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La controvita

By Philip Roth

(694)

| Hardcover | 9788806178963

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Book Description

Quale che sia il loro scenario, tutti i personaggi della "Controvita" si confrontano con l'incessante tentazione di un'esistenza alternativa che possa ribaltare il loro destino. A illuminare queste vite in transizione e a guidarci fra i suggestivi pa Continue

Quale che sia il loro scenario, tutti i personaggi della "Controvita" si confrontano con l'incessante tentazione di un'esistenza alternativa che possa ribaltare il loro destino. A illuminare queste vite in transizione e a guidarci fra i suggestivi panorami del libro, familiari o alieni che siano, c'è la mente dello scrittore Nathan Zuckerman. Sua è l'intelligenza scettica e avvolgente che calcola il prezzo da pagare nella lotta per cambiare le sorti personali e dare un nuovo volto alla storia, che si attui in uno studio dentistico di un quartiere residenziale del New Jersey o in un villaggio inglese improntato alla tradizione nel Gloucestershire o in una chiesa del West End londinese o ancora in un minuscolo insediamento israeliano nel deserto della West Bank occupata. "Il problema non consiste nell'"o/o", nella scelta consapevole tra possibilità ugualmente difficili e incresciose: non è un "o/o", ma un "e/e/e/e/e" e ancora "e". La vita è composta di "e": l'accidentale e l'immutabile, l'elusivo e l'afferrabile, il bizzarro e il prevedibile, l'attuale e il potenziale, tutte realtà che si moltiplicano, si aggrovigliano, si sovrappongono, entrano in collisione, si combinano tra loro, più il moltiplicarsi delle illusioni! Questo moltiplicato per questo, moltiplicato per questo, moltiplicato per questo. Possibile che un essere umano dotato di intelligenza non sia molto di più che un produttore di incomprensioni su larga scala?"

112 Reviews

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    Romanzo, meta-romanzo e, infine, controromanzo. Questo (e altro) è “La Controvita”, dove Roth gioca con il lettore e lo spiazza continuamente, cambiando il punto di vista della narrazione, entrando e uscendo dalla storia, passando dalla terza persona ...(continue)

    Romanzo, meta-romanzo e, infine, controromanzo. Questo (e altro) è “La Controvita”, dove Roth gioca con il lettore e lo spiazza continuamente, cambiando il punto di vista della narrazione, entrando e uscendo dalla storia, passando dalla terza persona alla prima, variando i protagonisti, i piani temporali e gli ambienti, in un beffardo gioco di specchi in cui tutto si riflette senza essere mai essere effettivamente reale e che sarebbe molto piaciuto a Pirandello.
    Henry e Nathan Zuckermann, personaggi in cerca di una nuova vita e ciascuno a sua volta personaggio, protagonista e narratore della storia e dei destini dell’altro , sono gli strumenti attraverso i quali Roth affronta e si confronta in modo magistrale con i suoi temi-totem, cioè l’ebraismo, il matrimonio, il sesso, il tradimento, l’invecchiamento, la morte.
    La Controvita è, di fatto, un gigantesco ipertesto, pensato e creato ben prima che questo concetto diventasse familiare, nel quale il romanzo scritto da Roth muta, quasi geneticamente, trasformandosi nel (o nei) romanzo/i scritti da Zuckermann, fino a confluire in un finale Pirandelliano, in cui personaggi e meta-personaggi, scambiandosi continuamente di ruolo, parlano tra loro e con i loro creatori, cercando di spiegare, giustificare (o smentire) le loro ansie e aspirazioni di cambiamento verso una nuova (contro)vita.
    Originale, talentuosissimo, spiazzante, fonte di autentico godimento letterario.

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    Ennepi62 said on Jun 5, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un libro pieno di domande sui temi cari a Nathan Zuckerman/Philip Roth. Giocando con lo scrittore protagonista del libro che stascrivendo egli stesso, la creazione di vite parallele e l'intervento dei personaggi a criticre il proprio ruolo nel libro, ...(continue)

    Un libro pieno di domande sui temi cari a Nathan Zuckerman/Philip Roth. Giocando con lo scrittore protagonista del libro che stascrivendo egli stesso, la creazione di vite parallele e l'intervento dei personaggi a criticre il proprio ruolo nel libro, Roth usa la mannaia con i guanti bianchi per sviscerare anche in maniera piuttosto cruda, argomenti che vanno dall'essere se stessi, all'ebraismo, passando dalla crisi di mezza età al sesso a pregiudizi vari. La vita come recita e la recita della vita.

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    Willie the Coyote said on May 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Probabilmente ho sbagliato a scegliere questo romanzo come primo che leggo dell'autore. Piacevole la lettura iniziale, e divertente la trovata del romanzo nel romanzo, che sposta l'io narrante, e ti fa vedere il racconto da un altro punto di vista. M ...(continue)

    Probabilmente ho sbagliato a scegliere questo romanzo come primo che leggo dell'autore. Piacevole la lettura iniziale, e divertente la trovata del romanzo nel romanzo, che sposta l'io narrante, e ti fa vedere il racconto da un altro punto di vista. Ma ho trovato molto lenta la lettura in alcune parti.

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    francescamare said on Oct 7, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Bello, per quanto barocco al limite dell'artificio

    Questo libro è a mio avviso inferiore ad altre opere dallo stesso autore. Resta tuttavia un romanzo notevole vista la qualità dello scrittore.

    È in scena il personaggio fittizio Zuckerman, del quale l'autore approfitta per creare una serie di situaz ...(continue)

    Questo libro è a mio avviso inferiore ad altre opere dallo stesso autore. Resta tuttavia un romanzo notevole vista la qualità dello scrittore.

    È in scena il personaggio fittizio Zuckerman, del quale l'autore approfitta per creare una serie di situazioni molto particolari in cui si gioca sulla mise en abyme degli attori della vicenda, che ricorda i giochi di specchi, di riflessi e di rifrazioni nella mitologia indiana, i giochi di rimando tra realtà e sogno, tra vita e romanzo, tra l'io narrante e io narrato.

    Si legge nel romanzo in un primo tempo della morte del fratello del protagonista a seguito di un'operazione al cuore fatta per rimediare a una situazione di impotenza sessuale, che impediva al fratello dentista di avere rapporti con la propria amante. In seguito si legge che è il protagonista, la cui voce suona in prima persona, a morire sempre per un'operazione al cuore e sempre per recuperare la normale funzionalità sessuale per consentirgli di avere rapporti con la donna amata.

    Si legge infine che le storie narrate sono una finzione nella finzione, in quanto la donna amata dal protagonista legge il manoscritto del vero io narrante e si turba per l'invenzione della morte e per l'artificio successivo dell'avere lasciato il testo prima della morte nelle mani di lei.

    In questo modo la donna amata dal vero io narrante si sente strumentalizzata per la creazione dell'opera letteraria e abbandona il compagno.

    È molto presente in questo romanzo la polemica antisionista.
    Non difetta il solito stile dell'autore, chiacchierone, dialettico, umoristico, autoironico.
    Trovo però che l'eccesso di elaborazione letteraria e il debito pagato da Roth al posmodernismo rendano il romanzo - nonostante l'indiscutibile abilità dell'autore - un po' troppo "libro sulla scrittura". E credo che Roth non sia il migliore interprete della metanarrazione.

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    Umberto Stradella said on Oct 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Philip Roth - La controvita

    Un Roth che struttura questo romanzo in cinque grossi tronconi, quasi cinque storie incentrate su tematiche ben precise. Il primo capitolo, Basilea, è quello meglio riuscito, ironico e graffiante, ricco di satira come il miglior Roth mi ha abituato, ...(continue)

    Un Roth che struttura questo romanzo in cinque grossi tronconi, quasi cinque storie incentrate su tematiche ben precise. Il primo capitolo, Basilea, è quello meglio riuscito, ironico e graffiante, ricco di satira come il miglior Roth mi ha abituato, con la famiglia Zuckerman protagonista in tutti i suoi elementi

    Poi però succede quello che non ti aspetti con il secondo capitolo, nel senso che la storia si fa un po' farraginosa, a tratti di difficile comprensione (ma poi verrà chiarito tutto grazie al "solito" romanzo nel romanzo) con un generale appesantimento della prosa che non giova assolutamente alla fruibilità del libro. Non nego che sono rimasto leggermente impantanato in questa fase con poche motivazioni a prendere in mano la lettura (cosa per me più unica che rara). Ho faticato ad appassionarmi alle disquisizioni sull'ebraismo/antisemitismo non perché siano noiose, ma perché l'autore un po' si arrotola e si arrovella su queste questioni. Poi però c'è il capitolo Glouchestshire che illumina tutte le zone grigie del libro e che rende omaggio alla capacità dello scrittore di creare storie del tipo a scatole cinesi. Un elogio anche alla vicenda della bomba in aereo, veramente spassosissima, a dimostrazione che quando Roth non si prende sul serio è unico ed impagabile.

    Sarà forse che sono un po' saturo di Roth avendolo letto molto in questo anno e mezzo, sarà forse che le avventure di Nathan Zuckerman, seppur elogiate da più parti, sono molto incasinate (pure troppo) e poco convincenti (almeno per il sottoscritto). Il risultato è che questo Controvita mi ha convinto a metà, non il meglio dell'amato Philip a mio parere.

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    david said on Sep 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho trovato il libro veramente difficile da leggere,soprattutto nelle parti con maggiori riferimenti alla cultura ebraica e al sionismo, fino a metà non ho capito chi fosse in realtà il morto; pur scritto molto bene, l'ho finito senza aver capito dove ...(continue)

    Ho trovato il libro veramente difficile da leggere,soprattutto nelle parti con maggiori riferimenti alla cultura ebraica e al sionismo, fino a metà non ho capito chi fosse in realtà il morto; pur scritto molto bene, l'ho finito senza aver capito dove cominciasse la realtà e dove la finzione , per cui alcuni passaggi non mi sono risultati chiari

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    Daniela Foglia said on Aug 15, 2013 | Add your feedback

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