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La danzatrice bambina

Di

Editore: Piemme

3.6
(650)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838471924 | Isbn-13: 9788838471926 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Questo non è il racconto dell'onda furiosa della Grande Storia sul destino di un popolo. Non solo questo. E' una storia piccola, che ha il nome e il volto di una bambina. Zubaida vive nel deserto dell'Afghanistan, in un villaggio che la "guerra al terrore" non ha ancora travolto. Ha nove anni. Non sa niente del mondo oltre il suo villaggio, poco della travagliata storia del suo paese, dei cingolati dell'Armata Rossa, della lotta dei mujaheddin, del regime dei talebani che ha proibito anche gli aquiloni, degli elicotteri con la bandiera a stelle e strisce. Cammina danzando, a piedi nudi, al ritmo di una musica che le suona dentro. Ma non dopo quel giorno. Non da quando un terribile incidente le ha ustionato le mani, il viso, il corpo. Da allora, la musica si è spenta. In un paese privo della più elementare assistenza medica, e in cui la vita di una figlia femmina vale ben poco, non sembra una fortuna che Zubaida sia sopravvissuta. Ma non per suo padre, non per l'ostinata determinazione di un uomo disposto a tutto pur di non arrendersi. Dovesse camminare fino all'inferno per salvare quella bambina ferita, piagata, fasciata in mille bende, che ora urla per affermare la propria esistenza. Fino ai campi militari degli americani, con le loro regole incomprensibili. Fino a oltrepassare la linea di demarcazione tra due culture, tra "loro" e "gli altri". Perché Zubaida possa tornare a danzare al ritmo della sua musica.
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  • 2

    Ancora mi chiedo perchè l' ho finito

    Questo libro mi è stato prestato. Leggendo la trama pensavo fosse sul genere di Mille splendidi soli e del Il cacciatori di aquiloni. Mi è sembrato di leggere un bollettino medico. La storia che girava intorno alle vicessitudini della protagonista era lentissima. L'ho trovato pesantissimo. Mai pi ...continua

    Questo libro mi è stato prestato. Leggendo la trama pensavo fosse sul genere di Mille splendidi soli e del Il cacciatori di aquiloni. Mi è sembrato di leggere un bollettino medico. La storia che girava intorno alle vicessitudini della protagonista era lentissima. L'ho trovato pesantissimo. Mai più

    ha scritto il 

  • 3

    "Adesso più che mai da quando le fiamme l'avevano avviluppata, i conflitti che viveva, interni o esterni che fossero, erano tali che si ritrovava dall'altra parte dello specchio, come nel libro che aveva visto a scuola, Alice nel paese delle meraviglie."

    ha scritto il 

  • 4

    Mi era piaciuto

    Ho letto questo libro qualche anno fa e ricordo che mi era piaciuto molto. Vero è che è un po' un'americanata stile "happy end" o "volemose bbene" e concordo anche sul fatto che è visto in modo unilaterale dagli americani, con la loro mentalità e le loro inossidabili convinzioni (create ad hoc, s ...continua

    Ho letto questo libro qualche anno fa e ricordo che mi era piaciuto molto. Vero è che è un po' un'americanata stile "happy end" o "volemose bbene" e concordo anche sul fatto che è visto in modo unilaterale dagli americani, con la loro mentalità e le loro inossidabili convinzioni (create ad hoc, secondo ciò che più conviene far credere...), ma io l'ho apprezzato molto e ne serbo un buon ricordo, in quanto trattasi di un fatto vero, inoltre ritengo che "smorzare l'amaro del caffè con un po' di zucchero" non sia poi così disdicevole... Tutto sommato quindi non trovo affatto negativo coltivare un minimo di speranza (anche a rischio di un aumento della glicemia...!).

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro merita 3 stelle e mezzo...

    Stile e narrazione ☆☆
    Storia ☆☆☆☆☆

    La storia è bellissima. Un grande messaggio di speranza, ma lo stile è pari a quello di un ragazzino di prima media. Troppe frasi buttate lì, molti concetti e paragrafi ripetuti più e più volte.
    Alla fine un po' lo stile migliora, ma non bast ...continua

    Stile e narrazione ☆☆
    Storia ☆☆☆☆☆

    La storia è bellissima. Un grande messaggio di speranza, ma lo stile è pari a quello di un ragazzino di prima media. Troppe frasi buttate lì, molti concetti e paragrafi ripetuti più e più volte.
    Alla fine un po' lo stile migliora, ma non basta.
    Credo comunque che solo per la storia narrata il libro meriti una possibilità.

    ha scritto il 

  • 5

    questo libro mi fu consigliato quando avevo poco più di 13 anni. ricordo ancora oggi ( 9 anni dopo) l'intensità delle scene descritte, dei terribili orrori che questa bambina ha dobuto vivere e il "riscatto" finale. lo consiglio, vi rimarrà nel cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia molto bella e toccante, che, dietro la tragedia vissuta da Zubaida e la sua famiglia, fa trasparire il dramma visuto dalle popolazioni Afghane.
    Un bell'esempio di solidarietà e umanità.
    Toccante e commovente l'amore del padre verso la figlia, disposto a tutto pur di non perderl ...continua

    Storia molto bella e toccante, che, dietro la tragedia vissuta da Zubaida e la sua famiglia, fa trasparire il dramma visuto dalle popolazioni Afghane.
    Un bell'esempio di solidarietà e umanità.
    Toccante e commovente l'amore del padre verso la figlia, disposto a tutto pur di non perderla.
    In alcuni tratti troppo descrittivo e crudo.
    Nel complesso una buona lettura. Consigliato

    ha scritto il 

  • 0

    come narrare uno storia così toccante

    Cronaca ? forse si, ma che importa come è raccontata questa storia.E' una storia incredibile eppure così tragicamente reale. La meraviglia di questa storia è la grande solidarietà, l'amore, la grande forza che gli uomini possono avere quando insieme si uniscono in unico grande scopo. La vita, la ...continua

    Cronaca ? forse si, ma che importa come è raccontata questa storia.E' una storia incredibile eppure così tragicamente reale. La meraviglia di questa storia è la grande solidarietà, l'amore, la grande forza che gli uomini possono avere quando insieme si uniscono in unico grande scopo. La vita, la rinascita, la felicità di una bambina così meravigliosa forte e fragile, la piccola Zubaida, danzatrice della musica dell'anima. Lo consiglio perchè è la cronaca di una storia incredibile.

    ha scritto il 

  • 4

    molto bello

    Come si fa a dire che è un libro pesante?? tutt'altro.
    scorre, mi ha appassionato, mi ha commossa ed emozionata.
    E'una bella storia di speranza, lo consiglio a tutti. Leggetelo!! :)

    ha scritto il 

  • 5

    La danza è un tentativo molto rozzo di penetrare nel ritmo della vita.

    tutti dicono che questo libro è noioso...ma nn sanno che cosa vuol dire soffrire...anche se non fosse stata una storia vera sarebbe stato comunque affascinante, ma triste e commovente nello stesso tempo...vuol dire che non amate..la povera gente che muore per cibo, acqua e caldo.Zubaida è una bam ...continua

    tutti dicono che questo libro è noioso...ma nn sanno che cosa vuol dire soffrire...anche se non fosse stata una storia vera sarebbe stato comunque affascinante, ma triste e commovente nello stesso tempo...vuol dire che non amate..la povera gente che muore per cibo, acqua e caldo.Zubaida è una bambina di soli 10 anni...e ha già sofferto le pene dell'inferno...poi è a voi la scelta ...a me ha fatto commuovere!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    E' una storia vera di solidarietà, coraggio, caparbietà e soprattutto disponibilità. La piccola Zubaida di quasi 10 anni vive in uno sperduto villaggio afghano. Poco prima del tragico 11 settembre un incidente domestico la riduce in fin di vita, con ustioni gravissime sulla parte superiore del co ...continua

    E' una storia vera di solidarietà, coraggio, caparbietà e soprattutto disponibilità. La piccola Zubaida di quasi 10 anni vive in uno sperduto villaggio afghano. Poco prima del tragico 11 settembre un incidente domestico la riduce in fin di vita, con ustioni gravissime sulla parte superiore del corpo. In un paese poverissimo, dove le donne sono scarsamente considerate, sembra che per lei non ci sia più nulla da fare. Invece Zubaida resiste, la sua giovane età e la sua forza interiore le permettono di non morire, ma sopravvive tra atroci sofferenze. La famiglia però non la abbandona. Il padre chiede prestiti ovunque e con la forza della disperazione riesce a portare la bambina fino ad una base dei temuti americani. Il suo caso disperato e il suo sguardo riescono a smuovere una catena di solidarietà contro ogni previsione. Zubaida arriva in America, dove può sottoporti alle lunghe cure del caso. Ma non è semplice essere trasportati in un paese sconosciuto, dove tutto è diverso: lingua, cibo, usi e costumi e soprattutto la concezione di sè. Per fortuna Zubaida trova dei genitori americani eccezionali e tutto si conclude per il meglio in una storia dove tutti i protagonisti sono buoni.
    Il limite narrativo di Flacco è di essere americano. Voglio dire che si dilunga molto nella spiegazione di situazioni e sentimenti, soprattutto dei protagonisti afghani, come se parlasse ad una classe di prima elementare. Probabilmente al pubblico americano concetti come famiglia, ospitalità, rassegnazione suonano difficili da capire. O forse semplicemente bisognava allungare un po' il brodo per allungare il racconto. Queste spiegazioni appesantiscono molto la storia, anche se rendono chiaro che l'incontro tra civiltà tanto diverse non è facile da assimilare. Nel complesso comunque commovente, perchè si tratta di una storia vera.

    ha scritto il 

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