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La cura

Di

Editore: Fandango Libri

3.2
(68)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Altri

Isbn-10: 8860441900 | Isbn-13: 9788860441904 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
In una casa sul mare, una giovane donna, schiva e solitaria, assiste il padre malato con la stessa devozione che riserva ai suoi fiori, confinati al caldo, in una serra. Tra quelle alte mura, avamposto di una terra chiusa e inospitale, c’è solo silenzio, un lento rincorrersi di gesti che si ripetono uguali da anni, da quando suo padre è immobilizzato in un letto. Una notte un uomo che sa di vento e di sale forza l’immota tranquillità di quella casa, spingendosi al di là del cancello, oltre il recinto che separa e che allontana, ma il cane, che è il custode di quel regno, lo aggredisce ferendolo a un fianco. È straniero, parla una lingua sconosciuta, ha sul corpo i segni di un lungo viaggio e negli occhi l’ombra di un passato doloroso. Da quando, da qualche giorno, una misteriosa nave color petrolio è approdata nel porto, a ostruire l’orizzonte, la giovane donna non pensa ad altro che a partire. Aprire la porta a quell’uomo indifeso, spaventato, bisognoso delle stesse cure di cui suo padre non può più fare a meno, farlo entrare senza chiedersi perché, rappresenta la sua grande occasione. Lei vorrebbe una vita altrove, lui nasconde una storia. La cura è il romanzo di un amore fatto di silenzi, che vive di gesti, perché se non c’è una lingua da condividere, le parole si fanno deboli, fragili, inconsistenti.
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  • 4

    Un romanzo breve, che si legge tutto d’un fiato e che dopo l’iniziale disorientamento dovuto al linguaggio spezzato ti trattiene a se’. Una storia già vista al cinema (“Lo straniero che venne dal mare”) ma comunque capace di trasmettere forti emozioni. Prima fra tutte il senso di calma dovuta al ...continua

    Un romanzo breve, che si legge tutto d’un fiato e che dopo l’iniziale disorientamento dovuto al linguaggio spezzato ti trattiene a se’. Una storia già vista al cinema (“Lo straniero che venne dal mare”) ma comunque capace di trasmettere forti emozioni. Prima fra tutte il senso di calma dovuta al lento trascorrere del tempo, le lunghe giornate monotone necessarie alla guarigione fisica del protagonista, i pensieri dei due personaggi che scorrono paralleli, fluidi, nell’impossibilità di una comunicazione verbale. Si vive attraverso i loro occhi il cammino difficoltoso verso la reciproca fiducia. Sotto alla calma persiste tuttavia una tensione continua, la consapevolezza che ciò che è accaduto all’uomo avrà delle conseguenze future sulla vita di entrambi. Il finale lascia spiazzati...

    ha scritto il 

  • 3

    Un uomo e una donna.
    Due storie misteriose alle spalle.
    Due lingue diverse.
    Nessun riferimento geografico e temporale.
    Lui viene da un paese lontano, ha fatto molta strada e perso molto di sé.
    Lei vive inchiodata al capezzale del padre e sogna solo di fuggire lontano, magari a bordo della gr ...continua

    Un uomo e una donna. Due storie misteriose alle spalle. Due lingue diverse. Nessun riferimento geografico e temporale. Lui viene da un paese lontano, ha fatto molta strada e perso molto di sé. Lei vive inchiodata al capezzale del padre e sogna solo di fuggire lontano, magari a bordo della grande nave grigia ancorata al largo della baia. Un romanzo intenso, in cui ogni azione diventa espressione di un universo e si carica di un significato particolare, proprio a causa dell’impossibilità dei due protagonisti di poter comunicare in una lingua comune.

    ha scritto il 

  • 1

    Da evitare

    Talmente brutto che lo consiglio per il vostro miglior nemico o a pari merito, una persona che vi stà sulle palle!!
    E' il primo romanzo di Andres Feltrami e spero vivamente che sia anche l’ultimo.
    Scrive davvero male, con una tecnica di scrittura piena di punti e periodi corti o cortissimi. Fasti ...continua

    Talmente brutto che lo consiglio per il vostro miglior nemico o a pari merito, una persona che vi stà sulle palle!! E' il primo romanzo di Andres Feltrami e spero vivamente che sia anche l’ultimo. Scrive davvero male, con una tecnica di scrittura piena di punti e periodi corti o cortissimi. Fastidioso, tanto da non riuscire a farti focalizzare i particolari descrittivi che tenta invano di elencare. Nessun piacere nella lettura e oltretutto la trama è faticosa e totalmente sfuggente. Insomma, una lettura inutile che non lascia dentro niente se non il desiderio che finisca presto.

    Certo le opinioni sono soggettive, ho letto belle recensioni di questo libro ma come per i film per me è una questione di pelle, se non entro in sintonia e mi fa star male o indifferente, per me è da cancellare.

    ha scritto il 

  • 3

    In questo libro incontro: la donna sola, il padre morente, lo straniero che soffre. Poi c'è il mare a fare da sfondo, a volte rimembranza, a volte precognizione, a volte inerzia, a volte rifugio. Sembrano gli elementi standard per una vicenda bloccata, claustrofobica e cieca. Eppure attraverso i ...continua

    In questo libro incontro: la donna sola, il padre morente, lo straniero che soffre. Poi c'è il mare a fare da sfondo, a volte rimembranza, a volte precognizione, a volte inerzia, a volte rifugio. Sembrano gli elementi standard per una vicenda bloccata, claustrofobica e cieca. Eppure attraverso i pensieri della donna e, solo in certi momenti, quelli dello straniero mi immergo in una baia scura, in apnea, e mi sottopongo ad un duro allenamento al dolore e alla solitidine, quella più terribile, quella per cui non riesci ad uscire da te per andare verso l'altro. Non so se la cura funziona. Nemmeno la donna è convinta.

    ha scritto il 

  • 3

    Ci vedo la chiave psicoanalitica chiara e cristallina, l'amore per lo straniero, il timore di identificarsi con la madre dimentica, per amore, di marito e figlia, la soluzione che dà luogo alla "cura". Mentre lo leggevo ho pensato che questo libro si reggesse, malamente, su una trave sbilenca, lo ...continua

    Ci vedo la chiave psicoanalitica chiara e cristallina, l'amore per lo straniero, il timore di identificarsi con la madre dimentica, per amore, di marito e figlia, la soluzione che dà luogo alla "cura". Mentre lo leggevo ho pensato che questo libro si reggesse, malamente, su una trave sbilenca, lo straniero, e una piccola asticella, lei. In realtà la piccola asticella definisce tutto l'impianto del libro, ma si capisce alla fine. Tre e mezzo perché quattro sono troppi e tre sono pochi.

    ha scritto il 

  • 3

    Non male. La storia è un po' scontata, ma l'autore ha saputo dare al racconto un ritmo che ben si adatta all'ambientazione. E' una storia fatta di molti silenzi e di pochi gesti. Riuscita la costruzione dei due personaggi principali.

    ha scritto il 

  • 3

    Essendo il primo romanzo, tre stelline di incoraggiamento se le merita perchè è ben scritto. La storia è un po' ovvia però lo stile mi è piaciuto: asciutto, non banale e mai retorico. Un buon inizio.

    ha scritto il