La dama e l'unicorno

Di

Editore: Neri Pozza

3.8
(1729)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Chi tradizionale , Catalano , Greco , Russo

Isbn-10: 8873059368 | Isbn-13: 9788873059363 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Ortelio

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Nella Francia del Nord del XV secolo, Jean Le Viste, uno degli uomini più in vista della corte, commissiona al celebre artista parigino Nicolas sei arazzi per il suo castello.
Quando Nicolas si reca al castello di Jean Le Viste, si imbatte nella figlia e nella moglie di costui: Claude e Geneviève de Nanterre, che lo colpiscono per la vastità dei loro interessi, per la delicatezza dei modi e l'armonia e la bellezza del loro aspetto.
Nel disegnare l'opera, Nicolas non può fare a meno di trasporvi non soltanto il fascino, ma anche i pensieri più riposti, e a lui soltanto noti, delle due donne.
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  • 2

    Scrittura piacevole ma personaggi orrendi! Un puttaniere da strapazzo e una ragazzina disposta a darsi al primo che passa anche sotto un tavolo ? Questi arazzi meravigliosi avrebbero certo meritato pe ...continua

    Scrittura piacevole ma personaggi orrendi! Un puttaniere da strapazzo e una ragazzina disposta a darsi al primo che passa anche sotto un tavolo ? Questi arazzi meravigliosi avrebbero certo meritato personaggi meno squallidi.

    ha scritto il 

  • 4

    Piacevole.

    Un testo scorrevole e piacevole, che usa la stessa formula della ragazza con l'orecchino di perla, sia pure usando un'opera meno nota.
    Piacevole senza pretese.

    ha scritto il 

  • 2

    2* e poco più

    Mi piace la Chevalier, di solito scrive bene, propone personaggi credibili e situazioni interessanti.
    Ma qui... Lo spunto è ottimo: meravigliosi arazzi di fine Quattrocento, conservati oggi in un muse ...continua

    Mi piace la Chevalier, di solito scrive bene, propone personaggi credibili e situazioni interessanti.
    Ma qui... Lo spunto è ottimo: meravigliosi arazzi di fine Quattrocento, conservati oggi in un museo a Parigi. Peccato che la resa sia così così: non tanto per la qualità della scrittura - su quello nulla da dire, scorre fluida e si segue con piacere, quanto sui personaggi. Ho trovato davvero fastidioso questo insistere sulla sessualità, mi ha proprio dato l'impressione di un elemento fuori contesto rispetto alla storia che si sta raccontando. Se qualche accenno ci poteva stare in Nicolas, il tutto diventa quasi grottesco in Claude, la figlia del suo committente: 14 anni ed evidentemente in preda a qualche tempesta ormonale. Eccessivo.
    La parte migliore per me è quella che si svolge a Bruxelles, nella bottega del tessitore, con la descrizione del lavoro e dei materiali necessari per creare gli arazzi e del mondo dei tessitori.

    ha scritto il 

  • 2

    SVANITI DALLA LIBRERIA COMMENTO E LIBRO SU PER GIU' AVEVO SCRITTO....

    Prima di leggere il libro mi ero documentata su questi magnifici arazzi di una bellezza sconvolgente e di raffinata fattura,reduce dalla lettura della "Ragazza con l'orecchino di perle" mi gustavo già ...continua

    Prima di leggere il libro mi ero documentata su questi magnifici arazzi di una bellezza sconvolgente e di raffinata fattura,reduce dalla lettura della "Ragazza con l'orecchino di perle" mi gustavo già la lettura.........e no!!!! La dama e l'unicorno e l il lavoro dei tessitori meritavano personaggi diversi da un incallito puttaniere e una giovincella in eterna fregola che se non ricordo male cercava di amoreggiare anche sotto la tavola,nascosta dalla lunga tovaglia. Non ho capito lo spirito del libro? può darsi! Allora avevo dato** nel riscrivere il commento l'insofferenza è sempre come allora perciò.....

    ha scritto il 

  • 3

    Ecco qui un piacevole divertissement ispirato da un ciclo di arazzi tutt’ora conservato al Museo del Medio Evo di Parigi. Qual è la storia che ha ispirato l’incontro tra la dama e l’unicorno? Per qual ...continua

    Ecco qui un piacevole divertissement ispirato da un ciclo di arazzi tutt’ora conservato al Museo del Medio Evo di Parigi. Qual è la storia che ha ispirato l’incontro tra la dama e l’unicorno? Per quale membro della famiglia Le Viste è stato pensato? E da chi è stato realizzato? Tutti interrogativi a cui la Chevalier risponde con questo romanzo, animato via via dalle voci dei protagonisti nei vari capitoli. Forse però...gli ha dato un po’ troppa voce, nel senso che “palpate di prugne” e altre immagini più o meno “realistiche” deliziano spesso i dialoghi o i pensieri di questi focosi personaggi: il lato “rosa” prevale un po’ troppo a discapito di uno studio interessante del periodo. Peccato perché la parte dedicata ai lissier, i tessitori degli arazzi, mi ha coinvolto ed è sempre bello scoprire delle arti, piene di maestria e di capacità artigiane, che nel tempo sono scomparse.
    Agli occhi la magia di comprendere la storia della dama e l’unicorno:
    http://www.musee-moyenage.fr/collection/oeuvre/la-dame-a-la-licorne.html
    (pigiare sulla foto per vedere il ciclo completo)

    ha scritto il 

  • 0

    Ricordo che la Ragazza con l’orecchino di perla, della stessa autrice, mi piacque molto.
    Trovai interessante l’idea di costruire una storia attorno ad un dipinto noto, nel rispetto della verità sto ...continua

    Ricordo che la Ragazza con l’orecchino di perla, della stessa autrice, mi piacque molto.
    Trovai interessante l’idea di costruire una storia attorno ad un dipinto noto, nel rispetto della verità storica conosciuta (ma anche se non fosse stato così….).
    Mi piacque sentirmi a Delft nel 1600, guardare con Griet le polveri colorate nel laboratorio del pittore (mescolarle), spiare dentro casa Verneer , intrigarmi al mercato, nella cucina, ficcare il naso dovunque.

    Anche nel romanzo che trae spunto dal ciclo di arazzi conservati al Museo nazionale del Medio Evo a Parigi, sono stata spettatrice invisibile delle dinamiche lavorative e parentali di una famiglia di “lissier” a Bruxelles (ho rifatto anche passeggiata nella Grand Place), ho sentito l’atmosfera ottusa del convento e quella formale e soffocante della casa del nobile non di sangue Jean Le Vist, il committente.
    Mi sono innamorata della grazia e della resilienza di Aliènor, la dama della vista – lei, cieca, che cuce le fessure degli arazzi nella notte; alle donne la gilda vieta il lavoro al telaio, ma nel buio, chi vede le sue mani abili tendere l’ago e il filo?

    Non è un libro che smove massimi sistemi.
    E’ una lettura “gradevole”, un romanzo a cui avrebbe sicuramente giovato maggiore attenzione “stilistica”.
    Non ricordavo grossolanità, ne La ragazza con l’orecchino di perla
    (può darsi che l’abbia dimenticate)
    Nei ringraziamenti la Chevalier dice di essersi concessa qualche licenza, tra cui “usare il francese moderno qua e lè nel testo”.
    Ma la lingua veicola visioni del mondo, ed espressioni quali

    “Ti fotto tanto da farti ridere e gemere allo stesso tempo” - ( il pittore alla vista della giovane Claude, figlia del committente)

    “Avrei voluto parlarle di Nicolas des Innocents, dove mi sarebbe piaciuto che m’infilasse le mani, cosa gli avrei fatto con la lingua”

    (la quattordicenne Claude figlia del ricco committente e della sua consorte quasi suora)

    “probabilmente anche i loro stronzi hanno il più gradevole degli olezzi” (Philippe de la Tour, cartonista vicino alla famiglia dei tessitori)

    pregiudicano fortemente la qualità del romanzo/arazzo: come se la scrittrice avesse usato lana grossa invece che seta.
    E’ un peccato, dato il bellissimo disegno del cartone.

    ha scritto il 

  • 4

    Nicolas, l'uomo di mille donne, ma non di Claude.....

    "Gli arazzi sono molto diversi dai dipinti", ho esordito. "Uno che non ci ha mai lavorato non può capirlo. Spesso un pittore pensa che basti semplicemente ingrandire e tessere le figura che ha dipinto ...continua

    "Gli arazzi sono molto diversi dai dipinti", ho esordito. "Uno che non ci ha mai lavorato non può capirlo. Spesso un pittore pensa che basti semplicemente ingrandire e tessere le figura che ha dipinto, lasciandole così come sono. Ma guardare un arazzo non è come guardare un quadro. Il dipinto di solito è più piccolo, così lo sguardo riesce ad abbracciarlo tutto in una volta. Non ci si deve avvicinare troppo, basta rimanere a un paio di passi di distanza, come se ci si trovasse davanti a un prete o a un insegnante. All'arazzo, invece, ci si avvicina come a un amico. Se ne vede solo una parte per volta, e non necessariamente quella più importante. Ecco perché nessuna delle figure deve risaltare troppo, ma integrarsi in modo armonico in un insieme piacevole alla vista, ovunque vadano a posarsi gli occhi dell'osservatore."
    Anche questa volta Tracy Chevalier non mi ha deluso, è ufficiale, questi libri sono i miei preferiti, quelli dove c'è una buona ricostruzione storica, che mi riportano indietro nel tempo, pagina dopo pagina sono trascinata nella Parigi e nella Bruxelles del 1400.
    Come nella "Ragazza con l'orecchino di perla" dove partendo da un famosissimo quadro, la scrittrice ha intessuto una magnifica storia, qui ha fatto altrettanto partendo dalla "Dama con l'unicorno" facente parte del ciclo di cinque arazzi fiamminghi ha permeato una buona storia di fantasia.
    Il personaggio principale Nicolas des Innocents che viene assoldato dal ricco Jean Le Viste per creare dei magnifici arazzi, per decorare e arricchire il suo splendido salone delle feste, il pittore gran donnaiolo userà come soggetto la seduzione di un unicorno da parte di una dama. La storia si dipana tra Parigi e Bruxelles, dove c'è la bottega del tessitore Georges, della moglie Christine e della figlia cieca Alienor e racconta dell'amore impossibile da coronare tra lo stesso pittore e la figlia di Le Viste, Claude.
    Per me è un buon romanzo, la lettura è stata piacevole ed intrigante, ma l'ho trovata meno incisiva dello splendido libro della "Ragazza con l'orecchino di perla", non ho apprezzato il personaggio di Nicolas des Innocents, il grande seduttore, che vuol far sesso con qualsiasi donna che le capiti a tiro e che nessuna di loro sa resistergli, ne è venuto fuori un uomo troppo esagerato ed esibizionista, mentre ho amato la figura di Alionor una ragazza forte e battagliera che non si scoraggia neppur per la sua cecità.

    ha scritto il 

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