Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La controvita

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.9
(474)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 393 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8806178962 | Isbn-13: 9788806178963 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

Ti piace La controvita?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Quale che sia il loro scenario, tutti i personaggi della "Controvita" si confrontano con l'incessante tentazione di un'esistenza alternativa che possa ribaltare il loro destino. A illuminare queste vite in transizione e a guidarci fra i suggestivi panorami del libro, familiari o alieni che siano, c'è la mente dello scrittore Nathan Zuckerman. Sua è l'intelligenza scettica e avvolgente che calcola il prezzo da pagare nella lotta per cambiare le sorti personali e dare un nuovo volto alla storia, che si attui in uno studio dentistico di un quartiere residenziale del New Jersey o in un villaggio inglese improntato alla tradizione nel Gloucestershire o in una chiesa del West End londinese o ancora in un minuscolo insediamento israeliano nel deserto della West Bank occupata. "Il problema non consiste nell'"o/o", nella scelta consapevole tra possibilità ugualmente difficili e incresciose: non è un "o/o", ma un "e/e/e/e/e" e ancora "e". La vita è composta di "e": l'accidentale e l'immutabile, l'elusivo e l'afferrabile, il bizzarro e il prevedibile, l'attuale e il potenziale, tutte realtà che si moltiplicano, si aggrovigliano, si sovrappongono, entrano in collisione, si combinano tra loro, più il moltiplicarsi delle illusioni! Questo moltiplicato per questo, moltiplicato per questo, moltiplicato per questo. Possibile che un essere umano dotato di intelligenza non sia molto di più che un produttore di incomprensioni su larga scala?"
Ordina per
  • 5

    “Dimenticate di ricordare”

    Cinque capitoli in cui il protagonista Nathan Zuckerman , l'alter ego che lo scrittore utilizza nelle sue opere più autobiografiche , a formare un romanzo nel quale egli , forse più che in altri , si confronta più a fondo con il suo essere ebreo , ma soprattutto “scherza” , quasi a volerla esorci ...continua

    Cinque capitoli in cui il protagonista Nathan Zuckerman , l'alter ego che lo scrittore utilizza nelle sue opere più autobiografiche , a formare un romanzo nel quale egli , forse più che in altri , si confronta più a fondo con il suo essere ebreo , ma soprattutto “scherza” , quasi a volerla esorcizzare , con la propria morte . E naturalmente lo fa da par suo , con quella genialità ricca di colpi di scena che contraddistingue quasi tutte le sue opere , spiazzando completamente il lettore già con l'inizio del secondo capitolo , e coinvolgendolo sempre di più con un testo dallo sviluppo inconsueto , decisamente introspettivo e talvolta di complessa interpretazione , regalandogli il piacere di una scrittura intensa, colta , e totalmente appagante come di consueto.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo, ho scoperto Roth grazie a questo romanzo che faceva parte del progamma di letteratura americana dell'Università di Bordeaux3. Non ho messo 5 stelle solo per le mie difficoltà nel leggere un libro del genere in inglese, sia perché ho dovuto penare (ma solo dal punto di vista linguistic ...continua

    Bellissimo, ho scoperto Roth grazie a questo romanzo che faceva parte del progamma di letteratura americana dell'Università di Bordeaux3. Non ho messo 5 stelle solo per le mie difficoltà nel leggere un libro del genere in inglese, sia perché ho dovuto penare (ma solo dal punto di vista linguistico) per finirlo in una notte, giusto in tempo per fare l'esame, mentre le mie carinissime coinquiline erano fuori a divertirsi! Bello davvero, tutte le paranoie di Henri e Nathan in ogni ipotetica (?) storia, il come sarebbe andata a finire se fosse successo a me/a lui, ecc. Ora voglio tutta la bibliografia di Roth, sarebbe un ottimo regalo di laurea!

    ha scritto il 

  • 4

    una lettura per niente facile ma assolutamente appagante. è quasi divertente il modo in cui roth continua a cambiare prospettiva, narratori, personaggi e avvenimenti, non lasciando possibilità al lettore di ricostruire veramente la storia se non nelle battute finali. romanzo che diventa sempre pi ...continua

    una lettura per niente facile ma assolutamente appagante. è quasi divertente il modo in cui roth continua a cambiare prospettiva, narratori, personaggi e avvenimenti, non lasciando possibilità al lettore di ricostruire veramente la storia se non nelle battute finali. romanzo che diventa sempre più meta fino al bellissimo finale, in cui i personaggi iniziano a parlare proprio in quanto personaggi, mettendo in discussione il proprio ruolo e la volontà dell'autore. metaromanzo non fine a sè stesso, ma occasione per roth di affrontare temi di cui già ho avuto modo di leggere nelle sue precedenti opere: l'immancabile e onnipresente ombra dell'ebraismo, il sesso, il rapporto di coppia, la vecchiaia e la morte.

    ha scritto il 

  • 4

    LA CONTROVITA

    Personaggi magistralmente gestiti, in classico stile Rothiano, si muovono in realtà contrastanti e in apparente contraddizione tra loro. Il tutto sullo sfondo dell’ebraismo.
    Il solito grande Roth. Anche se ho trovato un po’ prolisso il suo indulgere sul significato dell’essere ebrei al di fuori ...continua

    Personaggi magistralmente gestiti, in classico stile Rothiano, si muovono in realtà contrastanti e in apparente contraddizione tra loro. Il tutto sullo sfondo dell’ebraismo. Il solito grande Roth. Anche se ho trovato un po’ prolisso il suo indulgere sul significato dell’essere ebrei al di fuori di Israele.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo, meta-romanzo e, infine, controromanzo. Questo (e altro) è “La Controvita”, dove Roth gioca con il lettore e lo spiazza continuamente, cambiando il punto di vista della narrazione, entrando e uscendo dalla storia, passando dalla terza persona alla prima, variando i protagonisti, i piani t ...continua

    Romanzo, meta-romanzo e, infine, controromanzo. Questo (e altro) è “La Controvita”, dove Roth gioca con il lettore e lo spiazza continuamente, cambiando il punto di vista della narrazione, entrando e uscendo dalla storia, passando dalla terza persona alla prima, variando i protagonisti, i piani temporali e gli ambienti, in un beffardo gioco di specchi in cui tutto si riflette senza essere mai essere effettivamente reale e che sarebbe molto piaciuto a Pirandello. Henry e Nathan Zuckermann, personaggi in cerca di una nuova vita e ciascuno a sua volta personaggio, protagonista e narratore della storia e dei destini dell’altro , sono gli strumenti attraverso i quali Roth affronta e si confronta in modo magistrale con i suoi temi-totem, cioè l’ebraismo, il matrimonio, il sesso, il tradimento, l’invecchiamento, la morte. La Controvita è, di fatto, un gigantesco ipertesto, pensato e creato ben prima che questo concetto diventasse familiare, nel quale il romanzo scritto da Roth muta, quasi geneticamente, trasformandosi nel (o nei) romanzo/i scritti da Zuckermann, fino a confluire in un finale Pirandelliano, in cui personaggi e meta-personaggi, scambiandosi continuamente di ruolo, parlano tra loro e con i loro creatori, cercando di spiegare, giustificare (o smentire) le loro ansie e aspirazioni di cambiamento verso una nuova (contro)vita. Originale, talentuosissimo, spiazzante, fonte di autentico godimento letterario.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro pieno di domande sui temi cari a Nathan Zuckerman/Philip Roth. Giocando con lo scrittore protagonista del libro che stascrivendo egli stesso, la creazione di vite parallele e l'intervento dei personaggi a criticre il proprio ruolo nel libro, Roth usa la mannaia con i guanti bianchi per s ...continua

    Un libro pieno di domande sui temi cari a Nathan Zuckerman/Philip Roth. Giocando con lo scrittore protagonista del libro che stascrivendo egli stesso, la creazione di vite parallele e l'intervento dei personaggi a criticre il proprio ruolo nel libro, Roth usa la mannaia con i guanti bianchi per sviscerare anche in maniera piuttosto cruda, argomenti che vanno dall'essere se stessi, all'ebraismo, passando dalla crisi di mezza età al sesso a pregiudizi vari. La vita come recita e la recita della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Probabilmente ho sbagliato a scegliere questo romanzo come primo che leggo dell'autore. Piacevole la lettura iniziale, e divertente la trovata del romanzo nel romanzo, che sposta l'io narrante, e ti fa vedere il racconto da un altro punto di vista. Ma ho trovato molto lenta la lettura in alcune p ...continua

    Probabilmente ho sbagliato a scegliere questo romanzo come primo che leggo dell'autore. Piacevole la lettura iniziale, e divertente la trovata del romanzo nel romanzo, che sposta l'io narrante, e ti fa vedere il racconto da un altro punto di vista. Ma ho trovato molto lenta la lettura in alcune parti.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, per quanto barocco al limite dell'artificio

    Questo libro è a mio avviso inferiore ad altre opere dallo stesso autore. Resta tuttavia un romanzo notevole vista la qualità dello scrittore.


    È in scena il personaggio fittizio Zuckerman, del quale l'autore approfitta per creare una serie di situazioni molto particolari in cui si gioca su ...continua

    Questo libro è a mio avviso inferiore ad altre opere dallo stesso autore. Resta tuttavia un romanzo notevole vista la qualità dello scrittore.

    È in scena il personaggio fittizio Zuckerman, del quale l'autore approfitta per creare una serie di situazioni molto particolari in cui si gioca sulla mise en abyme degli attori della vicenda, che ricorda i giochi di specchi, di riflessi e di rifrazioni nella mitologia indiana, i giochi di rimando tra realtà e sogno, tra vita e romanzo, tra l'io narrante e io narrato.

    Si legge nel romanzo in un primo tempo della morte del fratello del protagonista a seguito di un'operazione al cuore fatta per rimediare a una situazione di impotenza sessuale, che impediva al fratello dentista di avere rapporti con la propria amante. In seguito si legge che è il protagonista, la cui voce suona in prima persona, a morire sempre per un'operazione al cuore e sempre per recuperare la normale funzionalità sessuale per consentirgli di avere rapporti con la donna amata.

    Si legge infine che le storie narrate sono una finzione nella finzione, in quanto la donna amata dal protagonista legge il manoscritto del vero io narrante e si turba per l'invenzione della morte e per l'artificio successivo dell'avere lasciato il testo prima della morte nelle mani di lei.

    In questo modo la donna amata dal vero io narrante si sente strumentalizzata per la creazione dell'opera letteraria e abbandona il compagno.

    È molto presente in questo romanzo la polemica antisionista. Non difetta il solito stile dell'autore, chiacchierone, dialettico, umoristico, autoironico. Trovo però che l'eccesso di elaborazione letteraria e il debito pagato da Roth al posmodernismo rendano il romanzo - nonostante l'indiscutibile abilità dell'autore - un po' troppo "libro sulla scrittura". E credo che Roth non sia il migliore interprete della metanarrazione.

    ha scritto il