La condanna del sangue

La primavera del commissario Ricciardi

Di

Editore: Fandango

4.1
(1382)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 375 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 886044053X | Isbn-13: 9788860440532 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
La seconda avventura del commissario Ricciardi, l'uomo che possiede il dono (o la condanna) di sentire le ultime parole pronunciate da chi muore di morte violenta, quello che lui chiama "il Fatto". Napoli, aprile 1931. Il vento di primavera si annuncia nella notte di una giornata fredda e cupa e rimescola il sangue nelle vene di donne e uomini persi nei loro pensieri ma uniti dall'attesa del giorno che arriverà. Non è così per tutti: in un appartamento del popolare rione Sanità un'anziana donna, Carmela Calise, verrà trovata morta il giorno dopo, ridotta a un mucchio di ossa e sangue, barbaramente colpita a bastonate. Accorso sul luogo del delitto insieme al fedele brigadiere Maione, il commissario Ricciardi interroga la gente del palazzo e, nonostante il clima di omertà, scopre la doppia attività di Carmela, cartomante e usuraia. Al centro della vicenda è il decrepito appartamento dove la cartomante riceveva i suoi clienti, per predire in modo ingannevole il loro futuro o per garantirglielo, prestando denaro. Sono parecchi quelli che avrebbero avuto un motivo per ucciderla - strozzati dai debiti, succubi delle sue menzogne, delusi o disperati.
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  • 5

    Secondo capitolo della serie del commissario Ricciardi. In questo romanzo il protagonista si troverà a dover risolvere l'omicidio di Carmela Calise, un'anziana donna, cartomante e usuraia, che viene t ...continua

    Secondo capitolo della serie del commissario Ricciardi. In questo romanzo il protagonista si troverà a dover risolvere l'omicidio di Carmela Calise, un'anziana donna, cartomante e usuraia, che viene trovata massacrata di botte. Anche in questo caso, il fantasma della Calise ripeterà le ultime parole pronunciate in vita all'infinito, parole che aiuteranno Ricciardi a risolvere il caso.
    In questo capitolo, i personaggi, sia quelli principali che quelli secondari, si delineano meglio. Approfondiamo la conoscenza di Maione, braccio destro di Ricciardi e soprattutto di Enrica, la donna amara da Ricciardi, che in questo romanzo viene descritta in maniera più completa.
    La lettura, anche in questo caso, risulta essere scorrevole e piacevole. Incontriamo ancora una volta, la Napoli popolana, fatta di cestini calati dalle finestre, di superstizioni, di femminielli, di vicoli fatti di odori e umanità varia.
    Ed è proprio la descrizione della Napoli fascista che ho trovato particolarmente affascinante, e mostra il grande attaccamento di De Giovanni nei confronti della città.

    ha scritto il 

  • 4

    " ' O Padreterno nun è mercante, ca pava 'o sabbato "

    Dopo appena poche pagine ho creduto veramente di stare rileggendo "Il senso del dolore" , finito da poco , tante erano le similitudini che andavo incontrando . Il ciò non senza una certa apprensione p ...continua

    Dopo appena poche pagine ho creduto veramente di stare rileggendo "Il senso del dolore" , finito da poco , tante erano le similitudini che andavo incontrando . Il ciò non senza una certa apprensione per quello che temevo rivelasse un cedimento improvviso nelle mie facoltà mentali.
    Poi ho capito che trattandosi di una serie avente come protagonista il commissario Ricciardi e dedicata alle stagioni , probabilmente per una scelta letteraria atta ad agevolare il lettore , l'autore ha ritenuto opportuno ribadire le origini del "Fatto" , ossia la dote sovrannaturale del protagonista di "parlare" con i defunti , di coglierne l'ultimo istante di vita caricandosi così del loro dolore.
    E se i protagonisti , per l'appunto Luigi Alfredo Ricciardi e il suo fidatissimo braccio destro brigadiere Raffaele Maione , occupano stabilmente il centro della narrazione , sono egualmente centratissime tutte le figure di contorno che entrano via via e a turno in scena e che si ritrovano coinvolte , loro malgrado e per ragioni diverse , nella morte di Carmela Calise , un'anziana donna massacrata di botte a casa propria , nota sia per le sue capacità di cartomante che per quelle di usuraia , a rendere la storia particolarmente intrigante .
    Una lettura sapida che scorre piacevolmente su uno scenario di "bassi" , di cestini calati dalle finestre , di superstizioni , di cabale , di "femminielli" , di vicoli impregnati di aromi forti e penetranti nella Napoli dell'era fascista.
    Ed è proprio in questa mescolanza di umori , dove la miseria , il dolore , la rassegnazione, il malaffare si confondono e si mescolano con la speranza e con l'amore a formare un coro a più voci con toni spesso dissonanti , che ho trovato le parti migliori di un bel romanzo che mette in luce tutto il giusto attaccamento dell'autore per la sua città .

    ha scritto il 

  • 3

    Come già segnalato nel commento alla lettura del primo volume, "Il senso del dolore", Maurizio De Giovanni non ha certo il dono dell'eccezionale talento letterario; i suoi libri però, sono in grado di ...continua

    Come già segnalato nel commento alla lettura del primo volume, "Il senso del dolore", Maurizio De Giovanni non ha certo il dono dell'eccezionale talento letterario; i suoi libri però, sono in grado di creare suggestioni, atmosfere: in questo risiede la differenza tra la classica letteratura di genere (con tutti i suoi numerosi commissari) e i romanzi di questo autore. L'istinto a divorare il volume pagina dopo pagina non è solo - come in tanti gialli/polizieschi - dettato dalla curiosità di "scoprire l'assassino". Si viene trascinati tra la Napoli degli anni '30 e si respira delicatamente la sua aria.
    Quanto alla trama, questa volta i personaggi ruotano attorno al concetto di illusione (vera o creata artificiosamente):l'indagine sull'omicidio di una vecchia - insieme usuraia e certomante - viene parallelamente raccontata accanto alla storia di una donna marchiata e condannata dalla sua bellezza.
    Fatta eccezione per qualche ingenuità stilistica (che perdono serenamente a De Giovanni), la struttura e la prosa catturano l'attenzione sino alla fine. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Naturalmente non ho letto il precedente, cercherò di recuperarlo prima di procedere. Comunque la storia si segue senza problemi, la scrittura è molto piacevole e l'idea di personificare la primavera, ...continua

    Naturalmente non ho letto il precedente, cercherò di recuperarlo prima di procedere. Comunque la storia si segue senza problemi, la scrittura è molto piacevole e l'idea di personificare la primavera, che diventa un coprotagonista del racconto, mi è piaciuta.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, molto bello più del primo. De Giovanni, secondo me, dopo aver scritto il primo episodio ha preso consapevolezza del personaggio ed ha iniziato a calcare la mano con l'intrigo e la sofferenza de ...continua

    Bello, molto bello più del primo. De Giovanni, secondo me, dopo aver scritto il primo episodio ha preso consapevolezza del personaggio ed ha iniziato a calcare la mano con l'intrigo e la sofferenza dei personaggi che descrive, primo fra tutti Ricciardi

    ha scritto il 

  • 4

    E’ il secondo libro di De Giovanni che leggo, legato alle vicende del commissario Ricciardi. Mi è piaciuto forse più del primo, e sono molto affascinata dal personaggio, così umano, delicato pur nella ...continua

    E’ il secondo libro di De Giovanni che leggo, legato alle vicende del commissario Ricciardi. Mi è piaciuto forse più del primo, e sono molto affascinata dal personaggio, così umano, delicato pur nella sua sofferenza e nelle sue complicazione. Sullo sfondo di una Napoli suggestiva e ardente, si muove una umanità semplice, disgraziata e spesso scoraggiata , eppure così viva sia nel bene che nel male. L’intreccio è bello, interessante ed intricato e fino alla fine si rimane con il fiato sospeso per conoscere l’identità dell’assassino. Colpo di scena, inaspettato con effetto quasi cinematografico!!

    ha scritto il 

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