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La coscienza di Zeno

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 12

By Italo Svevo

(2116)

| Hardcover | 9788481304671

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Book Description

Scritto fra il 1919 e il 1922, pubblicato nel 1923, La coscienza di Zeno è uno dei romanzi che fondano in Italia la civiltà letteraria del Novecento. Straordinario alter ego di Italo Svevo, Zeno Cosini è un "nevrastenico" (così lo definì uno dei suoi Continue

Scritto fra il 1919 e il 1922, pubblicato nel 1923, La coscienza di Zeno è uno dei romanzi che fondano in Italia la civiltà letteraria del Novecento. Straordinario alter ego di Italo Svevo, Zeno Cosini è un "nevrastenico" (così lo definì uno dei suoi primi estimatori, il grande critico francese Benjamin Crémieux) che stende le sue memorie per obbligo terapeutico, secondo le prescrizioni del suo perfido psicoanalista, il dottor S.; e che a poco a poco scopre in sé tutti i tratti della "nostra complicata pazzia contemporanea", fino ad accettarli come una sorta di dato naturale, così come si accetta senza problemi il colore dei propri occhi. E questo scatto psichico, che coincide con l'abbandono della terapia, trasformerà Zeno da complicatissimo perdente in appagato vincente, finalmente del tutto "cosciente" che la "malattia" è connaturata alla condizione umana nel XX secolo, e che dunque la si deve assecondare, governandola magari con appropriate dosi di ironia. L'acuminato umorismo dell'autore arriva in tal modo a identificare i gangli più profondi di un'angoscia esistenziale vissuta in prima persona, e dolorosamente esperita giorno per giorno: gli incerti legami fra vita e scrittura, fra innocenza e colpa, fra salute e malattia, fra io e mondo, fra memoria e tempo perduto, restano le pietre angolari di una concezione della realtà profondamente rassegnata all'inanità di ogni sforzo, di ogni progetto, di ogni lotta. E' un male di vivere definitivamente invincibile, i cui cupi rintocchi riescono tuttavia, per i miracoli che solo la grande letteratura può realizzare, a scandire il tempo di una comicità tanto schietta quanto sinistra, inquietante e misteriosa al pari dell'esplosione planetaria solennemente profetizzata nel finale del romanzo.

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    In un'ipotetica classifica dei migliori personaggi della letteratura italiana, Zeno Cosini occuperebbe sicuramente uno dei primi tre posti. Più scaltro che intelligente, meschino e cialtrone ma più a parole che nei fatti, ingenuo ma all'occorrenza (c ...(continue)

    In un'ipotetica classifica dei migliori personaggi della letteratura italiana, Zeno Cosini occuperebbe sicuramente uno dei primi tre posti. Più scaltro che intelligente, meschino e cialtrone ma più a parole che nei fatti, ingenuo ma all'occorrenza (cioè spesso e volentieri) gran bugiardo, sognatore ma anche molto concreto e soprattutto gran paraculo, con la verve e lo slancio con cui getta sistematicamente cuore e polmoni oltre l'ostacolo batte il tempo e fa risuonare come una cassa armonica un romanzo straordinario, uno dei punti più alti della nostra letteratura che ha influenzato direttamente o indirettamente tutti gli autori successivi e rimanendo per parecchi versi insuperato.

    "La Coscienza di Zeno" è infatti un'opera di narrativa incredibilmente originale: come stile prima di tutto, moderno, rapido e brillante ma soprattutto nell'approccio perché mai prima di allora una storia era stata presentata da un punto di vista così intimo: addirittura dalla testa del protagonista che spiega ogni sua decisione, ogni suo processo mentale, ogni sua tentazione e ogni suo lapsus.

    Quello che ne viene fuori è la classica Opera da leggere e rileggere più e più volte perché ad ogni giro offre qualcosa di diverso. Per fare un esempio, la prima volta che lo presi in mano andavo ancora a scuola e ricordo che rimasi profondamente affascinato dalla figura di Ada, questa bellezza lontana, inavvicinabile, inattaccabile. Ritrovata oggi invece mi è apparsa come una gran rompiscatole fredda, egoista e priva di senso dell'umorismo con cui non avrei mai trovato nulla in comune.

    Analogamente Zeno che al diciassettenne che ero all'epoca apparve un po' tocco, oggi a quel quarantenne e rotti che son diventato risulta molto più vicino e comprensibile.

    Per il resto la storia, abitata da personaggi sempre ottimi ancorché un po' in penombra, è sempre interessante e ben costruita, ed anche se perde un po' di mordente verso la fine, quando il filone principale si esaurisce ed il protagonista tira le fila e traccia un bilancio anche spirituale della propria esistenza, la profezia apocalittica che chiude il libro, trent'anni prima dell'invenzione della bomba atomica, ridesta di un colpo l'attenzione del lettore.

    Come detto, Zeno migliore in campo ma anche Guido, prodigio di ambiguità, in perenne bilico tra melodrammatico e grottesco tenuto in equilibrio dal lavoro in sottrazione fatto dall'autore, è il vero motore dei due principali punti di svolta della vicenda e di tutta la fase mediana a cui imprime passo e direzione, lasciando al protagonista solo un gioco di risposta.

    Per tirare i conti della serva, cinque stelline alla vicenda, cinque allo stile, cinque ai personaggi, cinque al ritmo. Che chiedere di più?

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    Albertozeta said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro da leggere

    "La Coscienza di Zeno" è un romanzo del 1923, scritto da Italo Svevo. Quest'opera non è altro che la confessione del protagonista del libro stesso, Zeno Cosini. In questo manoscritto, narrato in prima persona dal personaggio principale, vengono narra ...(continue)

    "La Coscienza di Zeno" è un romanzo del 1923, scritto da Italo Svevo. Quest'opera non è altro che la confessione del protagonista del libro stesso, Zeno Cosini. In questo manoscritto, narrato in prima persona dal personaggio principale, vengono narrate le vicende che hanno caratterizzato la vita di Zeno. L'edizione che ho acquistato è quella "Mondadori". Seconde me questa edizione è di media qualità.

    Parlando più specificatamente della trama su cui si basa il libro, senza fare spoiler, si può dire che il romanzo è ben strutturato. E' composto da 8 capitoli e la lunghezza del libro si aggira intorno alle 392 pagine. Ogni capitolo riguarda una ben precisa vicenda della vita del protagonista. Parlando sommariamente, la trama in se non è delle più vivaci, forse questo fattore è determinato dalla lunghezza stessa dei capitoli. Tuttavia la trama mi è piaciuta molto per la sua malinconia e tristezza.
    I personaggi del romanzo sono vari, ma quelli principali sono pressoché pochi. Il protagonista viene raccontato e descritto indirettamente dall'autore, tramite le sue azioni, i suoi pensieri e i suoi modi. Da questo libro, infatti si ricava una descrizione dettagliata del protagonista. Nella persona di Zeno, l'autore a voluto narrare e raccontare un'intera società di inetti e persone incapaci di vivere. Quest'ultimo concetto mi ha veramente colpito.
    Il romanzo è stato scritto in un italiano, che personalmente parlando, mi ha messo in difficoltà nel leggerlo. Affermo questo, perché ho trovato un po' fastidiosa la lunghezza dei periodi, che andava ad appesantire la scorrevolezza del romanzo. Invece una cosa che mi è piaciuta molto, è stato l'uso della tecnica del soliloquio, usata da Italo Svevo, che mi ha permesso di entrare figuratamente nella testa del protagonista e sapere tutto quello che pensava.

    Ho sempre voluto leggere questo libro, fin da quando ne ho sentito parlare. Personalmente ho amato questo romanzo per i suoi soliloqui, per le sue vicende e per il protagonista, vittima degli eventi che lo circondano, mentre l'ho odiato per la lunghezza dei suoi periodi e capitoli. Quindi tirando le somme, posso dire che questo romanzo è da leggere assolutamente per il suo significato e messaggio.

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    Diego Wazzaap said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

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    "Al mistero della morte io ci penso ogni giorno, ma non ero ancora in grado di dargli le informazioni ch'egli domandava. Per fargli piacere inventai la fede più lieta nel nostro futuro."

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    sergio said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante, moderno.
    Anche di Zeno, però, non riesco ad essere un grande fans. E non per le sue debolezze umane, quelle le comprendo e forse anche condivido, ma questa spossatezza del dolce far nulla mi irrita un po', e me lo rende un personaggio p ...(continue)

    Interessante, moderno.
    Anche di Zeno, però, non riesco ad essere un grande fans. E non per le sue debolezze umane, quelle le comprendo e forse anche condivido, ma questa spossatezza del dolce far nulla mi irrita un po', e me lo rende un personaggio purtroppo antico.

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    Melinda said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    All'età delle superiori mi è proprio piaciuto, chissà perchè.

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    Linda T said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

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