Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La dama e l'unicorno

Di

Editore: Neri Pozza

3.8
(1631)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Chi tradizionale , Catalano , Greco , Russo

Isbn-10: 8873059368 | Isbn-13: 9788873059363 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Ortelio

Disponibile anche come: Altri

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

Ti piace La dama e l'unicorno?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Nella Francia del Nord del XV secolo, Jean Le Viste, uno degli uomini più in vista della corte, commissiona al celebre artista parigino Nicolas sei arazzi per il suo castello. Quando Nicolas si reca al castello di Jean Le Viste, si imbatte nella figlia e nella moglie di costui: Claude e Geneviève de Nanterre, che lo colpiscono per la vastità dei loro interessi, per la delicatezza dei modi e l'armonia e la bellezza del loro aspetto. Nel disegnare l'opera, Nicolas non può fare a meno di trasporvi non soltanto il fascino, ma anche i pensieri più riposti, e a lui soltanto noti, delle due donne.
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Penso che dovrò dare un'altra possibilità alla Chevalier, anzi, ne sono sicura perchè le sue trame mi piacciono proprio, ma purtroppo La dama e l'unicorno non mi è piaciuto come speravo.
    Il romanzo è ambientato tra Parigi e Bruxelles e ogni capitolo è narrato dal punto di vista di un personaggio ...continua

    Penso che dovrò dare un'altra possibilità alla Chevalier, anzi, ne sono sicura perchè le sue trame mi piacciono proprio, ma purtroppo La dama e l'unicorno non mi è piaciuto come speravo. Il romanzo è ambientato tra Parigi e Bruxelles e ogni capitolo è narrato dal punto di vista di un personaggio. Nicolas des Innocents, però, possiamo definirlo il protagonista, il disegnatore degli arazzi, colui che apre e chiude il racconto. Che dire? Un personaggio veramente rozzo e volgare,insopportabile, dipinto come una specie di don giovanni, si rivolge a tutte le donne chiamandole "bellezza" e l'autrice non fa che insistere sul lato sessuale. Voleva colpire con questa cosa qui? Ma per favore. Voleva forse evidenziare l'ignoranza della classe meno colta e agiata? Non direi perchè anche la bella Claude sembra in balia degli ormoni e la Chevalier racconta ben bene i dettagli. Ma non è finita perchè Nicolas riuscirà a sedurre anche la ragazza cieca e ovviamente i particolari non ci verranno risparmiati.

    Non sono di certo una che si scandalizza per così poco, ma già dai primi capitoli ho trovato che l'autrice calcasse un po' troppo la mano su questo aspetto e mi ha dato fastidio, non lo ritenevo necessario. L'enigmaticità e la magia a cui ho assistito guardando dal vivo gli arazzi non la dimenticherò mai e mi è dispiaciuto non riviverla leggendo questo libro. Ovviamente non mi aspettavo un capolavoro, avevo già letto pareri non molto positivi, però l'ho cominciato con curiosità e senza troppe pretese, sapendo di andare incontro ad un'opera di fantasia. Solo che fin dall'inizio l'ho trovato davvero imbarazzante. 2 stelline perchè tutta la parte ambientata a Bruxelles l'ho trovata accettabile.

    ha scritto il 

  • 5

    The Lady and the Unicorn

    mi piace molto come questa scrittrice, partendo da fatti storici realmente accaduti, riesce ad ordire una trama scorrevole, coinvolgente e piacevole! unica nota: l'epilogo troppo stringato… sembra una lista della spesa :/

    ha scritto il 

  • 2

    Le descrizioni degli arazzi sono molto interessanti: par di averli davanti agli occhi.
    Il racconto non mi ha entusiasmata un granché, seppur mi sia piaciuto ascoltare i diversi punti di vista dei protagonisti, dal momento che ad ogni capitolo cambiava la voce narrante.
    Tuttavia mediocre la storia ...continua

    Le descrizioni degli arazzi sono molto interessanti: par di averli davanti agli occhi. Il racconto non mi ha entusiasmata un granché, seppur mi sia piaciuto ascoltare i diversi punti di vista dei protagonisti, dal momento che ad ogni capitolo cambiava la voce narrante. Tuttavia mediocre la storia, almeno a mio giudizio.

    ha scritto il 

  • 3

    Sì, lo ammetto, ormai non me ne perdo uno dei libri della Chevalier. Cosa vi devo dire, ormai la apprezzo. Questo libro inizia in tono minore e la storia ci sembra ancora più noiosa delle altre (all'inizio lo sono sempre tutte secondo me), ma ormai ho già capito che devo procedere, sospendere il ...continua

    Sì, lo ammetto, ormai non me ne perdo uno dei libri della Chevalier. Cosa vi devo dire, ormai la apprezzo. Questo libro inizia in tono minore e la storia ci sembra ancora più noiosa delle altre (all'inizio lo sono sempre tutte secondo me), ma ormai ho già capito che devo procedere, sospendere il giudizio e dare credito alle parole che prima o poi intrecceranno una trama interessante con risvolti inaspettati. Così è anche stavolta, e forse anche più di altre. Il protagonista stavolta è un uomo e nel suo procedere si trascina dietro personaggi dotati di parola, ciascuno dice la sua e alla fine, proprio come nell'intreccio dell'arazzo del titolo, la figura si comporrà, piacevole e complessa.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho sempre nutrito una particolare ammirazione per gli arazzi: li trovo dei veri e propri capolavori di finezza e maestria. Poter finalmente leggere un romanzo che tratta di queste opere ė stata una piacevole sorpresa. In più se aggiungiamo la maestria di Tracy Chevalier nel narrare storie del pas ...continua

    Ho sempre nutrito una particolare ammirazione per gli arazzi: li trovo dei veri e propri capolavori di finezza e maestria. Poter finalmente leggere un romanzo che tratta di queste opere ė stata una piacevole sorpresa. In più se aggiungiamo la maestria di Tracy Chevalier nel narrare storie del passato, il risultato non può che essere ottimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarà anche carino ma....

    Insomma ,non posso dire sia un brutto libro ma davvero non riesce a prendermi, lo trovo noioso!!Odio abbandonare i libri,la vivo come una "sconfitta" però quello che cerco in una lettura è emozione e svago e questo libro proprio non riesce a darmene....

    ha scritto il 

  • 1

    Non buona la prima…

    Amo la mitologia, l’ho sempre adorata e tra tutte le creature che popolano l’affascinante mondo dei miti uno in particolare ha sempre suscitato la mia ammirazione e ha incentivato la mia fantasia a lavorare, l’unicorno.
    Tra gli animali mitologici, l'unicorno è uno dei più meravigliosi e stupeface ...continua

    Amo la mitologia, l’ho sempre adorata e tra tutte le creature che popolano l’affascinante mondo dei miti uno in particolare ha sempre suscitato la mia ammirazione e ha incentivato la mia fantasia a lavorare, l’unicorno. Tra gli animali mitologici, l'unicorno è uno dei più meravigliosi e stupefacenti, ha il dono di purificare e rendere intatto tutto ciò che tocca col suo corno, come le acque impure di una fonte per esempio, che con il suo tocco diventano subito limpide. Il mito dell’unicorno è alla base di questo romanzo di Tracy Chevalier, un romanzo diviso in sei capitoli che portano ognuno il nome di uno dei protagonisti che, uno dopo l’altro, raccontano la storia dal proprio punto di vista. Si inizia con Nicolas des Innocentes, un giovane pittore incaricato da un ricchissimo nobile di dipingere le figure di un arazzo. Nicolas, oltre a essere un grandissimo pittore, è anche un dongiovanni impenitente e cerca in tutti i modi di sedurre tutte le belle donne che gli “capitano a tiro”(per farlo usa uno stratagemma tanto discutibile quanto ingegnoso: nei giorni in cui le donne sono “impure”, lui arriva con il suo corno a purificarle…). In uno dei tanti incontri amorosi Nicolas ingravida una serva del castello dei Le Viste, i signori che lo hanno incaricato di dipingere l’arazzo. Nicolas tenta di comprare il silenzio della ragazza e crede di esserci riuscito, ma poi scoprirà a sue spese che non era affatto così…(mi fermo qui, racconto poche pagine perché altrimenti svelerei tutto il romanzo…). Tracy Chevalier è un’autrice che non conosco, questo è il suo primo romanzo che leggo e devo dire che non mi ha per niente colpita, anzi…la sua capacità descrittiva è davvero notevole e ammirevole(al giorno d’oggi, tra autori che scrivono come se si trovassero su un social network, trovare una scrittrice che si dedica un po’ al descrivere minuziosamente personaggi e ambienti è cosa quasi rara), ma ho trovato il tutto davvero piatto, noioso, una storia che fa veramente fatica a decollare, senza alcuno spessore, oltre che inverosimile e poco congruente. La delineazione psicologica dei personaggi anche è piuttosto insufficiente(ho trovato inutile il continuo scambio tra personaggi, oltre che fastidioso). Molto probabilmente ho sbagliato punto di partenza, a quanto pare dovevo iniziare da “La ragazza con l’orecchino di perla”, fatto sta che ho trovato questo romanzo senza carattere, per niente coinvolgente, una storia “tirata su per i capelli”, con personaggi con nessuno spessore(anche il contesto storico non è stato ben delineato). Più che un romanzo di una scrittrice affermata sembra un tentativo mal riuscito di un giovane principiante…darò sicuramente un’altra possibilità a quest’autrice(come scritto sopra voglio leggermi anche “La ragazza con l’orecchino di perla”), ma per il momento mi sento di bocciare questa sua opera e questa scrittrice, con la speranza che un domani possa farmi ricredere.

    ha scritto il 

  • 0

    Sempre piacevole la lettura della Chevalier

    Finito questa seconda lettura della Chevalier e si conferma una scrittrice di piacevole lettura tra fantasia e realtà storica. Il suo mix è sempre ben calibrato, lasciando molto spazio alla ricostruzione fantastica di una realtà storica della quale si conoscono sommariamente i confini.
    Molto inte ...continua

    Finito questa seconda lettura della Chevalier e si conferma una scrittrice di piacevole lettura tra fantasia e realtà storica. Il suo mix è sempre ben calibrato, lasciando molto spazio alla ricostruzione fantastica di una realtà storica della quale si conoscono sommariamente i confini. Molto interessante ho trovato la finzione stilistica di un coro polifonico dei protagonisti, che ognuno di loro vede dalla propria angolazione. Un modo abbastanza originale della visione degli avvenimenti che vengono descritti da angolazioni differenti, come se la realtà letterarioa fosse parcellizzata in parti più piccole. Così le passioni e le pulsozioni erotiche vengono analizzate da molteplici punti di vista. Anche la nascita degli arazzi, che costituiscono il fulcro della storia viene segnata passo passo a seconda che la visione sia di chi li tesse o li vorrebbe tessere oppure di chi ha creato i disegni. La Chevalier dimostra un'indubbia bravura nel narrare i fatti tenendo insieme storia e fantasia.

    ha scritto il 

Ordina per