La condanna del sangue

La primavera del commissario Ricciardi

Di

Editore: Fandango

4.1
(1325)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 375 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 886044053X | Isbn-13: 9788860440532 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace La condanna del sangue?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
La seconda avventura del commissario Ricciardi, l'uomo che possiede il dono (o la condanna) di sentire le ultime parole pronunciate da chi muore di morte violenta, quello che lui chiama "il Fatto". Napoli, aprile 1931. Il vento di primavera si annuncia nella notte di una giornata fredda e cupa e rimescola il sangue nelle vene di donne e uomini persi nei loro pensieri ma uniti dall'attesa del giorno che arriverà. Non è così per tutti: in un appartamento del popolare rione Sanità un'anziana donna, Carmela Calise, verrà trovata morta il giorno dopo, ridotta a un mucchio di ossa e sangue, barbaramente colpita a bastonate. Accorso sul luogo del delitto insieme al fedele brigadiere Maione, il commissario Ricciardi interroga la gente del palazzo e, nonostante il clima di omertà, scopre la doppia attività di Carmela, cartomante e usuraia. Al centro della vicenda è il decrepito appartamento dove la cartomante riceveva i suoi clienti, per predire in modo ingannevole il loro futuro o per garantirglielo, prestando denaro. Sono parecchi quelli che avrebbero avuto un motivo per ucciderla - strozzati dai debiti, succubi delle sue menzogne, delusi o disperati.
Ordina per
  • 4

    Bello, molto bello più del primo. De Giovanni, secondo me, dopo aver scritto il primo episodio ha preso consapevolezza del personaggio ed ha iniziato a calcare la mano con l'intrigo e la sofferenza de ...continua

    Bello, molto bello più del primo. De Giovanni, secondo me, dopo aver scritto il primo episodio ha preso consapevolezza del personaggio ed ha iniziato a calcare la mano con l'intrigo e la sofferenza dei personaggi che descrive, primo fra tutti Ricciardi

    ha scritto il 

  • 4

    E’ il secondo libro di De Giovanni che leggo, legato alle vicende del commissario Ricciardi. Mi è piaciuto forse più del primo, e sono molto affascinata dal personaggio, così umano, delicato pur nella ...continua

    E’ il secondo libro di De Giovanni che leggo, legato alle vicende del commissario Ricciardi. Mi è piaciuto forse più del primo, e sono molto affascinata dal personaggio, così umano, delicato pur nella sua sofferenza e nelle sue complicazione. Sullo sfondo di una Napoli suggestiva e ardente, si muove una umanità semplice, disgraziata e spesso scoraggiata , eppure così viva sia nel bene che nel male. L’intreccio è bello, interessante ed intricato e fino alla fine si rimane con il fiato sospeso per conoscere l’identità dell’assassino. Colpo di scena, inaspettato con effetto quasi cinematografico!!

    ha scritto il 

  • 4

    'O padreterno nun è mercante ca pava 'o sabbato

    In questo proverbio mi sembra di cogliere la sintesi del libro; un libro che mostra una angoscia del protagonista nel vivere una sua vita privata, il suo essere geniale da un punto di vista profession ...continua

    In questo proverbio mi sembra di cogliere la sintesi del libro; un libro che mostra una angoscia del protagonista nel vivere una sua vita privata, il suo essere geniale da un punto di vista professionale, una certa difficoltà relazionale e un clima tutto napoletano. In sintesi un bel libro certamente coinvolgente e piacevole da leggere. Non lo consiglierei a chi piace un giallo di tipo più classico e incalzante. A me, invece, è piaciuta molto anche la sofferente dimensione del disagio di vivere con le proprie "strane" capacità

    ha scritto il 

  • 4

    Si divora

    Molto ben scritto, non lo si lascia fino alla fine. Atmosfere un po' cupe, ma azzeccate. E' una sorta di giallo corale, dove vengono illustrati anche sentimenti e sensazioni di tutti i protagonisti, a ...continua

    Molto ben scritto, non lo si lascia fino alla fine. Atmosfere un po' cupe, ma azzeccate. E' una sorta di giallo corale, dove vengono illustrati anche sentimenti e sensazioni di tutti i protagonisti, anche quelli meno in primo piano. Forse, per essere un giallo, un tantino lungo, a un certo punto viene voglia di andare direttamente in fondo, ma bisogna resistere, nel vale la pena. Invece mi dispiace di avere trovato un errore grammaticale ripetuto con ostinazione, come se fosse ritenuta una forma corretta da autore e editing. Peccato, peccato. Ogni volta mi si rivoltava il senso grammaticale. In fondo comunque è un problema molto marginale per quanto riguarda la validità del testo.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi spiace tanto ma De Giovanni non fa per me.
    Già il "Metodo del coccodrillo" mi aveva lasciata interdetta, non ho saputo commentare.
    Ora con "La condanna del sange" ho capito...... Sembra di vedere u ...continua

    Mi spiace tanto ma De Giovanni non fa per me.
    Già il "Metodo del coccodrillo" mi aveva lasciata interdetta, non ho saputo commentare.
    Ora con "La condanna del sange" ho capito...... Sembra di vedere un film neorealista "Sciuscià, ladri di biciclette, la strada" film che sono capolavori ma che io ho deciso di non vedere mai piú; mi fanno stare troppo male, come i libri di De Giovanni.

    ha scritto il 

  • 5

    Come già successo con Manzini, anche questa volta il mio amico Rino mi ha consigliato un libro bellissimo, intrigante, appassionante.
    Il commissario Ricciardi entra a far parte dei miei personaggi pre ...continua

    Come già successo con Manzini, anche questa volta il mio amico Rino mi ha consigliato un libro bellissimo, intrigante, appassionante.
    Il commissario Ricciardi entra a far parte dei miei personaggi preferiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Altra indagine per il nostro commissario, tormentato dalle sue visioni che lo stralunano, lo portano fuori pista, lo illuminano.
    La storia è veramente ben costruita, un colpo di scena finale da vero m ...continua

    Altra indagine per il nostro commissario, tormentato dalle sue visioni che lo stralunano, lo portano fuori pista, lo illuminano.
    La storia è veramente ben costruita, un colpo di scena finale da vero maestro, e sono altrettanto belle le storie che ruotano intorno, come quella di Filomena che mette in crisi il più stretto collaboratore, Maione, del commissario Ricciardi.
    Ma più di tutto ho apprezzato le descrizioni di Napoli e della primavera.

    ha scritto il 

  • 3

    La seconda indagine di Ricciardi

    Libro coinvolgente e ricco di avvenimenti. Una bella trama, tanti personaggi secondari ben presentati e sviluppati con maestria. Per non parlare dei soliti Ricciardi, Maione, tata Rosa, Enrica,...sono ...continua

    Libro coinvolgente e ricco di avvenimenti. Una bella trama, tanti personaggi secondari ben presentati e sviluppati con maestria. Per non parlare dei soliti Ricciardi, Maione, tata Rosa, Enrica,...sono sempre più affezionata a ciascuno di essi. Voto: 3,5 stelline

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    A passeggio per san Gregorio Armeno

    Secondo romanzo di De Giovanni e il secondo che ho letto: ho rispettato l’ordine di pubblicazione, quando me ne è stata consigliata la lettura, all’inizio dell’estate. L’’inverno del commissario Ri ...continua

    Secondo romanzo di De Giovanni e il secondo che ho letto: ho rispettato l’ordine di pubblicazione, quando me ne è stata consigliata la lettura, all’inizio dell’estate. L’’inverno del commissario Ricciardi sta passando e si annuncia a passo di danza la primavera su Napoli, anche se la sua luce non riesce ad infilarsi nei vicoli e a rischiarare le facciate e gli scaloni dei palazzi signorili. Napoli non perde la cupezza anche se illuminata dall’aria chiara e azzurrina della stagione che rimescola il sangue di nuove o antiche passioni Rimescola e lo fa scorrere ancora. Questa volta la vittima è una vecchia cartomante e l’umanità varia che scorre sotto gli occhi del commissario è quella che si affidava a lei per indovinare e assecondare il destino Chi non crede al destino ma ai fatti è il commissario, uomo scontroso e introverso, di poche parole, un napoletano insolito, che si dice incapace di vivere la vita, ma solo di guardarla. E la guarda per mestiere e per condanna, perché per un qualche sortilegio ha il dono –maledizione di vedere gli spettri dei morti di morte violenta, e di ascoltarne le ultime parole, gli ultimi pensieri. Insieme con le parole si attaccano a lui il dolore, la sofferenza, i rimpianti e i rimorsi delle vittime. Vittime che spesso non sono solo vittime, come i colpevoli sono stati a loro volta vittime. Bel personaggio, Ricciardi, e bella l’atmosfera in cui si muove, quieta in superficie, piena del fascino della foto antica, color seppia. Il tempo è quello degli anni ’30 del secolo scorso, ma a me sembra molto più antico, o meglio la città è senza tempo, potrebbe essere seicentesca o anche contemporanea, se non ci fossero ragazze che ricamano davanti alle finestre, carrozze e cavalli e una lingua che è plasmata su quella letteraria dell’epoca, ricca, studiata, un poco barocca ed enfatica. Ho apprezzato la trama e anche la varietà e il numero dei personaggi che arrivano sulla scena, e di cui seguiamo i passi e i pensieri. Questi personaggi però sono figurine di un presepe profano, statuine dipinte di smalti vivaci e brillanti, più che persone in carne e ossa: c’è la Troppo Bella Povera, la Bella Ricca e insoddisfatta, il Ricco colto e arrogante, il Povero onesto e disperato, la Figlia ubbidiente e laboriosa. Rischiano di cadere nella macchietta soprattutto i personaggi femminili, poco credibili, proiezioni dell’occhio maschile, come si diceva una volta. Mi ha colpito soprattutto la visione della Bellezza, femminile e maschile anche, come maledizione, dono che porta o può portare alla perdizione o comunque pericoloso. Nel mondo reale nessuna donna maledirebbe o offuscherebbe la propria bellezza. E neppure nessun uomo, credo. Voglio dire che i personaggi mancano un poco di autenticità, calcano un palcoscenico più che le strade lastricate, si muovono davanti a fondali dipinti, recitano un copione spruzzato di moralismo e di idealismo, anche se a gocce. Ma a teatro ci divertiamo e ci appassioniamo anche se siamo ben consapevoli della finzione e le figurine di De Giovanni si fanno amare o detestare anche se odorano di carta e non completamente di vita reale. E comunque un commissario di polizia che non mostra muscoli e testosterone è una bella invenzione.

    ha scritto il 

  • 5

    Che bella scoperta De Giovanni. Sotto consiglio di un amico ho letto questo primo romanzo sul commissario Ricciardi.
    ll commissario Ricciardi è cupo, introverso, col ciuffo scomposto e con profondi o ...continua

    Che bella scoperta De Giovanni. Sotto consiglio di un amico ho letto questo primo romanzo sul commissario Ricciardi.
    ll commissario Ricciardi è cupo, introverso, col ciuffo scomposto e con profondi occhi verdi quasi di vetro, con un dono speciale (quello di riuscire a sentire le ultime parole delle vittime) indaga sull'omicidio di un'anziana donna, Carmela Calise, definita nel suo quartiere una "Santa" per il suo "dono" speciale di riuscire a leggere il futuro attraverso la lettura di carte.
    A parte gli intrecci classici del noir - il delitto - le indagini - i personaggi e la loro descrizione - che si sviluppano magnificamente, quello che mi ha colpito più di tutto è che questo è un romanzo che si potrebbe definire quasi olfattivo. De Giovanni riesce a far respirare l'aria di una Napoli anni trenta, con tutti i suoi odori, l'odore del mare, l'odore della primavera e dei fiori, l'odore stantìo dei bassi, l'odore del caffè, l'odore della pizza, persino l'odore del sangue.
    Bello, bello, molto bello.

    ha scritto il 

Ordina per