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La dama de blanc

Per

Editor: Columna

4.2
(916)

Language:Català | Number of Pàgines: | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Chi traditional , German , French , Italian , Spanish , Chi simplified , Portuguese

Isbn-10: 8478091424 | Isbn-13: 9788478091423 | Data publicació: 

També disponible com: Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Descripció del llibre
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  • 4

    Romanzo piacevole, pieno di intrighi e colpi di scena. Collins grazie a una scrittura molto scorrevole e all'idea di suddividere il romanzo in varie testimonianze, “tipo” tribunale, riesce a tenere il ...continua

    Romanzo piacevole, pieno di intrighi e colpi di scena. Collins grazie a una scrittura molto scorrevole e all'idea di suddividere il romanzo in varie testimonianze, “tipo” tribunale, riesce a tenere il lettore avvolto nel mistero per più di due terzi di libro, il finale risulta scontato ma certamente meritevole. I personaggi sono il punto forte del libro, sono decritti attentamente e presentano una notevole componente psicologica, soprattutto quelli di Marian e del Conte che a mio avviso rimangono memorabili. Consigliato.

    dit a 

  • 5

    La tensione tenuta altissima dai continui colpi di scena e la curiosità di sapere come andrà a finire non bastano a giustificare il fatto che abbia letto questo romanzo a dir poco poderoso (quasi 700 ...continua

    La tensione tenuta altissima dai continui colpi di scena e la curiosità di sapere come andrà a finire non bastano a giustificare il fatto che abbia letto questo romanzo a dir poco poderoso (quasi 700 pagine) in meno di una settimana. Perchè un romanzo del genere funzioni, l'effetto suspence è fondamentale, ma non è sufficiente: deve essere supportato dalla vivacità dello stile, dalla credibilità dei personaggi, dalla perfezione dell'ingranaggio narrativo. E tutto questo c'è, in questo libro che per me costituisce una "rivelazione", non avendo mai sentito parlare di questo autore prima d'ora. Ma c'è di più.
    Ho apprezzato molto la compenetrazione fra un impianto assolutamente classico (la coerenza e solidità psicologica dei personaggi, che restano se stessi dall'inizio alla fine) - compresa l'assoluta verosimiglianza della trama che, pagina dopo pagina, "ridimensiona" i voli pindarici che naturalmente il lettore tende a farsi, per ricordargli che una storia funziona altrettanto bene, e, anzi, meglio, quando è ancorata alla realtà, quando è credibile - e l'originalità della scelta narrativa, se rapportata all'epoca, e cioè l'alternarsi della testimonianza di più i personaggi, a seconda della "porzione" di vicenda nella quale sono stati direttamente coinvolti. Questo escamotage, giustificato dal taglio quasi "processuale" che si vuole dare all'intera vicenda, fa sì che il punto di vista sia sempre differente, scongiurando il pericolo di "stanchezza" da parte del lettore, e riuscendo ad accescere la curiosità senza rivelare mai troppo.
    Se a questo aggiungiamo la creazione di azluni personaggi davvero riuscitissimi, esilaranti come Mr.Farlie o perfidi ma allo stesso tempo innegabilmente affascinanti come il Conte Fosco (a mio avviso, uno dei "cattivi" più riusciti nella storia della letteratura )... il risultato è un romanzo avvincente e piacevolissimo che consiglierei a chiunque.

    dit a 

  • 4

    Una misteriosa figura in bianco che si aggira per le strade di Londra. Intrighi, omicidi, misteri…sono gli elementi base di questo romanzo di Wilkie Collins, un romanzo che ho cercato a lungo e che no ...continua

    Una misteriosa figura in bianco che si aggira per le strade di Londra. Intrighi, omicidi, misteri…sono gli elementi base di questo romanzo di Wilkie Collins, un romanzo che ho cercato a lungo e che non ha affatto deluso le mie lunghe attese.
    Londra. Una mite notte d’estate del 1849.
    Walter Hartright è un giovane maestro di disegno. E’ la sua ultima notte a Londra…si sta infatti per trasferire a Cumberland dove è atteso come insegnante di due giovani nobildonne, Laura e Marian.
    Mentre sta passeggiando per le solitarie strade della capitale inglese, una misteriosa figura si avvicina a lui: è una giovane donna, impaurita e sconvolta, che si aggira per la città completamente vestita di bianco.
    Il suo nome è Anne e sembra stia scappando da qualcosa. Da chi? Quale terribile segreto nasconde?
    Un libro impegnativo(sono quasi settecento pagine), ma molto, molto coinvolgente, un romanzo a metà strada tra gotico e poliziesco.
    Wilkie Collins, amico intimo di Charles Dickens, imbastisce una storia ad alto contenuto di suspense, ricca di emozioni, di sparizioni e apparizioni improvvise, di scambi di persona, di intrighi, di segreti inconfessabili, di amori che sbocciano, di amicizia, di lealtà, di onestà, di intrighi, di complotti, di omicidi…c’è tutto in questo romanzo, tutto che gravita intorno alla figura della misteriosa donna in bianco, questa figura spettrale e affascinante allo stesso tempo, una figura che ritroviamo spesso nella narrazione vagare senza meta dopo il crepuscolo per le strade di Londra o sostare vicino a una lapide di un cimitero.
    Un susseguirsi di personaggi che sembrano avere molto in comune con la donna misteriosa, a partire dalle sorelle Laura e Marian, la prima dolce e dall’animo gentile promessa sposa a un perfido baronetto di nome Percival e segretamente innamorata del giovane Walter, la seconda forte di carattere e in parte manipolatrice fino a giungere al conte Fosco, figura che definire luciferina è un eufemismo.
    Una trama ricca di eventi e di colpi di scena degni della migliore tradizione del romanzo giallo, uno stile classico e raffinato con una prosa molto scorrevole(anche se di grande mole il libro si legge davvero in brevissimo tempo) che rendono questa lettura quasi memorabile.
    Una lettura che consiglio vivamente, soprattutto agli appassionati della letteratura inglese di fine ‘800.

    dit a 

  • 5

    Confesso che, se non mi fossi imbattuta in una recensione entusiasta ed entusiasmante, raramente avrei degnato di molta attenzione questo romanzo: principalmente perché l'unica cosa che sapevo sul con ...continua

    Confesso che, se non mi fossi imbattuta in una recensione entusiasta ed entusiasmante, raramente avrei degnato di molta attenzione questo romanzo: principalmente perché l'unica cosa che sapevo sul conto di Collins era la sua amicizia con Dickens (e io con Dickens ho un rapporto a dir poco problematico dai tempi di una pessima professoressa del liceo) e il fatto che fosse considerato il padre del romanzo poliziesco, probabilmente l'unico genere, assieme al fantasy, che suscita pochissimo il mio interesse. Ecco, dunque, se avessi sentito parlare di questo romanzo senza prima essermi imbattuta in questa recensione, probabilmente sarei passata oltre senza pensarci due volte. Invece l'ho letta, e ho deciso di ingorare quei segnali che sembravano indicarlo come uno dei libri meno adatti a me.
    Be', ho divorato in dieci giorni (dieci giorni intensi, pieni di impegni universitari, non dieci giorni di totale nullafacenza) un tomo di quasi settecento pagine. Forse perché ultimamente mi ero data a letture un po' più riflessive, forse perché in questo periodo ho bisogno di distrarmi senza affaticare troppo la mente, sicuramente perché Collins decisamente ha saputo scrivere un romanzo completo e terribilmente avvincente, in ogni caso fin dalle prime pagine mi sono trovata perfettamente a mio agio in questa squisita atmosfera vittoriana fatta di misteri, personaggi curiosi, sentimenti e intrighi. Mi sono completamente abbandonata e lasciata travolgere da questa storia particolarissima, complessa ma del tutto coerente, narrata con maestria dai diversi protagonisti (ma non solo, narrata da tutti i personaggi che hanno avuto a che fare in qualche modo con gli avvenimenti descritti). È difficile dire qualcosa sulla trama senza rischiare di anticipare nulla: "La donna in bianco" è infatti un romanzo che si basa sui colpi di scena, sulle rivelazioni che pongono in luce radicalmente diversa tutto quello che il lettore aveva pensato e saputo fino a poche pagine prima, e anche la più piccola anticipazione diminurrebbe, a mio parere, gran parte del piacere della lettura. Mi limiterò quindi a dire che, sebbene sia innegabile la natura di fondo "poliziesca" di questo romanzo, non si deve nemmeno pensare che tutto si riduca a questo: è un romanzo complesso, che presenta sì un mistero e le indagini per venirne a capo, ma lo fa in maniera completa, lasciando spazio anche a elementi diversi.
    I personaggi sono numerosi, e per alcuni versi potrebbero anche apparire leggermente stereotipati (Walter, integro e fedele al suo sentimento, Marian forte, indipendente e acuta, Sir Percival odioso fin dalla sua prima apparizione, Mr Fairlie una macchietta ipocondriaca, il Conte Fosco una viscida figura sorpa le righe, Laura bella e buona, sensibile e impressionabile...) e in effetti lo sono, ma al tempo stesso ci si rende conto che funzionano bene così. Hanno peculiarità specifiche, sono coerenti, nei loro "tratti tipici" conservano pur sempre autonomia e un certo spessore psicologico. Insomma, "La donna in bianco" è un romanzo che non si prefigge di portare il lettore a riflettere su temi profondi, ma piuttosto vuole intrattenere costringendo il lettore ad avere bisogno di continuare la lettura, e ci riesce magnificamente, con uno stile pulito e accattivante, con una trama forte e ben costruita, con suspace e colpi di scena sorprendenti e inaspettati.
    Insomma, una vera rivelazione, un bellissimo romanzo capace di conquistare da subito l'attenzione del lettore e di trascinarlo totalmente nel suo mondo, facendogli dimenticare ogni cosa attorno, compreso il fatto di star leggendo un romanzo.

    ( http://dellecigliailfremitorespiri.blogspot.it/2015/02/la-donna-in-bianco-di-w-collins.html )

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  • 0

    Giallo superbo

    Grande scoperta Collins, un romanzo lungo ma godibilissimo. Con continui colpi di scena e interessanti questioni giuridiche indispensabili al racconto. Questioni di interesse animano ignobili quanto a ...continua

    Grande scoperta Collins, un romanzo lungo ma godibilissimo. Con continui colpi di scena e interessanti questioni giuridiche indispensabili al racconto. Questioni di interesse animano ignobili quanto all'apparenza rispettabili personaggi che cercano di annientare le povere ma solide vittime. Consigliatissimo

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  • 5

    Ho dovuto leggere questo romanzo per un esame (abbastanza impegnativo, vorrei aggiungere) all'università e sono rimasta piacevolmente colpita ed estremamente soddisfatta. Ho dato cinque stelle perché ...continua

    Ho dovuto leggere questo romanzo per un esame (abbastanza impegnativo, vorrei aggiungere) all'università e sono rimasta piacevolmente colpita ed estremamente soddisfatta. Ho dato cinque stelle perché è stata davvero una lettura appassionante ed è stato proprio una rivelazione.
    Rivelando la mia ignoranza, devo ammettere che non avevo mai sentito parlare di Wilkie Collins né de La donna in bianco e sono felicissima di aver avuto la possibilità di scoprire quest'autore e quest'opera, anche perché amo alla follia i romanzi ambientati in quest'epoca (aka Vittorianesimo).

    Ci sarebbe così tanto da dire che, sinceramente, non trovo neanche le parole. Ho amato il buon cuore e il coraggio di Walter, la risolutezza e la sagacia di Marian (mio personaggio preferito, tra l'altro), ho odiato il conte Fosco e sir Percival e non so nemmeno io quanto ho adorato la fine che hanno fatto (un po' crudele da parte mia, forse).

    Ho dato cinque stelle perché è un romanzo che ti tiene incollata, pagina dopo pagina e ti fa credere una cosa invece di un'altra, un romanzo che ti fa chiedere: 'E adesso?' mentre leggi frase dopo frase, pagina dopo pagina.
    La detective story, o per meglio dire il poliziesco, non è proprio il mio genere ma questo romanzo mi ha fatto sperare che forse potrebbe esserlo e mi ha fatto venir voglia di leggere qualcos'altro dello stesso autore/genere.
    Grazie, Wilkie Collins.

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  • 3

    Ho sperato fino alla fine in un matrimonio fra Walter Hartright e Marian! E invece niente..
    Troppo ripetitivo, spesso la narrazione si dilunga senza motivo.
    Marian Halcombe è assolutamente il personag ...continua

    Ho sperato fino alla fine in un matrimonio fra Walter Hartright e Marian! E invece niente..
    Troppo ripetitivo, spesso la narrazione si dilunga senza motivo.
    Marian Halcombe è assolutamente il personaggio più riuscito - e moderno. Mi è piaciuta da subito la sua concretezza.

    dit a 

  • 3

    Tre stelle e mezza

    Il libro pecca di un inizio lento e molto ottocentesco, purtroppo lo stile vetusto ci accompagna per tutte le 700 e passa pagine, anche se alla fine finisce per intrigarti

    7/10

    dit a 

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