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La contessa nera

Di

Editore: Garzanti

3.6
(518)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 323 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811670349 | Isbn-13: 9788811670346 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: C. Marseguerra

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna elegante, austera e vestita completamente di nero è sveglia da ore. Sta fissando, attraverso una piccola feritoia nel muro, un pezzo di cielo che volge all'azzurro mentre le stelle lentamente scompaiono. Sa che quello squarcio di cielo è l'unica cosa che riuscirà a guardare per il resto della sua vita. L'ultima pietra che, per decreto del palatino, la condanna a essere murata viva in quella stanza è appena stata posata. Ma la contessa Erzsébet Bathory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita. Erzsébet è solo una bambina innamorata dei libri quando, nella dimora in Transilvania dove vive insieme alla sua famiglia, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non potrà mai dimenticare. Neanche quando, a soli undici anni, è costretta a sposare l'algido, freddo e violento Ferenc Nadasdy; Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sarvar è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Questo le procura non pochi nemici e coincide con l'emergere dell'anima più nera della donna. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Si tratta di una cospirazione? O siamo di fronte a una donna malvagia e perversa? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere e lottare in un mondo dominato dagli uomini? La contessa nera si ispira alla figura della prima serial killer della storia, Erzsébet Bàthory, la contessa sanguinaria. Padrona spietata, torturatrice di centinaia di giovani donne, assassina crudele.
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  • 4

    Madre, Amante, Strega, Assassina. A volte il male è l'unico modo per difendersi.

    La mia carissima Contessa Nera...
    Rimasi attratta dalla Bàthory fin da subito. Ho imparato a conoscere la sua figura in un libro di Cinzia Tani "ASSASSINE". La contessa era la prima Serial Killer dell ...continua

    La mia carissima Contessa Nera...
    Rimasi attratta dalla Bàthory fin da subito. Ho imparato a conoscere la sua figura in un libro di Cinzia Tani "ASSASSINE". La contessa era la prima Serial Killer della storia... io che sono attratta da queste storie e le scrivo pure... non potevo rimanere indifferente a Lei.
    Nel salone di casa mia c'è un suo ritratto, acquistato a un mercatino dell'antiquariato, un regalo di San Valentino di mio marito. Lei è sempre lì che fissa me e la mia famiglia, quegli occhi duri che ti scrutano a ogni movimento, a ogni passaggio... Lei lì, con i suoi occhi indagatori. Ho letto con molta passione il libro della Johns, quasi volesse difendere la contessa, quasi volesse renderla innocente, ma sappiamo bene, o almeno chi ha letto molte sue cose, che lei è colpevole al 100% purtroppo è così, lei era pazza a tutti gli effetti.
    Il fatto che il marito si sia innamorato di lei solo al momento della consapevolezza che a lei piaceva torturare le sue serve, lascia pensare... anche lui non era da meno... tanto è vero che è stato proprio lui a insegnarle varie tecniche di punizioni.
    Dopo la sua morte, la contessa, ha perso il senno della ragione, cominciando ad andare oltre... molto oltre... per non parlare del fatto che veniva preferita a donne più giovani.
    Lei questo non poteva proprio sopportarlo. Mio marito mi guarda sempre con sospetto e mi chiede:" Come può piacerti un essere del genere?".
    Non ha tutti i torti, se analizziamo quel che ha fatto, possiamo davvero dire che la contessa era un vero mostro, eppure io riesco a vedere la sua fragilità, il suo modo di essere ribelle, il suo modo di essere indifesa di fronte a certi eventi. Era pur sempre una donna e a quell'epoca contava poco e niente... anzi... lei troppo è riuscita a farsi rispettare.
    Ma non si può perdonare il male che ha fatto per invidia, gelosia, per la crudeltà che le scorreva nelle vene.
    Consiglio vivamente questo libro per chi è appassionato della figura della contessa, per chi ama l'aspetto gotico nel romanzo, per chi vuole farsi un'idea della Bàthory.
    Leggerò altri libri su di lei, perché so che ho ancora molto da imparare su di lei e sulle sue atrocità.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello...ma

    Libro veramente bello, ma il voto non è altissimo per un solo motivo, la figura della contessa è troppo romanzata!!! sembra quasi lei la vittima delle situazioni, quando in realtà lei era sadica e psi ...continua

    Libro veramente bello, ma il voto non è altissimo per un solo motivo, la figura della contessa è troppo romanzata!!! sembra quasi lei la vittima delle situazioni, quando in realtà lei era sadica e psicologicamente disturbata! bello comunque come libro, peccato per questo piccolo dettaglio che non lo fà arrivare all'eccellenza

    ha scritto il 

  • 4

    Ho dato 4 stelle perché la storia mi è piaciuta molto. è ben sviluppata e lascia vivere un aspetto diverso dai fatti storici, bensì i sentimenti della protagonista. Ci lascia intendere cosa dovesse pr ...continua

    Ho dato 4 stelle perché la storia mi è piaciuta molto. è ben sviluppata e lascia vivere un aspetto diverso dai fatti storici, bensì i sentimenti della protagonista. Ci lascia intendere cosa dovesse provare per arrivare a compiere gesti così estremi e riesce quasi a far provare pietà di lei. Mi sarebbe piaciuto al contempo trovare più dettagli storici, comunque bel libro e gran bella storia. lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Non conoscevo la storia della contessa Bathory.Il romanzo è interessante perchè raccontato in forma di diario dalla stessa protagonista che dando la sua versione dei fatti prova a farci ragionare sul ...continua

    Non conoscevo la storia della contessa Bathory.Il romanzo è interessante perchè raccontato in forma di diario dalla stessa protagonista che dando la sua versione dei fatti prova a farci ragionare sul suo passato e su ciò che ha contribuito a farla diventare quello che è diventata, ma questo non basta a redimerla.L'efferatezza e la crudeltà con cui ha picchiato, torturato e ucciso tutte quelle povere ragazze senza provare mai pentimento non ha giustificazioni, anche se nella sua mente malata lei le trova semplicemente nel fatto che essendo la padrona poteva fare tutto ciò che voleva delle persone al suo servizio, perchè erano di sua proprietà!Forse fu la prima ma purtroppo non l'ultima....

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di una donna irriducibile...

    Molto particolare questo libro che si ispira alla vicenda di Elisabeth Bathory, la prima donna della storia che ha ucciso un numero inprecisato di ragazze e solo allo scopo di perpetuare nel tempo la ...continua

    Molto particolare questo libro che si ispira alla vicenda di Elisabeth Bathory, la prima donna della storia che ha ucciso un numero inprecisato di ragazze e solo allo scopo di perpetuare nel tempo la sua bellezza...
    Molto controverso l'argomento, giacchè l'autrice parte dal momento in cui Elisabeth viene imprigionata e murata viva nel castello dopo la scoperta inquietante dei suoi delitti.
    I suoi complici verranno messi a morte, ma lei essendo una nobile e parente di personaggi potenti e insospettabili, lei verrà murata viva nel castello...in attesa che una morte naturale la colga....
    Non so se sia peggiore la sorte di coloro che l'hanno aiutata e sono finiti sulla forca, oppure la sua, condannata a spegnersi lentamente in quella piccola porzione di castello, che le è stata destinata come prigionia...una donna così vitale....non resisterà a lungo in tale condizione...
    In questa condizione adnorme la scrittrice tenta una difesa o perlomeno un dubbio su questa vita che secondo la storia la "contessa nera" ha speso a servizio del male...sarà così oppure ella è solo una vittima di circostanze sfortunate e di intrighi di insospettabili nemici?
    Nell'attesa di sciogliere questo dilemma vi consiglio la lettura di questo libro che ci propone una visione alternativa della vicenda riguardante Elisabeth Bathory.
    Consigliato e promosso a pieni voti.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Le recensioni anche sul blog --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/p/recensioni.html

    Il romanzo "La contessa nera" racconta, in forma di diario e in maniera romanzata, la storia di Erzsébet Bathory, ...continua

    Le recensioni anche sul blog --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/p/recensioni.html

    Il romanzo "La contessa nera" racconta, in forma di diario e in maniera romanzata, la storia di Erzsébet Bathory, la più famosa pluriomicida ungherese, anche conosciuta come "Contessa Dracula". La contessa è imprigionata, murata viva, in una torre del suo castello e, per mezzo di queste sue memorie, vuole fornire all'unico figlio maschio la sua versione dei fatti di cui è accusata, raccontando la sua storia e dimostrando come tutto quello che ha fatto era un suo pieno diritto di padrona. La storia inizia dall'infanzia di Erzsébet, alle prese con una madre bellissima e capace di calamitare su di sé la benevolenza e le attenzioni di tutti, uomini e donne, che cercherà sempre di emulare senza riuscirci. La sua vita prosegue con un fidanzamento troppo precoce che la costringe a crescere in fretta. Lentamente assistiamo alla degenerazione del suo personaggio: la contessa inizia a punire corporalmente le sue serve per ogni piccola mancanza, ma le torture si fanno sempre più gravi e molte iniziano a morirne. Queste morti non la preoccupano perché Erzsébet è convinta di essere nel giusto, di infliggere punizioni meritate a donne che si approfittano della sua bontà e la ripagano schernendola e lavorando pigramente.Le vite delle ragazze non hanno nessun valore, sono solo delle ingrate in meno da sfamare e di cui preoccuparsi. Trattandosi di una sorta di diario è ovvio che la contessa tendi a sminuire la gravità della sua posizioni e a trovare giustificazioni, la finzione è talmente ben condotta che ci si ritrova a parteggiare per questa povera anima, tradita dall'amore e ignorata dagli amici, sempre sola e sempre messa da parte: le vittime perdono di sostanza, non hanno voce né valore e, anche conoscendo bene la realtà dei fatti, ci si dimentica che furono oltre 600 e che morirono per mano di una pazza omicida tra atroci sofferenze.
    L'ambientazione è molto particolare e originale, l'Ungheria del Diciassettesimo Secolo non è sovente oggetto di studio, in particolare l'autrice descrive con dovizia di particolari le tradizioni matrimoniali dell'aristocrazia ungherese, arricchendole di particolari interessanti.
    Ho amato molto questo romanzo per l'originalità del soggetto e la delicatezza del punto di vista: sarebbe stato facile per l'autrice attrarre lettori offrendo scene macabre e truculente, invece Rebecca Johns è stata capace di dipingere un ritratto fedele e credibile della contessa Dracula senza calcare la mano con lo splatter e appassionando come pochi altri sanno fare.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono indecisa: quattro stelle per la scorrevolezza del romanzo, che è scritto bene e non è per niente pesante. Due stelle al massimo per la storia, perché sulla contessa Bathory ho letto di tutto e ne ...continua

    Sono indecisa: quattro stelle per la scorrevolezza del romanzo, che è scritto bene e non è per niente pesante. Due stelle al massimo per la storia, perché sulla contessa Bathory ho letto di tutto e nessun altro romanzo la dipinge come una povera vittima quanto questo... A leggere qui sembra che, sì, ok, avrà anche ucciso qualche cameriera negli anni, ma chi non lo ha fatto tra l'aristocrazia? Non era poi uno scandalo... Ci sono rimasta un po' maluccio, mi aspettavo tutt'altro, ma a parte le mie aspettative conoscendo il personaggio, resta un bel romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro, scritto in maniera perfettamente scorrevole ed interessante. Certo è che la parte di accuratezza storica lascia un po' a desiderare dato che l'immagine della Contessa Bathory che ne esce ...continua

    Un bel libro, scritto in maniera perfettamente scorrevole ed interessante. Certo è che la parte di accuratezza storica lascia un po' a desiderare dato che l'immagine della Contessa Bathory che ne esce non è così terrificante come dovrebbe, anzi. Una delle più feroci serial killer di sempre descritta alla stregua di una nobildonna indotta quasi a commettere quegli omicidi...

    http://lalibreriapericolante.blogspot.it/2014/02/la-contessa-nera-r-johns.html

    ha scritto il 

  • 4

    La contessa nera

    Questo libro è un diario immaginario della Contessa ungherese Erzsébet Bathory, la prima donna serial killer, i cui delitti siano stati documentati storicamente. Il personaggio storico della Contessa ...continua

    Questo libro è un diario immaginario della Contessa ungherese Erzsébet Bathory, la prima donna serial killer, i cui delitti siano stati documentati storicamente. Il personaggio storico della Contessa transilvana è indubbiamente affascinante tanto che, assieme a quello di Vlad Tepesh, sanguinario voivoda della Valacchia, ha ispirato Bram Stoker nella stesura di Dracula e nella creazione del mito del Vampiro. Tuttavia chiunque si aspetti un romanzo horror/splatter con minuziose descrizioni degli omicidi della Contessa e dei suoi leggendari bagni nel sangue delle vergini assassinate resterà deluso, perché troverà solo vaghi accenni a questi temi. Quello che troverà invece è una discesa vertiginosa all’interno della mente di un’assassina. L’autrice immagina che la contessa scriva il diario mentre è murata viva nella torre del castello di Csejthe. Tuttavia l’originalità di questo libro sta nel fatto che gli avvenimenti della vita di Erzsébet ci vengono presentati dal suo punto di vista, che inevitabilmente assolve e giustifica anche le più crudeli atrocità che ha commesso. Il lettore si ritrova quindi ad osservare dall’interno della mente della protagonista il cammino che l’ha portata a diventare un’assassina, dall’infanzia segnata dalla vista di una crudele punizione inflitta ad uno zingaro fino agli atroci delitti da lei stessa perpetrati.
    Risulta evidente che la Contessa ha perso ogni contatto con la realtà e non attribuisce più alcun valore alla vita umana. Tutte le persone che la circondano le sembrano nemici che ridono di lei e vogliono approfittarsi del suo affetto e dei suoi beni. Tutti tranne i suoi figli, che ama appassionatamente, anche se non è capace di prendersene cura, delegando ad altri la loro educazione e la loro crescita. Questo delirio paranoico è stato alimentato nel corso della sua vita dagli innumerevoli tradimenti ricevuti, a partire dal marito, il Conte Ferencz Nasdasdy, che le è infedele, fino alle serve e agli amanti di cui si circonda dopo essere rimasta vedova. L’unico affetto sincero della sua vita è la sua serva e amica Darvulia, da lei amata come la madre affettuosa che non ha mai avuto. Ed è proprio Darvulia che le insegna, quando è ancora una giovane inesperta, a farsi rispettare dai suoi sottoposti con le punizioni e il terrore, abitudine di cui la Contessa diventerà presto una maestra.
    Un’altra caratteristica della Contessa, volutamente amplificata dall’autrice, è il suo particolare “femminismo”. In un mondo e in un’epoca completamente dominati dagli uomini, che utilizzano il potere per raggiungere i propri scopi, Erzsébet, rimasta vedova in giovane età, si ritrova ad amministrare da sola un considerevole patrimonio e a poter decidere autonomamente il proprio destino. Alla fine sarà proprio questa, secondo l’autrice, la “colpa” più grave che la porterà alla condanna definitiva all’isolamento nel suo castello.
    Sicuramente lontano dalla figura storica di Erzsébet Bathory, che si dice abbia torturato, massacrato e ucciso più di seicento donne, il libro riesce comunque ad appassionare e il lettore, arrivato all’ultima pagina, si accorgerà con un certo sgomento di aver parteggiato per il personaggio della Contessa, nonostante tutto..

    ha scritto il 

  • 3

    Erzsébet Báthory è una figura che mi ha sempre affascinato e ho comprato questo libro senza sapere assolutamente nulla di lei, solo che era una serial killer.
    Mi aspettavo di più, sebbene sia un roman ...continua

    Erzsébet Báthory è una figura che mi ha sempre affascinato e ho comprato questo libro senza sapere assolutamente nulla di lei, solo che era una serial killer.
    Mi aspettavo di più, sebbene sia un romanzo, per me, ben strutturato, che si legge senza intoppi e con piacere, la storia della contessa e di quello che ha fatto alle sue domestiche è ridotto di molto e questo non mi è piaciuto affatto.

    ha scritto il 

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