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La cura Schopenhauer

Di

Editore: Neri Pozza

4.1
(435)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 479 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8854503231 | Isbn-13: 9788854503236 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Serena Prina

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Julius Hertzfeld, eminente psichiatra, è alle prese con i conti che si fanno quando, come lui, si è affetti da una grave malattia. Per riparare gli errori commessi e per lanciare un'ultima sfida, contatta un ex paziente, Philip, filosofo arrogante, sessuomane e narcisista, e lo coinvolge in una terapia di gruppo. Del gruppo fa parte però anche una delle vittime della sessuomania di Philip, e la situazione genera un livello di tensione e coinvolgimento tali che nessuno resta più lo stesso. Hertzfeld affronta il trattamento di Philip ricorrendo al pensatore che l'arrogante filosofo considera il suo guru personale, il suo alter ego: Arthur Schopenhauer. E la "cura Schopenhauer" inizierà a mostrare i suoi effetti.
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  • 4

    La terapia inizia quando termina il rimprovero ed emerge la responsabilità.

    Il romanzo racconta l'ultimo anno di vita di un terapeuta, Julius, che decide di affrontare il decorso di una malattia incurabile continuando a fare ciò che più gli ha dato soddisfazione nella vita, o ...continua

    Il romanzo racconta l'ultimo anno di vita di un terapeuta, Julius, che decide di affrontare il decorso di una malattia incurabile continuando a fare ciò che più gli ha dato soddisfazione nella vita, ovvero l'esercizio della terapia di gruppo.

    Non pago, prima di andarsene, deve avere la certezza che la sua vita, l'amore per la sua professione, sia stata utile e proficua per almeno un altro essere umano. Decide pertanto di ricontattare un paziente, Philip, sessodipendente che dal suo trattamento triennale individuale non aveva ottenuto alcun giovamento e gli propone/impone la partecipazione ad una terapia di gruppo.

    Philip pare aver trovato la pace dei sensi e, di conseguenza, la risoluzione delle sue problematiche attraverso l'applicazione del pensiero di Schopenhauer.

    Philip in realtà qualche problemuccio di relazione continua ad averlo, problemi indotti dalla cura che lui stesso ha deciso di somministrarsi.  La cura Schopenhauer, l'applicazione alla lettera del modello di vita auspicato dal filosofo,  ha avuto su di lui spiacevoli effetti collaterali, ovvero il completo isolamento dal contesto sociale e l'incapacità di relazionarsi in maniera costruttiva col prossimo.

    Il libro, tra saggio e romanzo, alterna capitoli di pura finzione narrativa, in cui vengono rappresentate le dinamiche di gruppo, a quelli in cui si esplora la vita e le idee di Schopenhauer.

    Interessante l'esposizione del pensiero dell'insigne filosofo e delle possibilità di applicazione in ambito terapeutico. Da non addetta ai lavori, ho trovato altrettanto interessanti gli scambi delineati nei capitoli dedicati alla terapia di gruppo...

    La conclusione cui si giunge insieme al gruppo è che l'uomo non può isolarsi in una torre d'avorio, non può  prescindere da quello che è e, soprattutto, non può prescindere  dalle relazioni che instaura coi suoi simili.
    Il passo fondamentale che l'uomo deve compiere è la presa di coscienza e l'assunzione delle proprie responsabilità in qualunque dinamica di relazione. Solo nel momento in cui si riconosce la responsabilità di un gesto, ci si accetta per i nostri lati oscuri, si smette di accusare la controparte, si sarà in grado di superare le problematiche individuali, indipendentemente dalla loro provenienza.

    Di questo romanzo/saggio la cosa che mi ha convinto di meno è il finale, in cui ho visto un eccesso di buonismo e di retorica. Un voler concludere con "Tutto è bene ciò che finisce bene", che oggettivamente, per quanto auspicabile, mi pare assai poco realistico.

    ha scritto il 

  • 1

    Un interminabile sequela di pagine di rendiconto di terapia di gruppo di un numero di persone che a turno confessano i loro pruriti sessuali. Davvero insignificante

    ha scritto il 

  • 5

    La cura schopenauer

    Bello, molto bello, ma anche a me l finale ha lasciato un po' di amaro in bocca...
    Nei primi capitoli mi sembrava di essere li' seduta in mezzo a loro, negli ultimi è successo tutto così in fretta che ...continua

    Bello, molto bello, ma anche a me l finale ha lasciato un po' di amaro in bocca...
    Nei primi capitoli mi sembrava di essere li' seduta in mezzo a loro, negli ultimi è successo tutto così in fretta che mi sono sentita "buttata fuori dal gruppo" e questo mi è piaciuto poco.
    Nel complesso è uno dei miei libri preferiti!

    ha scritto il 

  • 5

    Era da molto tempo che non mi succedeva di non vedere l'ora di finire il libro e nel contempo di sentirmi triste per la fine imminente. Straordinariamente commovente e delicato, consigliato a chi del ...continua

    Era da molto tempo che non mi succedeva di non vedere l'ora di finire il libro e nel contempo di sentirmi triste per la fine imminente. Straordinariamente commovente e delicato, consigliato a chi del mestiere ma non solo.

    ha scritto il 

  • 3

    Senza spessore

    Ripetitivo, verboso, prevedibile; imprigionato in americanissimi cliché, sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, sia l'evolversi della trama, sia il soporifero e scontato finale.
    ...continua

    Ripetitivo, verboso, prevedibile; imprigionato in americanissimi cliché, sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, sia l'evolversi della trama, sia il soporifero e scontato finale.
    Certo, non manca di spunti interessanti (sulla biografia di Schopenhauer e sulle dinamiche della psicoterapia di gruppo). E di certo non posso che plaudire le capacità narrative di Yalom, il quale sa tenere in piedi per 400 e fischia pagine un romanzo che - mi scusino gli Entusiasti - parla in loop delle stesse cose espresse già più che abbondantemente nelle prime 100.
    Nemmeno i dialoghi mi hanno troppo convinta: vi ho trovato qualche contraddizione, brutture stilistiche e forzature. Come se lo scrittore in qualche caso si fosse stancato di scriverli, ma avesse dovuto continuare per esigenze narrative.
    I personaggi sono quelli che ho amato meno: ho confuso Stuart e Gill fino alla fine, e le due bellocce (Pam e Rebecca) erano per me interscambiabili - rabbia di Pam a parte (peraltro irritantissima). La bibliotecaria complessata e Tony metallurgico erano nulla più che macchiette stilizzate, così come Julius e il suo doppio erotomane, Philip, non mi hanno mai suscitato alcun fremito intellettuale.
    Odiose in toto le due parti dedicate al ritiro spirituale di Pam: così retoriche, banali, estemporanee e fuori fuoco da non avere alcun senso se non quello di essere molto di moda e accattivanti per il pubblico (soprattutto statunitense, suppongo).
    Tirando le somme, è un romanzo che si lascia leggere. Mentirei se dicessi che è brutto o scritto male. Sicuramente, però, non è memorabile. Dello stesso autore [e prima di leggere Il problema Spinoza, terzo romanzo della trilogia] posso dire finora di aver apprezzato molto più Le lacrime di Nietzsche...

    P.S.: un ultimo cenno lo voglio dedicare ai capitoli su Schopenhauer. E al titoletto di questa "recensione". Trovo che il romanzo di Yalom sia senza spessore, e la dimostrazione sta nel fatto che di Schopenhauer Yalom ci presenta solo la biografia (sicuramente interessante) e due idee in croce - misoginia, misantropia e poco altro. Delle sue grandiose («divine», dice spesso Philip) idee filosofiche non c'è traccia, o è talmente blanda da sparire nel giro di un punto e virgola. Su quale sia questa famosa "cura Schopenhauer" c'è un lungo scambio di battute che, mio dio!, io ho una laurea in Filosofia ma credo che chiederò un risarcimento alla Cattolica di Milano, perché giuro che non ci ho capito nulla di quale sia e come si attui! Scherzi a parte, non si può titolare un libro a un filosofo e, dopo quasi 500 pagine, finirlo senza averne colto nemmeno un'idea cardine che non sia *Schopenhauer era svalvolato dibbrutto, e solo come un cane*. Perché alla fine, signori, questo è quel che resta di tutto quel gran blaterare che Yalom fa: non le citazioni, non i nomi altisonanti, gli Epitteto e i Goethe, le esegesi dei testi, i saggi declamati a memoria, il genio in tutte le sue forme, l'arguzia del lavoro psicologico e la bellezza dei suoi personaggi - bensì le stranezze d'un filosofo solitario, burbero e disperato, sprezzate e pure assetato d'amore, odioso e altrettanto odiato. Restano solo gli aneddoti. Il folklore. Che è un po' pochino, per i miei standard.

    ha scritto il 

  • 5

    Emozionante

    Le vicende di un gruppo di psicoterapia raccontate sullo sfondo della vita di Schopenhauer.
    Mi sembra di essere ancora seduta lì, insieme a loro, nello studio-libreria di Julius.
    Storie tanto comuni q ...continua

    Le vicende di un gruppo di psicoterapia raccontate sullo sfondo della vita di Schopenhauer.
    Mi sembra di essere ancora seduta lì, insieme a loro, nello studio-libreria di Julius.
    Storie tanto comuni quanto profonde.
    Un romanzo che mi resterà nel cuore. Così nel cuore da non voler iniziare subito a leggere un altro libro, per non sovrapporre ancora nulla a questa intensa esperienza di lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    il senso di una vita

    Una terapia di gruppo come un ring della vita. Un terapeuta condannato da una malattia mortale, un ex (?) paziente filosofo che vuole curare se stesso e gli altri con Schopenauer, un tentativo di fuga ...continua

    Una terapia di gruppo come un ring della vita. Un terapeuta condannato da una malattia mortale, un ex (?) paziente filosofo che vuole curare se stesso e gli altri con Schopenauer, un tentativo di fuga nel misticismo orientale: gli ingredienti del nostro mal di vivere ci sono tutti e la narrazione ti costringe a fare i conti anche con le possibili strade per curarli. I dialoghi tra i pazienti a volte sembrano presi da un telefilm americano ma l'intento alla fine è chiaro e si concretizza al penultimo capitolo con ciò che accade al deus ex machina della vicenda.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ogni momento della giornata era buona per prendere in mano il Kindle e leggere questo romanzo che mi ha entusiasmato e anche un po' emozionato. Peccato per il finale troppo frettoloso (la morte di Jul ...continua

    Ogni momento della giornata era buona per prendere in mano il Kindle e leggere questo romanzo che mi ha entusiasmato e anche un po' emozionato. Peccato per il finale troppo frettoloso (la morte di Julius non mi è stata coinvolgente) e un tantino patetico (mi riferisco al pianto liberatorio di Philip). Ora comunque avrò ancora a che fare con Yalom, nuova entrata nelle mie letture. So già che leggerò tutto di lui.

    ha scritto il 

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