La confraternita dell'uva

Di

Editore: Einaudi

4.2
(2963)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8806170627 | Isbn-13: 9788806170622 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesco Durante ; Curatore: Emanuele Trevi ; Contributi: Vinicio Capossela

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Pubblicato per la prima volta nel 1977, il romanzo ha per protagonista lafigura granitica, ingombrante, di un padre, il vecchio tirannico e orgogliosoprimo scalpellino d'America, almeno questo crede di essere. Un immigrato diprima generazione, Nick Molise, nel quale, come nel gruppo di suoi compaesani,Fante racchiude il ritratto più nitido della prima generazione italoamericana.Un mondo di uomini di testarda virilità, guardati con inorridita inquietudinedagli americani persuasi che gli italiani fossero creature di sangue africano,che tutti girassero con il coltello e che la nazione fosse ormai preda dellamafia.
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  • 4

    In questo libro Fante racconta, in modo divertente e ironico, del padre del protagonista (suo alter ego) ma anche della famiglia che fa da contorno, immigrati di prima generazione in America. Dopo 51 ...continua

    In questo libro Fante racconta, in modo divertente e ironico, del padre del protagonista (suo alter ego) ma anche della famiglia che fa da contorno, immigrati di prima generazione in America. Dopo 51 anni di matrimonio la madre vuole il divorzio, scatenando una serie di eventi dolceamari.
    Ma c'è anche altro in questo breve romanzo: conflitti familiari, cattolicesimo italiano, ostilità razziali (gli immigrati italiani venivano chiamati "dago" ), scappatelle extraconiugale, alcolismo. ..
    Viene definita una delle opere migliori di Fante, e sono pienamente d'accordo.

    ha scritto il 

  • 4

    La confraternita dell'uva

    Eccomi a scrivere la prima recensione del 2017. E’ su un autore italo- americano che non avevo mai letto prima. Lo conoscevo di nome, ma non avevo mai messo gli occhi su di lui. Il 9 dicembre 2016 ho ...continua

    Eccomi a scrivere la prima recensione del 2017. E’ su un autore italo- americano che non avevo mai letto prima. Lo conoscevo di nome, ma non avevo mai messo gli occhi su di lui. Il 9 dicembre 2016 ho iniziato a leggere il suo primo libro, “La Confraternita dell’uva” e in pochi giorni l’ho finito. La sua narrazione mi ha catturato. Mi e’ piaciuto molto il suo andamento scorrevole, il suo descrivere l’America, nei suoi diversi luoghi, nell’animo e nella sua desolazione. Inoltre mi ha colpito come l’autore si rincorra nel passato e nel presente, facendo luce sugli episodi della sua famiglia, con41ecuv2hkdlcentrandosi sulla particolare relazione tra i suoi genitori, risaltando e oscurando il brutale mestiere costruttivo - distruttivo del padre: emigrato abbruzzese, eroe - antieroe della sua narrazione, annaffiato di vino, di volgarita', di peccato. Scrittore dal cuore poetico e malinconico. Finito questo libro ho voluto subito inizarne un altro, per conoscere meglio questo autore americano dalle origine nostrane, che mi ha catturato per l'evocazione autobiografiche e storiche che le sue opere presentano, cio' lo rende piu' simile a me, lo sento un autore vicino, e mi fa piacere passare del tempo tra le sue pagine, mi raccontano l'America di generazioni fa, mi mostra la sua gavetta da scrittore, i suoi malesseri legati a questo suo sogno, che e' anche il mio, la sua voglia di farcela e a tratti la sua solitudine. CE

    ha scritto il 

  • 4

    Letti Aspetta primavera Bandini e Chiedi alla polvere quando ero ragazzo, secolo scorso, non mi era rimasta la sensazione importante che ti aspetti da uno scrittore di cotanta fama. Da allora non ci s ...continua

    Letti Aspetta primavera Bandini e Chiedi alla polvere quando ero ragazzo, secolo scorso, non mi era rimasta la sensazione importante che ti aspetti da uno scrittore di cotanta fama. Da allora non ci sono tornato sopra. Decido di riprovare con quest'opera matura, del resto pure io con un bel po' di annetti sulle spalle, e quindi, cosa dire? La confraternita dell'uva è uno strabordare di umanità imperfetta, ignorante e fragile, prepotente e disperata, ai limiti di un macchiettismo (lo stereotipo dell'italiano emigrato in USA) che, se ne rappresenta il principale difetto, è anche il rischio che Fante sa prendersi per caricare di energia la narrazione, finendo col regalarci personaggi indimenticabili.
    Pagine in cui nessuno sa essere all'altezza di quello che dovrebbe, ed è così che la letteratura coincide con la vita.

    ha scritto il 

  • 5

    La famiglia Molise ti entra dentro con tutte le sue contraddizioni, le sue miserie e i suoi slanci, l'odio e l'amore, la vita e la morte. Una famiglia comune, ma unica.
    Meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 0

    Happy few

    sai quando di pomeriggio la bimba dorme
    in casa non c'è nessuno e tu te ne stai in salotto

    leggi Hegel e ringrazi gli dei
    oppure leggi Saba e ringrazi gli dei

    poi, puntualissima, alle 16.30 la bimba s ...continua

    sai quando di pomeriggio la bimba dorme
    in casa non c'è nessuno e tu te ne stai in salotto

    leggi Hegel e ringrazi gli dei
    oppure leggi Saba e ringrazi gli dei

    poi, puntualissima, alle 16.30 la bimba si sveglia e
    urla "Mamma!" e tu allora metti giù Hegel, oppure

    metti giù Saba, comunque delicatamente, e ti
    avvii verso il corridoio e intanto avverti il pargolo

    dicendole "arrivo" e anche il pargolo ti avverte
    urlando disperata "No" e poi ancora "No" più forte

    e per farti capire che ha proprio capito che tu sei tu
    dopo il secondo o il terzo no urla "Mamma"

    e tu allora dici ad alta voce: "guarda che io stavo leggendo
    Saba: dimmi: devo tornare di là o ti vado bene anch'io?"

    A quel punto la bimba si commuove e urla "Papà"
    ma è solo una finta: appena metti la testa nella cameretta

    lei si caccia a piangere disperatamente
    perché vede che tu sei proprio tu

    ti manca una cosa decisiva
    però non è colpa tua, la bimba dovrebbe capirlo

    neanche ringraziare gli dei serve, in questi casi

    ha scritto il 

  • 5

    secondo me bevevano rosso

    italo americani di California, dove si produce vino, che aiuta gli scalpellini e i muratori a ingoiare la polvere e le amarezze della vita. Bellissima storia di famiglie inquiete. I padri non ci lasci ...continua

    italo americani di California, dove si produce vino, che aiuta gli scalpellini e i muratori a ingoiare la polvere e le amarezze della vita. Bellissima storia di famiglie inquiete. I padri non ci lasciano mai.

    ha scritto il 

  • 5

    "I had this talent for crying. It had brought me many rewards through my life, and some trouble too. When your weaknesses are your strengths, you cry. For crying disconcerts people, they don't know ho ...continua

    "I had this talent for crying. It had brought me many rewards through my life, and some trouble too. When your weaknesses are your strengths, you cry. For crying disconcerts people, they don't know how to handle it; they are expecting violence and suddenly it vanishes in a pool of tears. My tears broke Harriet down and she finally married me. Without tears I could have never seduced a woman, and with them I never failed. It has laid waste the hearts of women who disliked me, and who wanted to kill me afterward for succumbing. I cried through melancholic passages of my own writing. The older I got, the more I wept."

    Fante costruisce il libro "esponendo" bene i personaggi, affinchè quello che dicono non siano le "loro" parole, ma quelle di tutti. Per questo è Universale, perchè è impossibile identificarsi eppure lo si capisce a fondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo picaresco che ci riguarda tutti quanti.

    Piacevole ed istruttiva lettura, dove si nota come nella prima metà del ‘900, gli italiani che migrarono in America ebbero il loro bel da fare per mantenere intatte le loro usanze.
    Primeggia tra tutti ...continua

    Piacevole ed istruttiva lettura, dove si nota come nella prima metà del ‘900, gli italiani che migrarono in America ebbero il loro bel da fare per mantenere intatte le loro usanze.
    Primeggia tra tutti Nick, il padre di John Fante, autentico padre padrone, che però non riesce a convincere nessuno dei suoi figli a proseguire l’ attività artigiana di marmista-scalpellino- muratore.
    Sarà il cruccio della sua vita. Per contro non si lascerà sfuggire nessuno dei vizi capitali, che lo accompagneranno fino alla fine. Ubriacone, giocatore, fumatore e per giunta donnaiolo. Lui, che aveva una moglie tanto gelosa da minacciare, ultrasettantenni, il divorzio per alcune macchie di rossetto che poi si dimostrarono essere succo di fragola. Oppure che definì puttana l’infermiera che rassettava le coperte del buon Nick, facendo dondolare le tette sopra il suo viso.
    Il vecchio, oltre che vizioso, fu anche un gran lavoratore, al punto che si resta indecisi se condannarlo o concedergli qualche attenuante. Degni di nota sono pure gli amici italiani del bar Roma e i figli ribelli.
    Insomma "se non sono gigli son pur sempre figli..."

    …”

    ha scritto il 

  • 5

    Caro fratello del Sud, ovunque tu sia, qui sei a casa

    Ambientato oltreoceano, questo racconto sulle viscerali dinamiche di una famiglia originaria del meridione d'Italia, malgrado le distanze geografiche e temporali, ti fa sentire tremendamente "a casa" ...continua

    Ambientato oltreoceano, questo racconto sulle viscerali dinamiche di una famiglia originaria del meridione d'Italia, malgrado le distanze geografiche e temporali, ti fa sentire tremendamente "a casa".
    Questa mamma del Sud che alla tenera età di 70 anni, esasperata, vuol divorziare e che, immediatamente dopo la sepoltura del marito, sapendo finalmente dove potrà trovarlo per il resto dell'eternità, è già pronta a cucinare una deliziosa cenetta ai figli, riunendoli nuovamente attorno al proprio focolare per qualche ora, ha lasciato il segno.
    Meno empatia invece per questo padre, tanto gradasso quanto debole, che viene tratteggiato, nella sua vita di comitiva tra amici di lungo corso, con possenti pennellate color vinaccia e che, nei rapporti con i figli, tanto ricorda il Padre padrone sardo di Gavino Ledda.
    So già che, nell'estate ormai prossima, la scrittura lineare, incisiva, divertente di John Fante e le storie del suo alias Bandini mi terranno molta compagnia, facendomi sentire, mentre sto "a casa", atavicamente ancor più "a casa".

    ha scritto il 

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