Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La costa degli schiavi

Di

Editore: Iperborea

3.9
(45)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8870911365 | Isbn-13: 9788870911367 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Valeria D'Avino

Genere: Fiction & Literature , History

Ti piace La costa degli schiavi?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
La Danimarca fu il primo paese ad abolire il traffico degli schiavi. Ma queltraffico continuerà per decenni dopo l'abolizione ufficiale, e nessuno schiavoha mai raccontato la sua storia: per dar voce a quelle migliaia di esseriumani privati della libertà e trascinati dall'altra parte dell'oceano.L'autore va a cercare le tracce dei loro passi nella Guinea danese, l'attualeGhana, lungo le rive del Volta, tra le rovine dei forti che dominavano con leloro mura bianche quella costa bordata di palme e battuta dalla risacca. Ecome guida si serve di diari, lettere, documenti lasciati da sette "testimonioculari" che si sono succeduti nel corso di due secoli tra quelle mura: untenente, due sacerdoti, un mercante, un medico, un contabile e un governatore.
Ordina per
  • 5

    Diario di viaggio, raccolta di biografie di personaggi storici, riflessione sulla condizione umana e il male che l’uomo riesce a fare ai suoi simili. Primo di una trilogia sulla tratta degli ...continua

    Diario di viaggio, raccolta di biografie di personaggi storici, riflessione sulla condizione umana e il male che l’uomo riesce a fare ai suoi simili. Primo di una trilogia sulla tratta degli africani attuato dalla Danimarca tra XVIII e XIX sec., La costa degli schiavi rappresenta un vero punto di riferimento del genere. Ispirato dalla letteratura danese coloniale e postcoloniale (un caso evidente è l’incipit e la chiusura ispirate da La mia Africa di Karen Blixen), Hansen ripercorre la tragedia della tratta e nel caso del primo libro si concentra su quanto succedeva sulla ponda africana del triangolo dannato della deportazione: dalla requisizione della “materia prima umana”, ai processi della ... continua http://parladellarussia.wordpress.com/2014/01/12/thorkild-hansen-la-costa-degli-schiavi/

    ha scritto il 

  • 4

    L'autore affronta di petto un nodo trascurato della storia del suo Paese, con un primo capitolo splendido in cui inchioda alle proprie responsabilità la politica coloniale danese e smonta gli ...continua

    L'autore affronta di petto un nodo trascurato della storia del suo Paese, con un primo capitolo splendido in cui inchioda alle proprie responsabilità la politica coloniale danese e smonta gli abbellimenti della storiografia ufficiale. Poi il libro procede con l'analisi delle fonti, ma non si tratta di una fredda rassegna: i personaggi ci parlano come fossero ancora vivi, con la loro storia e le loro convinzioni dell'epoca, giuste o sbagliate, interloquiscono con l'autore, si giustificano, cambiano idea. Viene definito "romanzo documentale", ma bisogna leggerlo per capire di cosa si tratta. La condanna della tratta degli schiavi è ferma, viene ben spiegato il meccanismo fatale che spingeva gli stessi neri a vendere i propri fratelli (non erano mai i bianchi a catturarli): se non volevano essere sconfitti e venduti come schiavi avevano bisogno di fucili e per comprare fucili dovevano avere degli schiavi da vendere ai bianchi e quindi sconfiggere i propri vicini per catturarli... Non c'è comunque assoluzione per i capi neri responsabili del traffico, così come i pregiudizi dell'epoca sugli africani ("tutto sommato vivono meglio come schiavi nelle colonie che come animali in Africa") non possono giustificare il comportamento degli europei che parteciparono alla tratta. C'è sempre una scelta diversa possibile e qualcuno infatti la fece, pagandone le conseguenze. Questa è anche la loro storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Malinconica storia esotica

    Primo della cosiddetta "trilogia degli schiavi", è stato definito dalla critica un "romanzo documentario". E' il racconto, affascinante, malinconico, spietato, del commercio degli schiavi nella ...continua

    Primo della cosiddetta "trilogia degli schiavi", è stato definito dalla critica un "romanzo documentario". E' il racconto, affascinante, malinconico, spietato, del commercio degli schiavi nella Guinea danese, tra 1750 e 1850 (anno in cui la Danimarca cedette i suoi possedimenti all'Inghilterra). Una pagina minore della storia dello schiavismo per quanto riguarda i freddi numeri (la Danimarca non poteva certo competere con le altre potenze europee); ma quando il libro uscì, negli anni sessanta, suscitò forti polemiche in patria, dove la vulgata autoassolutoria recitava che la Danimarca fu il primo paese europeo ad abolire la schiavitù, mentre Hansen dimostra che ciò fu vero solo in parte e che molto di tutto ciò rimase sulla carta. La storia dell'impresa commerciale schiavistica si dipana attraverso una galleria di figure che non hanno lasciato traccia nella Grande Storia Ufficiale, ma che furono, in un modo o nell'altro, normalmente eccezionali, come il bellicoso governatore Kjoge, il missionario Monrad, il botanico idealista Isert, lo sprezzante giudeo Wulff che si ripagava sui negri di quanto i danesi avevano fatto a lui, l'onesto e sconfitto Cartenstern. Hansen non tace come lo schiavismo fu un affare tanto per gli europei quanto per i potenti re africani, che sconfiggevano le tribù rivali grazie ai fucili e alla polvere da sparo con cui venivano pagati in cambio dei loro prigionieri; e mostra con amarezza come le cose peggiorarono per tutti in Guinea quando la Danimarca decise di porre fine al commercio umano e di riconvertire l'economia a più oneste attività agricole. Il libro termina con l'affascinante storia degli ultimi due negri condannati a morte in Guinea, la cui pena fu commutata nella reclusione in Danimarca, ove divennero un'attrazione quasi da circo. Profondo anche il senso di malinconia che si prova leggendo i precisi resoconti dei sopralluoghi che Hansen fece ai forti in rovina sulla costa, alle piantagioni scomparse, al cimitero danese ora ridotto a cinque lapidi di fianco a un cementificio. Pochi romanzi sono stati avvincenti come questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Orrori della storia

    E' stata una lettura lunga e lenta, perché è un libro che non puoi permetterti di divorare. E' un libro, un romanzo, un saggio, una presa di coscienza, sugli orrori degli uomini e sulla ...continua

    E' stata una lettura lunga e lenta, perché è un libro che non puoi permetterti di divorare. E' un libro, un romanzo, un saggio, una presa di coscienza, sugli orrori degli uomini e sulla schiavitù. Si scoprono tante cose leggendo questo libro, come la schiavitù in parte sia stata 'voluta' dagli stessi popoli africani che vendevano come schiavi gli uomini valenti catturati nelle tribù nemiche in cambio di alcool scadente e di armi per continuare le loro guerre che avrebbero fornito nuovi schiavi ai 'bianchi'. L'autore ricostruisce con puntualità la questione attraverso carte, documenti, diari, ci dice che qualche uomo provò a cambiar qualcosa ma ero solo difronte ai grossi interessi economici dei danesi, quei danesi che come tanti altri popoli europei non disdegnavano tal abominevole commercio, pur di arricchire le proprie casse. Sullo sfondo, gli scenari di un'Africa violata e inviolabile che detta legge con il suo vento del deserto che ti dà e poi riprende... Avventuratevi in questa lettura con la consapevolezza che ci vuole tutto il tempo che richiede...

    ha scritto il 

  • 5

    davanti ad un opera del genere si può solo rimanere in silenzio e riflettere. il primo capitolo è uno dei più belli che abbia mai letto, e gli altri non sono da meno. un viaggio nel tempo e nello ...continua

    davanti ad un opera del genere si può solo rimanere in silenzio e riflettere. il primo capitolo è uno dei più belli che abbia mai letto, e gli altri non sono da meno. un viaggio nel tempo e nello spazio che ci porta nel più profondo della natura umana, hansen ci apre uno squarcio in quell'"heart of darkenss" che conrad non era riuscito a decifrare, raccontato con parole e metafore eccezionali.

    ha scritto il 

  • 5

    Inizia la trilogia degli schiavi. Ed inizia là sulle coste dell'attuale Ghana ,dove migliaia e migliaia di esistenze umane furono private della libertà, torturate ,incatenate,vendute e trascinate ...continua

    Inizia la trilogia degli schiavi. Ed inizia là sulle coste dell'attuale Ghana ,dove migliaia e migliaia di esistenze umane furono private della libertà, torturate ,incatenate,vendute e trascinate dall'altra parte dell'immenso oceano durante lo schiavismo danese.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro, uno spaccato sul traffico degli schiavi effettuato dalla Danimarca, è un mix tra romanzo di avventura di mare e saggio storico, e contribuisce molto alla conoscenza di un capitolo di ...continua

    Il libro, uno spaccato sul traffico degli schiavi effettuato dalla Danimarca, è un mix tra romanzo di avventura di mare e saggio storico, e contribuisce molto alla conoscenza di un capitolo di storia obbrobrioso, ed in realtà assai poco noto. Traffico che secondo le stime più attendibili, nel periodo della sua legalizzazione ossia tra il XV e XIX secolo, ha interessato circa 12 milioni di africani (il più grande esodo forzato della storia). Nel racconto, troviamo personaggi, talvolta realmente esistiti, ben delineati nella loro assoluta normalità di buoni cittadini e professionisti, osservanti delle leggi e timorosi di Dio, inseriti nella trama che descrive la vita e gli avvenimenti a bordo di un veliero dell'epoca (1700) dalla partenza dalla Danimarca sino all'arrivo sulle coste dell'attuale Ghana dove gli schiavi venivano imbarcati e quindi trasportati sino alle isole caraibiche per la vendita all'asta. Assai interessante, per chi ha passione per le cose di mare, l'accurata e documentata descrizione delle navi negriere in tutti i loro dettagli tecnico-nautici e commerciali, ossia come stivare “la preziosa e deperibile merce ” e come farla arrivare a destinazione cercando di avere il meno perdite possibili dovendo fronteggiare problemi logistici, avversità meteorologiche, calamità sanitarie e nel contempo le frequenti rivolte avendo a disposizione un equipaggio assai limitato. Per il capitano Il risultato di un buon lavoro era il “premio di produzione” rapportato al numero dei “vivi” consegnati. A questi fini Hansen utilizza diari e registri ufficiali di bordo,nonché altre fonti autentiche ed in parte inedite. Ho trovato illuminante, per aiutarmi a capire meglio la morale dell'epoca, che durante un'asta (condotta esattamente come oggi si fa al mercato del bestiame), dove spesso anche i bambini piccoli venivano divisi dalla madre secondo calcoli meramente utilitaristici, un ministro della chiesa (anch'egli interessato ad acquistare) si indigna perché alcune signore, prima di comprare, effettuavano personalmente le ispezioni, tastando e osservando uomini nudi. Altrettanto illuminante appare il fatto che, nella credenza comune del tempo, la marcatura con marchio a fuoco, fosse considerata un'operazione non solo non dolorosa per gli schiavi ma neppure fastidiosa ...e poi spesso veniva usato un marcatore in argento...e che diamine!!!! E' il primo libro di Hansen che leggo e mi ha colpito la capacità di rendere scorrevoli ed interessanti anche descrizioni molto tecniche e dettagliate nonché di proporre avvenimenti assai drammatici o di vero orrore senza farsi coinvolgere.....forse un distacco che può apparire anche eccessivo. Sicuramente Hansen non è un moralista od uno scrittore di sensazioni, ma lascia al lettore trarre le sue conclusioni secondo la sua sensibilità. Consigliato

    ha scritto il 

  • 4

    bellissimo. lo consiglio a tutti. é una lettura che spiega lo schiavismo coloniale, è una sorta di testimonianza davvero toccante. è scritto molto bene e tratta temi assolutamente importanti. ...continua

    bellissimo. lo consiglio a tutti. é una lettura che spiega lo schiavismo coloniale, è una sorta di testimonianza davvero toccante. è scritto molto bene e tratta temi assolutamente importanti. DAvvero davvero bello, adatto a tutti, sia a ragazzi che ad adulti!

    ha scritto il 

  • 0

    “Silenziosi sui loro piedi nudi gli schiavi attraversano duecento anni di storia danese senza lasciare altra traccia che due righe nei libri di scuola: la Danimarca fu il primo paese ad abolire il ...continua

    “Silenziosi sui loro piedi nudi gli schiavi attraversano duecento anni di storia danese senza lasciare altra traccia che due righe nei libri di scuola: la Danimarca fu il primo paese ad abolire il traffico degli schiavi. Migliaia di uomini, donne e bambini. E di loro non resta che una frase. Per di più falsa.” Quel traffico continuerà per decenni dopo l’abolizione ufficiale, ma nessuno schiavo ha mai raccontato la sua storia: per dar voce a quelle migliaia di esseri umani privati della libertà, incatenati, venduti e trascinati dall’altra parte dell’oceano, Thorkild Hansen va a cercare le tracce dei loro passi nella Guinea danese, l’attuale Ghana, lungo le rive del Volta, tra le rovine dei forti che dominavano con le loro mura bianche quella costa bordata di palme e battuta dalla risacca. E come guida si serve di diari, lettere, documenti lasciati da sette “testimoni oculari” che si sono succeduti nel corso di due secoli tra quelle mura: un tenente, due sacerdoti, un mercante, un medico, un contabile e un governatore. Spinti dall’ambizione, dall’avventura o da ideali, chi approfittando di quel commercio e chi combattendolo: “gente comune, buona e cattiva, ma per lo più buona, forte e debole, ma per lo più debole”, che, con le proprie vicende, è parte della storia, tra i vincitori o tra i perdenti, ma più probabilmente solo impotente davanti a un meccanismo ben più vasto che chiama in causa re, ricchi e filosofi, che siano Hobbes, Kierkegaard o Rousseau. Non sarà forse quando non è più redditizio che si ferma quel traffico diventato illegale? Il bisogno di rendere una tardiva giustizia a quei dannati che, come nell’Inferno di Dante, non proiettano ombra nella storia, porta Hansen a raccontare i destini di singoli che non fanno che porre “le solite vecchie domande”: l’uomo è cattivo? è buono? o è solo debole?

    ha scritto il