La cucina totalitaria

Con un ricettario del socialismo di Wladmir e Olga Kaminer

Di

Editore: Guanda

3.6
(67)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8860880769 | Isbn-13: 9788860880765 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Cucina, Cibo & Vini , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
I russi non vanno pazzi per il caviale come si tenderebbe a pensare, anzi... Il vero simbolo del lusso in cucina per loro è l'ananas. Basta questo esempio per rendersi conto di quanto i territori dell'ex Unione Sovietica siano inesplorati dal punto di vista culinario. Piatti come charco, rudel'ki e lazat suonano misteriosi ai più. E anche i ristoranti "russi" che si trovano all'estero offrono, a quanto pare, solo una pallida imitazione delle delizie della madrepatria. Per rimediare a questa lacuna, Wladimir Kaminer traccia a suo modo, con l'ironia e la follia che gli sono consuete, brevi ritratti nazionali delle repubbliche ex sovietiche attraverso le ricette della tradizione, da quelle piccanti del Caucaso a quelle ucraine a base di aglio, a quelle esotiche dell'Asia, a quelle salutari del Baltico. Il suo è una specie di atlante "sragionato" dell'Impero decaduto, una miscela di geografia politica, storia e analisi del costume, arricchito da un campionario di aneddoti, incontri deliranti ed esperienze personali al limite dell'assurdo risalenti agli anni della gioventù realsocialista e della maturità postcomunista berlinese. Alla fine di ogni capitolo il testimone passa alla moglie Olga, che presenta una serie di ricette tipiche della regione appena trattata - dalle patate arrosto bielorusse ai pel'meni siberiani - tutte regolarmente testate dagli amici della coppia rastrellati nella comunità russa di Berlino. Insomma, un viaggio spassoso, folcloristico e surreale. Per palati forti.
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  • 3

    Le ricette sono una scusa per parlare delle ex-repubbliche sovietiche, della loro idea di cucina, che è un riflesso della loro idea di Stato, di popolo, di vita. . Ritratti tutto sommato brevi, ma dav ...continua

    Le ricette sono una scusa per parlare delle ex-repubbliche sovietiche, della loro idea di cucina, che è un riflesso della loro idea di Stato, di popolo, di vita. . Ritratti tutto sommato brevi, ma davvero interessanti, scanzonati al punto giusto.
    Le ricette, meglio lasciar stare.

    ha scritto il 

  • 3

    Kaminer mi ricorda vagamente Dovlatov. Meno malinconico e meno artistico, ma qua e là durante la lettura ci si ritrova per le mani delle piccole perle che dicono sulla russità e sulla psicologia dell' ...continua

    Kaminer mi ricorda vagamente Dovlatov. Meno malinconico e meno artistico, ma qua e là durante la lettura ci si ritrova per le mani delle piccole perle che dicono sulla russità e sulla psicologia dell'espatriato più di interi volumi. "... la cucina russa, l'unica al mondo in cui il cibo non ha alcuna importanza. I russi infatti non vanno al ristorante per mangiare e bere: questo lo possono fare a casa loro. Se escono è per fare baldoria. " oppure "In politica estera la Lettonia alimenta un'immagine da zia perennemente offesa, piantata in asso da tutti."

    ha scritto il 

  • 3

    Wladimir Kaminer, d’un anno più vecchio di me, è un ebreo russo che a un certo punto emigrò in Germania, dove ha presto acquistato notorietà come dj, drammaturgo e scrittore; avevo letto già cose sue, ...continua

    Wladimir Kaminer, d’un anno più vecchio di me, è un ebreo russo che a un certo punto emigrò in Germania, dove ha presto acquistato notorietà come dj, drammaturgo e scrittore; avevo letto già cose sue, anni fa, e anche questo libro ce l’ho da un pezzo. Di solito scrive di gente dell’Est venuta, come lui, a stare a Berlino: qui viceversa rievoca il mosaico di stati ed etnie che componeva la vecchia Unione Sovietica, scegliendolo però di parlarne partendo dalla cucina di ciascuno; anzi, al termine di ogni capitolo figurano anche alcune ricette: i volonterosi e gli appassionati dei cibi di quelle contrade (quorum non ego) vi si potranno cimentare, posto che riescano a trovare certi ingredienti; gli altri, al pari di me, si limiteranno a godere della prosa di Kaminer, che, come in tutti i suoi libri, è piena d’ironia e di leggerezza. Fin troppa, a volte: non ci si rende sempre conto che l’autore, quando vuole, sotto vesti da buffone sta parlando di cose molto serie, come i conflitti tra popoli dell’ex-URSS, le tetraggini del comunismo e le ingiustizie dei regimi che gli sono venuti dietro. Il limite maggiore dell’opera, secondo me, sta nel fatto ch’è stata scritta per i tedeschi: e l’umorismo che piace ai tedeschi, e forse l’unico che riescano ad apprezzare come umorismo, non è esattamente della stoffa più fine. Insomma, da un lato il libro è piacevole e si legge in un baleno; dall’altro non è nulla di speciale: carino, ma niente di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggetelo ma non per le ricette

    Oggi esagero. 5 stelle. Lo so che non e' un capolavoro della letteratura ne' che trovera' posto in una ipotetica arca di libri da salvare ... ma mi sono troppo divertito nel leggerlo.
    Il libro analizz ...continua

    Oggi esagero. 5 stelle. Lo so che non e' un capolavoro della letteratura ne' che trovera' posto in una ipotetica arca di libri da salvare ... ma mi sono troppo divertito nel leggerlo.
    Il libro analizza le diverse zone della ex URSS da un punto di vista culinario. In realta' e' molto di piu' di un libro di ricette sovietiche. Ogni area trattata consta di tre parti che servono per contestualizzarla storicamente, socialmente ed infine da un punto di vista culinario. Curiosamente la terza parte, quella della ricetta vera e propria non mi ha interessato particolarmente. Sono le prime due parti invece che grazie ad uno humor e ad una arguzia senza pari mi hanno permesso di calarmi nei costumi tatari o georgiani etc imparando molto di piu' su un popolo che attraverso la lettura di un saggio etnografico.

    ha scritto il 

  • 3

    In un periodo in cui, in qualsiasi ora del giorno e della notte, la tv ci bombarda con trasmissioni culinarie di vario genere, volevo segnalare un libro interessante da gustare pagina dopo pagina. Si ...continua

    In un periodo in cui, in qualsiasi ora del giorno e della notte, la tv ci bombarda con trasmissioni culinarie di vario genere, volevo segnalare un libro interessante da gustare pagina dopo pagina. Si tratta de: La cucina totalitaria di Wladimir Kaminer. Il libro in questione contiene una raccolta di ricette provenienti dalle varie Repubbliche dell'ex Unione Sovietica.
    Kaminer (moscovita di nascita, ma trapiantato da anni in Germania) analizza, Stato dopo Stato, la tradizione culinaria della vecchia CCCP. Ogni capitolo è diviso in tre parti: introduzione alla Repubblica, aneddoti inerenti la cucina della stessa, e infine le ricette. La lettura è, oltre che divertente, istruttiva. In primo luogo perché si fa conoscenza con luoghi e tradizioni difficilmente noti (alzi la mano chi sa collocare sulla cartina geografica il Tatarstan), in secondo luogo incredibili sono gli incontri, le storie o le stesse avventure personali dell'autore che lo hanno portato ad avvicinarsi alle varie cucine (spassoso è il racconto delle droghe uzbeke), in terzo luogo le ricette sono tutte facilmente riproducibili nella nostra cucina di casa.
    E' un libro interessante anche dal punto di vista sociologico. Un atlante dell'Unione Sovietica vista con gli occhi di chi ci ha vissuto conoscendone pregi e difetti. Una carrellata di tradizioni (dal Caucaso alla Siberia, dalle repubbliche Asiatiche a quelle Baltiche) e di incontri con etnie non sempre compatibili fra loro.
    La curiosità in cucina è fautrice di buoni rapporti e un palato curioso aiuta a liberare la mente dalle piccole costrizioni che la società in cui si cresce spesso inculca. La condivisione delle usanze, anche culinarie, tra i vari popoli può appianare tante divergenze e, soprattutto, la condivisione di un piatto può portare solo buoni frutti se poi lo si accompagna con un buon vino il gioco è fatto (in questo caso sarebbe meglio parlare di vodka...a tal proposito vale bene la lettura del libro solo per la ricetta con protagonista la vodka).

    ha scritto il 

  • 4

    Questa volta Kaminer ci porta a zonzo nell'ex Repubblica Sovietica, girando da un paese all'altro a colpi di ricordi, storie di amici e, soprattutto, di aneddoti culinari. Il suo tono come sempre scan ...continua

    Questa volta Kaminer ci porta a zonzo nell'ex Repubblica Sovietica, girando da un paese all'altro a colpi di ricordi, storie di amici e, soprattutto, di aneddoti culinari. Il suo tono come sempre scanzonato e ironico fa filar via lisce le pagine una dopo l'altra. Sua moglie Olga, alla fine di capitolo, propone ricette del paese di cui si è appena parlato. Sembrano ricette semplici, con ingredienti facili da reperire anche qui da noi.

    Imperdibile poi l'appendice sui falsi miti del caviale in Russia.

    Consigliato soprattutto a tutti coloro che, quando leggono un libro che parla di un posto lontano, si chiedono anche che sapore abbia quel posto.

    ha scritto il 

  • 3

    viaggio(con ricettario) nelle repubbliche dell'ex unione sovietica. attraverso aneddoti più o meno divertenti e inverosimili kaminer racconta un paese e la sua disgregazione, l'identità e la storia. m ...continua

    viaggio(con ricettario) nelle repubbliche dell'ex unione sovietica. attraverso aneddoti più o meno divertenti e inverosimili kaminer racconta un paese e la sua disgregazione, l'identità e la storia. molto meno leggero di quel che sembra.

    ha scritto il 

  • 4

    Ritratti di dieci repubbliche sovietiche secondo la loro cucina (con tanto di ricette alla fine di ogni capitolo).
    Un libro divertente da leggere, per conoscere la geografia da un punto di vista diver ...continua

    Ritratti di dieci repubbliche sovietiche secondo la loro cucina (con tanto di ricette alla fine di ogni capitolo).
    Un libro divertente da leggere, per conoscere la geografia da un punto di vista diverso dal solito.

    ha scritto il