La compagnia dei Celestini

Di

Editore: Feltrinelli (Grandi Letture)

4.0
(7571)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807921693 | Isbn-13: 9788807921698 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    La mia stima per Benni è grande. Con "Achille Piè veloce" è riuscito a toccare le corde della commozione, "Margherita Dolcevita" è stata una piacevole scoperta. Fatto trenta - ho pensato - facciamo tr ...continua

    La mia stima per Benni è grande. Con "Achille Piè veloce" è riuscito a toccare le corde della commozione, "Margherita Dolcevita" è stata una piacevole scoperta. Fatto trenta - ho pensato - facciamo trentuno con questo classico. Peccato non sia scoccata la scintilla: divertente, e non ci piove, nonostante la lettura poco agile; i temi proposti sono i cavalli di battaglia di sempre dello scrittore bolognese (buonismo esasperato, società corrotta e malsana vs. spontaneità dei bambini...). Tre stelle a mò di sufficienza, perché brutto brutto non è: ho abbandonato la scialuppa poco prima che si sfidassero contro i tedeschi!

    ha scritto il 

  • 3

    Ero convinto che si trattasse di un libro per bambini, forse a causa della serie a cartoni animati che qualche tempo fa avevano trasmesso in televisione. Mi sbagliavo di grosso. Il romanzo è una satir ...continua

    Ero convinto che si trattasse di un libro per bambini, forse a causa della serie a cartoni animati che qualche tempo fa avevano trasmesso in televisione. Mi sbagliavo di grosso. Il romanzo è una satira cruda e pessimistica dell'Italia contemporanea. Fra politici corrotti, ragazzini scorreggioni e segaioli, preti erotomani e militari infanticidi, viene narrata, con toni grotteschi ed un lessico pirotecnico, la storia di alcuni orfani che fuggono dall'orfanatrofio per partecipare al campionato mondiale di pallastrada, cioè il calcio giocato nei cortili e per le strade dai bambini di tutto il mondo, che qui diviene simbolo di libertà e di estrema opposizione nei confronti di una società famelica tendente all'autodistruzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Due cose di questo libro possono dirsi oggettive: 1) è rocambolesco 2) è pesante.
    La storia di base vede inizialmente un gruppo di bambini scappare da un orfanotrofio, con l'obbiettivo di partecipare ...continua

    Due cose di questo libro possono dirsi oggettive: 1) è rocambolesco 2) è pesante.
    La storia di base vede inizialmente un gruppo di bambini scappare da un orfanotrofio, con l'obbiettivo di partecipare al leggendario Campionato Mondiale e segreto di pallastrada (uno sport simile al calcio ma totalmente esente da scopi di lucro e fama, fondato su valori puri e sinceri). Quando la notizia del Campionato inizia però a diffondersi tra gli adulti essi ne vedono subito una fonte di profitto personale e cercheranno quindi di rintracciare i fuggitivi per poter documentare l'evento. Perché è rocambolesco? Perché è pesante?

    È rocambolesco innanzitutto per la vastità di personaggi principali e secondari che offre: alla Compagnia dei Celestini si affiancano altre squadre, ai due preti si uniscono l'uomo più ricco della città, un giornalista, un fotografo, successivamente anche un generale, mentire in secondo piano abbiamo nove celebri pittori, un avido conte, l'entità sovrannaturale del Grande Bastardo, uno zio, uno studioso, un dj, il proprietario di una catena di hamburger, mucchi di belle ragazze,.. Tutti si muovono nell'immaginaria nazione di Gladonia, da Banessa fino a Rigolone Marina per poi tornare a Banessa, e non si muovono e basta ma parlano, fanno, suppongono, creano nuovi garbugli e muovono le tasselle di un gioco di cui essi stessi fanno parte, dato che tutta la vicenda ruota attorno a un'oscura profezia. Branchi di persone di ogni genere, credo e nazionalità che vengono riversati da una stessa scatola su un tappeto comune e con un profilo psicologico più o meno approfonditi. È un libro rocambolesco anche per la massiccia dose di fantasia che lo permea e che si tramuta in una satira dell'Italia. Gladonia altro non è infatti che lo stivale galleggiante, con la capitale ospitante la Grande Meringa e le coste balneari popolate dagli stessi turisti di Rigolone Marina. La satira non si limita però alla sola geografia e si protrae per tutte le pagine, in ogni azione, in ogni parola, in ogni descrizione, è il perno centrale della storia,è la pietra miliare e la morale.

    È pesante, molto, perché Benni si lancia in lunghe digressioni fine a se stesse, lungi dallo sviluppo degli eventi, dedicando interi capitoli alle altre squadre di pallastrada o avanzando pesanti critiche che occasionalmente ho saltato per riuscire a terminare il libro, e che possono indurre invece a mollarlo a metà.
    Alla trama A si aggiunge inoltre una sorta di trama B, che personalmente ho trovato affascinante quanto inquietante e disturbante. In una realtà parallela, in un luogo indefinito, in un tempo sconosciuto, tra personaggi non identificati, ci lega al mondo di Gladonia il personaggio di Occhio - di - gatto. Di lui sappiamo che faceva parte della Compagnia dei Celestini e risulta essere stato chiuso in riformatorio. Tuttavia Occhio - di - gatto è anche una delle forme in cui il Grande Bastardo può manifestarsi e numerose sono le altre citazioni che preferisco non rilevare, onde evitare eccessive anticipazioni.

    Alla fine, quindi, cosa mi è rimasto? Una grande inquietudine dovuta al finale, l'amaro in bocca per il messaggio, la certezza di non poter facilmente scordarmi di questo libro.

    ha scritto il 

  • 1

    zZzZzZz

    Non è da me abbandonare la lettura di un libro. Solitamente cerco di sforzarmi e finirlo, poi al massimo fare una recensione negativa, ma stavolta non ce l’ho proprio fatta! In tre mesi non sono riusc ...continua

    Non è da me abbandonare la lettura di un libro. Solitamente cerco di sforzarmi e finirlo, poi al massimo fare una recensione negativa, ma stavolta non ce l’ho proprio fatta! In tre mesi non sono riuscita ad arrivare neanche a leggere cento pagine de “La compagnia dei Celestini”. E pensare che Benni è uno dei miei autori preferiti ( sono innamorata di “Saltatempo”)! Qual è il problema, sono io, è Benni o è il libro?
    Questa è la trama:
    "Tutto parte da una storia semplice, che vede i tre orfani, Lucifero, Alì e Memorino, scappare dall’Orfanotrofio dei Celestini, per partecipare al segretissimo Campionato Mondiale di Pallastrada. Sulle loro tracce si metteranno Don Biffero e Don Bracco, decisi a ritrovarli, prima che la notizia della fuga diventi pubblica. Ma i due giornalisti Fimicoli e Rosalino scoprono l’accaduto e fiutano lo scoop: essere i primi a poter filmare il Campionato di Pallastrada. Perciò si lanceranno anche loro all’inseguimento. Il tutto si muoverà sulle parole di un’antica profezia."

    E’ talmente confusionario e sconclusionato che non sono riuscita a seguire il filo del discorso e mi sono data alla fuga come i protagonisti. Non ho capito di cosa si parlava. Ok, fino ai bimbi che vivono in orfanotrofio e vogliono scappare ci ero arrivata, ma per me era come se parlasse del nulla! Non ci ho intravisto nessuna costruzione particolare. Ad un certo punto mi ha ricordato “Il paradiso degli orchi” di Daniel Pennac, con lo stesso stile esagerato, del voler far sorridere a tutti i costi. Insomma, per me è stata una noia mortale ed è sicuramente uno dei libri più brutti che io abbia letto in questo 2016!

    ha scritto il 

  • 4

    Deodato lo sfigato

    Deodato lo sfigato! è un idolo. Detto questo parliamo del libro. Bello, davvero carino e divertente. Non è solo un racconto fantasioso e con un linguaggio che è caratteristico dell'autore, è anche un ...continua

    Deodato lo sfigato! è un idolo. Detto questo parliamo del libro. Bello, davvero carino e divertente. Non è solo un racconto fantasioso e con un linguaggio che è caratteristico dell'autore, è anche un racconto amaro di critica sociale che trovo molto condivisibile nei giudizi non espressi ma evidenti. Davvero una bella scoperta. Come per tante scoperte devo dire grazie alla mia amica! Grazie a lei che me lo ha consigliato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    lo adoro

    ho sempre letto Benni con una sorta di mix di sorpresa e ammirazione, è incredibile la sua capacità di disegnare personaggi strani ed improbabili in modo tanto chiaro e netto. Il problema è che alla l ...continua

    ho sempre letto Benni con una sorta di mix di sorpresa e ammirazione, è incredibile la sua capacità di disegnare personaggi strani ed improbabili in modo tanto chiaro e netto. Il problema è che alla lunga tutti i libri si assomigliano. Ma questo è stato il suo primo libro letto e mi ricorda un periodo felice della mia vita.

    ha scritto il 

  • 3

    La compagnia dei celestini:l'eterna lotta tra il bene e il male.

    La Compagnia dei Celestini, in Italia edito Feltrinelli, è il romanzo pubblicato nel 1992 da Stefano Benni, poeta, scrittore, drammaturgo, umorista, giornalista e sceneggiatore italiano.

    Il romanzo ra ...continua

    La Compagnia dei Celestini, in Italia edito Feltrinelli, è il romanzo pubblicato nel 1992 da Stefano Benni, poeta, scrittore, drammaturgo, umorista, giornalista e sceneggiatore italiano.

    Il romanzo racconta la fuga di tre orfani – Memorino, Lucifero e Alì – dall'orfanotrofio dei Celestini, per poter partecipare al Campionato Mondiale di Pallastrada. Accortisi della fuga dei tre orfani, Don Biffero e Don Bracco si metteranno sulle loro tracce per riportarli all'orfanotrofio ed evitare così uno scandalo mediatico. Il giornalista Fimicoli e il suo fotografo Rosalino vengono a sapere, tramite un altro orfano, non solo della fuga dei tre bambini ma anche dello svolgimento del Campionato di Pallastrada. I due fiutano immeditamente lo scoop: saranno i primi a poter filmare lo svolgimento di questo segretissimo Campionato.
    Ora, sulle tracce degli orfani non ci sono solo Don Biferro e Don Bracco ma anche Fimicoli e Rosalino.
    Tutta la vicenda si muoverà sulle parole di un'antica profezia.

    Il racconto è ambientato in una terra immaginaria, Gladonia, la quale rappresenta la parodia dell'Italia. Gladonia viene descritta come un grande continente con tre città principali: Banessa dove si svolge gran parte della storia, la Capitale che rimarrà per l'intero racconto senza nome, e Rigolone Marina importante centro maritmo e turistico. Benni, in questo romanzo, critica aspramente la società moderna: di fatti il romanzo può essere considerato come grande metafora: la società riesce sempre e in ogni modo a rovinare e distruggere tutto ciò che è buono e puro. L'orfanotrofio, luogo che accoglie i bambini senza famiglia, dovrebbe essere un luogo di formazione, di educazione e di accoglienza del minore. Al contrario, nel romanzo, viene descritto come un luogo angusto dove i bambini, invece di assaoprare la leggerezza della vita fanciullesca, conoscono l'asprezza della vita. Don Biferro che dovrebbe salvaguardarli, a mio parere, risulta essere un personaggio odioso e incoerente: severo e ingiusto con i bambini ma indulgente con se stesso, tanto che più di una volta avrà difficoltà a seguire la regola della castità propria del suo ordine.
    Quello che mi ha particolarmente colpita, in questo romanzo, è stata l'abilità di Benni nel descrivere l'eterna lotta tra il bene e il male. Il bene, rappresentato dall'animo puro e buono dei bambini, perirà per le sconsiderate azioni del male, il quale, dal canto suo, cadrà sotto il peso dei suoi stessi inganni. Una sfida, quella tra il bene e il male, che ancora oggi non ha nessun vincitore, così come accade nella finalissima del campionato: tra i Celestini gladoniani e i Devils tedeschi non si sa chi abbia vinto e chi, di conseguenza, abbia perso.

    La lettura è stata piacevole e scorrevole. Il libro oltre a contenere la narrazione principale, divisa in dieci capitoli, racconta anche un'altra storia che viene narrata prima di ogni capitolo, e a mio parere è fondamentale per comprendere a pieno l'intero romanzo.
    Anche se è un romanzo pubblicato nel 1992, lo trovo estremamente attuale soprattutto in questi giorni dove il mondo sembra esser avvolto da una nube di cattiveria e terrore che non vuole andar via.

    Benni, con il suo linguaggio schietto e senza fronzoli, riesce, ancora una volta, a non deludere.

    ha scritto il 

  • 2

    non entusiasmante

    questo libro parla di bambini orfani e di strada che affrontano un'avventura per giocare ad un calcio di strada, cercando di sfuggire a perfidi adulti. Un po' stereotipato, con continui richiami all'a ...continua

    questo libro parla di bambini orfani e di strada che affrontano un'avventura per giocare ad un calcio di strada, cercando di sfuggire a perfidi adulti. Un po' stereotipato, con continui richiami all'attualità. Pur essendo di facile lettura, non mi ha preso per niente.

    ha scritto il 

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