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La confessione di un figlio del secolo

By Alfred de Musset

(11)

| Paperback | 9788866203421

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Book Description

14 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ottavio je suis ravie te de dire adieu, j'ai terminé ce livre si ennuyant (note pour moi même: eviter les auteurs romantiques) - à garder ce deux mots seulement: "(...)les chers reproches(...)"

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    Stefania Novarini said on Jan 2, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "Un gradino in più o in meno è ben poca cosa su quella grande scala marcita che è l'imperfezione umana."

    Sono partita con grandi speranze, e credo che questo non sia stato totalmente un male. Primo e secondo capitolo mi hanno convinta di essere davanti ad un capolavoro, ma purtroppo non e sempre vero che il buongiorno si vede dal mattino, e, proseguendo ...(continue)

    Sono partita con grandi speranze, e credo che questo non sia stato totalmente un male. Primo e secondo capitolo mi hanno convinta di essere davanti ad un capolavoro, ma purtroppo non e sempre vero che il buongiorno si vede dal mattino, e, proseguendo, il mio entusiasmo, pur non spegnendosi del tutto, è molto calato, mentre negli ultimi capitoli è stato maltratto, oltraggiato e poi estinto a secchiate d'acqua.
    Lo stile di de Musset è fluido ed incredibilmente elegante, leggerlo è una versa delizia per la mente e per gli occhi. Cioè, lo sarebbe stato se questa edizione non fosse piena dalla prima all'ultima pagina di errori di stampa: accenti che mancano, lettere che non c'entrano niente in mezzo alle parole, congiunzioni messe lì per sbaglio, parentesi che si aprono e non si chiudono più.
    Dalai, io mi fidavo di te! Come hai potuto farmi questo?
    Tornando al romanzo. De Musset cerca di fare un ritratto di un giovane preso dalla malattia del secolo, la mancanza di certezze, l'eterna indecisione, l'angosciosa ricerca di un'identità da trovare in un presente conteso tra il passato e l'avvenire, un avvenire che i giovani non riescono a vedere altrimenti che "un'amante di marmo, e aspettano che prenda vita, che il sangue colori le sue vene".

    C'è un'altro passo bellissimo che recita così:
    "Fu come una negazione di tutte le cose del cielo e della terra, che si può chiamare delusione, o se preferite, disperazione, come se l'umanità in letargo fosse stata creduta morta da quegli stessi che le tastavano il polso."
    In un certo senso, lo trovo molto attuale. A voi le conclusioni.

    C'è invece un'ultima cosa su cui vorrei spendere giusto due paroline, ma facendo bene i conti forse non ho parlato di altro in questa recensione. Mi riferisco al protagonista, il nostro malato incurabile.
    Ora, io non so se davvero tutti i giovani dell'epoca avessero la sua mentalità, lo trovo molto difficile, ma di protagonisti così petulanti in tutto il mio percorso di lettrice ne ho incontrati davvero pochissimi. Un miscuglio di contraddizioni e contrasti, un nido d'infelicità perenne e incontrastabile. Non è neppure credibile. Ma è lo strumento indispensabile per lo scopo narrativo prefissosi da de Musset, quindi su, è perdonato.

    In definitiva, per certi versi mi aspettavo di meglio, per altri non avrei potuto chiedere di meglio. E' un romanzo che a mio parere andrebbe letto, ma non è da definire immancabile nella libreria di ogni lettore. Credo che sì, lo consiglierei.

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    Lastië • Dream now, fearless. said on Dec 8, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    E l'universo sparì.

    Ottavio, diciannovenne figlio dell'indolenza dell'Impero, inoccupato dopo le gloriose gesta di Napoleone, si ritrova a passare una una relazione all'altra con donne assuefatte al libertinaggio, alla simulazione del sentimento, al lato carnale e conve ...(continue)

    Ottavio, diciannovenne figlio dell'indolenza dell'Impero, inoccupato dopo le gloriose gesta di Napoleone, si ritrova a passare una una relazione all'altra con donne assuefatte al libertinaggio, alla simulazione del sentimento, al lato carnale e convenzionale della liaison. Tradito da un'amante e dall'amico, approda all'amore per Brigitte tra la tensione lirica del sentimento, purissimo e vibrante, e la spirale egotica di un giovane inesperto di sé e dell'altrui interiorità.
    Se da una parte l'intensità del sentire apre squarci emotivamente molto affascinanti, propri della gioventù che presume di saper tutto senza aver provato che poco, dall'altra la malattia del secolo che affligge Ottavio è, secondo Ottavio stesso, l'unica responsabile della vocazione al male che il protagonista stesso ravvisa in sé: questo discioglimento della responsabilità personale è l'elemento che più mi ha lasciato perplesso, perché, se è vero che nessuno può sentirsi svincolato dal proprio tempo, altrettanto reale è la scelta tra le opzioni possibili. L'energia di Ottavio, ispirata agli amori clandestini, direttamente generata dalla relazione di de Musset con George Sand, mi ha ricordato la passione dell'Ortis, la medesima cecità orgogliosa ed egotica tipica dei giovani che si ritengono titani e che dimenticano di avere i piedi d'argilla.
    Romanzo notevolissimo, à mon avis troppo sottovalutato.
    P.s.: trovare quest'edizione Garzanti è stata un'impresa.

    This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License

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    Telperion80 said on Sep 28, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Il mio cuore soffriva in modo che c'era quasi costantemente in me un uomo che rideva e un altro che piangeva".

    Non posso che unirmi a chi ha citato questa frase bellissima...
    "I dolori passeggeri bestemmiano e accusano il cielo; i grandi dolori non accusano nè bestemmiano. Ascoltano."

    Non me lo aspettavo così bello e attuale... un insegnamento su cosa è e c ...(continue)

    Non posso che unirmi a chi ha citato questa frase bellissima...
    "I dolori passeggeri bestemmiano e accusano il cielo; i grandi dolori non accusano nè bestemmiano. Ascoltano."

    Non me lo aspettavo così bello e attuale... un insegnamento su cosa è e cosa non è l'amore, su come a causa dell'amore ci si può dannare e si può condannare una persona e su come l'Amore può redimere e insegnare davvero qualcosa di speciale per la propria anima.
    Consigliato!

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    Lasuggeritrice said on May 29, 2012 | Add your feedback

  • 15 people find this helpful

    Capolavoro imperfetto

    Su questo romanzo faccio un'eccezione e mi sparo 5 stelle anche se obiettivamente non le meriterebbe. A volte è stucchevole, datato, strutturalmente non all'altezza di grandi autori della sua epoca..però è talmente vivo, passionale, sincero, romantic ...(continue)

    Su questo romanzo faccio un'eccezione e mi sparo 5 stelle anche se obiettivamente non le meriterebbe. A volte è stucchevole, datato, strutturalmente non all'altezza di grandi autori della sua epoca..però è talmente vivo, passionale, sincero, romantico, - nel senso bello del termine - , che non ho resistito e ho calato le braghe..Ogni tanto tutti abbiamo un debole per qualche libro minore per ragioni solo nostre e di nessun altro. E' questa per me una di quelle volte.

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    Daniele C. (ero il piú stucchevole assaggiatore di libri) said on Sep 15, 2011 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    La 'malattia morale' e le pulsioni d'amore del secondo Ottocento riccamente descritte da uno degli scrittori più amati dal duo Cezanne-Zola

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    Federico Migliorati said on Jul 15, 2011 | Add your feedback

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