La congiura di Bernini

Di

Editore: Mondadori

3.6
(55)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 502 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804539240 | Isbn-13: 9788804539247 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Cospito

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace La congiura di Bernini?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Roma, 1623. Mentre nelle strade si festeggia la nomina del nuovo papa Urbano VIII, la giovane Clarissa Wethenham arriva nella Città Eterna per un soggiorno presso la cugina donna Olimpia Pamphili. Presto contesa fra i due astri nascenti dell'architettura, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini,la ragazza rimane conquistata tanto dalla magia dell'amore quanto da quella dell'arte, scoprendo però ben presto il lato oscuro di entrambi.L'esistenza della giovane si intreccia a quelle di Bernini e Borromini in un'altalena di passioni e tradimenti che durerà per quasi mezzo secolo, sullo sfondo dei rivolgimenti architettonici che cambieranno il volto della città.
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Ovviamente leggerlo dovevo, perché è finora l'unico romanzo mai scritto su Bernini (o meglio, su Bernini e Borromini, fifty-fifty).
    Detto questo, Prange può anche aver venduto molto, ma il romanzo è l ...continua

    Ovviamente leggerlo dovevo, perché è finora l'unico romanzo mai scritto su Bernini (o meglio, su Bernini e Borromini, fifty-fifty).
    Detto questo, Prange può anche aver venduto molto, ma il romanzo è legnoso e pieno di difetti. Il motivo è molto semplice: l'autore è un tedesco laureato in filosofia dell'illuminismo, e si sente.
    In ogni pagina avverti la tensione idealistica a rappresentare affannosamente in ogni personaggio, ogni avvenimento, ogni luogo, un'Idea.
    Ma scendiamo nei dettagli.

    RICOSTRUZIONE STORICA
    L'autore, un po' come Tracy Chevalier ma con molta meno capacità empatica verso il passato, è specializzato in romanzi storici. Londra vittoriana, Parigi pre-rivoluzione, Costantinopoli a fine impero ottomano... Roma barocca era solo una delle carte del mazzo.
    Ha svolto quindi le sue diligenti ricerche storiche, e si vede (con qualche errore veniale e molta paccottiglia pittoresca che piace al turista-lettore-medio che una volta nella vita visita Roma, va a San Pietro, mangia a Trastevere e torna a casa estasiato).
    Peccato che non gli passi nemmeno per la testa che gli italiani del XVII secolo non parlavano come noi: per cui usa serenamente il turpiloquio internazionale di oggi e attribuisce spesso ai suoi personaggi sentimenti e idee ancora di là da venire.

    IDEALTIPI
    Prange, dicevo, pensa e scrive come un filosofo tedesco, non come un romanziere. Ergo, Borromini e Bernini devono essere hegelianamente le incarnazioni di diversi, opposti e complementari pensieri, punto.
    Inutile dire che Roma è la sentina di ogni vizio, come da Lutero in poi ogni buon tedesco medio pensa, e che Bernini è il campione della mediocrità morale e dell'ipocrisia del cattolicesimo, mentre Borromini incarna senza saperlo l'Idealtypus del vero cristiano, vòlto all'essenziale, casto, severo, rigido. Insomma, luterano. E che tale opposizione si rispecchierebbe nelle rispettive opere.
    Inutile anche dire che l'inglese, nobile di diritto e nobile nell'animo, Clarissa incarna a sua volta l'empirismo e la praticità che si convengono agli inglesi, non senza una spruzzatina di romanticismo molto fine-settecentesco che non si capisce come faccia a possedere con un secolo e mezzo d'anticipo.

    STORIA DELL'ARTE
    Che un romanziere si prenda la libertà di mescolare personaggi reali e altri inventati, va benissimo. Che, per ragioni di intreccio e di coerenza dei suoi personaggi, attribuisca a Bernini una costante tendenza a rubare le idee di Borromini, già meno. Intanto perché, sia per Palazzo Barberini sia per il Baldacchino di San Pietro, inizialmente l'architetto era Maderno, di cui Borromini era aiutante, e se è pacifico che il subentro di Bernini non fu indolore, tuttora gli storici non sanno con esattezza di chi furono tutte le idee di Palazzo Barberini, mentre per il Baldacchino il contributo progettuale di Borromini ci fu, prima che i rapporti tra i due si deteriorassero.
    Per la Fontana dei Fiumi, poi, siamo al falso totale immaginando un Bernini che ruba l'idea al collega. E così via.

    Che Prange sposti avanti o indietro fatti acclarati della storia dell'arte, va molto meno bene. Gli artisti si possono comprendere integralmente solo se abbiamo una visione non falsata del contesto politico, geografico, climatico (clima e pestilenze erano molto più rilevanti nel XVII secolo di ora) e della loro biografia privata e professionale.
    Per esempio, siccome Prange ha deciso che la sua Clarissa è romanticamente scissa tra l'amore platonico per Borromini e quello carnale per Bernini, sposta arbitrariamente indietro di una decina d'anni la relazione - storica - di Bernini con Costanza Piccolomini (1636-38), falsando così tutta una serie di caratteristiche di entrambi, senza contare che, anticipando così tanto, sia Costanza sia Luigi Bernini, terza punta dell'incandescente triangolo che si concretizzò, avrebbero avuto una decina d'anni!
    Potrei fare molti altri esempi, ma non ne vale la pena.

    LUOGHI COMUNI
    Venghino, siore e siori, dove fioriscono i tòpoi più rassicuranti.
    Qualcuno ha detto "peste, monatti e lazzaretti"? Ce li abbiamo.
    "Avvelenamenti di mariti e intrighi femminili, vedi donna Olimpia"? Ci stanno.
    "Incesti col cognato papa"? Ci sono!
    "Donna rinchiusa in convento per 4 anni all'insaputa di tutti-che-credevano-che-l-inglese-fosse-tornata-in-Albione"? Oh yes.
    E poi, ovviamente, il tòpo dei tòpoi, la splendida fanciulla inventata ma talmente fascinosa da ispirare l'artista a creare, in questo caso, l'Estasi di Santa Teresa, suscitando poi lo scandalo dei Pamphilii tutti, che immediatamente alla scopertura del gruppo scultoreo riconoscono nella santa "prostrata e prostituita" la loro sciagurata parente britannica che senza saperlo ha posato per Bernini.

    Inutile dire che si ride, o si sorride, molto, di fronte ai tanti passi falsi di questo genere, ma mi rincuora pensare che probabilmente esiste un pubblico a cui queste cose piacciono così, per cui alla fine ben venga.

    ha scritto il 

  • 3

    B&B

    Forse, avendo studiato storia dell'arte, mi aspettavo qualcosa di maggior spessore, specialmente nella caratterizzazione dei personaggi, che invece restano vaghi e a volte abbastanza banali, in specia ...continua

    Forse, avendo studiato storia dell'arte, mi aspettavo qualcosa di maggior spessore, specialmente nella caratterizzazione dei personaggi, che invece restano vaghi e a volte abbastanza banali, in special modo la protagonista femminile, introdotta come personaggio protofemminista e all'avanguardia, che però non mi ha appassionato per nulla...Vabbé, da leggere "en passant"...

    ha scritto il 

  • 3

    A me è piaciuto...

    Anche se l'ho iniziato con molte perplessita'. Un australiano che vuol raccontarci il Barocco romano,...
    E invece devo dire che descrive molto bene i tempi, la mentalità e le persone. Il ritratto di B ...continua

    Anche se l'ho iniziato con molte perplessita'. Un australiano che vuol raccontarci il Barocco romano,...
    E invece devo dire che descrive molto bene i tempi, la mentalità e le persone. Il ritratto di Bernini e di Olimpia sono assolutamente credibili. Borromini anche, ma di lui si sa davvero poco.
    Bernini era di certo uno sbruffone galattico, ma pure un genio ineguagliato. e molto, molto furbo.

    Vale la pena di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 0

    Questo bellissimo libro è stato scritto da Peter Prage,il quale si trasferisce a Roma nell'anno 1623,una Roma dei papi,dei signorotti,dei Borgia e dei Pamphili e dei nascenti astri dell'architettura,G ...continua

    Questo bellissimo libro è stato scritto da Peter Prage,il quale si trasferisce a Roma nell'anno 1623,una Roma dei papi,dei signorotti,dei Borgia e dei Pamphili e dei nascenti astri dell'architettura,Gianlorenzo Bernini e Francesco Borromini.Il libro è un sottile intrecccio del romanzato e della realtà,narra la storia di Clarissa Wethenham cugina di donna Olimpia Pamphili che si reca a Roma,ospite per l'appunto della cigina.La ragazza rimane conquistata dall'arte di questi due grandi scultori che proprio in quel periodo cambieranno il volto di Roma.Clarissa si troverà ben presto immersa in un mondo a lei sconosciuto il mondo delle cortigiane e dei cardinali.Un mondo di miseria e nobiltà,di trasgessione e di rigore e si troverà coinvolta ben presto da passione e tradimento nei confonti dei due contendenti,Bernini e Borromini,il tutto nel secolo che ritrae i misteri di una Roma barocca e papalina.La storia d'amore e tutti i suoi intrecci contribuiscono a fare del libro una cosa unica,che varrebbe la pena di leggere per poi incorporarlo nella propria libreria.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Roma, 1623. Mentre nelle strade si festeggia la nomina del nuovo papa Urbano VIII, la giovane Clarissa Wethenham arriva nella Città Eterna per un soggiorno presso la cugina donna Olimpia Pamphili. Pre ...continua

    Roma, 1623. Mentre nelle strade si festeggia la nomina del nuovo papa Urbano VIII, la giovane Clarissa Wethenham arriva nella Città Eterna per un soggiorno presso la cugina donna Olimpia Pamphili. Presto contesa fra i due astri nascenti dell'architettura, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, la ragazza rimane conquistata tanto dalla magia dell'amore quanto da quella dell'arte, scoprendo però ben presto il lato oscuro di entrambi. L'esistenza della giovane si intreccia a quelle di Bernini e Borromini in un'altalena di passioni e tradimenti che durerà per quasi mezzo secolo, sullo sfondo dei rivolgimenti architettonici che cambieranno il volto della città.

    ha scritto il 

  • 3

    Come spesso succede per i romanzi basati sulla vita di grandi artisti, specie se ambientati fra '500-'600 la tendenza è sempre quella dell'esagerazione. Dai sentimenti, ai comportamenti, al desiderio ...continua

    Come spesso succede per i romanzi basati sulla vita di grandi artisti, specie se ambientati fra '500-'600 la tendenza è sempre quella dell'esagerazione. Dai sentimenti, ai comportamenti, al desiderio di vanagloria e orgoglio a quello di superficialità, accompagnato da passioni sfolgoranti e a volte inaspettate. Lettura solo per far passare del tempo. Da sconsigliare a quelli attenti al realismo storiografico.

    ha scritto il 

  • 0

    La psicologia dei personaggi è un pò improbabile e la verità storica non è certo lo scopo primario di questo romanzo, però.... che meraviglia la Roma del '600! La descrizione del periodo storico, cult ...continua

    La psicologia dei personaggi è un pò improbabile e la verità storica non è certo lo scopo primario di questo romanzo, però.... che meraviglia la Roma del '600! La descrizione del periodo storico, culturale e artistico, i rapporti tra i diversi artisti del momento e i loro committenti e, soprattutto, la vita e le usanze della città valgono il libro e fanno venire volgia di fare un 'tuffo' in quei tempi per vedere come era Roma e come stava diventando.

    ha scritto il