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La concessione del telefono

Di

Editore: Sellerio (Il castello n. 105)

4.2
(2785)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Portoghese , Catalano

Isbn-10: 8838915008 | Isbn-13: 9788838915000 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un gioiellino! Ironico e al contempo amaro. Fa sorridere ma anche riflettere sul potere della burocrazia, sull'animo umano. Tradimento, vendetta, opportunismo trionfano, ma il sorriso non si ...continua

    Un gioiellino! Ironico e al contempo amaro. Fa sorridere ma anche riflettere sul potere della burocrazia, sull'animo umano. Tradimento, vendetta, opportunismo trionfano, ma il sorriso non si spegne, nonostante tutto, sulle labbra degli "sconfitti". E del lettore!!!

    ha scritto il 

  • 0

    commedia degli equivoci

    riletto a distanza di anni, l'ho trovato ancora più interessante e divertente. Per me il miglior Camilleri, di gran lunga.

    PS: ovviamente i mafiosi sono tutti personaggi simpatici e alla mano ... ...continua

    riletto a distanza di anni, l'ho trovato ancora più interessante e divertente. Per me il miglior Camilleri, di gran lunga.

    PS: ovviamente i mafiosi sono tutti personaggi simpatici e alla mano ... non si sa mai ...

    ha scritto il 

  • 4

    Mille personaggi per una trama tanto aggrovigliata quanto divertente, che ruota tutta attorno alla richiesta di una concessione governativa per una linea telefonica privata fatta nell'anno 1892. Un ...continua

    Mille personaggi per una trama tanto aggrovigliata quanto divertente, che ruota tutta attorno alla richiesta di una concessione governativa per una linea telefonica privata fatta nell'anno 1892. Un piccolo gioiello nello stile spassoso di Camilleri, stavolta senza il suo Montalbano.

    ha scritto il 

  • 4

    I fan di Camilleri si dividono in due macro-categorie: quelli che hanno letto solo Montalbano e quelli che metterebbero gli occhi su qualsiasi cosa sia stata vergata dallo scrittore siciliano. Io – ...continua

    I fan di Camilleri si dividono in due macro-categorie: quelli che hanno letto solo Montalbano e quelli che metterebbero gli occhi su qualsiasi cosa sia stata vergata dallo scrittore siciliano. Io – come spesso mi accade – mi piazzo precisamente a metà. Nel senso che sì, in effetti ho letto tutti i Montalbano (e, alcuni, non una volta sola), incluse le antologie di racconti e le storie in cui il commissario di Vigata è special guest. E mi son dedicato anche all’altra produzione di Camilleri, altrettanto ricca e, in almeno un paio di casi tra i quali quello di cui sto per raccontare, nettamente superiore.

    “La concessione del telefono” è stato terminato dal suo autore nel 1997, un paio d’anni dopo il ritrovamento tra le sue carte di casa di un decreto ministeriale che concedeva l’installazione di una linea telefonica privata. Da quel documento, datato 1892, emerge una storia di formalismi e burocrazia che quasi ci consola rispetto alle fatiche erculee compiute anche oggi da un cittadino nei suoi rapporti con la Pubblica Amministrazione.

    Ed è partendo da quell’atto formale che, con occhio particolarmente attento alla ricostruzione storica, rigorosa sia nella ambientazione che nella presenza di ministri e personaggi politici dell’epoca, Camilleri imbastisce uno dei suoi romanzi più convincenti, utilizzando un misto di forma epistolare e di pura trascrizione di dialoghi che rappresenta un vero e proprio miracolo di composizione narrativa. Non esiste – lo ripeto, non esiste – una voce narrante, eppure la vicenda si dipana perfettamente e la trama è perfettamente comprensibile nonostante l’alternanza di stili, che spaziano dallo scritto all’orale, dal burocratico al totalmente colloquiale, dall’amichevole e familiare fino ad un ossequioso che ricorda esercizi linguistici su parti anatomiche poco nobili. In questo contesto narrativo complesso ma perfettamente calibrato, si susseguono colpi di scena alimentati da una serie di equivoci che spingono alla risata, nonostante il sottofondo di evidenti contiguità al potere mafioso, già vissuto come inevitabile. Lo sguardo complessivo è certamente ironico, ma l’asservimento al più potente e l’uso ad personam delle cariche pubbliche, calati in un contesto di fine Ottocento, facciano quasi perdere le speranze per un cambiamento radicale di questo splendido e stranissimo paese.

    Non so se sia stato l’impianto narrativo, intricato e stupefacente, a far propendere per l’inserimento del romanzo nella lista dei 1001 libri da leggere. Trovo che, tutto sommato, non si tratta affatto di un errore.

    -- recensione pubblicata su http://www.masedomani.com/2014/05/14/recensione-la-concessione-del-telefono-di-andrea-camilleri/ --

    ha scritto il 

  • 1

    Tanto stregata da Montalbano quanto refrattaria a tutta la sua produzione extra. Abbandonato dopo soltanto 40 pagine: non sono proprio riuscita a seguirlo ed ad appassionarmici. So che stando così ...continua

    Tanto stregata da Montalbano quanto refrattaria a tutta la sua produzione extra. Abbandonato dopo soltanto 40 pagine: non sono proprio riuscita a seguirlo ed ad appassionarmici. So che stando così le cose mi perdo molto del grande scrittore che è Camilleri, è un mio limite, ma che ci posso fare...

    ha scritto il 

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