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La crociera

Di

Editore: BUR

3.6
(283)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 374 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000042542 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Oriana Previtali ; Prefazione: Giuseppe Gadda Conti

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
... è il primo romanzo che Virginia Woolf scrisse. Lo pubblicò nel 1913: aveva trentun anni. E' una vicenda di amore e di morte, sviluppata fuori dai canoni del tardo romanticismo. [...]
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  • 4

    Già si possono notare tutti quelli che saranno i pilastri della cosiddetta "poetica" della Woolf.

    La trama sembra avere paura di iniziare e di svolgersi, così come è stato tormentosa la stesura del romanzo da parte della Woolf.
    Si potrebbe pensare che non esista inizio né fine, ma ch ...continua

    Già si possono notare tutti quelli che saranno i pilastri della cosiddetta "poetica" della Woolf.

    La trama sembra avere paura di iniziare e di svolgersi, così come è stato tormentosa la stesura del romanzo da parte della Woolf.
    Si potrebbe pensare che non esista inizio né fine, ma che tutto si svolga in un'atmosfera sospesa e fluttuante, e non c'è da stupirsi perché è naturale pensare e paragonare tutto questo a quello che potrebbe essere "il romanzo della coscienza" dell'interiorità e dei pensieri. I discorsi appaiono brevi e sconnessi come i pensieri che saltano da una montagna ad un'altra senza una connessione solida.
    Seppure si percepisce un senso di calmo fluire, come i pensieri appunto, arrivano dei momenti di grande spessore, segnati da discorsi, da descrizioni, da idee dei personaggi o da eventi particolari ricchi così tanto di carica espressiva da farti battere il cuore forte per poi lasciarti senza nulla, insoddisfatto ma contento al tempo stesso, proprio come l'amore, uno dei temi presenti nel brano.

    Davvero un bel libro proprio per questa particolarità, il fluire lento e quasi monotono che si alterna a momenti di estrema rapidità.

    Se hai iniziato a leggerlo o vuoi iniziare a leggero il mio consiglio e non abbandonarlo quando credi che la fiamma dell'espressività si stia spegnendo, ma penso che tra qualche pagina arderà molto più di prima.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando l'idea di questo libro iniziava a prendere forma,Virginia Woolf diceva: <<Intendo prendere un uomo e una donna - mostrarli man mano che crescono - non si incontrano mai - non si conoscono vicendevolmente - ma tutto il tempo percepisci che si vanno accostando sempre più. Questa sarà l ...continua

    Quando l'idea di questo libro iniziava a prendere forma,Virginia Woolf diceva: <<Intendo prendere un uomo e una donna - mostrarli man mano che crescono - non si incontrano mai - non si conoscono vicendevolmente - ma tutto il tempo percepisci che si vanno accostando sempre più. Questa sarà la parte davvero eccitante - ma quando stanno per incontrarsi -solo una porta li divide - si vedrà come si manchino per poco - e partano per la tangente e mai più si ritrovino vicini.Ci saranno oceani di dialogo e di emozioni senza fine>>.
    E'veramente un libro da leggere, pieno di dialogo e di emozioni senza fine.

    ha scritto il 

  • 5

    La crociera, Virginia Woolf, 1913
    Il primo romanzo di Virginia Woolf. Non c'è lo sperimentalismo di molte delle opere successive. Ma c'è molto. Molto di quello che mi interessa.
    Per esempio c'è la difficoltà di vivere. La difficoltà di comprendere la vita. Ci sono donne e uomini, e la ...continua

    La crociera, Virginia Woolf, 1913
    Il primo romanzo di Virginia Woolf. Non c'è lo sperimentalismo di molte delle opere successive. Ma c'è molto. Molto di quello che mi interessa.
    Per esempio c'è la difficoltà di vivere. La difficoltà di comprendere la vita. Ci sono donne e uomini, e la loro distanza. C'è la borghesia.
    Non nascondo che adoro Virginia Woolf!

    ha scritto il 

  • 3

    Io non sono una grande fan di Virginia Woolf, ma lei è una di quelle autrici con cui a un certo punto si sente necessario confrontarsi. E io vorrei tanto apprezzarla, come tanti fanno, ma fatico in modo particolare perché non sono un'amante delle narrative sperimentali. Motivo per cui, dopo aver ...continua

    Io non sono una grande fan di Virginia Woolf, ma lei è una di quelle autrici con cui a un certo punto si sente necessario confrontarsi. E io vorrei tanto apprezzarla, come tanti fanno, ma fatico in modo particolare perché non sono un'amante delle narrative sperimentali. Motivo per cui, dopo aver letto il classico Una stanza tutta per sé (molti anni fa, dovrei rileggerlo) Orlando (addirittura riletto, ma ha perso un po' di smalto) e Mrs. Dalloway (una delusione - non tanto il romanzo, quanto la mia incapacità di leggerlo con piacere, pur riconoscendone, certo, il valore letterario) ho ben pensato di tornare alle origini - della Woolf, non mie - leggendo il suo primo romanzo, questo The Voyage Out (davvero poco sensata la traduzione italiana del titolo, La crociera) in cui la sperimentazione dell'autrice è ancora agli inizi e la forma tradizionale del romanzo ancora resiste.

    In effetti c'è una trama, per quanto un po' vaga. Rachel Vinrace è una giovane donna che ha condotto una vita riparata in compagnia di due zie nubili e che, ormai donna, accompagna il padre - armatore - in un viaggio in Sudamerica. Poiché la nave su cui viaggiano è un cargo, i passeggeri sono pochissimi: un amico di famiglia e gli zii di Rachel, Helen e Ridley Ambrose. Helen prende a cuore l'evidente ingenuità di Rachel e la invita a fermarsi nella casa dove lei e il marito abiteranno. Rachel accetta e sulla terraferma i tre faranno la conoscenza di diversi conterranei, ospiti di un struttura alberghiera. La storia si basa soprattutto sulle relazioni tra i personaggi e sull'innamoramento di Rachel per uno degli ospiti dell'hotel.

    Normalmente quando leggo narrativa centrata sulla domesticità non ho necessariamente bisogno che ci sia una gran trama. Mi vengono in mente i romanzi della Tyler, dove magari non succede tantissimo ma la narrazione della vita dei personaggi mi incanta. In questo romanzo però ho sentito moltissimo la mancanza di qualcosa di 'succoso', che rendesse il libro meno noioso, meno concentrato in sé stesso. Sarà che la Woolf ci racconta molto di quello che pensano i personaggi nel momento in cui li descrive (non è ancora il flusso di coscienza, ma ci si avvicina) ma poco di quello che fanno (o sono proprio i personaggi che fanno poco, forse). Sarà che ci viene spiegata nei minimi dettagli la reazione di un tal personaggio a una tal frase, ma non come è stata la sua vita fino a quel momento, di cui di fatto ci viene rivelato pochissimo. Sarà che l'ambientazione straniera (e soprattutto, l'ambientazione sudamericana e sonnolenta) non invita all'azione, o che la classe sociale dei personaggi è tale per cui la loro vita è fatta di una routine incredibilmente noiosa.

    Nel complesso l'ho trovata una narrazione abbastanza noiosa da rendere difficile concentrarsi su quegli ammirabili passaggi in cui la Woolf descrive così bene certi ragionamenti, certe reazioni, certi comportamenti (infatti ora mi viene solamente in mente in modo vago la descrizione di Mr. e Mrs. Dalloway, che fanno una comparsa come ospiti durante il viaggio - lui un politico convinto del suo lavoro e quasi idealista, nel modo tutto particolare che hanno i politici di successo di esserlo; lei apparentemente una bellissima donna ma un po' sciacquetta, che fondamentalmente segue adorante il marito). Ho trovato a volte i ragionamenti dei personaggi estremamente esagerati (ma qui forse sono io, con la mia mancanza di empatia, che pecco). Gli orrori di Rachel nei confronti di alcuni aspetti così normali della quotidianità, la frustrazione degli amanti (ma non solo degli amanti, in generale di tutte le persone) che non riescono mai a comunicare, e più parlano più hanno l'impressione di non dire nulla, la sensazione che anche i matrimoni più riusciti siano una tomba per le persone coinvolte, che devono necessariamente piegarsi al compromesso. A volte ho trovato invece davvero interessanti i ragionamenti sulla futilità delle convenzioni sociali, sulla difficoltà di un matrimonio bilanciato, sul bisogno di fare qualcosa, piuttosto che continuare a parlare, parlare, parlare senza muovere un dito.

    Nel complesso non posso dire che The Voyage Out mi sia piaciuto. E' stata una lettura lunghissima, sofferta. Allo stesso tempo però sicuramente è stata una lettura che mi ha fatto pensare, anche se in fin fine non ho idea di cosa volesse dire l'autrice (forse proprio niente, ecco la soluzione!). Diciamo che per il momento ho messo in programma per l'anno prossimo (quanto sono ambiziosa) la lettura di Night and Day, che è il successivo in ordine cronologico - sperando che non mi uccida, dato che il volume consta di ben 500 pagine.

    http://robertabookshelf.blogspot.it/2012/05/216-voyage-out.html

    ha scritto il 

  • 4

    Che cos'è La crociera? Un viaggio a bordo di una nave? In minima parte. La crociera vera e propria è solo l'inizio, solo un trampolino di lancio con cui la Woolf si getta e ci getta nella storia. Storia di cosa? Essenzialmente di un gruppo di persone, di inglesi, snob, aristocratici, a vol ...continua

    Che cos'è La crociera? Un viaggio a bordo di una nave? In minima parte. La crociera vera e propria è solo l'inizio, solo un trampolino di lancio con cui la Woolf si getta e ci getta nella storia. Storia di cosa? Essenzialmente di un gruppo di persone, di inglesi, snob, aristocratici, a volte banali e superficiali, che rispecchiano perfettamente la società del primo '900, in vacanza in un paese del Sudamerica. Fra loro, poi, c'è Rachel. Una sorta di eroina? Direi di no. Un personaggio particolare che si distingue dagli altri per il suo modo un po' ingenuo di approcciarsi al mondo, per la sua vista quasi trasognata della realtà, dove la musica, la sua arte, riveste un ruolo centrale. Lei che a 24 anni non sa come ci si rapporti con gli uomini, non sa cosa sia l'amore, non sa cosa sia la vita.

    Una volta finito, questo romanzo, cosa rimane? Non saprei dirlo. La Woolf non vuole insegnare nulla: il suo intento era solo quello di indagare emozioni e sensazioni, pensieri e sentimenti delle persone, metterle a nudo, scavare nella loro profondità.

    Bello, davvero bello.

    ha scritto il 

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