanzi per svago, soprattutto ai ragazzi a cui piacciono le storie di avventura.

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    Maty 1017 said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nel sud dell'Inghilterra, sulle colline del Berkshire, prolifera una ricca conigliera. Qui vive anche il piccolo Quintilio, spesso preda di sogni premonitori: stavolta il sonno gli ha parlato di un grave pericolo che li minaccia, qualcosa che viene d ...(continue)

    Nel sud dell'Inghilterra, sulle colline del Berkshire, prolifera una ricca conigliera. Qui vive anche il piccolo Quintilio, spesso preda di sogni premonitori: stavolta il sonno gli ha parlato di un grave pericolo che li minaccia, qualcosa che viene dagli uomini, un presentimento inspiegabile. Come svelare agli altri conigli il rischio che sta per travolgerli? Come metterli in guardia? E cosa fare se il Coniglio Capo non gli crede? Fuggire: bisogna fuggire lontano, attraverso terre sconosciute. Bisogna trovare il coraggio necessario, correre fino allo sfinimento e non lasciarsi mai prendere dallo sconforto. Quintilio non è solo nel suo viaggio: con lui ci sono Moscardo, Parruccone, Mirtillo e tanti altri. Loro sanno attraversare i fiumi, sfuggire alle trappole, lottare con coraggio se c'è un amico da salvare. Anche se il viaggio sembra non finire mai e i nemici sbucano da ogni parte.

    La trama così recita. Ebbene sì, non ho letto questo libro da bambino, ma come si dice: “C’è sempre tempo per recuperare, no?”.
    Questo libro non arriva a caso nella mia libreria.
    E’ il libro che ho ricevuto per l’iniziativa del “Libro sospeso”. Era destino che arrivasse a me, e io lo leggessi.

    “Molti conigli trascorrono tutta la vita nello stesso luogo e mai corrono per più di un centinaio di metri alla volta”.

    In questo libro protagonisti come da titolo – la collina dei conigli – sono un gruppo animale appartenente alla famiglia dei leporidi.
    Nel libro l’elemento animale è completamente umanizzato, il lettore si trova davanti questi animaletti alle prese con i loro ragionamenti, le loro avventure, le loro usanze, le loro abitudini. Ma questo è solo un primo piano d’analisi che l’autore ci offre, poi seguito da un secondo più specifico e dettagliato, che ci presenta gli aspetti essenziali della vita dei conigli: la sopravvivenza, la riproduzione, l’organizzazione sociale, le gerarchie.
    Un libro particolare, che a volte risente un po’ di qualche lentezza (alcuni episodi potevano benissimo essere omessi), ma che risulta comunque gradevole.
    Un libro che mescola etologia, ma anche elementi faunistici, rimandi al clima, e conformazioni del territorio, tutto condito con l’inserimento a inizio di ogni capitolo di citazioni di autori più o meno famosi.
    Un libro per piccini, ma anche per chi grande non ci si sente mai fino in fondo.

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    Jack said on May 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ok, lasciamo stare il discorso "Quanto siamo simili ai conigli" o viceversa. Perché sì, questo libro raggiunge un'epicità notevole parlando di conigli, ma potremmo quasi parlare, senza "quasi" forse, di già visto. I temi principali di questo libro, l ...(continue)

    Ok, lasciamo stare il discorso "Quanto siamo simili ai conigli" o viceversa. Perché sì, questo libro raggiunge un'epicità notevole parlando di conigli, ma potremmo quasi parlare, senza "quasi" forse, di già visto. I temi principali di questo libro, l'esodo, il coraggio, la cattiveria "umana", l'utopia e la distopia, non sono temi nuovi, non sono quello che ci fanno meravigliare di fronte a quest'opera. Almeno secondo me. Certo, la storia è avvincente, meravigliosa, piena di coraggio, cattiveria, bellezza. Ma il punto è, stiamo parlando di conigli. Bene, mi ripeto, niente di nuovo, cose simili se ne leggono. Arriva l'uomo, fuggiamo, nuove regole, scoperte, battaglie, robe. Il punto è trattare di conigli ed essere meravigliosi. La prima cosa che dovrebbe farvi drizzar le orecchie come al mio adorato Quintilio è il fatto che Richard Adams parla del "lapino". Il lapino, la lingua dei conigli. Capito? Una lingua che si parla non solo parlando. Questo per farvi un esempio, per invitarvi a capire che il pregio di questo libro sia la maestosa meraviglia con cui l'argomento viene trattato, la consapevolezza che si sta narrando qualcosa che deve essere recepito in una certa maniera. Con certe note, certi caratteri, certe "realtà". Si riesce a leggere un libro che parla di conigli sentendosi altamente suggestionati. Ecco, ho trovato la parola, suggestione. Tutto qua.

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    mementomihi said on May 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ##«"Il mio cuore è andato a unirsi ai Mille, perché il mio amico oggi ha smesso per sempre di correre".

    Immaginate di essere un coniglio.
    Abitate in una conigliera come tante altre, uscite il giorno per andare al pascolo con i vostri simili, mangiate, scorrazzate su e giù per i prati, vi crogiolate al sole e vi raccontate storie sulle avventure di El-H ...(continue)

    Immaginate di essere un coniglio.
    Abitate in una conigliera come tante altre, uscite il giorno per andare al pascolo con i vostri simili, mangiate, scorrazzate su e giù per i prati, vi crogiolate al sole e vi raccontate storie sulle avventure di El-Haraihrà, ossia il principe dei conigli.
    Ma in una di queste conigliere vi dimora un coniglietto molto particolare, si chiama Quinitilo ed è certo che la sua gente presto sarà colpita da un’immane catastrofe.
    Suo fratello Moscardo non gli crede all’inizio, pensa che tutto sia frutto della sua fervida immaginazione ma poi, non si sa per quale motivo, comincia a ricredersi e decide di intraprendere insieme a lui un lungo viaggio alla ricerca di un nuovo luogo in cui poter vivere in pace.
    Non tutti i conigli però sono disposti a seguire i due indomiti fratelli, alcuni li credono folli, altri affetti da manie di grandezza, ma pur tuttavia i due fratelli riescono a creare un piccolo ed eterogeneo gruppo di coraggiosi avventurieri, formato da Mirtillo, il coniglio più ingegnoso del gruppo, Dente di Leone, abile nella corsa e nel raccontare storie, Pungitopo e Argento, due ex-soldati.
    Inizia così per questo simpatico gruppetto una lunga odissea alla ricerca di un luogo incontaminato, in cui poter vivere finalmente liberi e al sicuro da qualsiasi pericolo.
    La strada che porta alla libertà, però, è irta di pericoli: ci sono elil (ovvero tutti quegli animali selvatici che cacciano i conigli), fattorie abitate da uomini e perfino conigliere insidiose da cui è meglio stare alla larga.
    Una volta raggiunto il colle Watership, per i nostri conigli sembra essere finalmente giunta la meritata pace, ma qualcosa manca ancora: non ci sono coniglie per far sviluppare la nuova conigliera e senza di loro non potrà esserci futuro per la loro stirpe.
    Per fortuna Moscardo e compagni incontrano un uccello, Kehaar e grazie a lui riescono a scovare una conigliera non molto lontana, di nome Efrafra, da dove poter far fuggire con le buone, o con le cattive, qualche coniglietta, ma i nostri eroi non sanno che uscir vivi da quella conigliera sarà un'impresa che potrà costar a tutti loro la vita…
    E’ uno dei libri più belli, scorrevoli e incredibili che abbia letto in tutta la mia vita.
    E’ un libro per sognatori, per chi ha ancora la capacità, in questo mondo così falso e distruttivo,di credere ancora nei propri sogni.
    Seguire passo dopo passo le peripezie di Moscardo e compagni è stata un’emozione indescrivibile, mi sono sentita letteralmente catapultare in un mondo fiabesco, completamente immersa nella natura, circondata dalle sue eterne bellezze.
    E’ straordinario il modo in cui Richard Adams sia riuscito a dare linfa vitale a un mondo che, purtroppo, sta diventando pian piano sconosciuto a noi tutti a causa dell’inevitabile sviluppo tecnologico che la nostra società sta vivendo…tornare immersi nella natura, combattere una lotta per la sopravvivenza come questi coniglietti è un’esperienza che chiunque vorrebbe poter fare.
    Un romanzo che mi ha coinvolta, incuriosita, tenuta col fiato sospeso, divertito(bellissime le favole di Dente di Leone)e fatto affezionare ai suoi personaggi, così ricchi di sfaccettature.
    Una storia di coraggio, amicizia, lotte per la sopravvivenza, diversi usi e costumi, insediamenti per vivere, in parole povere una società che parafrasa, parallela, la nostra.
    Leggendo questo splendido libro vi accorgerete che, vivere da coniglio, sebbene sia molto rischioso, potrebbe essere davvero un’esperienza unica e chissà che nella realtà non sia davvero così.
    Un libro che ci fa riavvicinare alla natura e ai suoi abitanti, con le sue bellezze e le sue bruttezze, con le sue tragedie e le sue conquiste.
    E’ uno di quei capolavori che non si può perdere, uno di quei libri che hanno sempre qualcosa da insegnare, magari il piacere di leggere.
    E se quando avrete finito di farlo il vostro personale vocabolario si sarà arricchito di alcuni termini astrusi, non preoccupatevi, sarete uno di loro.
    Un consiglio spassionato: abbandonate per un momento la vostra frenetica vita e lasciatevi abbracciare dalla poesia con cui viene raccontato.
    Meraviglioso e struggente, violento e dolce, in una sola parola indimenticabile.

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    Banshee said on May 7, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Una bella storia

    "Di primule non ce n'erano più".
    Così comincia questo romanzo conigliesco, dopo una sostenuta epigrafe di Eschilo. E' il primo passo del lettore sulle pendici del colle Watership, dove sta per essere messa in scena una storia di quelle singolari. Un ...(continue)

    "Di primule non ce n'erano più".
    Così comincia questo romanzo conigliesco, dopo una sostenuta epigrafe di Eschilo. E' il primo passo del lettore sulle pendici del colle Watership, dove sta per essere messa in scena una storia di quelle singolari. Un po' poema epico e un po' Signore degli anelli, una via di mezzo tra Senofonte e Tolkien, questo romanzo inizialmente spiazza, disorienta, poi conquista. Devo ammettere che accettare di leggere una storia in cui dei conigli dai nomi buffi discutono del più e del meno, hanno visioni e percezioni extrasensoriali, non è facile. Ma superato il primo scoglio, quello di un'impossibile verosimiglianza, ed entrati nell'ottica di questa comunità di leporidi, la faccenda si fa avvincente. Ci si affeziona a queste bestiole che lo scrittore dota di una notevole caratterizzazione psicologica, e questo le rende affascinanti. I caratteri ben delineati dei protagonisti ne fanno, quindi, una lettura non superficiale, seppur non certo difficile. E così, pagina dopo pagina, entriamo in un mondo fatto di cunicoli, di tane, di pascoli erbosi, di insidie insospettate, ecc. Tutto dal punto di vista dei conigli e, grazie a loro, impariamo a conoscere la stupidità degli uomini (e di loro, in un romanzo in cui sono solo personaggi sullo sfondo, non si sente affatto la mancanza). Impariamo ad usare dei termini della lingua lapina, e persino i rudimenti di una sorta di religione conigliesca. Le avventure narrate appassionano. Si capisce che non è un capolavoro (e forse le 4 stelle sono anche generose) ma è una bella storia. Ha una morale, sebbene non originalissima. Ma soprattutto ha un buon ritmo narrativo e una sua intrinseca originalità. Merita di essere letta, per riposare la mente dalle fatiche di letture concettuose.

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    GL7 (solo cartacei) said on May 5, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Non avrei mai pensato di potermi appassionare così tanto in età adulta ad una storia di conigli!!
    Piacevolmente stupita da questa splendida avventura.

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    Elora said on May 4, 2014 | Add your feedback

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