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La confraternita dell'uva

Di

Editore: Einaudi

4.2
(2767)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8806170627 | Isbn-13: 9788806170622 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesco Durante ; Curatore: Emanuele Trevi ; Contributi: Vinicio Capossela

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Pubblicato per la prima volta nel 1977, il romanzo ha per protagonista lafigura granitica, ingombrante, di un padre, il vecchio tirannico e orgogliosoprimo scalpellino d'America, almeno questo crede di essere. Un immigrato diprima generazione, Nick Molise, nel quale, come nel gruppo di suoi compaesani,Fante racchiude il ritratto più nitido della prima generazione italoamericana.Un mondo di uomini di testarda virilità, guardati con inorridita inquietudinedagli americani persuasi che gli italiani fossero creature di sangue africano,che tutti girassero con il coltello e che la nazione fosse ormai preda dellamafia.
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  • 4

    Dostoevskij mi cambiò

    Mi rivolto' come un guanto
    Svevo Bandini? cos'è? uno scherzo?
    Gli occhi come due ciliegie schiacciate il top

    giudizio finale: tavanata pedagogica in senso buono. dovrebbero farlo leggere a scuola e a ...continua

    Mi rivolto' come un guanto
    Svevo Bandini? cos'è? uno scherzo?
    Gli occhi come due ciliegie schiacciate il top

    giudizio finale: tavanata pedagogica in senso buono. dovrebbero farlo leggere a scuola e a tutti quelli che ... ci siamo capiti..e un'ultima cosa: guardatevi dagli itagliani! girano con il coltello!!!

    ha scritto il 

  • 4

    E il vecchietto dove lo metto?

    Soffia gran vento di burrasca, nella famiglia Molise.
    La mamma ha deciso di divorziare da papà, lei ha 74 anni e lui 76; è furiosa e convinta che l'abbia tradita, perché gli ha trovato presunte tracc ...continua

    Soffia gran vento di burrasca, nella famiglia Molise.
    La mamma ha deciso di divorziare da papà, lei ha 74 anni e lui 76; è furiosa e convinta che l'abbia tradita, perché gli ha trovato presunte tracce di rossetto sul cavallo delle mutande. Questo crea preoccupazione e scompiglio nelle famiglie dei figli. Lui è un vecchio ubriacone irascibile col cervello che sta andando in pappa.
    Se lei lo butta fuori, chi se lo piglia in casa?

    Nelle pagine di Fante ci sono ironia e rabbia, tristezza e allegria. E conflitti fra generazioni, incomprensioni familiari, vecchiaia che avanza inesorabile distruggendo i corpi e cancellando per sempre pensieri e sogni.
    Ma è anche la storia di una grande amicizia fra quattro immigrati italiani consacrati al dio Bacco, in un’America persuasa che gli italiani fossero creature di sangue africano, che girassero tutti col coltello, e che l'intera nazione si trovasse ormai nelle grinfie della mafia.
    Divertente il tragicomico incontro di sesso fra Henri, voce narrante del romanzo, e un’infermiera decisamente troppo suggestionata dalle esigenze d’igiene della sua professione:

    Rimasi lì mentre lei riempiva una bacinella e ci rimestava dentro una soluzione saponata. Niente di tutto ciò poteva dar vigore alla mia spada, come la chiamava mio padre. In effetti, ebbe inizio una triste regressione, e quando la signorina Quinlan l’ebbe agguantata, ormai c’era ben poco di cui impadronirsi; così le diede una scossa e la chiamò “ ragazzaccio timido ”. - Profilassi! - esclamò, versandoci sopra la saponata - Questo gioco si chiama così: profilassi! La spada, mentre lei la manipolava con le due mani, cominciò a rispondere. - Che caro ragazzo - canticchiò lei - è un vero angioletto. -

    ☆☆☆☆ e un grazie all' amico che a suo tempo mi consigliò questa la lettura. Per questioni di privacy metto solo le iniziali E. T. Che non è E.T. l'extraterrestre.. lassù ancora non mi leggono.
    Almeno credo.

    4 stelle = bello

    ha scritto il 

  • 4

    L'utilizzo del verbo leggere in questo caso è, secondo me riduttivo. Fante, non ci fa leggere di Nick Molise e della sua sgangherata famiglia, no, lui ci fa assistere: piazza uno specchio all'interno ...continua

    L'utilizzo del verbo leggere in questo caso è, secondo me riduttivo. Fante, non ci fa leggere di Nick Molise e della sua sgangherata famiglia, no, lui ci fa assistere: piazza uno specchio all'interno della casa di Nick e ci permette di assistere al modo di vivere, di ragionare, di spiegare di una generazione di emigranti e dei loro figli. Si assiste a contraddizioni, urla, bestemmie, tradimenti, urla, litigate. Si assiste ad un penoso spettacolo che in molti casi rimaneva circoscritto nel perimetro domestico, mentre Fante decide di divulgarlo. Non mi permetto di esprimere giudizi sul modo di vivere della Molise family però mi permetto, anche se molto sommessamente, di esprimere un giudizio sul modo stuefacente con cui Fante ti 'sbatte' in faccia una realtà, te la rifila sotto il naso, come la signora Molise rifila alla famiglia la trippa o la parmigiana di melanzane, e ti fa scrutare tutte le sfumature di quel vivere disgraziato e tutti gli odori di quella casa, dall'odore dolciastro delle sbornie paterne, agli odori romantici del figlio aspirante scrittore, agli odori insulsi del figlio, cui il padre, ha rubato il futuro.
    Mi astengo dall'esprimere giudizi morali, faccio come Fante, osservo, annoto e tengo per me tutto il resto.

    ha scritto il 

  • 4

    Meglio morire di bevute che di sete

    Il mio primo Fante si è rivelata una lettura straordinaria e indimenticabile. Scritto magnificamente, scorrevole ironico e drammatico. Mi sono innamorata dei personaggi e della storia di questo figlio ...continua

    Il mio primo Fante si è rivelata una lettura straordinaria e indimenticabile. Scritto magnificamente, scorrevole ironico e drammatico. Mi sono innamorata dei personaggi e della storia di questo figlio di 50 anni, Henry, scrittore affermato, che va a casa dai genitori per cercare di capire e sedare l'ennesima crisi familiare prima che sfoci in un imbarazzante divorzio e si ritrovata invischiato nella folle impresa del padre immigrato abruzzese cocciuto come un mulo, dispotico e ubriacone. Un ritratto di famiglia pazzesco, un testa a testa incredibile e veramente toccante.

    ha scritto il 

  • 5

    "È meglio morire di bevute che morire di sete. Meglio morire tra amici che morire tra i dottori."

    Amo Fante per il suo realismo, per il suo modo di descrivere quel mondo, che era veramente così.

    Mi ci porta dentro, me lo fa vedrere nei suoi lati più sgradevoli, con la potenza della durezza e crude ...continua

    Amo Fante per il suo realismo, per il suo modo di descrivere quel mondo, che era veramente così.

    Mi ci porta dentro, me lo fa vedrere nei suoi lati più sgradevoli, con la potenza della durezza e crudezza dei suoi personaggi.
    Mi piace l'efficacia delle situazioni che sa rendere di quello scorcio di umanità che lotta per sopravvivere come può.
    Non mi sorprendono la violenza del padre-padrone, il suo egoismo, i suoi ricatti, e nemmeno l'indifferenza, l'insofferenza, l'astio e il cinismo dei figli, ma anche gli estremi slanci di tenerezza; mi limito ad osservarli, con un pizzico di commozione, lasciandomi trasportare da quelle storie.

    Storie di uomini tiranni, duri come la pietra, crudi e violenti, che dominavano mogli e figli, ma che forse non li massacravano per i futili motivi di oggi;
    donne serve, succubi e sottomesse, ma che forse non ammazzavano i figli con la frequenza delle donne libere, emancipate e autodeterminate del XXI° secolo.

    Forse, e dico forse, c'era un fondo di rispetto, di umanità, di dignità e di senso in quei comportamenti, in quelle condizioni di vita, di situazioni e di cultura.

    Questo è il mio modo di leggere Fante: ne godo lo stile e l'intensità che fanno di lui uno dei miei scrittori preferiti; raccolgo la testimonianza di quel mondo lontano e perduto, la sua italianita', attraverso la sua scrittura vera e asciutta.

    Dopo 'Chiedi alla polvere', una conferma.

    ha scritto il 

  • 5

    quando le parole smuovono emozioni assopite

    "Mio padre sarebbe stato un uomo più felice se non avesse avuto una famiglia. Non fosse stato per i suoi quattro figli, avrebbe divorziato da tempo e si sarebbe trasferito in qualche altra città. Gli ...continua

    "Mio padre sarebbe stato un uomo più felice se non avesse avuto una famiglia. Non fosse stato per i suoi quattro figli, avrebbe divorziato da tempo e si sarebbe trasferito in qualche altra città. Gli piacevano Stockton, che era piena di italiani, e Marysville, dove si poteva puntare giorno e notte sul lotto cinese. I figli erano i chiodi che lo tenevano crocefisso a mia madre. Senza di loro, sarebbe stato libero come un uccello."

    un romanzo che descrive mirabilmente un rapporto turbolento e problematico di un padre e un figlio (o dei figli) tra dolore,dramma e qualche sorriso prima di precipitare nell'amarezza.

    ha scritto il 

  • 5

    Autèntic. Una història que respira emoció, senzillesa i veritat. Una narració simple però efectiva, tenyida d'un sentiment que mostra amb tendresa i realitat alhora, les relacions familiars d'unes per ...continua

    Autèntic. Una història que respira emoció, senzillesa i veritat. Una narració simple però efectiva, tenyida d'un sentiment que mostra amb tendresa i realitat alhora, les relacions familiars d'unes persones que, tot i viure molt lluny de casa nostra, mostren trets molt comuns vers l'amor, la família i la sinceritat de la vida.

    ha scritto il 

  • 2

    più che un romanzo, mi è sembrato un racconto, veloce e nemmeno particolarmente intenso: facile, insomma. In più, non si capisce dove finisce il vero e dove iniziano i luoghi comuni...

    ha scritto il 

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