Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La dama di picche e altri racconti

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 413)

4.1
(265)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 104 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845913929 | Isbn-13: 9788845913921 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Tommaso Landolfi ; Curatore: Idolina Landolfi

Genere: Fiction & Literature , Romance

Ti piace La dama di picche e altri racconti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Nella traduzione di Landolfi i tre più celebri racconti di Puskin: Ilfabbricante di bare, Il mastro di posta, La dama di picche. Landolfi riversanella traduzione italiana la febbrile ricerca di novità e perfezione verbaledel testo russo, insieme a quel dinamismo narrativo che pone il lettore in unnuovo sorprendente rapporto con l'idea di libertà.
Ordina per
  • 4

    Letto da: Elisabetta


    "Non sono in grado di sacrificare il necessario nella speranza di procurarmi il superfluo". Poi inevitabilmente tutto si rovescia, sempre con leggerezza e ironia. Qui - e nei "Racconti di Belkin" - il miglior Puskin in prosa, il sublime e limpido maestro di racconti br ...continua

    Letto da: Elisabetta

    "Non sono in grado di sacrificare il necessario nella speranza di procurarmi il superfluo". Poi inevitabilmente tutto si rovescia, sempre con leggerezza e ironia. Qui - e nei "Racconti di Belkin" - il miglior Puskin in prosa, il sublime e limpido maestro di racconti brevi.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre racconti tipicamente ottocenteschi, i primi due con elementi fantastici, il terzo più del genere drammatico.
    Tre storie ben scritte che si inseriscono a pieno titolo nella letteratura europea del XIX secolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Molto si è studiato e scritto sull’arte di Puškin e sulle sue opere, quindi io non aggiungerò nulla di nuovo ed essenziale, a conclusione della lettura di questi tre deliziosi racconti. Perfetti, geniali nella loro semplicità nascondono pur tuttavia una densità di sensazioni e sentimenti e u ...continua

    Molto si è studiato e scritto sull’arte di Puškin e sulle sue opere, quindi io non aggiungerò nulla di nuovo ed essenziale, a conclusione della lettura di questi tre deliziosi racconti. Perfetti, geniali nella loro semplicità nascondono pur tuttavia una densità di sensazioni e sentimenti e una grande poeticità.
    Vi si fondono fantasia e realtà ironia e senso pratico. Non c’è nessun pietismo o comprensione nei confronti dei vari personaggi ma solo un sorriso ironico che aleggia su tutte le vicende.
    La Dama di Picche, così ricca di arguzia e pathos, spicca in modo particolare forse perché nasconde anche spunti simbolici di non scontata interpretazione e molti elementi narrativi che hanno richiami ben precisi nella tessitura del racconto.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando sei in giro per lavoro, e finisci il tuo libro un momento prima che ti chiami il capo per dirti che devi rimanere ancora lì... comprati Puskin e manda tutti a quel paese.

    P.S.
    Non leggete la bandella di copertina: vi racconta il finale a sorpresa. Editori maldestri!

    ha scritto il 

  • 4

    Tre brevi incantevoli racconti, di cui La dama di picche è il più famoso. Forse anche il più bello, non saprei fare una graduatoria. Posso dire che il racconto, che narra dell’irrefrenabile ambizione di un giovane con pochi mezzi economici che lo condurrà alla follia, è un perfetto equilibrio di ...continua

    Tre brevi incantevoli racconti, di cui La dama di picche è il più famoso. Forse anche il più bello, non saprei fare una graduatoria. Posso dire che il racconto, che narra dell’irrefrenabile ambizione di un giovane con pochi mezzi economici che lo condurrà alla follia, è un perfetto equilibrio di stili, dal romantico al fantastico al gotico, tenuti insieme da una scrittura brillante e da una sottile ironia. Vorrei parlare di uno degli altri due racconti, Il mastro di posta. Mi è piaciuto molto. Quest’uomo semplice, che tiene appesi nella sua dimora i quadretti raffiguranti la storia del figliol prodigo, è padre amorevole di una splendida ragazzina (la cui descrizione, appena maliziosa, ha di certo ispirato Nabokov), Dunja, che gli viene strappata da un ussaro dai baffetti neri, in mala fede ospite della sua dimora. Il dolore di questo padre ferito a morte, pronto a supplicare ed umiliarsi per rivedere l’amatissima figlia e riportarla all’ovile come il figliol prodigo nei suoi quadretti, è grande e coinvolge il lettore, ma il punto più bello è il finale in cui i toni cambiano, e la commistione tra immaginazione e realtà si sbilancia a favore della prima, sorprendendoci e lasciandoci meno tristi di quanto prevedibile. L’ampia gamma di emozioni che si attraversano leggendo questo brevissimo racconto lo rende, secondo me, una perla rara.

    ha scritto il 

  • 5

    Simplex munditiis

    Gli “altri racconti” sono due: Il fabbricante di bare e Il mastro di posta: e due su tre le potremmo definire storie di fantasmi. Se si vuol un esempio in letteratura di fine poetico raggiunto con la massima economia e raffinatezza di mezzi, queste novelle di Puškin possono fungere ...continua

    Gli “altri racconti” sono due: Il fabbricante di bare e Il mastro di posta: e due su tre le potremmo definire storie di fantasmi. Se si vuol un esempio in letteratura di fine poetico raggiunto con la massima economia e raffinatezza di mezzi, queste novelle di Puškin possono fungere da modello ideale: d’altronde l’autore, che scriveva per un pubblico di gentiluomini e di letterati, non aveva bisogno dei mezzucci e degli effettacci facili che chi scriveva per un pubblico borghese doveva profondere per solleticare l’attenzione e sollecitare il plauso dei suoi lettori di gusto grossolano. Purtroppo non so il russo, e perciò non posso cogliere la musicalità dello stile per cui Puškin è tanto amato dai suoi compatrioti e da chi lo legge in lingua originale. Direi però che l’italiano di Tommaso Landolfi, che lo traduce con la sua consueta patina d’antico e una straordinaria fantasia lessicale, ne può costituire un ottimo succedaneo: tanto più che questo velo di sapidità toscana ed ottocentesca non suona mai forzato ed anzi, non che togliere naturalezza allo scorrere della prosa, le conferisce vigore, vitalità e brio, e vi fa lampeggiare improvvisi e deliziosi tocchi di luminosità inattesa.

    ha scritto il 

  • 4

    Proprio bravo questo Puskin, che racconta di zombie e morigerati tedeschi che si fanno prendere dal demone del giuoco fino a perderci il senno.
    E che personaggio questo Puskin: il saggio finale del buon Landolfi (grande traduttore e sincero estimatore) colora ancor di più il ritratto dell'a ...continua

    Proprio bravo questo Puskin, che racconta di zombie e morigerati tedeschi che si fanno prendere dal demone del giuoco fino a perderci il senno.
    E che personaggio questo Puskin: il saggio finale del buon Landolfi (grande traduttore e sincero estimatore) colora ancor di più il ritratto dell'autore morto dopo un duello per difendere l'onore.
    Appare evidente come di scrittori così oggi non ce ne siano più.

    ha scritto il 

  • 4

    3 storielle carine, di cui la più divertente è la prima, il fabbricante di bare che dà una festa, a cui partecipano solo i suoi clienti... morti! il cartello del venditore dice: "si vendono e si guarniscono bare semplici e di lusso, e s'affittano anche e si riparano le vecchie..."

    ha scritto il 

  • 5

    RECE-SCIARADA (4;2;1;3 = 10)

    Sopra il suo collo ...
    sonava una nota dal tono melodioso ...
    con tette sì grandi (indovina la taglia!) ...
    che le donavan metallo prezioso!

    (ps: tra l'altro, traduzione al Bacioperugina!!!)

    ha scritto il