La confraternita dell'uva

Di

Editore: Einaudi

4.2
(2862)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8806170627 | Isbn-13: 9788806170622 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesco Durante ; Curatore: Emanuele Trevi ; Contributi: Vinicio Capossela

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Pubblicato per la prima volta nel 1977, il romanzo ha per protagonista lafigura granitica, ingombrante, di un padre, il vecchio tirannico e orgogliosoprimo scalpellino d'America, almeno questo crede di essere. Un immigrato diprima generazione, Nick Molise, nel quale, come nel gruppo di suoi compaesani,Fante racchiude il ritratto più nitido della prima generazione italoamericana.Un mondo di uomini di testarda virilità, guardati con inorridita inquietudinedagli americani persuasi che gli italiani fossero creature di sangue africano,che tutti girassero con il coltello e che la nazione fosse ormai preda dellamafia.
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  • 5

    ma come si fà a non amare la nuda verità, il cuore, la debolezza.
    avevo conosciuto Fante con questo libro , la rilettura mi dice che è sempre immenso.
    e se chiudo gli occhi vedo tutte le famiglie dell ...continua

    ma come si fà a non amare la nuda verità, il cuore, la debolezza.
    avevo conosciuto Fante con questo libro , la rilettura mi dice che è sempre immenso.
    e se chiudo gli occhi vedo tutte le famiglie della Valle Argentina ( la mia valle, provincia di IMperia)
    negli anni 60...boom economico
    e mi vedo mio padre come Frank molise e mia mamma come la sua di mamma.
    per dire che è un libro universale.

    ( sono però sicuro però che il mio vino nostralino sia più migliore di quello di angelo musso.

    comunque grazie ancora john.

    ha scritto il 

  • 4

    John Fante non delude mai. Libro in parte autobiografico incentrato sulla figura del padre, muratore di origine abruzzese, gran lavoratore e amante di donne e alcol, con tutte le caratteristiche dell' ...continua

    John Fante non delude mai. Libro in parte autobiografico incentrato sulla figura del padre, muratore di origine abruzzese, gran lavoratore e amante di donne e alcol, con tutte le caratteristiche dell'italo-americano. La storia incede in un mondo kafkiano dove la caratteristica di essere immigrati italiani influenza e decide tutto, le amicizie, i destini, i desideri, le ambizioni. Solo il protagonista è sfuggito a questa sorte, diventando scrittore, ma scopre che in quel mondo, e solo in quello, vivono alcune delle persone che ama, con tutto il conflitto che ne può derivare. Permane in tutto il racconto la penna leggera di Fante che colora qua e là di ironia.

    ha scritto il 

  • 5

    Genial. Com en "Plens de Vida" Fante ens explica d'una forma força autobiogràfica les peripècies que viu amb el seu pare quan aquest l'enreda perquè l'ajudi a construir un fumador de cèrvol. Un altre ...continua

    Genial. Com en "Plens de Vida" Fante ens explica d'una forma força autobiogràfica les peripècies que viu amb el seu pare quan aquest l'enreda perquè l'ajudi a construir un fumador de cèrvol. Un altre cop apareixen temes recurrents en la seva obra, les arrels italianes, la presència de l'alcohol, el sexe, la religiositat, els maltractaments i l'amor per la literatura entre d'altres. En llegir "La germandat del raïm" et sembla que estàs veient una pel·lícula del neorealisme italià i al mateix temps que et planteges la duresa de la quotidianitat quan tens una família tan particular, també et diverteixes. Passar uns dies a prop de la família i retrobar el pare i la mare trastoquen de nou la normalitat vital d'un escriptor que ja fa anys va fugir del niu perquè la convivència era insuportable.

    ha scritto il 

  • 4

    LA CONFRATERNITA DEL CHIANTI

    Henry Molise è chiamato a San Elmo, il paese dei genitori, a dirimere i problemi che li hanno portati sull’orlo del divorzio. La colpa è del padre, Nick, un uomo collerico, incallito bevitore e incorr ...continua

    Henry Molise è chiamato a San Elmo, il paese dei genitori, a dirimere i problemi che li hanno portati sull’orlo del divorzio. La colpa è del padre, Nick, un uomo collerico, incallito bevitore e incorreggibile libertino; un uomo forte e pieno di sé: «Ci sono due modi per fare le cose: quello sbagliato e il mio». Nick, quando non è impegnato nel lavoro di muratore, in cui è particolarmente abile, spende il suo tempo tra gli amici del bar Roma: “Erano una ghenga di strambi, irascibili, duri individui da previdenza sociale: gente ringhiosa, frontale, vecchi bastardi maligni e aspri, che però se la spassavano col loro spirito crudele e i modi profani del loro cameratismo. Non filosofi, non vecchi oracoli che si pronunciavano dalle profondità della loro esperienza della vita; ma soltanto vecchi che ammazzavano il tempo, in attesa che l’orologio si scaricasse”.
    Quando Henry arriva a San Elmo i suoi genitori si sono già riappacificati. E quando sta per far ritorno a casa, viene coinvolto dal padre nella impegnativa costruzione di un affumicatoio in montagna con tragiche conseguenze.
    Il romanzo ha sullo sfondo un tema molto presente nelle opere di questo autore: quello dell’immigrazione. Qui si sofferma, in particolare, sulle problematiche dei giovani emigranti italiani di seconda generazione, impegnati a sacrificare le tradizioni ad un sofferto processo d’integrazione, giudicati, dall’aristocrazia americana bianca anglo-sassone e protestante, “creature di sangue africano” e facili di coltello.
    Un Fante duro, che sa far sorridere e commuove.

    ha scritto il 

  • 5

    John Fante, a mio avviso, dovrebbe essere uno di quegli autori da inserire nei programmi scolastici, al posto di molta della letteratura vecchia e stantia che i professori, vecchi e stantii, fanno anc ...continua

    John Fante, a mio avviso, dovrebbe essere uno di quegli autori da inserire nei programmi scolastici, al posto di molta della letteratura vecchia e stantia che i professori, vecchi e stantii, fanno ancora subire agli studenti. Perché, anche se è vero che magari, ad una certa età, non verrebbe apprezzato appieno, si avrebbe lo stesso la possibilità di farlo entrare nella testa e nel cuore delle generazioni. Lui come tanti altri.

    ha scritto il 

  • 4

    Lui non è Arturo Bandini e lui non è Svevo.
    Ma Cristo quanto mi piace Fante.
    Ti voglio bene, sul serio; perché mi emoziono quando ti leggo e ti scopro così simile a me e così sognatore e così amante e ...continua

    Lui non è Arturo Bandini e lui non è Svevo.
    Ma Cristo quanto mi piace Fante.
    Ti voglio bene, sul serio; perché mi emoziono quando ti leggo e ti scopro così simile a me e così sognatore e così amante e così misero e miserabile. Pure Dostoevskij mi infili tra le pagine e te lo stringi tra le braccia e ci piangi assieme.

    ha scritto il 

  • 4

    Dostoevskij mi cambiò

    Mi rivolto' come un guanto
    Svevo Bandini? cos'è? uno scherzo?
    Gli occhi come due ciliegie schiacciate il top

    giudizio finale: tavanata pedagogica in senso buono. dovrebbero farlo leggere a scuola e a ...continua

    Mi rivolto' come un guanto
    Svevo Bandini? cos'è? uno scherzo?
    Gli occhi come due ciliegie schiacciate il top

    giudizio finale: tavanata pedagogica in senso buono. dovrebbero farlo leggere a scuola e a tutti quelli che ... ci siamo capiti..e un'ultima cosa: guardatevi dagli itagliani! girano con il coltello!!!

    ha scritto il 

  • 4

    E il vecchietto dove lo metto?

    Soffia gran vento di burrasca, nella famiglia Molise.
    La mamma ha deciso di divorziare da papà, lei ha 74 anni e lui 76; è furiosa e convinta che l'abbia tradita, perché gli ha trovato presunte tracc ...continua

    Soffia gran vento di burrasca, nella famiglia Molise.
    La mamma ha deciso di divorziare da papà, lei ha 74 anni e lui 76; è furiosa e convinta che l'abbia tradita, perché gli ha trovato presunte tracce di rossetto sul cavallo delle mutande. Questo crea preoccupazione e scompiglio nelle famiglie dei figli. Lui è un vecchio ubriacone irascibile col cervello che sta andando in pappa.
    Se lei lo butta fuori, chi se lo piglia in casa?

    Nelle pagine di Fante ci sono ironia e rabbia, tristezza e allegria. E conflitti fra generazioni, incomprensioni familiari, vecchiaia che avanza inesorabile distruggendo i corpi e cancellando per sempre pensieri e sogni.
    Ma è anche la storia di una grande amicizia fra quattro immigrati italiani consacrati al dio Bacco, in un’America persuasa che gli italiani fossero creature di sangue africano, che girassero tutti col coltello, e che l'intera nazione si trovasse ormai nelle grinfie della mafia.
    Divertente il tragicomico incontro di sesso fra Henri, voce narrante del romanzo, e un’infermiera decisamente troppo suggestionata dalle esigenze d’igiene della sua professione:

    Rimasi lì mentre lei riempiva una bacinella e ci rimestava dentro una soluzione saponata. Niente di tutto ciò poteva dar vigore alla mia spada, come la chiamava mio padre. In effetti, ebbe inizio una triste regressione, e quando la signorina Quinlan l’ebbe agguantata, ormai c’era ben poco di cui impadronirsi; così le diede una scossa e la chiamò “ ragazzaccio timido ”. - Profilassi! - esclamò, versandoci sopra la saponata - Questo gioco si chiama così: profilassi! La spada, mentre lei la manipolava con le due mani, cominciò a rispondere. - Che caro ragazzo - canticchiò lei - è un vero angioletto. -

    ☆☆☆☆ e un grazie all' amico che a suo tempo mi consigliò questa la lettura. Per questioni di privacy metto solo le iniziali E. T. Che non è E.T. l'extraterrestre.. lassù ancora non mi leggono.
    Almeno credo.

    4 stelle = bello

    ha scritto il 

  • 4

    L'utilizzo del verbo leggere in questo caso è, secondo me riduttivo. Fante, non ci fa leggere di Nick Molise e della sua sgangherata famiglia, no, lui ci fa assistere: piazza uno specchio all'interno ...continua

    L'utilizzo del verbo leggere in questo caso è, secondo me riduttivo. Fante, non ci fa leggere di Nick Molise e della sua sgangherata famiglia, no, lui ci fa assistere: piazza uno specchio all'interno della casa di Nick e ci permette di assistere al modo di vivere, di ragionare, di spiegare di una generazione di emigranti e dei loro figli. Si assiste a contraddizioni, urla, bestemmie, tradimenti, urla, litigate. Si assiste ad un penoso spettacolo che in molti casi rimaneva circoscritto nel perimetro domestico, mentre Fante decide di divulgarlo. Non mi permetto di esprimere giudizi sul modo di vivere della Molise family però mi permetto, anche se molto sommessamente, di esprimere un giudizio sul modo stuefacente con cui Fante ti 'sbatte' in faccia una realtà, te la rifila sotto il naso, come la signora Molise rifila alla famiglia la trippa o la parmigiana di melanzane, e ti fa scrutare tutte le sfumature di quel vivere disgraziato e tutti gli odori di quella casa, dall'odore dolciastro delle sbornie paterne, agli odori romantici del figlio aspirante scrittore, agli odori insulsi del figlio, cui il padre, ha rubato il futuro.
    Mi astengo dall'esprimere giudizi morali, faccio come Fante, osservo, annoto e tengo per me tutto il resto.

    ha scritto il 

  • 4

    Meglio morire di bevute che di sete

    Il mio primo Fante si è rivelata una lettura straordinaria e indimenticabile. Scritto magnificamente, scorrevole ironico e drammatico. Mi sono innamorata dei personaggi e della storia di questo figlio ...continua

    Il mio primo Fante si è rivelata una lettura straordinaria e indimenticabile. Scritto magnificamente, scorrevole ironico e drammatico. Mi sono innamorata dei personaggi e della storia di questo figlio di 50 anni, Henry, scrittore affermato, che va a casa dai genitori per cercare di capire e sedare l'ennesima crisi familiare prima che sfoci in un imbarazzante divorzio e si ritrovata invischiato nella folle impresa del padre immigrato abruzzese cocciuto come un mulo, dispotico e ubriacone. Un ritratto di famiglia pazzesco, un testa a testa incredibile e veramente toccante.

    ha scritto il 

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