La coscienza di Zeno

Di

Editore: Alberto Peruzzo

3.9
(14657)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Ceco

Isbn-10: A000201973 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , CD audio , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Non si può provare che simpatia per il protagonista di questo classico della letteratura dei primi anni del XX secolo.
    Zeno rappresenta l’iperbole dell’uomo senza qualità, che fa dell’autoironia su se ...continua

    Non si può provare che simpatia per il protagonista di questo classico della letteratura dei primi anni del XX secolo.
    Zeno rappresenta l’iperbole dell’uomo senza qualità, che fa dell’autoironia su se stesso e sul suo operato l’emblema della propria forza e del proprio valore, anche quando è evidente che questo eroe è ed è stato perennemente “malato” di una “non malattia” (caratterizzata dall’eterno conflitto tra Eros e Thanatos, tra spirito dionisiaco e apollineo, che tanto richiamano la filosofia nicciana) e dalla quale non riuscirà mai a guarire definitivamente, pur provando durante tutta la vita a sperimentare sempre nuove forme di “cura”.
    Una tra tutte, quella che dà luogo a questo lunghissimo flusso di coscienza, a tratti un pò pesante, a tratti ilare, a tratti struggente, e che inserisce in un’unica opera letteraria il pretesto per dar voce, tramite le riflessioni del narratore-protagonista, alle più importanti teorie filosofico-scientifiche del Novecento, spaziando dalla psicoanalisi di Freud, al Positivismo darwiniano; dai principi di economia di Cobden e dello sviluppo demografico di Malthus, alla relatività einsteniana.
    Anche nello stile usato da Svevo, si ripresenta l’idea dell’eterno ritorno di Nietzsche: Zeno, infatti, ripercorre le tappe della propria vita in ordine sparso, mescolando presente, passato e futuro, e culminando in un epilogo dai toni apocalittici e quasi un pò profetici -di quello che sarebbe avvenuto con la Seconda Guerra Mondiale- che riporterà alle origini (...e alla soluzione di tutti i mali, facendo semplicemente scomparire l’umanità).

    Basta anche solo una frase, per far valere la pena di leggere quest’opera:
    “La vita non è difficile, ma molto originale”.

    ha scritto il 

  • 5

    Citazione

    Adesso che invecchio e mi avvicino al tipo del patriarca, anch'io sento che un'immoralità predicata è più punibile di un azione immorale. Si arriva all'assassinio per amore o per odio, alla propaganda ...continua

    Adesso che invecchio e mi avvicino al tipo del patriarca, anch'io sento che un'immoralità predicata è più punibile di un azione immorale. Si arriva all'assassinio per amore o per odio, alla propaganda dell'assassinio solo per malvagità

    ha scritto il 

  • 2

    Pesante

    Ammetto di essere negato per i classici, ma sia l'italiano arcaico, sia il modo di scrivere, hanno fatto si che lo finissi con fatica, perdendo anche il gusto di una certa ironia che c'è veramente.
    Ho ...continua

    Ammetto di essere negato per i classici, ma sia l'italiano arcaico, sia il modo di scrivere, hanno fatto si che lo finissi con fatica, perdendo anche il gusto di una certa ironia che c'è veramente.
    Ho letto roba di centinaia di pagine in più con molta più scorrevolezza e soddisfazione.
    Bravo l'autore nel ricreare un protagonista così antipatico, che non riesce a "salvarsi" neanche alla fine.

    ha scritto il 

  • 0

    null

    Libro che nonostante mi sia stato imposto di leggere, ho apprezzato dall'inizio alla fine. Unico "ostacolo" alla lettura è l'italiano usato dall'autore, che risente un po' del tempo; ma questo d'altro ...continua

    Libro che nonostante mi sia stato imposto di leggere, ho apprezzato dall'inizio alla fine. Unico "ostacolo" alla lettura è l'italiano usato dall'autore, che risente un po' del tempo; ma questo d'altronde è una caratteristica di Svevo e di altri romanzi "classici" che sono veri e propri capolavori.

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' pesantuccio ma l'ho apprezzato molto

    Lo schiaffo del padre in punto di morte, la scelta obbligata della brutta Augusta dopo il rifiuto delle sorelle Ada e Alberta, l'irriconoscenza di Ada e l'accusa di aver sempre odiato il marito Guido, ...continua

    Lo schiaffo del padre in punto di morte, la scelta obbligata della brutta Augusta dopo il rifiuto delle sorelle Ada e Alberta, l'irriconoscenza di Ada e l'accusa di aver sempre odiato il marito Guido, suo socio e amico. Mai una gioia vien da dire... dal canto suo Zeno non ha mancato di trascurare il padre, tradire la moglie e provare invidia verso l'amico; egli resta irrimediabilmente un uomo deluso e disilluso ma senza rimorso verso se stesso e le sue azioni. Zeno e' politicamente scorretto, non adatto forse all'epoca in cui e' costretto a vivere: chiusa, bigotta e malata; malata perche' forse non e' Zeno ad essere malato (o finto malato come gli piace definirsi), ma la societa' stessa. Scrittura non scorrevolissima e a tratti un po' pesante, ma nonostante cio' l'ho apprezzato molto.

    "La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Sarebbe come voler turare i buchi che abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo strangolati non appena curati. La vita attuale è inquinata alle radici. L’uomo s’è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l’aria, ha impedito il libero spazio"

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' penalizzato da una scrittura che risente del tempo, in alcuni passaggimi è stato indispensabile rileggere per capire il senso di ciò che intendeva l'autore esprimendosi con la lingua sua, quell ...continua

    Un po' penalizzato da una scrittura che risente del tempo, in alcuni passaggimi è stato indispensabile rileggere per capire il senso di ciò che intendeva l'autore esprimendosi con la lingua sua, quella in uso allora.
    Il libro meritava certamente di essere letto e, anche se non mi ha fatto impazzire, l'ho trovato avvincente e a tratti perfino divertente per un'autoironia che non mi aspettavo.
    Mi ha ricordato molto il Proust della Recherche per l'accurata descrizione di un mondo che mi capita a volte di sognare.
    Non so però se rileggerò altre opere di Svevo: il come scrive mi toglie un po' del piacere che mi aspetto dalla lettura di un buon libro.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha fatto impazzire, anche se si nota appieno la rappresentazione dell'uomo dell'epoca (ma anche odierno a pensarci bene). Non mi piace il carattere del protagonista che crede di essere malato e ...continua

    Non mi ha fatto impazzire, anche se si nota appieno la rappresentazione dell'uomo dell'epoca (ma anche odierno a pensarci bene). Non mi piace il carattere del protagonista che crede di essere malato e non lo è. E crede di amare le persone e fare le cose nelle migliori intenzioni. Non sa prendere effettivamente una vera decisione e nonostante i "buoni propositi", come li definisce lui, non riesce a portare a termine un compito. Se sta con la moglie cerca l'amante, e quando è dall'amante cerca la moglie. Parte con un'idea ma poi si comporta in tutt'altra maniera.
    L'unica cosa che ho apprezzato del romanzo sono le ultime frasi che Zeno rivolge al dottore parlando del mondo e della malattia.
    Ma non lo rileggerei una seconda volta.

    ha scritto il 

  • 2

    Nei meandri della coscienza umana

    Questo libro è un famosissimo classico, difficile da interpretare, almeno per me, la coscienza di Zeno rimane quasi un mistero anche dopo aver letto il libro, forse con un po' di disattenzione devo di ...continua

    Questo libro è un famosissimo classico, difficile da interpretare, almeno per me, la coscienza di Zeno rimane quasi un mistero anche dopo aver letto il libro, forse con un po' di disattenzione devo dire.

    ha scritto il 

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