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La croce perduta

Il Teutone

Di

Editore: Piemme

3.6
(47)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8856609967 | Isbn-13: 9788856609967 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
E' il 1241.
Dalle steppe dell'Est un'ondata di uomini dilaga nel centro dell'Europa. Sono assetati di sangue e saccheggi, una fama di crudeltà ed efferatezza li precede.
Sono Tartari, un nome ormai sinonimo di terrore.
Le forze cristiane chiamate a raccolta dal duca di Slesia, Enrico il Pio, li considerano selvaggi. Pagheranno caro lo sprezzo.
Nella battaglia di Liegnitz, l'esercito viene annientato. Le città che si trovano sulla strada degli invasori sono rase al suolo, le popolazioni disperse.
Di ritorno dalla Terrasanta, Eustachius von Felben, monaco guerriero dell'Ordine dei cavalieri teutonici, sta attraversando con un pugno di compagni quelle terre devastate.
E' un uomo d'arme, animato però da una fede incrollabile e ardente, nella quale soltanto trova rifugio dall'incalzare dei suoi tormenti interiori.
In marcia verso il Nord, deve scortare un mercante veneziano, latore di un'importante missiva del Doge per il Gran Maestro dell'Ordine in Prussia, e di un dono di valore inestimabile, prezioso quanto una reliquia: una croce tempestata di gemme, appartenuta a sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino.
Dopo quasi vent'anni di battaglie in Terrasanta, Eustachius dovrà misurarsi con altri infedeli, più pericolosi di Turchi e Saraceni, perchè molto più prossimi ai confini del mondo cristiano.
I Tartari infatti sono ormai ovunque, tutto intorno al piccolo manipolo di uomini che viene assalito e depradato.
Armato solo della propria spada e della sua fede, Eustachius dovrà combattere per strappare al capo dell'orda nemica la croce rubata e per sottrarre centinaia di cristiani alla crudeltà dei barbari invasori.
Perchè quella è la sua missione di cavaliere: difendere i deboli e la Croce.
Sempre e a qualunque costo.
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  • 3

    Un inizio di storia

    L'ho letto per errore dopo il seguito: "Il teutone battaglia sul lato ghiacciato" ma francamente mi è piaciuto meno.
    Il cavaliere Eustachius von Felben protagonista di questa storia e del seguito inizia a presentarsi. Romanzo troppo breve e poco esplorativo dei caratteri dei numerosi protag ...continua

    L'ho letto per errore dopo il seguito: "Il teutone battaglia sul lato ghiacciato" ma francamente mi è piaciuto meno.
    Il cavaliere Eustachius von Felben protagonista di questa storia e del seguito inizia a presentarsi. Romanzo troppo breve e poco esplorativo dei caratteri dei numerosi protagonisti, si capisce che il seguito sarà utile per questo aspetto della storia.
    Finale un po troppo western.
    Per il resto ottima l'ambientazione in un periodo ed in una zona che sono poco utilizzate dai romanzieri.
    In realtà sarebbero state 3 stelle e mezzo, 4 con 50 pagine in più.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma l'ha scritto Cervo?

    Libro atipico rispetto allo stile di Cervo. Ho letto quasi tutti i libri dell'autore, il cui denominatore comune è sempre stato, oltre al rigore storico, una certa eccessiva prolissità.
    Qui invece il romanzo è scritto in maniera molto semplice e scorrevole ed in totale il romanzo risulta es ...continua

    Libro atipico rispetto allo stile di Cervo. Ho letto quasi tutti i libri dell'autore, il cui denominatore comune è sempre stato, oltre al rigore storico, una certa eccessiva prolissità.
    Qui invece il romanzo è scritto in maniera molto semplice e scorrevole ed in totale il romanzo risulta essere piuttosto breve.
    I personaggi, a parte il protagonista, sono appena abbozzati, peccato. La storia per quanto lineare, è sufficientemente piacevole.
    Al contrario del terribile "L'Aquila sul Nilo" dove l'autore sapeva spendere pagine su pagine sulla descrizione di un capitello o di un capo d'abbigliamento romano, qui le nozione storiche sono basilari e ben distribuite senza appesantire la lettura.
    Cervo per me ha sempre peccato un po' nell'essere avvincente, è innegabile, la cosa strana è che nel duello finale di questo libro ha dimostrato di saper fare molto meglio a riguardo. Se riuscisse a trasmettere lo stesso pathos per l'intero romanzo avrebbe fatto centro.
    In definitiva una discreta lettura, buon interludio tra i romanzi preferiti.

    ha scritto il 

  • 4

    * illeggibile
    ** insufficiente
    *** sufficiente
    **** discreto
    *****BELLO
    ****** ottimo
    ******* capolavoro

    Gran narratore Cervo anche quando descrive argomenti storici di portata secondaria, come in questo caso, relativamente agli eventi che si su ...continua

    * illeggibile
    ** insufficiente
    *** sufficiente
    **** discreto
    *****BELLO
    ****** ottimo
    ******* capolavoro

    Gran narratore Cervo anche quando descrive argomenti storici di portata secondaria, come in questo caso, relativamente agli eventi che si succedono alla battaglia di Leignitz dove i Tartari distruggono due armate cristiane e si danno al feroce saccheggio.

    ha scritto il 

  • 3

    Un pò deludente...

    Personalmente, il peggiore fra i romanzi di Cervo (autore che amo) letti dal sottoscritto. Mi è sembrato più un racconto....la storia è banalina, i personaggi non mi hanno coinvolto mai...sulla ricostruzione storica, nulla da dire...

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo storico perfetto

    Ottimo romanzo storico che narra le vicende di un banner di monaci cavalieri teutonici che vagano in un'Europa orientale invasa dai Tartari. Siamo nel XIII secolo e il sempre ottimo Guido Cervo ci fa respirare atmosfere medioevali, intrise d'avventura con scene di battaglie bellissime come solo l ...continua

    Ottimo romanzo storico che narra le vicende di un banner di monaci cavalieri teutonici che vagano in un'Europa orientale invasa dai Tartari. Siamo nel XIII secolo e il sempre ottimo Guido Cervo ci fa respirare atmosfere medioevali, intrise d'avventura con scene di battaglie bellissime come solo la sua penna sa rappresentare in maniera a dir poco emozionante.
    Si legge fin troppo velocemente lasciando come al solito il desiderio di leggere ancora pagine così avvincenti.
    Purtroppo di Guido cervo ce n'è uno solo, quindi... aspettiamo....

    ha scritto il 

  • 3

    G.Cervo è un maestro nell'ambientazione di carattere medioevale; lo è anche in questo libro; la trama è una storiella ma la sua originalità è notevole: parla di Cavalieri Teutonici. Chi li conosce veramente?

    ha scritto il 

  • 0

    Ricostruzione storica, come al solito, di grande accuratezza, per l'ultimo romanzo di Cervo ambientato, questa volta, nel XIII secolo.
    Devo dire che la personalità del Teutone mi è parsa tra le più affascinanti nel novero di quelle immaginate dallo scrittore bergamasco, nelle sue ormai tant ...continua

    Ricostruzione storica, come al solito, di grande accuratezza, per l'ultimo romanzo di Cervo ambientato, questa volta, nel XIII secolo.
    Devo dire che la personalità del Teutone mi è parsa tra le più affascinanti nel novero di quelle immaginate dallo scrittore bergamasco, nelle sue ormai tante opere.
    "La croce perduta" si legge comunque d'un fiato anche se si sarebbe desiderato che la vicenda fosse narrata in modo più esteso ed articolato.

    ha scritto il