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La coscienza di Zeno

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 12

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.9
(14391)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Ceco

Isbn-10: 8481304670 | Isbn-13: 9788481304671 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , CD audio , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Scritto fra il 1919 e il 1922, pubblicato nel 1923, La coscienza di Zeno è uno dei romanzi che fondano in Italia la civiltà letteraria del Novecento. Straordinario alter ego di Italo Svevo, Zeno Cosini è un "nevrastenico" (così lo definì uno dei suoi primi estimatori, il grande critico francese Benjamin Crémieux) che stende le sue memorie per obbligo terapeutico, secondo le prescrizioni del suo perfido psicoanalista, il dottor S.; e che a poco a poco scopre in sé tutti i tratti della "nostra complicata pazzia contemporanea", fino ad accettarli come una sorta di dato naturale, così come si accetta senza problemi il colore dei propri occhi. E questo scatto psichico, che coincide con l'abbandono della terapia, trasformerà Zeno da complicatissimo perdente in appagato vincente, finalmente del tutto "cosciente" che la "malattia" è connaturata alla condizione umana nel XX secolo, e che dunque la si deve assecondare, governandola magari con appropriate dosi di ironia. L'acuminato umorismo dell'autore arriva in tal modo a identificare i gangli più profondi di un'angoscia esistenziale vissuta in prima persona, e dolorosamente esperita giorno per giorno: gli incerti legami fra vita e scrittura, fra innocenza e colpa, fra salute e malattia, fra io e mondo, fra memoria e tempo perduto, restano le pietre angolari di una concezione della realtà profondamente rassegnata all'inanità di ogni sforzo, di ogni progetto, di ogni lotta. E' un male di vivere definitivamente invincibile, i cui cupi rintocchi riescono tuttavia, per i miracoli che solo la grande letteratura può realizzare, a scandire il tempo di una comicità tanto schietta quanto sinistra, inquietante e misteriosa al pari dell'esplosione planetaria solennemente profetizzata nel finale del romanzo.
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  • 5

    Un libro buffo e modernissimo che passando dai fatti salienti della vita di Zeno (smettere di fumare, il fidanzamento e il matrimonio, l'amante, la guerra) racconta in prima persona la nevrosi del sen ...continua

    Un libro buffo e modernissimo che passando dai fatti salienti della vita di Zeno (smettere di fumare, il fidanzamento e il matrimonio, l'amante, la guerra) racconta in prima persona la nevrosi del sentirsi distanti dalla vita proprio mentre la si sta vivendo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ennesima rilettura annuale- per dovere e per piacere- di un capolavoro di ironia e rovesciamento di tutte le convenzioni e il perbenismo dei benpensanti, e che ridimensiona impietosamente anche il rob ...continua

    Ennesima rilettura annuale- per dovere e per piacere- di un capolavoro di ironia e rovesciamento di tutte le convenzioni e il perbenismo dei benpensanti, e che ridimensiona impietosamente anche il roboante egocentrismo dannunziano.
    Se vaghezza vi punge, provate a confrontare il prologo di Le vergini delle rocce (http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/d_annunzio/le_vergini_delle_rocce/pdf/d_annunzio_le_vergini_delle_rocce.pdf, qui pagg. 10 e seg.) con il quinto capitolo della Coscienza , La storia del mio matrimonio (http://www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_9/t352.pdf): delle magnifiche vergini che on angoscia si chiedono chi di loro sarà l'eletta dal superuomo non ne resta che uno scarto, zoppa, con pochi capelli e un occhio strabico. E per giunta,a detta di Zeno, assai meno intelligente di lui.
    Altre varie ed eventuali qui:
    https://costellazioniletterarie.wordpress.com/2015/05/05/la-cattiva-coscienza-di-zeno-svevo-e-proust/

    ha scritto il 

  • 4

    La coscienza di Zeno è un romanzo destabilizzante: non solo ci pone di fronte al fallimento del positivismo e del mito del progresso, non solo corrode le certezze costruite dall'umanità in secoli di v ...continua

    La coscienza di Zeno è un romanzo destabilizzante: non solo ci pone di fronte al fallimento del positivismo e del mito del progresso, non solo corrode le certezze costruite dall'umanità in secoli di vita sociale, ma ci priva anche di quell'archetipico patto fra autore e lettore che obbliga il secondo a credere al primo. Zeno/Svevo non ha verità da offrirci, non ha una lente da porci perché ricerchiamo un senso rassicurante nelle sue pagine, ma ci pone di fronte alla disarmante certezza, tipica dell'individuo del XX secolo, di non avere chiavi universali per la conoscenza e il giudizio dell'umanità.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/04/la-coscienza-di-zeno-svevo.html

    ha scritto il 

  • 3

    La soglia dei Forti

    Svevo e D’Annunzio, ai tempi della mia maturità, si contendevano il favore dei miei compagni di classe. Chi portava italiano, sceglieva uno dei due autori quale argomento a piacere. Varcata la soglia ...continua

    Svevo e D’Annunzio, ai tempi della mia maturità, si contendevano il favore dei miei compagni di classe. Chi portava italiano, sceglieva uno dei due autori quale argomento a piacere. Varcata la soglia dei Forti (ehm.. in realtà la grafia corretta sarebbe Forty) ho deciso di rileggerli entrambi.

    Il primo capitolo della Coscienza è un portento. Sono il figlio di un fumatore, fumatore a mia volta, divenuto ex fumatore. Quando si fuma non si capisce come si potrà smettere, quando si è smesso non si capisce come si poteva fumare. Fra i vari irresoluti tentativi di smettere, mio padre provò anche a sostituire le sigarette con la pipa. Essa finì abbandonata nel primo cassetto del comò pochi giorni dopo esser stata acquistata. Forse per emulare le gesta di Noodles nella fumeria d’oppio, un giorno la sottrassi e mi chiusi la porta del terrazzo alle spalle. La caricai stipando il tabacco nel fornello, poi, per accenderla, tirai così tante volte da sentirmi in bocca la fantozziana lingua felpata. Fui avvolto da un nauseante afrore dolciastro, invece dell’oblio dei sensi, sperimentai l’oblio della lingua anestetizzata e insensibile come una braciola di manzo sul banco di un macellaio. Avevo 15 anni, erano già due anni che fumavo, seppi subito che nemmeno io avrei mai sostituito le sigarette con la pipa. Occorre una motivazione forte per smettere di fumare, io trovai la mia. Aver letto di Zeno mi fu d'aiuto per il metodo, usai quello opposto al suo. Anzichè dire smetto domani, rimandavo al giorno successivo il proposito di fumare e mi ripetevo: fumo domani. Nessuna U.S. (ultima sigaretta) ma solo ipotetiche futuribili P.S. (prossima sigaretta)

    Il secondo capitolo parla della morte del padre, è meno potente del primo, pur contenendo quella domanda che molti di coloro che hanno varcato la soglia dei Forti, si saranno già posta
    Continuamente vedevo dinanzi a me la sicura imminente morte di mio padre e mi domandavo: «Che cosa farò io ora a questo mondo?».

    E’ dal terzo capitolo in avanti che le stelle della Coscienza cadono come nella notte di San Lorenzo.
    Rileggere Svevo dopo aver letto Marìas significa rivedere una partita in bianco e nero dopo averne vista una in HD.
    Le descrizioni di Svevo appaiono (talvolta) puerili, l’esposizione scontata ed eccessivamente dettagliata. Il romanzo ha uno svolgimento atipico, il protagonista scrive l’autobiografia a beneficio del suo analista. Ciò non giustifica i limiti della prosa, spesso ridondante, insistente, noiosa. L’ampollosità e il barocchismo di D’annunzio contengono una tensione erotica che nella Coscienza di Zeno è completamente assente. Tale assenza rende la partita in bianco e nero soporifera destinandola a finire a reti inviolate. A poco valgono tradimenti e fantasie di tradimento presenti nella seconda parte del libro; invece di coinvolgere, fanno sentire spettatori di un documentario.
    La coscienza di Zeno ha senz'altro un grosso valore letterario, è stato il primo romanzo italiano ad occuparsi di psicanalisi, e lo ha fatto in modo critico ed a tratti umoristico. Svevo ha influenzato numerosi scrittori, è stato un precursore, io però lo preferisco nei suoi due primi romanzi. Superata la soglia dei Forti, mi concedo la licenza di togliere una stella alle quattro della prima lettura.
    Chiudo con una gustosa equiparazione, un tributo dispregiativo ma piacevole
    -Una confessione in iscritto è sempre menzognera. Con ogni nostra parola toscana noi mentiamo!

    1991 ★★★★
    2014 ★★★

    E-book N°89
    La coscienza di Zeno (Italo Svevo)
    Dicembre 2014

    ha scritto il 

  • 5

    sono ancora a metà libro, ma già vi posso dire che è uno dei più belli che abbia letto in vita mia e soprattutto penso seriamente di essere la reincarnazione di Italo Svevo...versione femminile...dunq ...continua

    sono ancora a metà libro, ma già vi posso dire che è uno dei più belli che abbia letto in vita mia e soprattutto penso seriamente di essere la reincarnazione di Italo Svevo...versione femminile...dunque ancora peggio :)

    ha scritto il 

  • 5

    Non dovrebbero mai permettere di leggere questo libro al liceo senza prima fornirti gli strumenti di comprensione, se non li possiedi già. Poi finisce che lo rileggi più tardi e non capisci come hai f ...continua

    Non dovrebbero mai permettere di leggere questo libro al liceo senza prima fornirti gli strumenti di comprensione, se non li possiedi già. Poi finisce che lo rileggi più tardi e non capisci come hai fatto a farne a meno per così tanto tempo!

    ha scritto il 

  • 0

    Affascinante. Un racconto dal punto di vista del malato -immaginario- che ripercorre, dall'adolescenza sino alla senectute, le tappe e i momenti più significativi della vita di Zeno Cosini. Tutto iniz ...continua

    Affascinante. Un racconto dal punto di vista del malato -immaginario- che ripercorre, dall'adolescenza sino alla senectute, le tappe e i momenti più significativi della vita di Zeno Cosini. Tutto inizia con il fumo -considerato veleno e causa prima di tutti i mali di Zeno- che è solo pretesto per affrontare l'amore, la fedeltà, l'infedeltà, l'amicizia e la coscienza di sé. La prosa è veloce, simpatica, ma rimane sempre profonda. Un ricettacolo di massime e spunti di riflessione; sulla realtà che ci circonda e che ci spingen a mettere in dubbio ciò che siamo e chi pensiamo d'essere.

    ha scritto il 

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