La coscienza di Zeno

Di

Editore: Dall'Oglio

3.9
(14271)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Ceco

Isbn-10: A000071777 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Eugenio Montale

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , CD audio , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 3

    Riletto a distanza di vent'anni, sicuramente qualcosa in più ho apprezzato, anche perché stavolta ho ascoltato l'audiolibro che mi ha accompagnato nei viaggi in macchina casa-lavoro; senza dubbio è st ...continua

    Riletto a distanza di vent'anni, sicuramente qualcosa in più ho apprezzato, anche perché stavolta ho ascoltato l'audiolibro che mi ha accompagnato nei viaggi in macchina casa-lavoro; senza dubbio è stato meno pesante rispetto a sfogliare nuovamente quel libro che all'epoca proprio non avevo digerito.
    Dicevo... l'ho apprezzato molto di più, soprattutto quell'ultima parte di riflessioni sulla guerra e sul futuro del mondo, e non ho giudicato Zeno Cosini solo un inetto, come invece ti dicono a scuola, ma un uomo comunque intelligente e compassionevole al punto giusto, che sa approfittare delle situazioni anche quando appaiono a lui sfavorevoli. Certo, forse una banderuola, uno che si appoggia agli altri per "sopravvivere", uno che non ha mai uno slancio di entusiasmo o che se ce l'ha è il momento sbagliato, insomma pressappoco un disadattato, ma a suo modo simpatico.

    ha scritto il 

  • 5

    "Forse...ritorneremo alla salute"

    "La coscienza di Zeno" è un romanzo scritto da Italo Svevo e pubblicato nel 1923.
    È costruito ad episodi e non secondo una logica precisa e lineare.
    Il narratore è il protagonista Zeno Cosini che ripe ...continua

    "La coscienza di Zeno" è un romanzo scritto da Italo Svevo e pubblicato nel 1923.
    È costruito ad episodi e non secondo una logica precisa e lineare.
    Il narratore è il protagonista Zeno Cosini che ripercorre sei momenti della sua vita all'interno di una terapia di psicoanalisi.
    Zeno,invitato dal proprio psicoanalista,si cimenta nella stesura di un memoriale,una sua autobiografia.
    Il protagonista dopo essersi ritirato dalla psicoanalisi,viene minacciato dal suo stesso medico,il quale pubblica il suo memoriale e lo descriverà come un essere inaffidabile e falso nella lettera che fa da prefazione al romanzo.
    Ogni episodio è raccontato dal punto di vista del protagonista: presenta la sua versione dei fatti,resa come innocua in un atto inconscio di autodifesa.
    Subito dopo la prefazione Zeno scrive del suo vizio del fumo e il non riuscire a liberarsi di questo vizio gli permette di riflettere sulla propria mancanza di forza di volontà e sull'incapacità di perseguire un fine con decisione.
    Tale debolezza è dovuta alla mancanza di una figura paterna sin dall'infanzia.
    Nel secondo episodio analizza infatti il difficile rapporto con il padre che,dopo la sua morte,lo porterà ad attaccarsi ad una figura paterna sostitutiva e indispensabile,quella di Giovanni Malfenti,abile uomo d'affari,che Zeno adotterà anche come suocero sposando una delle figlie:Augusta.
    Quest'ultima,la meno affascinante delle sorelle,sa garantire all'uomo un matrimonio apparentemente felice; ma Zeno affianca ad essa la figura di una giovane donna povera,Carla,con la quale sembra avere un rapporto più da padre che da amante.
    La storia tra i due finisce poi col rovinarsi a causa dei continui sensi di colpa di Zeno che viene tradito e abbandonato.
    Nell'ultimo episodio Zeno riprende dopo sei mesi a riscrivere le sue memorie per ribellarsi al medico ed esprimere il suo disprezzo per la psicoanalisi.
    Proprio in quest'ultimo atto si rende conto che la sua malattia interiore è una condizione comune a tutta l'umanità e coincide con il progresso del mondo.
    Il romanzo si conclude con una profezia di un'esplosione,che causerà la scomparsa dell'uomo sulla terra.
    L'opera di Svevo fu inizialmente un grande fallimento come il resto delle altre opere,perchè probabilmente andava contro i gusti del tempo,mostrando difetti e problemi comuni a tutti.
    La tipologia che emerge è quella dell'inetto,tema cardine in altre opere di Svevo,dove l'uomo è visto come incapace,che non sa vivere e realizzare i suoi sogni.
    Il romanzo ci fa riflettere sul fatto che ormai sono comuni fatti e cose che non dovrebbero esserlo, che restiamo indifferenti a scandali morali indignandoci per cose inutili.
    È un libro molto intenso,l'ho letto davvero con passione malgrado ogni tanto mi sia dovuta fermare e ripetere poichè scritto in un italiano che ormai è mutato tantissimo. 
    I pensieri sono un pò contorti ma spiegati abbastanza bene.
    《http.beyo》

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle.
    Questo è il mio voto, ovviamente però ci sono 3 stelle e 3 stelle. Non bisogna mai dimenticare di contestualizzare, non sto dicendo che questo libro sia al livello di "Novecento" di Baricc ...continua

    Tre stelle.
    Questo è il mio voto, ovviamente però ci sono 3 stelle e 3 stelle. Non bisogna mai dimenticare di contestualizzare, non sto dicendo che questo libro sia al livello di "Novecento" di Baricco, anche se ho dato 3 stelle anche a quello, non ci dovrebbe essere il bisogno di specificare che questo sta 20 gradini più su.

    Fatta questa doverosa premessa posso solo dire che è stata una lettura per me faticosa, che si è protratta nell'arco di 2 mesi. Non perché fossi incostante, bensì perché non sono riuscito a leggerne più di 15-20 pagine al giorno. È un libro, questo, su cui bisogna ragionare tanto, e penso che per capirlo al 100% dovrò rileggerlo altre 2-3 volte. Mi permetto di spendere due parole sul protagonista:
    Zeno cosini viene bollato nei programmi scolastici come "inetto", ed in effetti così è, in certi punti del romanzo non si può fare a meno di affibbiargli tale appellativo ma non si può negare che dal lato opposto in certi frangenti sia anche terribilmente umano.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho fatto molta fatica a leggerlo non per il romanzo in sé che mi è discretamente piaciuto, ma per l'odioso protagonista Zeno Cosini. È frustrante leggere il suo autocompiacimento, il suo piangersi add ...continua

    Ho fatto molta fatica a leggerlo non per il romanzo in sé che mi è discretamente piaciuto, ma per l'odioso protagonista Zeno Cosini. È frustrante leggere il suo autocompiacimento, il suo piangersi addosso e insultare gli altri quando è il primo ad essere odioso, brutto e a tratti canaglia. Solitamente mi piace leggere di personaggi inetti e del loro strano rapporto con la realtà, ma in questo caso, complice forse che Zeno è voce narrante in prima persona e che il libro è formato dalle sue memorie, mi è risultato odioso dal primo all'ultimo istante. Fondamentalmente tifo per il Dottor S!

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo tutti Zeno Cosini

    No cari signori miei, Zeno Cosini non è un antieroe, non è l'archetipo dell'ipocrita, bugiardo, doppiogiochista, fannullone, parassita, e chi più ne ha più ne metta: Zeno Cosini siamo tutti noi, è l'i ...continua

    No cari signori miei, Zeno Cosini non è un antieroe, non è l'archetipo dell'ipocrita, bugiardo, doppiogiochista, fannullone, parassita, e chi più ne ha più ne metta: Zeno Cosini siamo tutti noi, è l'intimità nostra latente, è la nostra coscienza, che per ipocrisia abbiamo imparato a nascondere. Chi facendo "Pucci Pucci" ad un bimbo non ha intimamente pensato a volte:"che bimbo odioso! Lo strozzerei!"; chi spesso salutando una persona cortesemente, con il sorriso sulle labbra non stava contemporaneamente pensando:"oh mamma! Ecco lo str..o, ma quanto mi sta sui cog...i!". Chi non ha preso decisioni fondamentali nella propria vita più per ripiego e comodità, che per motivi morali o sentimentali, camuffandole come decisioni etiche? Chi di noi non si sente più predisposto a giudicare che a giudicarsi? Siamo tutti santi, o siamo tutti Zeno Cosini? Ecco questo è lo Zeno che è in tutti noi, un'intimità segreta, che nella quasi totalità dei casi stride con l'immagine che di noi vogliamo dare all'esterno, a tal punto da farci dimenticare chi siamo realmente, solo che Zeno ne è consapevole, e con questa sua consapevolezza convive serenamente. Gli stessi che vorrebbero giudicarlo non capiscono che loro per primi non si sanno giudicare, propinano giudizi che non sono altro che la visione che vorrebbero realmente avere delle cose, ma non rispecchiano la realtà, sempre che una realtà esista. Non è una lettura agevole, non sempre piacevolissima, si naviga perennemente in una oceano sconfinato di pippe mentali del nostro eroe che poi, a pensarci bene, sono pure le nostre! Ma è proprio questo che alla fine ci porta a considerare che raramente abbiamo trovato un personaggio letterario più pulsante di vita propria, impareremo a conoscere il nullafacente triestino come nessuno mai in vita nostra, più reale, più sfaccettato, e fa di questo romanzo un capolavoro del genere da affiancarsi con merito ai capolavori di Dostoevskij, Joyce, Schnitzler.

    ha scritto il 

  • 5

    Negli appunti scritti dal protagonista per il suo analista (Dio ce ne scampi!!!), il Dottor S., tra le varie peripezie del povero Zeno e le analisi forzate del dottore, mi sembra di ravvisare le linee ...continua

    Negli appunti scritti dal protagonista per il suo analista (Dio ce ne scampi!!!), il Dottor S., tra le varie peripezie del povero Zeno e le analisi forzate del dottore, mi sembra di ravvisare le linee della crescita di Zeno: da ipocondriaco a persona sempre più impegnata e consapevole di ciò che comporta vivere, fino a non essere più condizionato dalle malattie e a divenire uno scaltro uomo d'affari che si rende conto che davanti atragedie immani come la guerra ed il rischio di perdere la propria famiglia, tutto è una piccolezza anche il dolorino assillante che fa parte della vita...e non della morte.

    ha scritto il 

  • 1

    sarà che sono giovane io e non capisco la "bellezza" del romanzo, o sarà che questo libro è veramente di una noia mortale, fatto sta che leggerlo è stato peggio che un parto.
    Verso le ultime cinquanta ...continua

    sarà che sono giovane io e non capisco la "bellezza" del romanzo, o sarà che questo libro è veramente di una noia mortale, fatto sta che leggerlo è stato peggio che un parto.
    Verso le ultime cinquanta pagine mancava una settimana alla scuola e ho deciso di spegnere il cervello e "leggerlo" solo per dire al prof di averlo finito.
    A chi è piaciuto: perchè?
    No, davvero, sono veramente curiosa, credo sia il libro peggiore che io abbia mai letto.
    Non so magari se mai lo rileggerò a 50 anni mi piacerà, ma per ora Zeno è il personaggio più antipatico di sempre haha
    Ora se non vi spiace, torno a leggere il conte di montecristo ;)

    ha scritto il 

  • 1

    Un'agonia

    Cominciato quattro volte nell'arco di almeno otto anni prima di riuscire a finirlo. Sarà un grande classico, ma è noioso all'inverosimile. Mi chiedo come facciano a leggerlo al liceo, se io ho trovato ...continua

    Cominciato quattro volte nell'arco di almeno otto anni prima di riuscire a finirlo. Sarà un grande classico, ma è noioso all'inverosimile. Mi chiedo come facciano a leggerlo al liceo, se io ho trovato tanta difficoltà a 28 anni.

    ha scritto il 

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