La condanna del sangue

La primavera del commissario Ricciardi

Di

Editore: Fandango

4.1
(1358)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 375 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 886044053X | Isbn-13: 9788860440532 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
La seconda avventura del commissario Ricciardi, l'uomo che possiede il dono (o la condanna) di sentire le ultime parole pronunciate da chi muore di morte violenta, quello che lui chiama "il Fatto". Napoli, aprile 1931. Il vento di primavera si annuncia nella notte di una giornata fredda e cupa e rimescola il sangue nelle vene di donne e uomini persi nei loro pensieri ma uniti dall'attesa del giorno che arriverà. Non è così per tutti: in un appartamento del popolare rione Sanità un'anziana donna, Carmela Calise, verrà trovata morta il giorno dopo, ridotta a un mucchio di ossa e sangue, barbaramente colpita a bastonate. Accorso sul luogo del delitto insieme al fedele brigadiere Maione, il commissario Ricciardi interroga la gente del palazzo e, nonostante il clima di omertà, scopre la doppia attività di Carmela, cartomante e usuraia. Al centro della vicenda è il decrepito appartamento dove la cartomante riceveva i suoi clienti, per predire in modo ingannevole il loro futuro o per garantirglielo, prestando denaro. Sono parecchi quelli che avrebbero avuto un motivo per ucciderla - strozzati dai debiti, succubi delle sue menzogne, delusi o disperati.
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  • 4

    " ' O Padreterno nun è mercante, ca pava 'o sabbato "

    Dopo appena poche pagine ho creduto veramente di stare rileggendo "Il senso del dolore" , finito da poco , tante erano le similitudini che andavo incontrando . Il ciò non senza una certa apprensione p ...continua

    Dopo appena poche pagine ho creduto veramente di stare rileggendo "Il senso del dolore" , finito da poco , tante erano le similitudini che andavo incontrando . Il ciò non senza una certa apprensione per quello che temevo rivelasse un cedimento improvviso nelle mie facoltà mentali.
    Poi ho capito che trattandosi di una serie avente come protagonista il commissario Ricciardi e dedicata alle stagioni , probabilmente per una scelta letteraria atta ad agevolare il lettore , l'autore ha ritenuto opportuno ribadire le origini del "Fatto" , ossia la dote sovrannaturale del protagonista di "parlare" con i defunti , di coglierne l'ultimo istante di vita caricandosi così del loro dolore.
    E se i protagonisti , per l'appunto Luigi Alfredo Ricciardi e il suo fidatissimo braccio destro brigadiere Raffaele Maione , occupano stabilmente il centro della narrazione , sono egualmente centratissime tutte le figure di contorno che entrano via via e a turno in scena e che si ritrovano coinvolte , loro malgrado e per ragioni diverse , nella morte di Carmela Calise , un'anziana donna massacrata di botte a casa propria , nota sia per le sue capacità di cartomante che per quelle di usuraia , a rendere la storia particolarmente intrigante .
    Una lettura sapida che scorre piacevolmente su uno scenario di "bassi" , di cestini calati dalle finestre , di superstizioni , di cabale , di "femminielli" , di vicoli impregnati di aromi forti e penetranti nella Napoli dell'era fascista.
    Ed è proprio in questa mescolanza di umori , dove la miseria , il dolore , la rassegnazione, il malaffare si confondono e si mescolano con la speranza e con l'amore a formare un coro a più voci con toni spesso dissonanti , che ho trovato le parti migliori di un bel romanzo che mette in luce tutto il giusto attaccamento dell'autore per la sua città .

    ha scritto il 

  • 3

    Come già segnalato nel commento alla lettura del primo volume, "Il senso del dolore", Maurizio De Giovanni non ha certo il dono dell'eccezionale talento letterario; i suoi libri però, sono in grado di ...continua

    Come già segnalato nel commento alla lettura del primo volume, "Il senso del dolore", Maurizio De Giovanni non ha certo il dono dell'eccezionale talento letterario; i suoi libri però, sono in grado di creare suggestioni, atmosfere: in questo risiede la differenza tra la classica letteratura di genere (con tutti i suoi numerosi commissari) e i romanzi di questo autore. L'istinto a divorare il volume pagina dopo pagina non è solo - come in tanti gialli/polizieschi - dettato dalla curiosità di "scoprire l'assassino". Si viene trascinati tra la Napoli degli anni '30 e si respira delicatamente la sua aria.
    Quanto alla trama, questa volta i personaggi ruotano attorno al concetto di illusione (vera o creata artificiosamente):l'indagine sull'omicidio di una vecchia - insieme usuraia e certomante - viene parallelamente raccontata accanto alla storia di una donna marchiata e condannata dalla sua bellezza.
    Fatta eccezione per qualche ingenuità stilistica (che perdono serenamente a De Giovanni), la struttura e la prosa catturano l'attenzione sino alla fine. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Naturalmente non ho letto il precedente, cercherò di recuperarlo prima di procedere. Comunque la storia si segue senza problemi, la scrittura è molto piacevole e l'idea di personificare la primavera, ...continua

    Naturalmente non ho letto il precedente, cercherò di recuperarlo prima di procedere. Comunque la storia si segue senza problemi, la scrittura è molto piacevole e l'idea di personificare la primavera, che diventa un coprotagonista del racconto, mi è piaciuta.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, molto bello più del primo. De Giovanni, secondo me, dopo aver scritto il primo episodio ha preso consapevolezza del personaggio ed ha iniziato a calcare la mano con l'intrigo e la sofferenza de ...continua

    Bello, molto bello più del primo. De Giovanni, secondo me, dopo aver scritto il primo episodio ha preso consapevolezza del personaggio ed ha iniziato a calcare la mano con l'intrigo e la sofferenza dei personaggi che descrive, primo fra tutti Ricciardi

    ha scritto il 

  • 4

    E’ il secondo libro di De Giovanni che leggo, legato alle vicende del commissario Ricciardi. Mi è piaciuto forse più del primo, e sono molto affascinata dal personaggio, così umano, delicato pur nella ...continua

    E’ il secondo libro di De Giovanni che leggo, legato alle vicende del commissario Ricciardi. Mi è piaciuto forse più del primo, e sono molto affascinata dal personaggio, così umano, delicato pur nella sua sofferenza e nelle sue complicazione. Sullo sfondo di una Napoli suggestiva e ardente, si muove una umanità semplice, disgraziata e spesso scoraggiata , eppure così viva sia nel bene che nel male. L’intreccio è bello, interessante ed intricato e fino alla fine si rimane con il fiato sospeso per conoscere l’identità dell’assassino. Colpo di scena, inaspettato con effetto quasi cinematografico!!

    ha scritto il 

  • 4

    'O padreterno nun è mercante ca pava 'o sabbato

    In questo proverbio mi sembra di cogliere la sintesi del libro; un libro che mostra una angoscia del protagonista nel vivere una sua vita privata, il suo essere geniale da un punto di vista profession ...continua

    In questo proverbio mi sembra di cogliere la sintesi del libro; un libro che mostra una angoscia del protagonista nel vivere una sua vita privata, il suo essere geniale da un punto di vista professionale, una certa difficoltà relazionale e un clima tutto napoletano. In sintesi un bel libro certamente coinvolgente e piacevole da leggere. Non lo consiglierei a chi piace un giallo di tipo più classico e incalzante. A me, invece, è piaciuta molto anche la sofferente dimensione del disagio di vivere con le proprie "strane" capacità

    ha scritto il 

  • 4

    Si divora

    Molto ben scritto, non lo si lascia fino alla fine. Atmosfere un po' cupe, ma azzeccate. E' una sorta di giallo corale, dove vengono illustrati anche sentimenti e sensazioni di tutti i protagonisti, a ...continua

    Molto ben scritto, non lo si lascia fino alla fine. Atmosfere un po' cupe, ma azzeccate. E' una sorta di giallo corale, dove vengono illustrati anche sentimenti e sensazioni di tutti i protagonisti, anche quelli meno in primo piano. Forse, per essere un giallo, un tantino lungo, a un certo punto viene voglia di andare direttamente in fondo, ma bisogna resistere, nel vale la pena. Invece mi dispiace di avere trovato un errore grammaticale ripetuto con ostinazione, come se fosse ritenuta una forma corretta da autore e editing. Peccato, peccato. Ogni volta mi si rivoltava il senso grammaticale. In fondo comunque è un problema molto marginale per quanto riguarda la validità del testo.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi spiace tanto ma De Giovanni non fa per me.
    Già il "Metodo del coccodrillo" mi aveva lasciata interdetta, non ho saputo commentare.
    Ora con "La condanna del sange" ho capito...... Sembra di vedere u ...continua

    Mi spiace tanto ma De Giovanni non fa per me.
    Già il "Metodo del coccodrillo" mi aveva lasciata interdetta, non ho saputo commentare.
    Ora con "La condanna del sange" ho capito...... Sembra di vedere un film neorealista "Sciuscià, ladri di biciclette, la strada" film che sono capolavori ma che io ho deciso di non vedere mai piú; mi fanno stare troppo male, come i libri di De Giovanni.

    ha scritto il 

  • 5

    Come già successo con Manzini, anche questa volta il mio amico Rino mi ha consigliato un libro bellissimo, intrigante, appassionante.
    Il commissario Ricciardi entra a far parte dei miei personaggi pre ...continua

    Come già successo con Manzini, anche questa volta il mio amico Rino mi ha consigliato un libro bellissimo, intrigante, appassionante.
    Il commissario Ricciardi entra a far parte dei miei personaggi preferiti.

    ha scritto il 

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