La coscienza di Zeno

Ediz. integrale

Di

Editore: Newton Compton (Grandi Tascabili Economici, 12)

3.9
(14568)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Ceco

Isbn-10: 8854120138 | Isbn-13: 9788854120136 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Mario Lunetta

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri , CD audio , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Rimasto incompreso per lungo tempo, La coscienza di Zeno è il più importante romanzo di Svevo e uno dei capolavori della letteratura italiana contemporanea. È il resoconto di un viaggio nell’oscurità della psiche, nella quale si riflettono complessi e vizi della società borghese dei primi del Novecento, le sue ipocrisie, i suoi conformismi e insieme la sua nascosta, tortuosa, ambigua voglia di vivere. L’inettitudine ad aderire alla vita, l’eros come evasione e trasgressione, il confine incerto tra salute e malattia divengono i temi centrali su cui si interroga Zeno Cosini in queste pagine bellissime che segnarono l’inizio di un modo nuovo di intendere la narrativa. Primo romanzo “psicoanalitico” della nostra letteratura, quest’opera rivoluzionaria seppe interpretare magistralmente le ansie, i timori e gli interrogativi più profondi di una società in cambiamento.

«L’immaginazione è una vera avventura. Guardati dall’annotarla troppo presto, perché la rendi quadrata e poco adattabile al tuo quadro. Deve restare fluida come la vita stessa, che è e diviene.»
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  • 2

    Nei meandri della coscienza umana

    Questo libro è un famosissimo classico, difficile da interpretare, almeno per me, la coscienza di Zeno rimane quasi un mistero anche dopo aver letto il libro, forse con un po' di disattenzione devo di ...continua

    Questo libro è un famosissimo classico, difficile da interpretare, almeno per me, la coscienza di Zeno rimane quasi un mistero anche dopo aver letto il libro, forse con un po' di disattenzione devo dire.

    ha scritto il 

  • 2

    Il protagonista ha reso la lettura molto, molto faticosa.

    Ripreso ora a 31 anni dopo averlo abilmente schivato alle medie e trovato ancora molto faticoso, ma non tanto per lo stile di Svevo, molto dettagliato ma non ridondante, ma per colpa di Zeno. Non ho m ...continua

    Ripreso ora a 31 anni dopo averlo abilmente schivato alle medie e trovato ancora molto faticoso, ma non tanto per lo stile di Svevo, molto dettagliato ma non ridondante, ma per colpa di Zeno. Non ho mai empatizzato con lui nemmeno una volta, l'ho sempre profondamente detestato in ogni suo pensiero, in ogni sua azione, in ogni sua ridicola giustificazione del proprio carattere molle e scorretto. Ho empatizzato molto di più col padre, specialmente nel momento del suo ultimo schiaffone. Solo quello mi ispira Zeno: schiaffi a profusione con pause minime.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo che si capisce meglio in età adulta.

    Oserei dire che questo romanzo possa essere visto come un antenato di Stoner. Entrambi i libri parlano infatti delle piccole grandi vicende che si susseguono nella nostra esistenza. Dettagli che per i ...continua

    Oserei dire che questo romanzo possa essere visto come un antenato di Stoner. Entrambi i libri parlano infatti delle piccole grandi vicende che si susseguono nella nostra esistenza. Dettagli che per il mondo non contano ma che per noi fanno una grande differenza.
    È affascinante il modo in cui Svevo descrive accuratamente quello che il protagonista prova, le sue inquietudini, i suoi sensi di colpa.
    Credo che La coscienza di Zeno sia un libro più adatto ai lettori maturi. Non soltanto perché lo stile dell’autore è abbastanza impegnativo ma anche perché tratta temi che difficilmente si comprendono in età giovanile.
    Eppure io ho apprezzato di più questo libro quando l’ho letto la prima volta, giovanissimo. Leggerlo oggi mi ha rattristato, probabilmente perché mi sono ritrovato in alcuni atteggiamenti di Zeno, e non mi è piaciuto.
    Allo stesso tempo ho trovato interessante la modernità di Zeno. Il suo lasciarsi trascinare dalla corrente degli eventi ricorda la rassegnazione e l’indolenza con cui si convive anche oggi…
    Recensione completa: http://www.mr-loto.it/recensioni/la-coscienza-di-zeno.html

    ha scritto il 

  • 3

    “Il sole non illuminò me”

    Dopo un entusiasmo iniziale determinato dal tocco ironico che intravedevo tra le righe, la lettura è diventata più faticosa: molte le situazioni e i pensieri ripetuti… e non sempre scorrevole il lingu ...continua

    Dopo un entusiasmo iniziale determinato dal tocco ironico che intravedevo tra le righe, la lettura è diventata più faticosa: molte le situazioni e i pensieri ripetuti… e non sempre scorrevole il linguaggio per la presenza di parole e forme grammaticali inusuali. Molto interessante il quarto capitolo in cui Zeno parla del difficile rapporto con il padre.
    Cosa dire del protagonista?! Ho letto che molti vedono in Zeno Cosini l’uomo di oggi… inetto, bugiardo, ingenuo, sognatore, cinico, incosciente e sempre pronto ad autoassolversi. Un uomo che sembra compiacersi della sua vita sballata.
    Davvero poco lusinghiero :)
    Ho sorriso in alcuni punti, ma soprattutto mi sono rattristata.

    “Da vecchi si sorride della vita e di ogni suo contenuto”
    “Oh , dormi!Dormi fino ad arrivare al sonno eterno!”

    “Chi ha provato a restare per giorni e settimane accanto ad un ammalato inquieto, essendo inadatto a fungere da infermiere, e perciò spettatore passivo di tutto ciò che gli altri fanno, m’intendono”

    “Ma io avevo uno speciale odio per la perfida Albione” :)

    “…la morte era la vera organizzatrice della vita. Io sempre alla morte pensavo e perciò non avevo che un solo dolore: la certezza di dover morire. Tutte le altre cose divenivano tanto poco importanti che per esse non avevo che un lieto sorriso o un riso altrettanto lieto.”

    “Il sole non illuminò me! Quando si è vecchi si resta all’ombra anche avendo dello spirito”

    “È una delle grandi difficoltà della vita d'indovinare ciò che una donna vuole. Ascoltarne le parole non serve, perché tutto un discorso può essere annullato da uno sguardo…” :)

    ha scritto il 

  • 5

    Caro Zeno, non ti scorderò mai! Come ti capisco quando decidi che devi smettere di fumare e scrivi le date dell' U.S. !
    Sei così umano, così pigro, così fragile che ispiri tenerezza. Mi riconosco in t ...continua

    Caro Zeno, non ti scorderò mai! Come ti capisco quando decidi che devi smettere di fumare e scrivi le date dell' U.S. !
    Sei così umano, così pigro, così fragile che ispiri tenerezza. Mi riconosco in te quando dici una cosa e ne pensi il contrario; non sei un campione di coerenza, sei capriccioso, corri dietro a tutte le gonnelle, ti accontenti di quel che passa il convento, ma tu sei così, bisogna accettarti con tutte le tue debolezze che poi , in fine , sono la tua forza. Non ti fai ingabbiare dai bacchettoni, ti ribelli in maniera pacifica, senza esporti, senza assumerti responsabilità. E in fondo fai bene, perché non sei tu il malato; la società del profitto è malata, la morale borghese è malata e porta alla distruzione dei valori umani, alla guerra. E quando capisci questo ti senti sanato, salvo. Altro che terapia! Non cambiare mai , sei un essere speciale.

    ha scritto il 

  • 5

    Orgoglio nostrano

    L’uomo di fine 19° secolo, afflitto e confuso, si affaccia a quello successivo con inquietudine. La forza motrice dell’umanesimo si è completamente esaurita, fino ad ora ha potuto proseguire con la ce ...continua

    L’uomo di fine 19° secolo, afflitto e confuso, si affaccia a quello successivo con inquietudine. La forza motrice dell’umanesimo si è completamente esaurita, fino ad ora ha potuto proseguire con la certezza che in noi albergano potenzialmente le facoltà che coltivate in nome del progresso ci assicurano il benessere fisico e spirituale, ma ad un certo punto si trova altresì costretto ad ammettere che, per contro, anche i limiti la sozzura e abiette contraddizioni ci vanno imputate per intero. La responsabilità è una lama a doppio taglio.
    Darwin, Einstein, Nietzsche, Freud impugnano picche aguzze e sbriciolano dalle fondamenta l’occidente. Dio è stato licenziato (morto secondo il baffone alemanno), lo segue il Diavolo col suo comodo ruolo di capro espiatorio. La realtà sussulta, è inconoscibile, frammentaria, multiforme e viscosa. L’uomo ha scavato troppo a lungo e con troppa avidità, e una volta smosse e gettate alle spalle le macerie di tutti gli idoli e di tutti gli ideali si è trovato dinanzi, nello specchio sporco di una falda ctonica, nient’altro che se stesso. Che sia il medioevo dell’anima?
    Si dice che distruggere propizia la creazione, e se si hanno a disposizione i massimi indici di conversione il risultato sarà inversamente proporzionale. E come spiegare altrimenti l’elevata concentrazione in un lasso di tempo così breve di opere letterarie che, raccolte sotto il tetto del modernismo, per qualità artistiche, la capacità di instaurare un dialogo intimissimo e duraturo coi suoi fruitori, si collocano ai vertici dei migliori capolavori di ogni tempo?
    Joyce in Irlanda, Proust in Francia, Woolf in Inghilterra, Faulkner negli Usa, Kafka in Cèchia, Mann in Germania, Pessoa in Portogallo, altri ancora da ogni dove, e Svevo in Italia (metto da parte il pedante Pirandello).

    Zeno Cosini, che su consiglio del dottor F. (ma guarda un po'!) acconsente a redigere delle memorie classificate per argomento anziché per il classico principio cronologico, ammira la giovane psicoanalisi come strumento di ricerca esteticamente appagante – pare che l’estro degli scrittori sia colui che se ne è più avvantaggiato - ma ne sbeffeggia la pretesa di sciogliere le pastoie col semplice ausilio della comprensione. Se la malattia è radicata come tara, poiché abbiamo interferito con la selezione salutare, è impensabile estirparla senza intaccare e mettere in discussione l’intera natura umana. Ma forse la ricerca inesausta di cure, l’autocritica, l’aspirazione al miglioramento possono in ultima analisi essere un primo decisivo passo verso un’esistenza più buona e, perché no, più felice.
    Con diletto, sapienza, ironia, una gran classe e sorprendente forza archetipica Svevo ci dona “l’inetto” Zeno Cosini, personaggio assolutamente indimenticabile. Uno di quei lavori, per me che preferisco la letteratura estera, che ti fa sogghignare orgoglioso.

    ”La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare. (…) Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni torneremo alla salute. Quando i gas non basteranno più, un uomo come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un ordigno incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e si arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e malattie.”

    ha scritto il 

  • 5

    La coscienza si Svevo

    Personalmente lo ritengo uno dei libri migliori della letteratura italiana. "Libri" perché comprendo prosa e poesia. La trama non é importante, o almeno, é meno importante della narrazione, che fluisc ...continua

    Personalmente lo ritengo uno dei libri migliori della letteratura italiana. "Libri" perché comprendo prosa e poesia. La trama non é importante, o almeno, é meno importante della narrazione, che fluisce lenta ma inesorabile e sviluppa, oltre che analizzare, la psiche del protagonista-narratore. La lingua nel quale é scritto é moderna e mi vien da dire quasi "brillante", sicuramente più scorrevole di altri romanzi italiani del periodo. Personalmente ho sempre trovato questo libro "affascinante" e misterioso allo stesso tempo, ma non ne so spiegare il motivo. L'ultimo capitolo, o la parte finale, per capirci, é sicuramente una delle parti più significative e interessanti del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Per tutti gli eterni immaturi, tra cui me stessa.

    È un libro sulla crescita, sull'incapacità di crescere, di fare scelte, di assumersi le responsabilità che la vita adulta comporta.
    L'originalità sta nell'ironia, nel sorriso beffardo con cui Zeno ass ...continua

    È un libro sulla crescita, sull'incapacità di crescere, di fare scelte, di assumersi le responsabilità che la vita adulta comporta.
    L'originalità sta nell'ironia, nel sorriso beffardo con cui Zeno assolve sè stesso e gli altri, nell'intelligenza con cui mutua dalle nuove teorie sulla psicanalisi tutti gli alibi di cui necessita per poter continuare ad assecondare i suoi bisogni infantili.
    Zeno è si un inetto, non ne combina mai una giusta, è l'immaturo per eccellenza. Ma è pieno di buoni propositi che vengono poi puntualmente disattesi, poiché a prevalere è la voglia di restare un ragazzo, è l'energia vitale della giovinezza, è il desiderio delle possibilità infinite che solo l'età giovanile può dare.
    Del resto la questione che Zeno ci pone, tra mille ripensamenti, rimorsi, giustificazioni, è : ma è proprio così necessario scegliere? forzarsi ad annullare gli istinti, le contraddizioni, le passioni, a beneficio di una mortifera pace borghese??

    ha scritto il 

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