La dama del Kashmir

Di

Editore: Giano (nerogiano, 25)

3.8
(103)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8862510586 | Isbn-13: 9788862510585 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Sichel

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Tutto ha inizio da una sedia a rotelle, immersa nel buio sul marciapiede deserto di un vicolo di Barcellona. Francisco Balmes detto Paquito, rappresentante di bigiotteria sposato e con figli, ha la sfortuna di passare da quelle parti e di incrociare lo sguardo dell'uomo che è sopra quella sedia: un invalido ancora ben messo, con belle braccia muscolose, collo taurino e un'aria di solitudine, quasi di tristezza antica. Come una suora della carità, Paquito si ritrova ad aiutare l'uomo ad attraversare la strada. Spinge la sedia sull'asfalto lucido fino all'altro marciapiede e poi fino a un vicolo, un budello piene di pile con cartoni, finestre con le sbarre e coppie che amoreggiano. Tutto precipita in pochi istanti: nel punto più buio del vicolo l'invalido si alza in piedi. Niente più sedia a rotelle, niente più gambe che cedono. Solo le braccia muscolose, il collo taurino, lo sguardo cattivo. Piazzandogli la lama di un coltello alla gola, l'uomo gli intima di dargli tutto. Paquito gli consegna portafogli, fermacravatta, un anello, ogni cosa che possiede... eccetto un rubino, grande e grosso come un'ultima lacrima di Cristo, che porta alla mano sinistra. Per difendere quel rubino, Paquito muore: un taglio netto al pomo d'adamo cosparso di Eau de Rochas.
Seguendo le tracce di quel gioiello, in un'inchiesta in cui si susseguono una serie di omicidi inspiegabili, l'ispettore Méndez si imbatte in Abel Gimeno, rappresentante di biancheria, cinquant'anni, rubricato nello schedario del commissariato di polizia sotto la voce «esteta», vale a dire, per Méndez e i cinici poliziotti di strada come lui, «finocchio». Abel Gimeno porta alla mano sinistra un rubino identico a quello di Paquito, stessa fascetta, stesso castone...
Esperto di amori consumati in fretta nei postriboli di Barcellona, Méndez si scopre decisamente impreparato dinanzi agli amori impossibili delle donne e degli uomini che appaiono via via nel caso aperto dall'omicidio di Francisco Balmes. Così impreparato che capisce troppo tardi che si può anche morire per aver troppo amato e che l'omicidio può anche essere l'ultimo rifugio dei sogni.
Con la sua impeccabile scrittura, Francisco González Ledesma ci offre con La dama del Kashmir uno dei suoi romanzi più belli, in cui Méndez «il vecchio poliziotto, la carogna» mostra il suo volto più cinico e, insieme, più compassionevole.
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    Credo che in Italia non sia un granché conosciuto. Ma Francisco Gonzales Ledesma è considerato, insieme a Montalbàn, il massimo autore poliziesco spagnolo (o, per meglio dire, catalano). Benché abbia ...continua

    Credo che in Italia non sia un granché conosciuto. Ma Francisco Gonzales Ledesma è considerato, insieme a Montalbàn, il massimo autore poliziesco spagnolo (o, per meglio dire, catalano). Benché abbia anche scritto d’altro. Il protagonista della serie, Mendez, non detiene una posizione importante nella pianta organica del commissariato, né ha alcuna velleità di carriera. E’ un poliziotto di strada, assiduo frequentatore e profondo conoscitore di quartieri malfamati (il Barrio Chino, che non si chiama più così), un po’ nostalgico, disincantato, dotato di feroce ironia, ma soprattutto del fiuto infallibile del detective. Nessuno gli affida più alcuna inchiesta, al massimo lo mandano a far inutili retate tra i travestiti del barrio, sicché egli può muoversi come un cane sciolto. E risolvere i casi più irresolubili, affidandosi più che alla logica come Sherlock Holmes, ad un senso di umanità che sfocia nella compassione. Mendez è in grado di osservare le persone, soprattutto se di sesso femminile, quasi trapassandole ai raggi X. E’ l’istinto che alla fine prevale e che gli consente di individuare l’assassino. Ledesma è abile nella costruzione di atmosfere sinistre, nell’opera di depistaggio del lettore e nella descrizione della Barcellona post-franchista. Scrive con uno stile che sfiora il cinismo, rivelando nondimeno una profonda partecipazione umana (che poi è quella del suo protagonista). E’ inimitabile nei suoi personaggi femminili, letteralmente radiografati nel fisico e nella psiche. In fondo, i suoi noir travalicano i confini del genere, facendo emergere, con realismo un po’ dark, i bassifondi della capitale catalana e l’umanità reietta dei suoi anfratti più misteriosi. Con passione e irresistibile sarcasmo.

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  • 5

    Bellissimo significa quasi un capolavoro .. e certamente questo romanzo non lo è. Tuttavia, specie considerando lo squallore della produzione contemporanea, rimane uno dei più bei racconti che abbia l ...continua

    Bellissimo significa quasi un capolavoro .. e certamente questo romanzo non lo è. Tuttavia, specie considerando lo squallore della produzione contemporanea, rimane uno dei più bei racconti che abbia letto negli ultimi tempi. Ledesma è il cantore di un mondo che non c'è piu' e la nostalgia (soffusa di ironia, e quindi mai patetica) è una delle chiavi più vibranti del suo universo disincantato, cinico forse, ma sempre soffuso di una dolente empatia per i protagonisti della sua tragedia "minore". Ed ancora, ciò che più incanta in questo autore è il suo stile: fantasioso, circolare, evocativo di atmosfere ed emozioni, anche se minimalista nel tratto. Difficile staccarsi dalle sue pagine...

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  • 3

    Petita decepció

    M'esperava més d'aquesta novel·la. Les expectatives eren altes i per aquest motiu el resultat desprès de la lectura ha estat inferior.
    Per mi hi sobren algunes llargues descripcions que et desvien mom ...continua

    M'esperava més d'aquesta novel·la. Les expectatives eren altes i per aquest motiu el resultat desprès de la lectura ha estat inferior.
    Per mi hi sobren algunes llargues descripcions que et desvien momentàniament del relat.

    ha scritto il 

  • 0

    In una Barcellona diversa da quella presentata nelle guide turistiche, tra vecchi quartieri e misteriose ville antiche, un poliziotto bevitore alla caccia di un misterioso, enigmatico assassino: la le ...continua

    In una Barcellona diversa da quella presentata nelle guide turistiche, tra vecchi quartieri e misteriose ville antiche, un poliziotto bevitore alla caccia di un misterioso, enigmatico assassino: la lettura di questo libro mi ha talmente catturata, con la sua suspence e le sue particolari atmosfere, che nel tempo l'ho letto tre volte, la prima per scoprire l'assassino, le successive per assaporare lo stile di questo straordinario scrittore

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  • 4

    Noir traboccante di nostalgia

    Nostalgia nei confronti della Barcellona che fu, nei confronti di un mondo che ha perso la sua "innocenza", per quanto sordido e misero e malfamato. Dominano la scena, oltre ai personaggi molto ben ca ...continua

    Nostalgia nei confronti della Barcellona che fu, nei confronti di un mondo che ha perso la sua "innocenza", per quanto sordido e misero e malfamato. Dominano la scena, oltre ai personaggi molto ben caratterizzati nella loro umanità dolente, quando non disperata, i vecchi caffè ormai snaturati dal progresso, le strade di quartieri che non esistono più, le atmosfere quasi oniriche di una Barcellona che nessuna guida potrà mai raccontare.
    Grande scrittore Ledesma!

    ha scritto il 

  • 4

    "Le cifre fosforescenti segnavano le tre meno venti del mattino, mentre invece, il giorno prima, quando Mendez era passato per lo stesso luogo, l'orologio segnava le due e cinque. Con quelle differenz ...continua

    "Le cifre fosforescenti segnavano le tre meno venti del mattino, mentre invece, il giorno prima, quando Mendez era passato per lo stesso luogo, l'orologio segnava le due e cinque. Con quelle differenze di orario era impossibile tendere un tranello a Mendez, il che d'altronde confermava le dicerie che lo indicavano come un uomo disordinato e senza metodo, e si sa che senza abitudini e soprattutto senza una donna si campa cent'anni."

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  • 3

    Ledesma è una piacevole lettura sempre, ma in questo caso non riesce a convincermi del tutto, perché, se è vero che per questo autore, scrivere è un modo di parlare di una parte della società figlia d ...continua

    Ledesma è una piacevole lettura sempre, ma in questo caso non riesce a convincermi del tutto, perché, se è vero che per questo autore, scrivere è un modo di parlare di una parte della società figlia di un dio minore, che è quasi scomparsa e che certamente non è mai protagonista dei destini del mondo, la vicenda non convince proprio. Pur raccontata con sensibilità e abilità, non convince per la scarsa plausibilità e perchè risulta essere proprio solo una scusa per il resto della narrazione... peccato

    ha scritto il 

  • 0

    Certamente di questo romanzo quello che colpisce non è la vicenda, a tratti confusa. Ma confusa è spesso la realtà. Colpisce il mondo narrato: tormentato e tormentoso, sordido e vitalissimo, e il mod ...continua

    Certamente di questo romanzo quello che colpisce non è la vicenda, a tratti confusa. Ma confusa è spesso la realtà. Colpisce il mondo narrato: tormentato e tormentoso, sordido e vitalissimo, e il modo di raccontarlo. Che trasmette emozioni. Sudore e fatica, odori, e sguardi, e frustrazione, e miseria umana e sociale. Sento dire che non è il migliore di questo autore, e non c'è che dire: resto curiosa di leggerne il meglio.

    ha scritto il