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La dama de la furgoneta

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Publisher: Anagrama

3.6
(1021)

Language:Español | Number of Pages: 96 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8433974939 | Isbn-13: 9788433974938 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
En 1974, cuando Miss Shepherd y su furgoneta se instalaron definitivamente en el jardín de la casa de Alan Bennett, ya hacía varios años que ambas eran conocidas en el barrio. No se podría decir que circulaban, porque la furgoneta de Miss Shepherd era muy poco móvil y estaba casi siempre aparcada no lejos del convento de la esquina.
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  • 3

    Carino

    Chi mi segue e legge le mie recensioni saprà già che la conoscenza dell'autore Alan Bennett é ancora molto scarsa.

    Ho letto per caso un suo libro e l'ho apprezzato molto, e per questo motivo ora sono ...continue

    Chi mi segue e legge le mie recensioni saprà già che la conoscenza dell'autore Alan Bennett é ancora molto scarsa.

    Ho letto per caso un suo libro e l'ho apprezzato molto, e per questo motivo ora sono intenzionata ad approfondire la mia
    conoscenza di questo autore.

    Mi sono imbattuta quindi in questo libro, e già alla lettura della trama sono rimasta incuriosita.

    I libri di Alan Bennett sono davvero piccolini, e anche i singoli capitoli sono corti, quindi la lettura é davvero adatta
    a tutti.

    Ma veniamo alla storia.
    Si parla di Miss Shepherd, una donna particolare quanto "colorata" che per sua decisione vive in un furgone, anzi in più
    furgoni, perché durante la sua vita ne ha cambiati diversi.

    Vista la sua età avanzata non usa i furgoni come "camper" ma come vere e proprie case in cui vivere.

    Questa strana Miss Shepherd é davvero singolare.
    Non é povera, ma decide ugualmente di passare la vita in un furgone, e di rendere la vita impossibile al malcapitato di
    turno che decide di aiutarla.

    Il malcapitato del libro é Mr Bennett, che già dal primo incontro scopre di che pasta é fatta questa strana signora.

    Colto da gentilezza estrema decide di farla posteggiare nel suo giardino e le collega tutti gli impianti alla casa,
    gentilissimo da parte sua aiutare una signora anziana, ma se ne pentirà presto.

    Non manca giorno che non si presenti con mise strampalate e inguardabili, e non dimentichiamo le continue assurde
    richieste che fará ogni volta che Mr Bennett per errore passa davanti al furgone.

    La convivenza sembra un poco opprimente, ma si troverà presto ad abituarsi, e anzi a sentirne la mancanza quando non é
    presente.

    Nel racconto ho apprezzato la divertente comicità e lo scambio di battute tra il sarcastico e l'esasperato.

    Il libro é scritto come un diario tenuto da Mr Bennett.

    Sinceramente non ho capito se il racconto é creato dallo spunto di una situazione vissuta dall'autore o se inserirsi
    nei racconti é il suo stile di scrittura, ma ora voglio sicuramente approfondire.

    Tutta la storia é carina e si legge facilmente, oltre che molto velocemente, e leggendo oltre il racconto in se stesso,
    si vede sotto tanta verità dell'essere umano.

    Non mi resta che augurare a tutti una Buona Lettura!

    said on 

  • 4

    Novanta pagine di garbata ironia di sottile umorismo,ma che nascondono la storia di due modi diverssimi di essere soli e con riserbo e discrezione tenersi compagnia.

    said on 

  • 4

    Sono al secondo racconto di Bennett e mi ripeto nel dire che l'ho scoperto da poco come autore.Ne resto affascinata dall'ironia che riesce a tirar fuori da brevi storie.
    Il libro mi rimane al momento ...continue

    Sono al secondo racconto di Bennett e mi ripeto nel dire che l'ho scoperto da poco come autore.Ne resto affascinata dall'ironia che riesce a tirar fuori da brevi storie.
    Il libro mi rimane al momento in wish perchè me lo hanno prestato e io lo vorrei nella mia libreria.
    Leggerò ancora altro di suo.

    said on 

  • 3

    C’era una signora nel furgone.

    Gli aneddoti sono tutti divertenti e se c’è da aspettare che bolla l’acqua o che arrivi l’autobus o che si liberi il bagno o che il frutto sull’albero raggiunga il punto esatto di maturazione, si può ...continue

    Gli aneddoti sono tutti divertenti e se c’è da aspettare che bolla l’acqua o che arrivi l’autobus o che si liberi il bagno o che il frutto sull’albero raggiunga il punto esatto di maturazione, si può anche ragionare un po’ su ricchi e poveri e su chi è lo strambo, tra una barbona e uno che la ospita nel cortiletto di casa sua e che ogni tanto scrive sul suo diario qualche altra curiosità sulla vecchietta che se ne sta nella sua merda e che comuque sarebbe stato indescrivibilmente crudele metterla in qualche instituto. Io della generosità e della gentilezza che Bennett non si ascrive nemmeno non ne ho manco la milionesima parte, mia madre invece sì. Ieri passo da casa sua e chiede alla donna che ho sposato di decorare una torta al cioccolato con dei confettini colorati: “Sono per la ragazza di quarant’anni che chiede l’elemosina all’angolo dalle strada; il marito fa il guardiano delle auto [N.d.C: è un parcheggiatore abusivo] e hanno quattro figli, lei ogni mattina li porta a scuola, puliti e ordinati, e con il ricavato delle elemosine ci fa la spesa al mercato. È una brava ragazza, ci parlo spesso, siccome ogni tanto le porto un dolcetto l’anno scorso mi ha chiesto se potevo preparargliene uno per suo figlio, che compiva cinque anni, e io le preparai una crostata. Quest’anno ne fa sei. Per la torta le ho comprato anche la carta trasparente e le fasce di cartone dorato, come se gliel’avesse presa in pasticceria. Che dite, è brutta questa torta?”. Mia madre sono anni che compie piccoli gesti buoni di cui non ne so niente, non è una sceneggiatrice di fama mondiale e non ha una casa con cortile quindi non è generosa come Alan Bennett e esserlo le risulta facile come risulterebbe altrettanto facile non esserlo a Alan Bennett, ma mi stanno di un gran simpatico tutt’e due, per la loro spiccia e commovente umanità-che-non-vuol-disturbare.

    said on 

  • 3

    Il solito Bennett alle prese con un racconto di vita decisamente singolare, che col passar dei giorni mi ha lasciato un'amarezza ironica come ricordo. La dolcezza che mi ritrovo tra le mani ora cerca ...continue

    Il solito Bennett alle prese con un racconto di vita decisamente singolare, che col passar dei giorni mi ha lasciato un'amarezza ironica come ricordo. La dolcezza che mi ritrovo tra le mani ora cercando di descrivere le emozioni suscitatemi, era risata e incredulità per la sfilza di assurdi eventi mentre lo leggevo.

    said on 

  • 2

    Una folatina di vento

    Tutte le mie recensioni qui:
    http://lemieletturecommentate.blogspot.it/

    Questo racconto è stato una folatina di vento nel mio pomeriggio da lettrice, mi aspettavo un venticello impertinente e giocoso ...continue

    Tutte le mie recensioni qui:
    http://lemieletturecommentate.blogspot.it/

    Questo racconto è stato una folatina di vento nel mio pomeriggio da lettrice, mi aspettavo un venticello impertinente e giocoso e invece è stato un vento calmo che non mi ha spettinato le idee.
    La storia c'è anche se raccontata in modo ironico (ma non troppo) e volutamente quasi asettico, con quel distacco tipicamente "english", una storia di vecchiaia e di degradosimile a tante tranne per il fatto che è capitata ad un personaggio famoso come lo scrittore che qui la racconta. Mi ha ricordato molto "Il diario di Jane Somers" di Doris Lessing, ma solo per la tematica affrontata e non certo per la lunghezza e la profondità con cui l'argomento è stato toccato.
    Un libro che si può anche fare a meno di leggere ma che comunque regala qualche piccola riflessione senza avvilirci troppo e con uno stile sobrio ma leggero.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Sorpresa

    Letto in un giorno. Sono stata piacevolmente sorpresa da questo racconto. Bennett descrive la sua lunga convivenza con Miss Shepherd, un'anziana barbona che piazza il proprio furgone nel giardino di c ...continue

    Letto in un giorno. Sono stata piacevolmente sorpresa da questo racconto. Bennett descrive la sua lunga convivenza con Miss Shepherd, un'anziana barbona che piazza il proprio furgone nel giardino di casa sua, occupando completamente il vialetto che dal cancello conduce alla porta di casa. Incredibili sono la tolleranza, la calma (tanto british) e il rispetto per il modo di vivere della barbona da parte dello scrittore, che accetta tutti i disagi che tale presenza impone, compresi quelli derivanti da carenze igieniche inevitabili. Ma ciò che colpisce di più è la quasi totale mancanza di curiosità nei confronti della storia personale di miss S., che solo alla fine, frettolosamente, viene narrata.
    "Venni a sapere tutto questo in quegli ultimi pochi giorni. Come in un romanzo di Dickens, i segreti di Miss S. si svelarono con un colpo di scena subito prima del gran finale" e poi, con grande autoironia "Ma io, più che vivere felice e contento, potei parcheggiare la macchina in giardino, dove tutti quegli anni c'era stato il furgone".
    E poi dall'esperienza avuta un breve riferimento al proprio modo di vivere: "Penso alla vita spavalda che ha condotto, che è l'opposto del mio pavido modo di vivere: vivere, certo, come ha detto Camus, è un po' il contrario di esprimere. E mi rendo conto che il posto di Miss Shepherd e del suo furgone, davanti a casa mia, ma di lato a dove scrivo, è quello della maggior parte delle cose di cui scrivo: cose sempre di lato, mai ciò che ho di fronte".
    I commenti al racconto possono essere diametralmente opposti: si tratta di comprensione e di rispetto di un modo di vivere "diverso" oppure di consapevolezza dei propri limiti nell'aiutare l'altro.
    Bennett, secondo me, lascia aperta la chiave di lettura; io propendo per la prima versione

    said on