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La commedia umana

Di

Editore: Marcos y Marcos (Gli alianti)

4.0
(495)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Ceco

Isbn-10: 8871682718 | Isbn-13: 9788871682716 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Zapparoli , Claudia Tarolo

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Homer è un ragazzino di quattordici anni pieno di entusiasmo. La famiglia Macauley, da cui proviene, è modesta: il babbo è morto e il fratello maggiore è partito per la Seconda guerra mondiale; eppure tutti si dedicano con energiaa quel che va fatto: la mamma alle galline come all'arpa, la sorella agli studi e al pianoforte, e Ulysses è il fratellino più curioso del mondo. Homer,che di giorno frequenta il liceo, la sera si tuffa in bicicletta alla volta dell'ufficio del telegrafo, dove lavora come portalettere. Pochi giorni, e già si rivela come il messaggero più veloce della West-Coast. Entra così nel mondo degli adulti: il suo segreto è prendere sul serio le cose e i sogni per diventare qualcuno, anzi, capire di esserlo già.
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  • 4

    Parentesi sentimentale. Le prime pagine di questa storia mi hanno riportato alla mente una cosa a cui non pensavo da anni. Quando ho letto di Ulysses che saluta il treno che passa, e dell'uomo che felice ritorna a casa e risponde al suo saluto cantando una canzone che parla del Kentucky, mi è to ...continua

    Parentesi sentimentale. Le prime pagine di questa storia mi hanno riportato alla mente una cosa a cui non pensavo da anni. Quando ho letto di Ulysses che saluta il treno che passa, e dell'uomo che felice ritorna a casa e risponde al suo saluto cantando una canzone che parla del Kentucky, mi è tornato in mente che quando ero piccina andavo con mio nonno lungo una strada nei pressi dell'aeroporto, e con la macchina ci fermavamo lì, sulla linea d'aria in cui gli aerei si staccano da terra. E lui mi diceva "Saluta l'aereo che arriva!", e io salutavo, chiedendomi se i passeggeri potessero davvero vedermi. A vent'anni suonati ho preso il primo aereo da sola, e mi sono accorta con le lacrime agli occhi che sì, mio nonno aveva ragione e i passeggeri potevano davvero vedermi.
    Fine della parentesi sentimentale.
    Non è facile semplificare la scrittura, la storia, i concetti per restituirci una storia così innocente. Eppure Saroyan l'ha fatto.
    Molto bello e delicato.

    ha scritto il 

  • 2

    Se si contestualizza il periodo in cui è stato scritto (2^ Guerra Mondiale) è un libro composto di brevi capitoli delicati, carini, a volte simpatici. Ma non mi ha dato grandi emozioni da considerarlo un classico del Novecento, anzi è stata una piccola delusione, episodi e frasi a volte banali ne ...continua

    Se si contestualizza il periodo in cui è stato scritto (2^ Guerra Mondiale) è un libro composto di brevi capitoli delicati, carini, a volte simpatici. Ma non mi ha dato grandi emozioni da considerarlo un classico del Novecento, anzi è stata una piccola delusione, episodi e frasi a volte banali nella loro mielosità o poesia.

    ha scritto il 

  • 4

    La deliziosa storia di questo libricino si svolge a Itacha negli anni quaranta. Siamo in piena guerra e molti dei ragazzi di questa cittadina sono partiti per il fronte, e chi e' rimasto sa che potrebbe arrivare un telegramma per avvisarli che chi e' partito non tornera' piu'. A consegnare i tele ...continua

    La deliziosa storia di questo libricino si svolge a Itacha negli anni quaranta. Siamo in piena guerra e molti dei ragazzi di questa cittadina sono partiti per il fronte, e chi e' rimasto sa che potrebbe arrivare un telegramma per avvisarli che chi e' partito non tornera' piu'. A consegnare i telegrammi e' Homer, orfano di padre e con un fratello in guerra. Attorno a lui ruotano tanti personaggi, tra cui Ulysses il suo fratellino di quattro anni, che a mio parere e' il personaggio piu' dolce e commovente. E' un racconto in cui l'autore descrive benissimo la societa' Americana durante la Seconda Guerra Mondiale, dove la maggior parte della gente viveva in condizioni misere ma vi era tanta solidarieta' e ci si aiutava gli uni con gli altri. Saroyan ha tanta affinita' con John Fante.

    ha scritto il 

  • 5

    Si possono dare mille mila stelline a un romanzo? Perché mi sono innamorata follemente di questo libricino, di Saroyan e di ogni singolo personaggio di cui raccontano queste pagine.
    Non potete non leggerlo!

    ha scritto il 

  • 4

    E' un bel romanzo. Homer è un personaggio positivo e piacevole, che affronta le difficoltà della vita senza perdersi mai d'animo, con iniziativa, determinazione e passione. Non vengono però nascoste le sofferenze, ma vengono “solamente” viste nella luce più giusta, costruttiva; per questo c'è una ...continua

    E' un bel romanzo. Homer è un personaggio positivo e piacevole, che affronta le difficoltà della vita senza perdersi mai d'animo, con iniziativa, determinazione e passione. Non vengono però nascoste le sofferenze, ma vengono “solamente” viste nella luce più giusta, costruttiva; per questo c'è una strisciante vena nostalgica che attraversa tutto il racconto, che lo rende ancora più bello e piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    un libro alla John Fante, fatto di piccole vite che si muovono senza un piano generale, ma al contrario di Fante qui c'è un'umanità dolente, ma sempre, incommensurabilmente buona, e proprio per questo, più fortunata, o quantomeno, più serena. Tutto questo senza mai essere sdolcinato (ok, giusto d ...continua

    un libro alla John Fante, fatto di piccole vite che si muovono senza un piano generale, ma al contrario di Fante qui c'è un'umanità dolente, ma sempre, incommensurabilmente buona, e proprio per questo, più fortunata, o quantomeno, più serena. Tutto questo senza mai essere sdolcinato (ok, giusto due pagine sono demagogiche)

    ha scritto il 

  • 5

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/
    Il primo cioccolatino dell'anno!
    Letto anche questo in seguito ad una recensione altrui (e stavolta sono sicura che fosse di La lettrice rampante), si è rivelato un librino triste, ma al contempo dolce e positi ...continua

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/
    Il primo cioccolatino dell'anno!
    Letto anche questo in seguito ad una recensione altrui (e stavolta sono sicura che fosse di La lettrice rampante), si è rivelato un librino triste, ma al contempo dolce e positivo.
    Siamo in America all'epoca della seconda guerra mondiale, Homer ha perso il padre e il fratello maggiore si è arruolato nell'esercito, ritrovandosi così a fare il capofamiglia a quattordici anni.
    La storia inizia con l'assunzione di Homer come portalettere e da lì iniziamo ad incontrare e conoscere le figure che circondano la sua vita.
    E' una trama comune per libri con quest'argomento, ma i personaggi che lo compongono sono tendenzialmente buoni, positivi. anche la tragedia è vista come qualcosa di inevitabile che si può solo accettare e così fanno loro.
    Tanti sono gli spunti e i momenti intimi, in genere vissuti con gli occhi del ragazzino, ma talvolta anche con quelli degli adulti.
    Forte la presenza dell'autore, soprattutto nel brano del venditore armeno e di suo figlio, unico punto del libro in cui le idee dello scrittore prevaricano la trama discostandosene e costruendo una sorta di manifesto di denuncia della propria condizione su suolo americano.
    L'ho trovato francamente un filo fuoriluogo, ma suppongo che fosse tra i suoi scopi. Del resto tutto il romanzo, in più parti, svolge un ruolo di denuncia su determinate situazioni.
    Nonostante questo, nel complesso, si mantiene positivo, esattamente come una qualunque altra commedia, in cui i personaggi, dopo mille disavventure, giungono al proprio lieto fine.
    Il finale di questo libro è citofonato e prevedibile e questo, almeno nel mio caso, mi ha preparata all'inevitabile, ma, di nuovo, i sentimenti di cui è pervaso il libro permettono di accettarlo esattamente come fanno i personaggi, con tristezza ma anche con serenità.

    Personaggi: Non è un libro in prima persona e, nonostante il protagonista sembri essere Homer, in realtà sono in molti ad alternarsi sul palco. Il ragazzino è colto nella sua fase di maturazione, in un età in cui sta cambiando, in cui potrebbe essere ancora bambino (e lo sarebbe stato in un altro periodo storico e contesto familiare), ma in cui è costretto a crescere e a porsi i primi interrogativi sulla vita e sull'uomo. Al suo fianco, il fratellino Ulysses (città Ithaca, probabilmente per echeggiare l'Odissea e il suo significato) età e curiosità di un bimbo di quattro anni. Assistiamo anche alle sue, di avventure, che ci mostrano uomini giganteschi ma dal cuore d'oro, amici veri, bambini che guardano altri bambini. La madre è una figura al contempo vaga e presente. Suoi alcuni dei momenti più forti e più toccanti. Assieme a loro tutti gli altri, anche se mi riservo di citare il più bello di tutti: il capotelegrafista Spangler. Un uomo vero, terribilmente umano, che fa la cosa giusta anche quando sembra sbagliata, che capisce le persone e sa leggere nei cuori altrui come pochi sanno fare.

    Stile: Un misto di accusa e polemica, bontà e positivismo come solo gli esseri umani sanno essere. Saroyan è stato bravo nel dare al proprio stile, le stesse caratteristiche di una persona riuscendo ad essere, secondo il momento: pungente, polemico, dolce, rassegnato, sereno e così via. Ne risulta un libro 'umorale' che coinvolge molto e lascia in bocca vari sapori, ma per fortuna su tutti prevale lo zucchero, anche quando è amaro. La tempistica non è ottimale con alcuni passaggi più lenti ed altri incalzanti, inoltre si sofferma molto su determinati argomenti rallentando la storia.

    Giudizio finale complessivo: Un libro triste ma bello sulla forza di chi la guerra non l'ha vissuta in prima linea ma, in un certo senso, l'ha fatta lo stesso, cercando di vivere in maniera più normale possibile quando niente era normale. Su coloro di cui non si parla mai, perché al 'sicuro' nelle proprie case, senza considerare che invece la guerra arrivava dovunque, arrivava a tutti, anche ai ragazzini di quattordici anni costretti a recapitare a madri e mogli annunci che le avvisavano che i loro cari a casa non sarebbero tornati più. Un libro sul senso di perdita e di mancanza, non solo di oggetti materiali, ma soprattutto di cose che si trovano dentro di noi.
    Io l'ho adorato, i suoi personaggi più della storia, perché anche se piccolo, mi ha insegnato molto.
    Voto: 9/10

    ha scritto il 

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