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La contessa nera

Di

Editore: Garzanti

3.6
(507)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 323 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811670349 | Isbn-13: 9788811670346 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: C. Marseguerra

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna elegante, austera e vestita completamente di nero è sveglia da ore. Sta fissando, attraverso una piccola feritoia nel muro, un pezzo di cielo che volge all'azzurro mentre le stelle lentamente scompaiono. Sa che quello squarcio di cielo è l'unica cosa che riuscirà a guardare per il resto della sua vita. L'ultima pietra che, per decreto del palatino, la condanna a essere murata viva in quella stanza è appena stata posata. Ma la contessa Erzsébet Bathory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita. Erzsébet è solo una bambina innamorata dei libri quando, nella dimora in Transilvania dove vive insieme alla sua famiglia, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non potrà mai dimenticare. Neanche quando, a soli undici anni, è costretta a sposare l'algido, freddo e violento Ferenc Nadasdy; Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sarvar è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Questo le procura non pochi nemici e coincide con l'emergere dell'anima più nera della donna. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Si tratta di una cospirazione? O siamo di fronte a una donna malvagia e perversa? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere e lottare in un mondo dominato dagli uomini? La contessa nera si ispira alla figura della prima serial killer della storia, Erzsébet Bàthory, la contessa sanguinaria. Padrona spietata, torturatrice di centinaia di giovani donne, assassina crudele.
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  • 4

    Le recensioni anche sul blog --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/p/recensioni.html

    Il romanzo "La contessa nera" racconta, in forma di diario e in maniera romanzata, la storia di Erzsébet Bathory, la più famosa pluriomicida ungherese, anche conosciuta come "Contessa Dracula". La contessa è imprigionata, murata viva, in una torre del suo castello e, per mezzo di queste sue memorie, vuole fornire all'unico figlio maschio la sua versione dei fatti di cui è accusata, raccontando la sua storia e dimostrando come tutto quello che ha fatto era un suo pieno diritto di padrona. La storia inizia dall'infanzia di Erzsébet, alle prese con una madre bellissima e capace di calamitare su di sé la benevolenza e le attenzioni di tutti, uomini e donne, che cercherà sempre di emulare senza riuscirci. La sua vita prosegue con un fidanzamento troppo precoce che la costringe a crescere in fretta. Lentamente assistiamo alla degenerazione del suo personaggio: la contessa inizia a punire corporalmente le sue serve per ogni piccola mancanza, ma le torture si fanno sempre più gravi e molte iniziano a morirne. Queste morti non la preoccupano perché Erzsébet è convinta di essere nel giusto, di infliggere punizioni meritate a donne che si approfittano della sua bontà e la ripagano schernendola e lavorando pigramente.Le vite delle ragazze non hanno nessun valore, sono solo delle ingrate in meno da sfamare e di cui preoccuparsi. Trattandosi di una sorta di diario è ovvio che la contessa tendi a sminuire la gravità della sua posizioni e a trovare giustificazioni, la finzione è talmente ben condotta che ci si ritrova a parteggiare per questa povera anima, tradita dall'amore e ignorata dagli amici, sempre sola e sempre messa da parte: le vittime perdono di sostanza, non hanno voce né valore e, anche conoscendo bene la realtà dei fatti, ci si dimentica che furono oltre 600 e che morirono per mano di una pazza omicida tra atroci sofferenze.
    L'ambientazione è molto particolare e originale, l'Ungheria del Diciassettesimo Secolo non è sovente oggetto di studio, in particolare l'autrice descrive con dovizia di particolari le tradizioni matrimoniali dell'aristocrazia ungherese, arricchendole di particolari interessanti.
    Ho amato molto questo romanzo per l'originalità del soggetto e la delicatezza del punto di vista: sarebbe stato facile per l'autrice attrarre lettori offrendo scene macabre e truculente, invece Rebecca Johns è stata capace di dipingere un ritratto fedele e credibile della contessa Dracula senza calcare la mano con lo splatter e appassionando come pochi altri sanno fare.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono indecisa: quattro stelle per la scorrevolezza del romanzo, che è scritto bene e non è per niente pesante. Due stelle al massimo per la storia, perché sulla contessa Bathory ho letto di tutto e nessun altro romanzo la dipinge come una povera vittima quanto questo... A leggere qui sembra che, ...continua

    Sono indecisa: quattro stelle per la scorrevolezza del romanzo, che è scritto bene e non è per niente pesante. Due stelle al massimo per la storia, perché sulla contessa Bathory ho letto di tutto e nessun altro romanzo la dipinge come una povera vittima quanto questo... A leggere qui sembra che, sì, ok, avrà anche ucciso qualche cameriera negli anni, ma chi non lo ha fatto tra l'aristocrazia? Non era poi uno scandalo... Ci sono rimasta un po' maluccio, mi aspettavo tutt'altro, ma a parte le mie aspettative conoscendo il personaggio, resta un bel romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro, scritto in maniera perfettamente scorrevole ed interessante. Certo è che la parte di accuratezza storica lascia un po' a desiderare dato che l'immagine della Contessa Bathory che ne esce non è così terrificante come dovrebbe, anzi. Una delle più feroci serial killer di sempre descri ...continua

    Un bel libro, scritto in maniera perfettamente scorrevole ed interessante. Certo è che la parte di accuratezza storica lascia un po' a desiderare dato che l'immagine della Contessa Bathory che ne esce non è così terrificante come dovrebbe, anzi. Una delle più feroci serial killer di sempre descritta alla stregua di una nobildonna indotta quasi a commettere quegli omicidi...

    http://lalibreriapericolante.blogspot.it/2014/02/la-contessa-nera-r-johns.html

    ha scritto il 

  • 4

    La contessa nera

    Questo libro è un diario immaginario della Contessa ungherese Erzsébet Bathory, la prima donna serial killer, i cui delitti siano stati documentati storicamente. Il personaggio storico della Contessa transilvana è indubbiamente affascinante tanto che, assieme a quello di Vlad Tepesh, sanguinario ...continua

    Questo libro è un diario immaginario della Contessa ungherese Erzsébet Bathory, la prima donna serial killer, i cui delitti siano stati documentati storicamente. Il personaggio storico della Contessa transilvana è indubbiamente affascinante tanto che, assieme a quello di Vlad Tepesh, sanguinario voivoda della Valacchia, ha ispirato Bram Stoker nella stesura di Dracula e nella creazione del mito del Vampiro. Tuttavia chiunque si aspetti un romanzo horror/splatter con minuziose descrizioni degli omicidi della Contessa e dei suoi leggendari bagni nel sangue delle vergini assassinate resterà deluso, perché troverà solo vaghi accenni a questi temi. Quello che troverà invece è una discesa vertiginosa all’interno della mente di un’assassina. L’autrice immagina che la contessa scriva il diario mentre è murata viva nella torre del castello di Csejthe. Tuttavia l’originalità di questo libro sta nel fatto che gli avvenimenti della vita di Erzsébet ci vengono presentati dal suo punto di vista, che inevitabilmente assolve e giustifica anche le più crudeli atrocità che ha commesso. Il lettore si ritrova quindi ad osservare dall’interno della mente della protagonista il cammino che l’ha portata a diventare un’assassina, dall’infanzia segnata dalla vista di una crudele punizione inflitta ad uno zingaro fino agli atroci delitti da lei stessa perpetrati.
    Risulta evidente che la Contessa ha perso ogni contatto con la realtà e non attribuisce più alcun valore alla vita umana. Tutte le persone che la circondano le sembrano nemici che ridono di lei e vogliono approfittarsi del suo affetto e dei suoi beni. Tutti tranne i suoi figli, che ama appassionatamente, anche se non è capace di prendersene cura, delegando ad altri la loro educazione e la loro crescita. Questo delirio paranoico è stato alimentato nel corso della sua vita dagli innumerevoli tradimenti ricevuti, a partire dal marito, il Conte Ferencz Nasdasdy, che le è infedele, fino alle serve e agli amanti di cui si circonda dopo essere rimasta vedova. L’unico affetto sincero della sua vita è la sua serva e amica Darvulia, da lei amata come la madre affettuosa che non ha mai avuto. Ed è proprio Darvulia che le insegna, quando è ancora una giovane inesperta, a farsi rispettare dai suoi sottoposti con le punizioni e il terrore, abitudine di cui la Contessa diventerà presto una maestra.
    Un’altra caratteristica della Contessa, volutamente amplificata dall’autrice, è il suo particolare “femminismo”. In un mondo e in un’epoca completamente dominati dagli uomini, che utilizzano il potere per raggiungere i propri scopi, Erzsébet, rimasta vedova in giovane età, si ritrova ad amministrare da sola un considerevole patrimonio e a poter decidere autonomamente il proprio destino. Alla fine sarà proprio questa, secondo l’autrice, la “colpa” più grave che la porterà alla condanna definitiva all’isolamento nel suo castello.
    Sicuramente lontano dalla figura storica di Erzsébet Bathory, che si dice abbia torturato, massacrato e ucciso più di seicento donne, il libro riesce comunque ad appassionare e il lettore, arrivato all’ultima pagina, si accorgerà con un certo sgomento di aver parteggiato per il personaggio della Contessa, nonostante tutto..

    ha scritto il 

  • 3

    Erzsébet Báthory è una figura che mi ha sempre affascinato e ho comprato questo libro senza sapere assolutamente nulla di lei, solo che era una serial killer.
    Mi aspettavo di più, sebbene sia un romanzo, per me, ben strutturato, che si legge senza intoppi e con piacere, la storia della con ...continua

    Erzsébet Báthory è una figura che mi ha sempre affascinato e ho comprato questo libro senza sapere assolutamente nulla di lei, solo che era una serial killer.
    Mi aspettavo di più, sebbene sia un romanzo, per me, ben strutturato, che si legge senza intoppi e con piacere, la storia della contessa e di quello che ha fatto alle sue domestiche è ridotto di molto e questo non mi è piaciuto affatto.

    ha scritto il 

  • 4

    interessante

    Lo reputo molto interessante dal punto di vista storico. Ovviamente la storia è romanzata per renderla piu scorrevole e per non dar l'impressione di leggere una monografia storica, tuttavia è ben curato. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro interessante dal punto di vista biografico, storia carina e molto scorrevole però me lo aspettavo un po' più "horror". Non sono amante degli horror badate bene, ma dalle premesse mi pareva fosse una storia un po' diversa. A volte durante la lettura mi sono chiesta se l'autrice abbia inteso ...continua

    Libro interessante dal punto di vista biografico, storia carina e molto scorrevole però me lo aspettavo un po' più "horror". Non sono amante degli horror badate bene, ma dalle premesse mi pareva fosse una storia un po' diversa. A volte durante la lettura mi sono chiesta se l'autrice abbia inteso dipingere la protagonista come assassina e raccontarla in quanto tale, oppure abbia inteso giustificarne le azioni. Mah.

    Voto 6 e mezzo/10

    ha scritto il 

  • 3

    Biografia romanzata di Erzsébet Báthory, celeberrima per la sua crudeltà.
    Il libro è ben scritto, ma ho avuto la sensazione che l'autrice abbia tentato in qualche modo di riabilitare l'immagine della contessa, cercando di attribuire delle giustificazioni a quanto da lei fatto.
    Niente ...continua

    Biografia romanzata di Erzsébet Báthory, celeberrima per la sua crudeltà.
    Il libro è ben scritto, ma ho avuto la sensazione che l'autrice abbia tentato in qualche modo di riabilitare l'immagine della contessa, cercando di attribuire delle giustificazioni a quanto da lei fatto.
    Niente di eccezionale, mi aspettavo qualcosa di più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ho cominciato a leggere questo libro influenzata dalle critiche e recensioni dark-horror di una delle più efferrate serial killer della storia.
    Ebbene, a parte un episodio alquanto rivoltante e splatter quando ancora era bambina e aveva assistito alla condanna a morte di uno zingaro eseguit ...continua

    Ho cominciato a leggere questo libro influenzata dalle critiche e recensioni dark-horror di una delle più efferrate serial killer della storia.
    Ebbene, a parte un episodio alquanto rivoltante e splatter quando ancora era bambina e aveva assistito alla condanna a morte di uno zingaro eseguita tra l’altro dal padre (quindi i germi per delle deviazioni sadiche erano presenti), si parla solo di punizioni esemplari mirate a denigrare moralmente e fisicamente le serve o sguattere e anche dame di compagnia.
    Queste ragazze sparivano, ufficialmente erano morte di peste e la contessa così generosa, caritatevole, volta a far risaltare la pudicizia nelle ragazze affidate alle sue mani, continuava a cercare serve in giro e dame di compagnia visto che morivano come mosche.
    E’ praticamente la sua storia da bambina fino alla sua morte raccontata dal suo punto di vista quindi molto soft rispetto a quello che invece si legge su wikipedia.
    Mi è piaciuto molto anche perché è uno spaccato di storia di ungheria, croazia, slovenia e transilvania.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Da tempo desideravo leggere questo libro, e devo dire che non mi ha affatto delusa, anche se, verso la fine, i miei sentimenti verso Erzebet sono decisamente mutati. Dapprima, nel corso della narrazione, sono stata solidale con lei in qualche punto (soprattutto quando si riferisce alle pene d'amo ...continua

    Da tempo desideravo leggere questo libro, e devo dire che non mi ha affatto delusa, anche se, verso la fine, i miei sentimenti verso Erzebet sono decisamente mutati. Dapprima, nel corso della narrazione, sono stata solidale con lei in qualche punto (soprattutto quando si riferisce alle pene d'amore che ha patito) ma andando verso la fine della narrazione l'ho presa in antipatia, specie per come perde la bussola. Tuttavia l'ho trovato curato e decisamente bello.

    ha scritto il 

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