La cura Schopenhauer

Di

Editore: Neri Pozza

4.0
(575)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 479 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8854503231 | Isbn-13: 9788854503236 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Serena Prina

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Julius Hertzfeld, eminente psichiatra, è alle prese con i conti che si fanno quando, come lui, si è affetti da una grave malattia. Per riparare gli errori commessi e per lanciare un'ultima sfida, contatta un ex paziente, Philip, filosofo arrogante, sessuomane e narcisista, e lo coinvolge in una terapia di gruppo. Del gruppo fa parte però anche una delle vittime della sessuomania di Philip, e la situazione genera un livello di tensione e coinvolgimento tali che nessuno resta più lo stesso. Hertzfeld affronta il trattamento di Philip ricorrendo al pensatore che l'arrogante filosofo considera il suo guru personale, il suo alter ego: Arthur Schopenhauer. E la "cura Schopenhauer" inizierà a mostrare i suoi effetti.
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  • 3

    L’ autore definisce la propria opera” bizzarro amalgama di narrativa, biografia psicologica e pedagogia della psicoterapia” alla cui base c’è un debito notevole rispetto ad una bibliografia specialist ...continua

    L’ autore definisce la propria opera” bizzarro amalgama di narrativa, biografia psicologica e pedagogia della psicoterapia” alla cui base c’è un debito notevole rispetto ad una bibliografia specialistica e rispetto all’idea di biblioterapia – speciale cura avente come farmaco la lettura dell’intero corpus filosofico- tratta da un’opera di Bryan Magee, citato come gli altri nei ringraziamenti finali.
    Julius Hertzfeld , brillante professore di psichiatria presso l’università di California, scopre improvvisamente di avere un anno di vita e decide di viverlo dedicandosi completamente alla conduzione del suo gruppo in terapia. Introduce in esso Philip Slate ,un ex paziente che ebbe in cura per un disturbo della sfera sessuale, dopo averlo rintracciato e dopo aver scoperto che da chimico è diventato anch’egli un terapeuta che ambisce al counseling filosofico, essendo appunto prima di tutto un filosofo clinico con tanto di dottorato alla Columbia. I due pattuiscono uno scambio reciproco di favori: Julius vuole inserirlo nel suo gruppo per cercare sostanzialmente di capire dove fallì con l’ex paziente e Philip decide di parteciparvi per avere in cambio duecento ore di supervisione professionale.
    Imbastite le premesse narrative, l’intero scritto prosegue alternando la cronaca della terapia di gruppo alla biografia di Schopenhauer; è chiaro fin da subito che la sua filosofia è stata la terapia di successo per Philip il quale continua a nutrire la sua esistenza con le massime e gli assiomi del grande filosofo facendo suo soprattutto l’aspetto pessimista e misantropo.
    Affascinata dall’originale modulo narrativo e inizialmente colpita anche dallo stile di scrittura, particolarmente efficace negli inserti biografici, ho goduto appieno della lettura per poi notare una certa ridondanza nei contenuti e giungere ad un finale abbastanza ovvio. Complessivamente l’opera mi lascia una conoscenza gradevolmente romanzata della biografia di Schopenhauer, in virtù di essa consiglio la lettura del libro, ma una delusione rispetto al prodotto letterario che perde la sua originalità nella mancata caratterizzazione dei singoli personaggi affidata ai dialoghi all’interno del gruppo. Il caso clinico Philip Slate, interessantissimo soggetto, avrebbe potuto essere un personaggio indimenticabile se solo Irvin Yalom avesse smesso i panni di psichiatra per vestire maggiormente quelli dello scrittore. Interessanti comunque gli innumerevoli spunti di riflessione introdotti: la vita, la morte, l’importanza di un corretto approccio relazionale, la terapia di gruppo, le ansie, le ossessioni, le fobie.

    ha scritto il 

  • 4

    Terapia esistenziale

    Può curare un libro, può lenire dolore, può dare risposte ai dubbi sulla vita. In questo romanzo la biografia di Schopenhauer e quella di due terapeuti e del loro gruppo di psicoterapia si integrano p ...continua

    Può curare un libro, può lenire dolore, può dare risposte ai dubbi sulla vita. In questo romanzo la biografia di Schopenhauer e quella di due terapeuti e del loro gruppo di psicoterapia si integrano perfettamente. Il risultato può apparire in alcuni momenti faticoso, ma guarire qualche fatica la richiede. L'idea di Irvin Yalom comunque è molto valida

    ha scritto il 

  • 5

    Rinuncia o impegno?

    E' proprio vero che la nostra vita si può modificare se riusciamo a spostare il nostro focus: il Bene e il Male sono sempre esistiti e continueranno a esistere, sia fuori che dentro di noi, ma perché ...continua

    E' proprio vero che la nostra vita si può modificare se riusciamo a spostare il nostro focus: il Bene e il Male sono sempre esistiti e continueranno a esistere, sia fuori che dentro di noi, ma perché dobbiamo concentrare la nostra attenzione su quello che non ci piace, sul famoso bicchiere mezzo vuoto? Tutto questo ovviamente non significa che dobbiamo rimuovere quello che ci fa sentire a disagio, ma dopo aver raggiunto questa consapevolezza bisogna andare oltre il rischio di vedere tutto nero e concentrarci su ciò che ci piace e che ci fa stare bene, sviluppando la nostra creatività per realizzare le nostre potenzialità e, giunti al termine dei nostri giorni, poter dire come Zarathustra: "Questo fu la vita? Orsù! Da capo!"

    ha scritto il 

  • 5

    Tra psicologia e filosofia...

    Con Irvin Yalom sono andato alla rovescia. Nel senso che ho conosciuto questo psicanalista e scrittore grazie al grande successo de "Il problema Spinoza" e non sono più riuscito a smettere di leggerlo ...continua

    Con Irvin Yalom sono andato alla rovescia. Nel senso che ho conosciuto questo psicanalista e scrittore grazie al grande successo de "Il problema Spinoza" e non sono più riuscito a smettere di leggerlo, fino ad arrivare a questo che è l'esordio nel campo delle relazioni tra filosofia e psicologia: e come era logico aspettarsi da un libro che è stato l'inizio di un ciclo, il romanzo è bellissimo.

    La storia si incardina sulla cura di malesseri psichici e psicologici attraverso la terapia guidata di gruppo, e sull'utilizzo delle conclusioni dei grandi filosofi del passato affinché ciascuno dei pazienti chiarisca a sé stesso il proprio malessere. Io che sono appassionato di filosofia e che ho tratto negli anni passati grandissimo giovamento dalle terapie psicologiche di gruppo, lo posso confermare: funziona. Ad un certo punto del romanzo mi sono sentito come attratto tra le pagine del libro e seduto dentro al cerchio di sedie del prof. Julius, traendo dalla condivisione la stessa forza che ne traevano gli altri.

    E' molto interessante che Irvin Yalom abbia scelto di cominciare questo percorso con Schopenhauer, perché il grande pensatore post kantiano, nella suo tentativo di spezzare l'inconoscibilità del Noumeno, è stato il primo ad avere un'idea sia pur confusa del concetto di inconscio e delle sue pulsioni, e del fatto che gran parte del disagio dell' essere umano sta nel non essere capaci di scendere a patti con esse.

    Il ragionamento di Schopenhauer è sorprendentemente moderno, e non stupisce che la sua opera fosse in auge proprio negli anni in cui il giovane Sigmund Freud cominciava il suo percorso studentesco: ma le conseguenze che il pensatore tedesco ne trae sono del tutto insoddisfacenti. Probabilmente anche a seguito di una infanzia tormentata infatti, si finisce col cadere in un nichilismo disperato che tratta la religione come una menzogna, la felicità come un'illusione e qualsiasi forma di soddisfazione in questa vita come un illusorio inganno. Ogni possibile speranza di sopravvivenza sta nella solitudine, nel distaccarsi dalle bassezze umane, nell' autostima che nasce almeno dalla consapevolezza che non si è caduti in questo inganno.

    Non è difficile quindi condividere l'opinione di del dottor Julius, lo psicologo che trova la forza per affrontare il tumore che lo ha condannato a morte proprio lavorando col suo gruppo, secondo la quale "la cura Schopenhauer" sia in realtà peggiore del male che contribuisce a risolvere ( Philip, uno dei pazienti di Julius, è stato in grado di porre rimedio alla sua sessuomania proprio applicando l'amara ascesi dell'autore de "il mondo come volontà e rappresentazione").

    Che fare dunque? Questa è una domanda da lasciare aperta, ma Irvin Yalom, nel riconoscere la grandezza dei grandi filosofi del nichilismo, considera comunque necessario superarne le disperate conclusioni non guardando alla morte che ci aspetta bensì cercando la pienezza del giorno che si sta vivendo: lo si può fare per esempio mettendo a nudo le proprie inconfessabili sofferenze e curando al meglio ed esplicitando le relazioni con le persone a cui vogliamo bene, magari allenandosi prima con una terapia di gruppo, scegliendo come "allenatore" una persona che sappia davvero capirci.

    Considero quindi "La cura Schopenhauer" come un capolavoro non solo perché è scritto in modo eccellente, ma anche e soprattutto perché mette nero su bianco una verità alla quale Schopenhauer stesso non ha voluto guardare. Si può comunque essere felici, anche se siamo tutti condannati a morte. Bisogna però allenare il proprio spirito come si allena il proprio corpo, con la filosofia. O con la psicologia. O con entrambe, come racconta benissimo questo libro: io ci sono passato e credetemi, funziona.

    ha scritto il 

  • 3

    Una formula di successo quella di Yalom, che alterna sapientemente la narrazione romanzata alle note storico-biografiche sul filosofo di turno. Qui però la vicenda dello psicanalista Julius e del suo ...continua

    Una formula di successo quella di Yalom, che alterna sapientemente la narrazione romanzata alle note storico-biografiche sul filosofo di turno. Qui però la vicenda dello psicanalista Julius e del suo rapporto con l'ex paziente sessuomane Philip, non appare troppo convincente e si dilunga eccessivamente, in particolare sulle dinamiche della terapia di gruppo. Molto apprezzabile la parte divulgativa su Schopenhauer.

    ha scritto il 

  • 5

    miglior lettura di quest'anno

    Gustato riga per riga. Mi ha fatto venir voglia di approfondire un sacco di argomenti. Essendoci "Shopenahauer" nel titolo, temevo una lettura difficile o tendente alla tristezza, invece no! Alla fine ...continua

    Gustato riga per riga. Mi ha fatto venir voglia di approfondire un sacco di argomenti. Essendoci "Shopenahauer" nel titolo, temevo una lettura difficile o tendente alla tristezza, invece no! Alla fine del libro mi sembrava di conoscere da tempo i personaggi ad uno ad uno tanto da aver voglia di fare una telefonata per sentire come va :)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Una favola d'autore

    Abbastanza ben scritto e scorrevole, le tre stelle assegnate constano di questo.
    Trama e personaggi, invece, risultano in buona parte poco credibili nella loro evoluzione.
    L'occhio professionale dell' ...continua

    Abbastanza ben scritto e scorrevole, le tre stelle assegnate constano di questo.
    Trama e personaggi, invece, risultano in buona parte poco credibili nella loro evoluzione.
    L'occhio professionale dell'autore fa capolino in più di un occasione, ma la sensazione,
    nella costruzione della terapia di gruppo che è cuore del libro, è che tutto, non facendo di sicuro il tifo per il peggio.., vada alla fine fin troppo bene. L'autore, deciso a tavolino della morte del terapeuta, salva poi tutti gli altri e dota, alcuni, di ruoli psicanalitici senza nessuna cornice formativa alle spalle. Si ha, per me, quasi la sensazione di un lavoro più promozionale alla causa professionale dell'autore medico psichiatra, che, invece, reale.

    ha scritto il 

  • 5

    per me il libro dell'anno.L'unico libro che mi ha entusiasmato come pochi.Eccezionale la capacità narrativa di Yalom e il modo in cui intreccia la filosofia e la psicologia..ne esce fuori un romanzo i ...continua

    per me il libro dell'anno.L'unico libro che mi ha entusiasmato come pochi.Eccezionale la capacità narrativa di Yalom e il modo in cui intreccia la filosofia e la psicologia..ne esce fuori un romanzo innovativo che scorre fin troppo velocemente.lo consiglio vivamente.

    ha scritto il 

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