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La compagnia dei Celestini

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

4.0
(7341)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807014467 | Isbn-13: 9788807014468 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 2

    Epilogo di un mondo perduto

    Solitamente scelgo un libro sulla base di quanto indicato nel suo quarto di copertina. Amo cambiare genere ed autori in modo da avere sempre maggiori sorprese nella lettura. Ho scelto di comprare ?La ...continua

    Solitamente scelgo un libro sulla base di quanto indicato nel suo quarto di copertina. Amo cambiare genere ed autori in modo da avere sempre maggiori sorprese nella lettura. Ho scelto di comprare ?La Compagnia dei Celestini? proprio in seguito alla lettura di quanto scritto nel suo quarto di copertina, che lo definiva come un eccellente esempio di inventiva e sottolineava la capacità dello scrittore di creare situazioni inverosimili e paradossali.

    Ma facciamo un passo indietro. ?La Compagnia dei Celestini? esce in Italia nel 1992, quando in nel nostro paese iniziavano le prime avvisaglie di Tangentopoli ed è ambientato proprio in quegli anni nello stato di Gladonia, e più precisamente nella piccola città di Banessa. Siamo in un orfanotrofio di questa città, dove veniamo a conoscenza dei nostri tre piccoli protagonisti Memorino, Lucifero ed Alì. Incontriamo i tre ragazzini nella progettazione della loro fuga dall?inospitale orfanotrofio. I tre ragazzini infatti sono stati contattati dal ?Grande Bastardo? per disputare il ?Mondiale? di una strano nuovo sport chiamato ?pallastrada?.

    Veniamo subito a conoscenza che la pallastrada è un gioco molto simile al calcio ma che ha allo stesso tempo delle caratteristiche che lo rendono completamente diverso. In particolare la pallastrada non è vincolato a tutte le regole calcistiche anzi la sua caratteristica fondamentale è che non ha regole, viene giocato senza l?utilizzo di un campo regolamentare e senza una durata partita predefinita. Le partite vengono disputate per strada, o comunque in luoghi caratterizzati soprattutto dalla loro complessità geografica ed ambientale. Le partite possono durare cinque minuti come un eternità, tutto dipende dalla bravura e dalla scaltrezza dei giocatori che si affrontano. I giocatori di ogni squadra devono essere cinque e non ha importanza la loro natura (ad esempio possono partecipare anche animali), e possono usare qualsiasi mezzo per vincere una partita possono, infatti, utilizzare trucchi, formule magiche, nozioni zen, ipnotismo ? insomma qualsiasi cosa per portare a casa l?agognata vittoria.

    La libertà di vivere la partita in base alle caratteristiche ed ai diversi caratteri di ogni giocatore porta ogni partita ad essere completamente diversa dalle altre, in quanto ovviamente anche i trucchi utilizzati sono necessariamente diversi. Memorino, Lucifero ed Alì una volta convocati per il Mondiale decidono di scappare dal loro orfanotrofio, il torneo di pallastrada infatti è segreto e viene disputato in un luogo segreto. La loro fuga è piuttosto rocambolesca come del resto è la loro ricerca di altri due compagni per poter disputare il torneo di pallastrada.

    Come già detto, il ?Mondiale di Pallastrada? viene disputato in un luogo segreto, luogo del quale soltanto le squadre ?prescelte? sono a conoscenza e che proprio per questa sua segretezza fa gola a molti adulti, interessati soprattutto al fenomeno di costume e non alla vera essenza e significato del gioco.

    Durante il loro viaggio verso il luogo dell?iscrizione i tre ragazzi vivono un sacco di avventure ed incontrano un sacco di personaggi, tutti stralunati e strampalati, purtroppo il loro sogno è davvero difficile da raggiungere soprattutto perché gli inseguitori spesso si rivelano violenti e pronti a tutto pur di ?acciuffare? i protagonisti e scoprire il luogo dove verrà giocato il mondiale.

    Il libro come diceva il quarto di copertina è davvero particolare, soprattutto per il punto di vista in cui la realtà che abbiamo vissuto viene rappresentata. Gladonia, potrebbe rappresentare il nostro paese. Ricordo che il libro viene pubblicato nel 1992 e tentando di tornare indietro con gli anni ho pensato a quanto poco il nostro paese sia cambiato in tutto questo tempo. E mentre Gladonia potrebbe benissimo essere il nostro paese anche il resto del mondo viene visto attraverso le caratteristiche che rendono particolari tutti gli altri partecipanti al ?Mondiale di Pallastrada?. Nel descrivere i vari partecipanti o comunque le avventure che portano i nostri tre piccoli protagonisti verso il luogo dell?iscrizione, l?occhio dell?autore è, infatti, particolarmente attento alla descrizione di fenomeni di costume tipici del nostro e degli altri paesi.

    Sarò sincera questo è il primo libro di Stefano Benni che leggo, e non so per quale ragione credevo fosse nettamente diverso, e non me ne vogliano gli estimatori, in particolare questo mio appunto non è legato alla trama ed al suo sviluppo che ho trovato abbastanza scorrevole, piuttosto al modo in cui tutto quanto attorno ai protagonisti viene descritto.

    Così la differenza fra il mondo dei più piccoli e quello degli adulti si sente pagina per pagina, e fa quasi impressione vedere e leggere di come siano cresciuti alcuni bambini iscritti con le loro squadre al ?Mondiale di Pallastrada?. Pensare che per descrivere questi personaggi e le loro origini, Benni si sia basato su quello che è il mondo reale fa davvero pensare e rattristare. Un'altra cosa che fa rattristare è la rappresentazione del mondo degli adulti, disinteressati, scostanti ed interessati soprattutto al raggiungimento dei loro obiettivi, che spesso e volentieri vengono raggiunti grazie alla sopraffazione e violenza. Ovviamente la mia è una generalizzazione, alcuni personaggi positivi vengono identificati anche nel mondo adulto, come di personaggi negativi se ne identificano anche tra i più piccoli, ma comunque la differenza fra un mondo che sogna ancora ed uno che distrugge è riportata spesso e volentieri.

    Lo sguardo dell?autore è particolarmente cinico e talvolta violento nelle descrizione del mondo che si muove attorno ai protagonisti. Quello che penso è che a volte sia davvero facile esagerare utilizzando eventi e caratteristiche che rendono la nostra società, ingiusta e sbagliata, ma è davvero molto facile estremizzare il tutto. Riportare l?immagine di un mondo allo sbando e verso la sua fine, può essere giusto ma trovo che sia sbagliato e soprattutto inutile rendere ancora più dura l?immagine attraverso particolari crudi e violenti.

    Non ho mai avuto problemi con letture di autori, in un modo o nell?altro, particolarmente cinici nella loro visione della realtà, trovo che il cinismo a volte possa rendere una lettura maggiormente interessante soprattutto se la scrittura in qualche modo supporta le opinioni dell?autore. In questo caso, secondo me, lo sguardo dell?autore si sofferma in maniera troppo cruda o comunque mi è sembrato troppo pesante soprattutto se si pensa che il libro in definitiva dovrebbe parlare di sport.
    Probabilmente mi sbaglio, ma trovo che il libro avrebbe comunque colpito, per la sua trama e per la particolarità con cui viene fatto il raffronto con la realtà, ma l?utilizzo di queste immagini a volte davvero forti, mi è sembrato di cattivo gusto e forse un po? esagerato, anche perché ho trovato che, nel mio caso ha davvero appesantito la lettura.

    In definitiva consiglio la lettura di questo libro, soltanto a chi riesce ad apprezzare una visione molto cinica del nostro mondo e che quindi potrebbe prendere con il giusto sarcasmo e la giusta ironia questa pubblicazione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un deciso mix di surrealismo, premonizioni e cruda realtà... Forse approssimativo in qualche passaggio e soprattutto: chi ha vinto???

    ha scritto il 

  • 4

    Surreale, come al solito

    eppure drammaticamente premonitore di come sarebbero degenerate le cose nel nostro Paese in 20 anni (addirittura, alcuni dettagli da chiaroveggenza!). Ci sono soluzioni stilistiche superlative, al con ...continua

    eppure drammaticamente premonitore di come sarebbero degenerate le cose nel nostro Paese in 20 anni (addirittura, alcuni dettagli da chiaroveggenza!). Ci sono soluzioni stilistiche superlative, al contempo un'insistenza quasi ridondante su alcuni temi (vedi l'ampia presenza di naziskin, che rappresentano in realtà solo una minima percentuale del naufragio sociale in Occidente). Sempre spigliato e grottesco, il finale assume toni agghiaccianti ma, di nuovo, è simbolo della degradazione che ci circonda

    ha scritto il 

  • 1

    Non era amore e non so riconoscere la qualità di un calesse

    Non sono mai stata a mio agio nell'affrontare gli scogli, a volte anche perché tentennavo coi piedi ancorati alle mie ciabatte infradito gialle e blu.

    ha scritto il 

  • 2

    Demenziale

    Mi dispiace “bocciare” Benni dopo due suoi meravigliosi romanzi letti (ovvero “Margherita Dolcevita” e “Saltatempo”) ma purtroppo qui siamo nel terreno del nulla. O meglio, di qualcosa che definirei t ...continua

    Mi dispiace “bocciare” Benni dopo due suoi meravigliosi romanzi letti (ovvero “Margherita Dolcevita” e “Saltatempo”) ma purtroppo qui siamo nel terreno del nulla. O meglio, di qualcosa che definirei tra il demenziale e tragi-comico tarocco, tarocco perché tenta di raccontare qualcosa strappando due risate ma poi esagera e sfora in una sorta di cartone animato allucinato, incomprensibile, completamente pazzo. Mi ha ricordato il famoso “Signor Malaussène” di Pennac, che non ho apprezzato per lo stesso motivo, per questa voglia di far ridere colorando troppo tutto, fatti, azioni, nomi (soprattutto nomi!) e la sensazione di sentirsi straniati, a contatto con qualcosa di slegato alla realtà, troppo fuori. Non ho trovato la delicatezza, la poesia, il tocco e la profondità tanto apprezzati nei romanzi già letti e devo dire che, di fatto, di tutto il romanzo, ho capito ben poco. Salvo le prime 70-80 pagine che mi hanno strappato un po’ di curiosità, poi appunto gradualmente e completamente sfumata. A questo punto mi chiedo se questo è uno scivolone dell’autore oppure se, molto semplicemente, non mi è piaciuto e basta.

    ha scritto il 

  • 4

    Deodato lo sfigato

    Deodato lo sfigato! è un idolo. Detto questo parliamo del libro. Bello, davvero carino e divertente. Non è solo un racconto fantasioso e con un linguaggio che è caratteristico dell'autore, è anche un ...continua

    Deodato lo sfigato! è un idolo. Detto questo parliamo del libro. Bello, davvero carino e divertente. Non è solo un racconto fantasioso e con un linguaggio che è caratteristico dell'autore, è anche un racconto amaro di critica sociale che trovo molto condivisibile nei giudizi non espressi ma evidenti. Davvero una bella scoperta. Come per tutte le recenti scoperte devo dire grazie alla donna della mia vita! Grazie a lei che me lo ha consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Intellettualmente molto stimolante.
    Il gioco di fantasia e l'invenzione assurda di personaggi, storie vocaboli e situazioni come espediente per manifestare e anche denunciare una società reale è davve ...continua

    Intellettualmente molto stimolante.
    Il gioco di fantasia e l'invenzione assurda di personaggi, storie vocaboli e situazioni come espediente per manifestare e anche denunciare una società reale è davvero notevole.
    Questo gioco è però troppo lungo e, dopo un certo numero di pagine, finisce, a mio parere, per stancare e rallentare la lettura fino a far perdere interesse. E perdendo interesse si perde anche quella curiosità ad "andare oltre" e fare proprio il messaggio che l'autore vuole trasmettere.

    ha scritto il 

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