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La dama de la furgoneta

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Publisher: Anagrama

3.7
(982)

Language:Español | Number of Pages: 96 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8433974939 | Isbn-13: 9788433974938 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
En 1974, cuando Miss Shepherd y su furgoneta se instalaron definitivamente en el jardín de la casa de Alan Bennett, ya hacía varios años que ambas eran conocidas en el barrio. No se podría decir que circulaban, porque la furgoneta de Miss Shepherd era muy poco móvil y estaba casi siempre aparcada no lejos del convento de la esquina.
Sorting by
  • 3

    Umorismo, amarezza, umanità

    Si legge in pochissime ore ma non puoi non rimanere indifferente di fronte a questa strampalata, quanto sola signora.

    said on 

  • 3

    Very British!

    Molto inglese! Il tipo di humor lo si percepisce già dalle prime righe: sicuramente efficace e incisivo, riesce addirittura a far pervenire persino la puzza...che, non per cattiveria, ma anche questa è abbastanza tipica degli inglesi (non solo quella "sotto il naso", ma anche quella dovuta alla p ...continue

    Molto inglese! Il tipo di humor lo si percepisce già dalle prime righe: sicuramente efficace e incisivo, riesce addirittura a far pervenire persino la puzza...che, non per cattiveria, ma anche questa è abbastanza tipica degli inglesi (non solo quella "sotto il naso", ma anche quella dovuta alla purtroppo poca dimestichezza con lo "strumento idrico",...non me ne vogliano gli inglesi!). Tutto sommato non male, scorrevole, ottimo il ritmo e da leggere in brevissimo tempo. Solo ho trovato un po' poco convincenti entrambe le figure dei protagonisti: il magnanimo/paziente padrone di casa e l'odiosa/svitata barbona. Se sia effettivamente vera la storia non lo so, ma ho trovato un po' esagerato sia il livello di "igiene" della signora, sia quello di sopportazione dello scrittore. Ci si chiede come abbia potuto tollerare per tutti quegli anni una simile presenza nel suo piccolo giardino, senza neppure conoscere la vera storia di questa donna, storia di cui verrà a conoscenza dal fratello, solo dopo la sua morte. Molto breve, ma forse anche troppo: lo spunto era ottimo, ma a mio parere andava approfondito un po' di più (interessante sarebbe stato scavare meglio nel suo passato e non solo sintetizzarlo in poche righe finali, data anche la grande attualità dell'argomento); e poteva invece tralasciare magari qualche piccolo particolare sullo stato igienico della signora (...giusto per riguardo al nostro stomaco). Comunque un bravo scrittore, sarei invogliata a leggere qualcos'altro di lui (qualcosa però di diverso...!).

    said on 

  • 4

    Premessa 1:Non ricordavo di aver già letto questo libro (sarà l’età?! Mah?!)
    Premessa 2: Trattasi di storia vera e a me le storie vere fanno apprezzare ancora di più il libro

    Storia davvero piacevole di quelle che solo uno come Bennett può permettersi di scrivere…perché il tema no ...continue

    Premessa 1:Non ricordavo di aver già letto questo libro (sarà l’età?! Mah?!)
    Premessa 2: Trattasi di storia vera e a me le storie vere fanno apprezzare ancora di più il libro

    Storia davvero piacevole di quelle che solo uno come Bennett può permettersi di scrivere…perché il tema non è proprio allegro, ma qui si sorride…perché anche le cose serie hanno un alone di leggerezza, perché arrivi alla fine e pensi di aver letto una piccola tenera dolce storia.

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  • 3

    C'è chi accoglie randagi e chi clochard...

    Non è il miglior libro di Alan Bennet, nè il più divertente. Scioccante pensare che si possa basare su un fatto reale. Il libro meriterebbe comunque più di 3 stelline, e se la storia è autobiografica, Bennet merita un Oscar alla Carità (e non lo dico con mezzo sorrisetto, ma con ammirazione). Lib ...continue

    Non è il miglior libro di Alan Bennet, nè il più divertente. Scioccante pensare che si possa basare su un fatto reale. Il libro meriterebbe comunque più di 3 stelline, e se la storia è autobiografica, Bennet merita un Oscar alla Carità (e non lo dico con mezzo sorrisetto, ma con ammirazione). Libro interessante.

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  • 4

    Una storia agrodolce che sinceramente non mi aspettavo... A tratti divertente ma soprattutto amara, in cui aiutare "l'altro" è così scomodo che chi lo fa diventa un eroe. Sorge spontanea una domanda: fino a che punto siamo/saremmo disponibili verso chi ha bisogno?

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