La coscienza di Zeno

Riassunto, analisi e guida alla lettura dei singoli capitoli con indicazioni sulla compilazione delle tesine

Di

Editore: SEI

3.9
(14402)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Ceco

Isbn-10: 8805054267 | Isbn-13: 9788805054268 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , CD audio , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Probabilmente, il Grande Romanzo Italiano

    In un rigo soltanto:
    Zeno è divertentissimo!

    Più in profondità:
    Signori, qui occorre riscrivere le antologie scolastiche!
    Cosa succede quando si rilegge questo romanzo dopo la tappa obbligata al liceo ...continua

    In un rigo soltanto:
    Zeno è divertentissimo!

    Più in profondità:
    Signori, qui occorre riscrivere le antologie scolastiche!
    Cosa succede quando si rilegge questo romanzo dopo la tappa obbligata al liceo, dopo gli -enta?
    Che si scopre la bellezza e l'importanza del romanzo italiano del 900 per antonomasia.

    Zeno inetto? Ma quando mai? Il protagonista di questo romanzo (alter ego, si suppone, dell'autore) non è che un impertinente, un po' pigro, un po' foglia al vento, originalissimo e combinaguai. Molti molti guai.
    Se Zeno fosse romano, sarebbe il profeta del "'ndo cojo, cojo".

    Zeno è divertentissimo, davvero.
    Io lo adoro.
    Sul serio: vorrei fosse mio amico.
    Mi farei raccontare dalla sua voce (con quell'accento triestino sbarazzino) le ore turbinose che precedettero il suo fidanzamento; lo seguirei nelle sue passeggiate notturne, inducendolo in tentazione con una sigaretta; andrei a disturbarlo in ufficio, tanto non ha mai nulla da fare lì...
    Proverei addirittura a scuoterlo, con affetto e senza la supponenza fallimentare del suo psicanalista. Ma, da amica, lo accetterei così com'è: un combinaguai.

    E, invece, devo accontentarmi di leggere e rileggere le sue avventure, trasportandomi indietro di cento anni quasi esatti solo attraverso le meravigliose pagine che ci ha lasciato il grande, immenso, Italo Svevo.
    Che, in queste pagine, è riuscito a dosare perfettamente ingredienti diversi e antitetici: la cronaca tipica di un diario e i flussi di coscienza mai noiosi, l'entrata e l'uscita di certi personaggi originali quanto il protagonista, la Storia, quella vera, e un mix di sentimenti da far venire la vertigini.
    Con un finale mozzafiato, dopo un attento alternarsi di capitoli molto ben congegnati ed equilibrati.

    Vertiginoso, divertente, empatico, modernissimo, teneramente poetico.
    Un romanzo "sovranamente amabile".

    ha scritto il 

  • 4

    non è facile da leggere, accurata scrittura che analizza, esplora , sviscera quella che Svevo chiama "la coscienza" con un umorismo tagliente identifica i meandri più profondi di un male esistenziale, ...continua

    non è facile da leggere, accurata scrittura che analizza, esplora , sviscera quella che Svevo chiama "la coscienza" con un umorismo tagliente identifica i meandri più profondi di un male esistenziale, angoscia vissuta in prima persona, giorno per giorno, esamina attraverso la scrittura il suo comportamento fra colpa e innocenza, fra malattia e salute, fra io e mondo, fra memoria e tempo perduto arrivando a rassegnarsi alla inutilità di ogni sforzo, progetto o lotta.
    Alla fine abbandona la terapia, trasformando Zeno da torturato perdente a appagato vincente, riconoscendo che "la malattia" e frutto della condizione umana del XX secolo, quindi va accettata, assecondata con una buona dose di ironia.

    ha scritto il 

  • 5

    Escursione magnifica tra le debolezze spesso non ammesse che albergano anche nei più "abili nel vivere".Ciò è reso possibile dalla concentrazione delle stesse nella figura di Zeno,la cui esperienza è ...continua

    Escursione magnifica tra le debolezze spesso non ammesse che albergano anche nei più "abili nel vivere".Ciò è reso possibile dalla concentrazione delle stesse nella figura di Zeno,la cui esperienza è una spremuta di vita nella quale ognuno può trovare del suo. Buone lettura

    ha scritto il 

  • 5

    Svevo forever

    Zeno è la personificazione attualissima dell'uomo moderno: pronto sempre ad assolversi dai suoi peccati, a proclamarsi sempre sorpreso e infantilmente incosciente davanti a ciò che gli accade, narcis ...continua

    Zeno è la personificazione attualissima dell'uomo moderno: pronto sempre ad assolversi dai suoi peccati, a proclamarsi sempre sorpreso e infantilmente incosciente davanti a ciò che gli accade, narciso e autocentrico, furbo nel crogiolarsi in tutte le sue misere giustificazioni. Sono il lucido cinismo, l'ironia, la capacità di descriversi e descrivere il suo mondo, l'acutezza con cui prevede persino il futuro dell'umanità a fare di Zeno un personaggio unico e memorabile. Agli insegnanti dico: "non fatelo leggere al liceo: il 90% degli studenti non lo capisce e lo odierà per tutta la vita".

    ha scritto il 

  • 4

    (Ri)letto con un po' di difficoltà a causa del linguaggio non corrente, capisco ora meglio perché sia considerata una delle massime opere del Novecento italiano: Zeno è più contemporaneo che mai e ci ...continua

    (Ri)letto con un po' di difficoltà a causa del linguaggio non corrente, capisco ora meglio perché sia considerata una delle massime opere del Novecento italiano: Zeno è più contemporaneo che mai e ci assomiglia.

    ha scritto il 

  • 3

    Gratitudine

    La mia eterna gratitudine al sito Liber Liber che permette di leggere ed ascoltare gratuitamente i capisaldi della letteratura, ma soprattutto un abbraccio alla gentile lettrice di questa opera, senz ...continua

    La mia eterna gratitudine al sito Liber Liber che permette di leggere ed ascoltare gratuitamente i capisaldi della letteratura, ma soprattutto un abbraccio alla gentile lettrice di questa opera, senza il cui supporto probabilmente non sarei riuscita a terminare.
    Italo Svevo è uno di quegli autori che ti propinano a scuola e di cui, da bravo deficiente, ti vai a leggere i riassuntini per saper spiccicare due parole all'interrogazione e la cosa finisce lì, perchè come è risaputo >. In effetti un po' pesante lo è, credo che se avessi dovuto leggerlo in cartaceo, la sera prima di dormire, lo avrei quasi certamente abbandonato, ma la gentile lettrice è venuta in mio soccorso e l'ascolto è proceduto bene in questi pomeriggi in cui ho fuso letteratura e pittura, perfettamente concentrata ma non annoiata.
    Ho scoperto in Italo Svevo una grande e insospettata vena ironica che mi è piaciuta molto, poi certo il protagonista è quello che è... Zeno non è nemmeno una cattiva persona, è soltanto un uomo senza spina dorsale come ce ne sono tanti, capace di impulsi positivi che però si fanno affossare subito dalle difficoltà. In questo romanzo sono le donne che vengono fuori, sono loro che decidono nonostante tutto, decidono anche di sopportare un uomo che non le ama o di abbandonare un amante quando si presenta la possibilità di un marito, decidono di studiare invece di sposarsi e così via.
    Nelle critiche che avevo letto di sfuggita si parlava sempre dell'inettitudine come principale tematica delle opere di Svevo ma non ricordo che si parlasse dell'ironia o delle donne, chissà perchè... ma forse sono io che non ho approfondito o che ricordo male.
    Seppur non sia rimasta folgorata dall'autore credo che proseguirò con le letture dello stesso, sicuramente ci mostrano aspetti di una vita ormai lontana dalla nostra ma le cui peculiarità umane sono tuttora simili alle nostre, ovviamente avvalendomi degli audiolibri di Liber Liber, ancora e sempre grata come non mai.

    Citazione:

    Il mentitore dovrebbe tener presente che per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie.

    ha scritto il 

  • 5

    La mia scelta....quindici anni dopo!!!

    Ho conosciuto Svevo tra i banchi di scuola tra i tanti autori che si studiano al quinto anno delle superiori; mi aveva colpito al punto da annotare i suoi tre romanzi maggiori tra i libri da leggere.
    ...continua

    Ho conosciuto Svevo tra i banchi di scuola tra i tanti autori che si studiano al quinto anno delle superiori; mi aveva colpito al punto da annotare i suoi tre romanzi maggiori tra i libri da leggere.
    Dopo 15anni da quell'annotazione finalmente ho letto "La coscienza di Zeno". Non sono cosa possa avermi colpito da ragazzina, ma ora sono rimasta davvero senza parole.
    Una splendida autoanalisi di Zeno Cosini, che mostra tutte le sue fragilità, i suoi continui tentativi di migliorarsi e l'altrettanto repentino modo di riuscire a giustificare eventuali fallimenti per poter ripartire poi.....
    Un circolo vizioso dal quale non riesce ad uscire, come la storia dell'ultima sigaretta....ma non solo......
    Pagine che ci coinvolgono, forse anche più del dovuto; io in alcuni punti mi sono sentita nuda di fronte alle mie stesse fragilità.
    Zeno ci mostra il suo modo ironico di vivere la vita, sentendosene sempre distante:

    Non avevo ancora perduta la capacità di ridere della mia avventura;la sola capacità che mi mancasse era quella di dormire.

    ha scritto il 

  • 3

    Riletto a distanza di vent'anni, sicuramente qualcosa in più ho apprezzato, anche perché stavolta ho ascoltato l'audiolibro che mi ha accompagnato nei viaggi in macchina casa-lavoro; senza dubbio è st ...continua

    Riletto a distanza di vent'anni, sicuramente qualcosa in più ho apprezzato, anche perché stavolta ho ascoltato l'audiolibro che mi ha accompagnato nei viaggi in macchina casa-lavoro; senza dubbio è stato meno pesante rispetto a sfogliare nuovamente quel libro che all'epoca proprio non avevo digerito.
    Dicevo... l'ho apprezzato molto di più, soprattutto quell'ultima parte di riflessioni sulla guerra e sul futuro del mondo, e non ho giudicato Zeno Cosini solo un inetto, come invece ti dicono a scuola, ma un uomo comunque intelligente e compassionevole al punto giusto, che sa approfittare delle situazioni anche quando appaiono a lui sfavorevoli. Certo, forse una banderuola, uno che si appoggia agli altri per "sopravvivere", uno che non ha mai uno slancio di entusiasmo o che se ce l'ha è il momento sbagliato, insomma pressappoco un disadattato, ma a suo modo simpatico.

    ha scritto il 

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