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La condanna del sangue

La primavera del commissario Ricciardi

By Maurizio de Giovanni

(698)

| Mass Market Paperback | 9788860440532

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Book Description

La seconda avventura del commissario Ricciardi, l'uomo che possiede il dono (o la condanna) di sentire le ultime parole pronunciate da chi muore di morte violenta, quello che lui chiama "il Fatto". Napoli, aprile 1931. Il vento di primavera si annunc Continue

La seconda avventura del commissario Ricciardi, l'uomo che possiede il dono (o la condanna) di sentire le ultime parole pronunciate da chi muore di morte violenta, quello che lui chiama "il Fatto". Napoli, aprile 1931. Il vento di primavera si annuncia nella notte di una giornata fredda e cupa e rimescola il sangue nelle vene di donne e uomini persi nei loro pensieri ma uniti dall'attesa del giorno che arriverà. Non è così per tutti: in un appartamento del popolare rione Sanità un'anziana donna, Carmela Calise, verrà trovata morta il giorno dopo, ridotta a un mucchio di ossa e sangue, barbaramente colpita a bastonate. Accorso sul luogo del delitto insieme al fedele brigadiere Maione, il commissario Ricciardi interroga la gente del palazzo e, nonostante il clima di omertà, scopre la doppia attività di Carmela, cartomante e usuraia. Al centro della vicenda è il decrepito appartamento dove la cartomante riceveva i suoi clienti, per predire in modo ingannevole il loro futuro o per garantirglielo, prestando denaro. Sono parecchi quelli che avrebbero avuto un motivo per ucciderla - strozzati dai debiti, succubi delle sue menzogne, delusi o disperati.

218 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Tinte decisamente forti

    Ma benissimo scritto. Solo nel finale si attorciglia un po'. Come giallo é sicuramente sopra la media.

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    mafalda0250 said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il DNA non lo conoscevano ancora

    Madri e figli ( i padri non ci fanno una bella figura) , e per restare in tema di proverbi " il sangue non è acqua". E poi poliziotti che si innamorano, sarà la primavera. Ma Eduardo era davvero così antipatico o è antipatico a Di Giovanni?

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    lunatica said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Primavera e sangue, sangue e primavera. Ricciardi ed Enrica. Maione e Lucia. Tutto questo come sfondo di un bel giallo. Davvero consigliato. Mi è piaciuto più del primo.

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    Tonissimope said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    De Giovanni sempre al massimo

    V. "Il senso del dolore" per la descrizione del protagonista Ricciardi e del suo seguito, qui mi limito a confermare De Giovanni come ottimo narratore che con grande efficacia ci fa rivivere l’atmosfera della Napoli del 1931, i pensieri e le apprensi ...(continue)

    V. "Il senso del dolore" per la descrizione del protagonista Ricciardi e del suo seguito, qui mi limito a confermare De Giovanni come ottimo narratore che con grande efficacia ci fa rivivere l’atmosfera della Napoli del 1931, i pensieri e le apprensioni dei protagonisti.

    Consiglio al lettore con memoria pessima come la mia di scriversi i nomi dei personaggi che incontra man mano. Nelle prime 20 pagine ne presenta, se non ricordo male, 18. In tutto sono circa 25. De Giovanni li farà incontrare e scontrare quasi tutti. Uno schema, in questi casi, aiuta.

    La storia narra di una cartomante e usuraia uccisa a bastonate in casa sua. E di una donna bellissima sfregiata al volto. I sospetti sono tanti, il Fatto (v. recensione "Il senso del dolore") in questo caso è quasi fuorviante. Le apparenze, ovviamente ingannano; i colpi di scena dell’ultimo minuto scombinano tutte le previsioni.

    Inoltre in questo volume Ricciardi e Maione sono colpiti al cuore, quello sentimentale, non quello anatomico. Riusciranno a riprendersi?

    Alla fine dei suoi romanzi De Giovanni gioca ad incontrare i suoi personaggi. In questo incontra il brigadiere Maione. Surreale e suggestivo come al solito.

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    ilcomizietto said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Credo di essermi innamorata di questo libro e più in generale, di Maurizio de Giovanni. *_*
    È un errore considerare questo romanzo come un thriller, perché è tutt'altro: E' VITA, sentimenti ed emozioni raccontati con grande maestria, dove ogni pagina ...(continue)

    Credo di essermi innamorata di questo libro e più in generale, di Maurizio de Giovanni. *_*
    È un errore considerare questo romanzo come un thriller, perché è tutt'altro: E' VITA, sentimenti ed emozioni raccontati con grande maestria, dove ogni pagina è una nota dolce di poesia.. Un capolavoro!

    Il primo romanzo della serie (seguiamo infatti il commissario Ricciardi nelle diverse stagioni) mi era piaciuto parecchio, ma non era scattata la scintilla del "Oddio, devo assolutamente leggere il secondo, non posso vivere senza", cosa che invece è accaduta profondamente con La primavera del Commissario Ricciardi, che mi ha conquistata dalle prime righe, mi ha tenuto incollata alle pagine e mi ha fatto perdere nel ritmo delle sue parole :')
    Il libro è TANTE cose e non so in tutta sincerità quale sia quella che mi è piaciuta di più perché sono tutte ben costruite e di pari bellezza; senza ombra di dubbio, menzione d'onore va all'ambientazione, la Napoli degli anni '30: non è un racconto e non la vivrete da spettatori esterni.. De Giovanni vi prenderà per mano e vi porterà a scoprire un mondo fatto di profumi, rumori, persone, strade, fatti: è un'ambientazione magica, sorprendente e per chi un po' conosce la città, una full immersion in luoghi che ha visitato o in cui vive.. Bello, bello, bello bello!
    Lo stile dell'autore è qualcosa di magico.. Appena terminato il libro mi è presa una gran nostalgia, ho sentito un vuoto dentro me perché mi è sembrato quasi mi risvegliassi da un bel sogno che mi ha cullato.. De Giovanni ha una penna dorata e magica, sicuramente uno degli autori più bravi che io abbia avuto il piacere di scoprire!! Senza voler esagerare, nella scala di perfezione della scrittura, io gli darei un 9.8 su 10! :')
    La bravura di De Giovanni (fortunatamente per noi), non si esaurisce in una scrittura che conquista ma anzi, si espande nell'universo che riesce a creare, in particolare nei personaggi 'veri' e 'umani', con tutto il carico di emozioni e debolezze che si portano dietro. De Giovanni non fa' nessuno sconto in materia: gli attori della storia sono cattivi, rabbiosi, invidiosi, accecati dall'ira, deboli, pieni di dolore (tanto dolore. Tantissimo), ma al contempo speranzosi, fiduciosi e in grado di capire (prima o poi) i propri errori e in un certo senso migliorarsi.. Bellissimo, davvero! Forse è uno dei libri in cui l'umanità in tutte le sue sfaccettature è più presente :')
    Il commissario Ricciardi è un personaggio memorabile, lo amo senza limiti; ciò che nel primo volume mi ha infastidito, qui mi ha ammaliato: il suo dono (o condanna) di vedere i morti e riuscire a sentire le ultime frasi pronunciate prima di morire.
    Come nel romanzo precedente Ricciardi è un personaggio colmo di dolore, un dolore sordo che toglie il fiato e la speranza, con cui egli ha imparato a convinvere. Forse però un po' della primavera che si respira nell'aria (grazie alle bellissime descrizioni evocative dell'autore, assaporerete anche voi la primavera che ha colpito Napoli nel 1931!) è arrivata anche nel suo cuore.. Sono fiduciosa in un suo riscatto emotivo, fa troppa tenerezza!
    La sua storia d'amore con Enrica è la bellezza. E la dolcezza :')
    Altri personaggi splendidi fanno da contorno a questa storia ricchissima, primo fra tutti Maione, il fedele e buono Maione che emana positività da tutti i pori. Un personaggio difficile da odiare, anche quando sembra perdere la strada 'giusta'.

    Assolutamente consigliato, sia che siate fan del thriller (e a me ha fregato, sul finale!) sia che non lo siate perché come vi dicevo, questo romanzo è tante cose. Chiudete un occhio sul thriller e gustatevi il resto, che è una prelibatezza e una perla rara!!

    A metà mattina, man mano che il vento da sud rinforzava, arrivò un profumo indistinto, anzi più che un profumo un retrogusto, un sentore. Conteneva fiori di mandorlo e pesco, l'erba nuova, la spuma del mare su scogli lontani. Nessuno parve accorgersene, non ancora, ma qualcuno scoprì di avere il colletto della blusa slacciato, i polsini sbottonati o il cappello indietro sulla nuca. E una vaga allegria, come quando ci si aspetta qualcosa di buono e non si sa cos'è, o come quando è successa una bella cosa, anche piccola, a qualcun altro: si è contenti, ma non si saprebbe dire perché. Era la primavera che ballava sulle punte: volteggiava leggera, ancora giovane, gioiosa, ancora ignara di ciò che avrebbe portato, ma con una gran voglia di cominciare a mettere un po' di disordine tra le cose. Senza secondi fini, solo per mescolare le carte.

    «Qua non ci sta niente da vedere, tornatevene nelle vostre case». Nessuno si mosse: quelli in prima fila distolsero lo sguardo con fare innocente. «Va bene, ho capito; Camarda, prendi i nomi dei signori e delle signore, così sappiamo chi convocare in questura per una chiacchierata». Non aveva ancora finito di recitare la formula magica che l'assembramento si era dileguato.

    Pensò, come sempre, che quella era una città che diventava grande senza crescere. Come una bambina che dalla sera alla mattina, per magia, si trovava donna avendo ancora voglia di giocare, con gli scoppi d'ira improvvisa degli adolescenti.

    Lo sai che penso? Che è facile stare insieme quando va tutto bene. Il difficile è quando si devono superare le montagne, fa freddo e tira vento. Allora, forse, per trovare calore, uno si deve fare un poco più vicino.

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    Sery-amente said on May 8, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (698)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Mass Market Paperback 375 Pages
  • ISBN-10: 886044053X
  • ISBN-13: 9788860440532
  • Publisher: Fandango
  • Publish date: 2008-06-01
  • Also available as: Paperback , eBook
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