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La cultura degli italiani

Di

Editore: Laterza

4.0
(106)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 243 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842073059 | Isbn-13: 9788842073055 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biography , Education & Teaching , Political

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Descrizione del libro
L'arretratezza dell'Italia è legata all'assenza di adeguati livelli diistruzione e cultura. Per spiegare questo nodo essenziale, Tullio De Mauroripercorre mezzo secolo di vita del nostro paese e, partendo dagli studi edalle sue esperienze, descrive le trasformazioni della ricerca,dell'insegnamento, dell'informazione, dell'idea stessa di cultura e di sapere.
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  • 3

    Quale cultura?

    Un popolo è insieme di genti, confini, territorio, lingue, abitudini e consumi e ovviamente cultura.
    Ma quale è la cultura degli italiani? Quale il sentire comune? Pur ritrovando dialetti e tradizioni locali qualcosa è cambiato - anche grazie a scuola e televisione - ma in quale direzione? Questo ...continua

    Un popolo è insieme di genti, confini, territorio, lingue, abitudini e consumi e ovviamente cultura. Ma quale è la cultura degli italiani? Quale il sentire comune? Pur ritrovando dialetti e tradizioni locali qualcosa è cambiato - anche grazie a scuola e televisione - ma in quale direzione? Questo l'obbiettivo del testo. Interessante.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo sospettavo.

    Potete leggere questo libro per farvi un'idea della cultura (soprattutto linguistica) degli italiani.
    E' però ricco di dettagli, anche storici, che possono risultare noiosi.
    In minor tempo potete ottenere lo stesso risultato:
    - scorrendo l'ultima lettera scritta dal vostro amministratore di con ...continua

    Potete leggere questo libro per farvi un'idea della cultura (soprattutto linguistica) degli italiani. E' però ricco di dettagli, anche storici, che possono risultare noiosi. In minor tempo potete ottenere lo stesso risultato: - scorrendo l'ultima lettera scritta dal vostro amministratore di condominio; - curiosando fra gli avvisi affissi negli uffici pubblici; - attivare la funzione "ascolto diffuso" mentre siete al "Bar sport" - seguire un'intervista di Lapo Elkann (ma forse possiamo escluderlo dal censimento. Con quel nome riusciamo a farlo passare per extracomunitario.) .

    ha scritto il 

  • 5

    Nuova edizione, con un capitolo di aggiornamento, dell'opera pubblicata da De Mauro nel 2004, delinea con assoluta chiarezza i confini e le motivazione storiche dell'indifferenza della classe politica italiana nei confronti della scuola, dei bassi livelli di alfabetizzazione generale, dell'analfa ...continua

    Nuova edizione, con un capitolo di aggiornamento, dell'opera pubblicata da De Mauro nel 2004, delinea con assoluta chiarezza i confini e le motivazione storiche dell'indifferenza della classe politica italiana nei confronti della scuola, dei bassi livelli di alfabetizzazione generale, dell'analfabetismo tradizionale e funzionale e del carattere approssimativo della stampa del paese. Da leggere assolutamente anche per svegliarsi dal sogno di una sinistra colta e attenta che, alla prova dei fatti, non si dimostra tale.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro-intervista interessante e acuto laddove pone il problema politico (e non solo) dell'istruzione in Italia; molto meno appassionante nella lunga parte centrale, in cui si ripercorrono le sorti della linguistica in Italia e quelle accademiche dello stesso De Mauro. Non tutte le osservazioni mi ...continua

    Libro-intervista interessante e acuto laddove pone il problema politico (e non solo) dell'istruzione in Italia; molto meno appassionante nella lunga parte centrale, in cui si ripercorrono le sorti della linguistica in Italia e quelle accademiche dello stesso De Mauro. Non tutte le osservazioni mi paiono molto condivisibili (le Siss, per esempio, sono state un autentico fallimento e varrebbe la pena, una volta per sempre, di ammetterlo). Ma certo il ritratto culturale dell'Italia che ne emerge è un ritratto quasi imbarazzante; così come quello delle più recenti (e attuali) politiche governative in tema di istruzione pubblica.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'utile riflessione sullo stato della cultura degli italiani. Ci sono stati punti in cui sono stata colta dall'incredulità (il 40% degli italiani non è in grado di leggere un comune quotidiano) e dallo sconforto (buona parte della nostra classse dirigente non legge alcun libro e ne va fiera).
    L' ...continua

    Un'utile riflessione sullo stato della cultura degli italiani. Ci sono stati punti in cui sono stata colta dall'incredulità (il 40% degli italiani non è in grado di leggere un comune quotidiano) e dallo sconforto (buona parte della nostra classse dirigente non legge alcun libro e ne va fiera). L'autore ripercorre anche velocemente le politiche adottate in ambito scolastico dal dopoguerra ad oggi sottolineando il gigantesco lavoro che resta da fare, la necessità di una scuola di qualità per garantire la democrazia e la libertà di un Paese e l'importanza di coinvolgere sempre più anche gli adulti nei percorsi formativi.

    ha scritto il 

  • 0

    Tullio de Mauro oltre ad avere insegnato alla Sapienza di Roma Filosofia del Linguaggio e Linguistica generale, ha collaborato attivamente a riformare l'ordinamento della scuola italiana e per questo conosce molto bene le vicende che la riguardano. Si tratta dunque di uno specialista e ricercator ...continua

    Tullio de Mauro oltre ad avere insegnato alla Sapienza di Roma Filosofia del Linguaggio e Linguistica generale, ha collaborato attivamente a riformare l'ordinamento della scuola italiana e per questo conosce molto bene le vicende che la riguardano. Si tratta dunque di uno specialista e ricercatore che non hai mai smesso di cercare le modalità più appropriate per incidere sull'evoluzione del nostro sistema scolastico. Il suo impegno che non ha mia trovato lo sbocco concreto che meritava é la dimostrazione che i politici di mestiere riescono sempre a far fallire i migliori e più promettenti progetti di riforma.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante ma non quello che mi aspettavo

    Pensavo di leggere un saggio di De Mauro e non una intervista. Tuttavia, l'intervista e' interessante sia per i cenni autobiografici dell'intervistato che per alcuni spunti di riflessione sulla, per l'appunto, cultura degli italiani. La notizia piu' scioccante e' quella, ribadita piu' volte, seco ...continua

    Pensavo di leggere un saggio di De Mauro e non una intervista. Tuttavia, l'intervista e' interessante sia per i cenni autobiografici dell'intervistato che per alcuni spunti di riflessione sulla, per l'appunto, cultura degli italiani. La notizia piu' scioccante e' quella, ribadita piu' volte, secondo la quale il 70% degli italiani adulti e' sostanzialmente analfabeta. Faccio fatica a credere ad un dato del genere, anche se non ho motivo di dubitare, ma avrei voluto capire meglio. Si tratta infatti di una ricerca svolta non da De Mauro stesso. Ho intenzione di rileggere l'intervista. Ne riparlero' piu' diffusamente. Comunque, vale la pena leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    De Mauro l'ho incontrato una notte di qualche tempo fa. Cadevo dal sonno, ma sono rimasto ad ascoltarlo mentre mi raccontava Saussure e il suo Corso di linguistica generale con quel suo fare pacato. Un'esposizione lineare e precisa, di persona competente e appassionata della sua materia. Ho aspet ...continua

    De Mauro l'ho incontrato una notte di qualche tempo fa. Cadevo dal sonno, ma sono rimasto ad ascoltarlo mentre mi raccontava Saussure e il suo Corso di linguistica generale con quel suo fare pacato. Un'esposizione lineare e precisa, di persona competente e appassionata della sua materia. Ho aspettato che terminasse la sua lezione - anche se la bambina aveva finito la poppata e ormai dormiva già da parecchio tra le mie braccia - poi ho spento la televisione e sono andato a dormire anch'io. Il giorno dopo c'era uno che parlava di Psicologia cognitiva, si vede che mia figlia non si svegliava sempre alla stessa ora, e così la mia frequentazione con la linguistica ha subito una battuta d'arresto. Avevo però preso da qualche giorno - su suggerimento di una persona che lo aveva visto intervistato da Fazio - questo libretto pubblicato da Laterza e ho ritrovato quella voglia di comunicare le proprie conoscenze e quello stile semplice (ma non semplicistico) e rilassato. Il libro parte da una scelta di campo precisa e per niente scontata: la Cultura di cui si occupano gli autori in questo volume non è quel concetto (snob ed elitario) per cui c'è chi una cultura ce l'ha e chi non ce l'ha, ma il concetto di cultura che sposa e analizza De Mauro nel suo discorso è quello socio-antropologico di patrimonio immateriale formato da credenze, simboli, valori di un determinato gruppo di persone in un determinato periodo di tempo. E già per questa cosa De Mauro si guadagna la mia eterna stima. Il libro è quindi un racconto (strutturato come una lunga intervista) del rapporto dell'autore con questo concetto di cultura. Il racconto della sua formazione intellettuale, delle sue esperienze come studioso, professore, giornalista e - non da ultimo - ministro della Repubblica. Rimangono impressi dei dati che lasciano stupefatti. In un'indagine condotta dal Cede (ora Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell'Istruzione) composta di cinque questionari in grado crescente di difficoltà, il 5 per cento della popolazione italiana non riesce neanche a leggere il questionario più semplice ed è - di fatto analfabeta. Il 33 per cento si ferma al primo questionario che è composto da frasi elementari tipo "il gatto miagola". Un altro 33 per cento si ferma al livello successivo che è composto da frasi appena più strutturate: "Il gatto miagola, perché vorrebbe bere il latte." Da qui l'accento sulla necessità dell'istruzione - anche per gli adulti - e sull'importanza di un sistema scolastico efficace e di una comunicazione comprensibile come base per la democrazia. Per chi frequenta un sito chiamato Anonima Scrittori dovrebbe essere essenziale la consapevolezza che "due terzi della popolazione italiana conoscono e intendono circa 10 mila parole. Vi è un nucleo di circa 7000 parole. E'questo il vocabolario di base di una lingua. Tutte le lingue hanno poi un nocciolo di circa 2000 parole, il vocabolario fondamentale [...] Chi lavora in un giornale non dovrebbe mai dimenticare queste cifre." Il libro di De Mauro offre una serie di spunti interessanti a chi si occupa - in una maniera o nell'altra - di professioni intellettuali ma invita nel contempo al "lavoro sul campo" e al confronto con i risultati (anche misurabili) del proprio lavoro. Due le pecche più evidenti di questa pubblicazione. La prima - veniale - è quel "crogiolarsi" nella citazione di amici e conoscenti e ex colleghi e ex-professori, tutti invariabilmente illustri, per cui da una parte si ha quella sensazione osservare un mondo elitario e chiuso in sé stesso, dall'altra - se di quel mondo non si ha conoscenza e familiarità - l'elenco di nomi rimane tale e si prende per buona "l'autocertificazione" dell'autore, nonostante lo sforzo di contestualizzare. La seconda mancanza - un po' più strutturale - si nota quando De Mauro racconta le difficoltà del suo lavoro politico e la sostanziale sconfitta della riforma Berlinguer. Lì tutto rimane su un livello teorico. Come se la mancata applicazione fosse dovuta solo a diverse concezioni politiche dei ministri che si sono succeduti e alla rappresentazione mediatica dello scontro. Tralasciando invece tutti gli scontri (di potere, di corrente, economici) che pure ci devono essere stati in una materia tanto controversa. Da uno che è stato nella "stanza dei bottoni" ci si poteva aspettare di più nel racconto del dietro le quinte di una decisione politica e della sua attuazione pratica. Rimane però la sensazione di aver letto un libro esauriente sulla visione e l'operato di uno dei protagonisti della vita intellettuale del nostro Paese. Uno sguardo privilegiato su una realtà che spesso appare così lontana dalla nostra esperienza quotidiana e che invece si muove intorno agli stessi cardini del lavoro, del rigore e della passione.

    ha scritto il