La cura Schopenhauer

Di

Editore: Neri Pozza

4.0
(507)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 479 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8854503231 | Isbn-13: 9788854503236 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Serena Prina

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Julius Hertzfeld, eminente psichiatra, è alle prese con i conti che si fanno quando, come lui, si è affetti da una grave malattia. Per riparare gli errori commessi e per lanciare un'ultima sfida, contatta un ex paziente, Philip, filosofo arrogante, sessuomane e narcisista, e lo coinvolge in una terapia di gruppo. Del gruppo fa parte però anche una delle vittime della sessuomania di Philip, e la situazione genera un livello di tensione e coinvolgimento tali che nessuno resta più lo stesso. Hertzfeld affronta il trattamento di Philip ricorrendo al pensatore che l'arrogante filosofo considera il suo guru personale, il suo alter ego: Arthur Schopenhauer. E la "cura Schopenhauer" inizierà a mostrare i suoi effetti.
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  • 5

    Juluis,psicoterapeuta, scopre di avere un melanoma e che gli resta poco da vivere " un anno garantito di buona salute". Decide, dopo la disperazione dei miei primi giorni, di contattare quei pazienti ...continua

    Juluis,psicoterapeuta, scopre di avere un melanoma e che gli resta poco da vivere " un anno garantito di buona salute". Decide, dopo la disperazione dei miei primi giorni, di contattare quei pazienti per cui la terapia non aveva avuto successo. In realtà contatta solo Philipp.. Un libro emozionante e coinvolgente, che ci induce a riflettere su grandi interrogativi: come affrontare la morte? come vivere le emozioni? come vivere il rapporto gli altri? Se si inizia la lettura si è catturati e non si riesce più a chiudere il libro.

    ha scritto il 

  • 4

    La parte riguardante il gruppo è abbastanza interessante, anche se alcune situazioni sono trattate velocemente (la storia dell'india ad es) e non si capisce che senso abbiano. Schopenhauer ne esce com ...continua

    La parte riguardante il gruppo è abbastanza interessante, anche se alcune situazioni sono trattate velocemente (la storia dell'india ad es) e non si capisce che senso abbiano. Schopenhauer ne esce come un demente e un asociale. Non so se sia così, ma questa descrizione non mi è parsa molto super partes. Al momento non mi fa impazzire come scrittore.

    ha scritto il 

  • 2

    Con tutto il rispetto di Julius e dei suoi "pazienti", tanto pazienti da diventare loro stessi dottori psichiatri (ma dài.......) a queste patinate terapie di gruppo, preferisco il gruppo di terapia d ...continua

    Con tutto il rispetto di Julius e dei suoi "pazienti", tanto pazienti da diventare loro stessi dottori psichiatri (ma dài.......) a queste patinate terapie di gruppo, preferisco il gruppo di terapia di McMurhpy e dei suoi irresistibili manicomatti. Quella sì che era terapia d'urto tra il colonnello Matterson e il dolcissimo Billy Bibit, con sullo lo spazzolone del Grande Capo Bromden.
    "Ehi, amico, pensi che nella mia mente c'è qualcosa che non va ?"

    ha scritto il 

  • 5

    Con un linguaggio molto scorrevole e semplice Yalom ci accompagna in un viaggio alla scoperta del pensiero di Arthur Schopenhauer. Nei vari capitoli del romanzo si alternano il racconto della vita del ...continua

    Con un linguaggio molto scorrevole e semplice Yalom ci accompagna in un viaggio alla scoperta del pensiero di Arthur Schopenhauer. Nei vari capitoli del romanzo si alternano il racconto della vita del filosofo e il racconto di un gruppo di terapia presieduto da Julius, psichiatra a cui è stato diagnosticato un male incurabile e che sta dunque vivendo il suo ultimo anno di vita. I dati della vita di Scopenhauer sono molto interessanti e necessari per capire il suo pensiero (spesso pessimista) e il suo prendere le distanze dagli altri "bipedi". La storia del gruppo di terapia è affascinante per le personalità dei partecipanti e per le dinamiche varie che vi si sviluppano. Tanti spunti di riflessione che ho avuto modo di sviluppare insieme ad un gruppo di amici lettori (questo libro era il titolo scelto per una lettura condivisa) partecipando così a un dibattito molto interessante e intellettualmente proficuo.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando finisco un libro di Yalom mi viene da piangere al pensiero di staccarmene... Ha un modo di scrivere che mi mette completamente a mio agio e non mi stancherei mai di "ascoltarlo". Poi teniamo pr ...continua

    Quando finisco un libro di Yalom mi viene da piangere al pensiero di staccarmene... Ha un modo di scrivere che mi mette completamente a mio agio e non mi stancherei mai di "ascoltarlo". Poi teniamo presente che i libri di Yalom sono intrisi di filosofia, materia per me oscura visti i miei studi tecnici, eppure sto scoprendo delle cose molto interessanti di filosofia, anche se non credo che opterò per studiarla nel modo tradizionale.
    Mi stupisce come alcuni grandi filosofi abbiano anticipato di molto i tempi odierni e abbiano affrontato e visto con occhio clinico dei temi che io personalmente sto affrontando solo in quest'ultimo periodo della mia vita.
    In questo libro per esempio il grande filosofo è Schopenhauer, di cui ho sentito parlare, sapevo che era un pessimista incallito e che era molto solo (come molti del suo genere). La storia raccontata alterna capitoli di narrativa a capitoli sulla vita di Schopenhauer, alcuni letti con curiosità e altri più noiosi che mi hanno ricordato perchè non ero attratta da questi studi. Ho apprezzato in alcuni tratti anche i rimandi al pensiero buddista che non avrei mai pensato potesse intrecciare la sua strada con i filosofi "nostrani".
    La trama è piuttosto semplice: un medico che si relaziona con la morte imminente da lì a un anno circa, che fa un bilancio delle sedute di terapia fornite ai propri pazienti e decide di contattarne uno in particolare al quale sembra che la terapia non abbia giovato, con la curiosità di capire se invece ha dato i suoi frutti a lungo termine.
    I due si rincontrano e stipulano una forma di contratto, uno farà da mentore all'altro se l'altro parteciperà alle sedute di gruppo per sei mesi.
    E la cosa in un primo momento non sembra portare grandi frutti, ma il relazionarsi con gli altri comporta un cambiamento dapprima impercettibile e poi dirompente e devastante. E stare seduti in cerchio ti fa sentire talmente partecipe che anche tu ti metti in gioco e quando il medico chiede "come ti senti in relazione a quanto ti è appena stato detto" per un attimo pensi che la domanda sia rivolta a te, e poi ti accorgi che qualcun'altro prende la parola e risponde.
    Ho letto che molti sono rimasti delusi dal finale sbrigativo, in realtà penso che sia solo una percezione, la realtà sarebbe stata uguale, ma noi ad un certo punto siamo talmente partecipi al gruppo che come i protagonisti non abbiamo nessuna voglia della "fine", la rifiutiamo e l'epilogo ci sembra così freddo e impersonale.
    Un libro che merita davvero di essere letto, e gustato parola per parola, con la malinconia dell'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Un potente intreccio narrativo che si snoda tra la vita di Shopenhauer e quella di un gruppo di psicanalisi, intrigante, interessante e disarmante. Non ci sarà una lettura uguale all'altra: l'autore ...continua

    Un potente intreccio narrativo che si snoda tra la vita di Shopenhauer e quella di un gruppo di psicanalisi, intrigante, interessante e disarmante. Non ci sarà una lettura uguale all'altra: l'autore smuove così tante leve intime e personali che leggerlo è un percorso assolutamente individuale. Per questo, pur essendomi piaciuto in maniera intensa e viscerale, mi è impossibile commentarlo. Leggetelo e abbiatene cura, nel minore dei casi scoprirete un grande filosofo e il suo rapporto con una madre sorprendente, nel migliore...mi saprete dire .

    ha scritto il 

  • 4

    bellissimo!

    ok lo ammetto, le digressioni su Schopenhauer le ho lette ma senza entusiasmo. invece la descrizione delle interazioni del gruppo è bellissima... mi prendeva più di scene di battaglia! bello bello. ...continua

    ok lo ammetto, le digressioni su Schopenhauer le ho lette ma senza entusiasmo. invece la descrizione delle interazioni del gruppo è bellissima... mi prendeva più di scene di battaglia! bello bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Forse perché non sono stato uno studente modello, mi sembra di aver imparato più storia della filosofia in questo libro che in tanti anni di scuola. E' per questo che leggero altri libri di Yalom. ...continua

    Forse perché non sono stato uno studente modello, mi sembra di aver imparato più storia della filosofia in questo libro che in tanti anni di scuola. E' per questo che leggero altri libri di Yalom.

    ha scritto il 

  • 4

    411 pagine, ciononostante si fa leggere, ti tiene attaccato alla lettura su due fronti, filosofia con il racconto della vita di Schopenhauer, psicoanalisi di gruppo perché Philip membro acquisito quas ...continua

    411 pagine, ciononostante si fa leggere, ti tiene attaccato alla lettura su due fronti, filosofia con il racconto della vita di Schopenhauer, psicoanalisi di gruppo perché Philip membro acquisito quasi forzatamente è un fanatico del filosofo.
    Raccontato dallo psicologo guida (l'autore è un grande esperto in psicogruppi), è straordinariamente avvincente.

    ha scritto il 

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