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La dea della guerra

Di ,

Editore: TEA

3.7
(161)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 446 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850220901 | Isbn-13: 9788850220908 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nella Britannia divisa in tribù e sotto la minaccia di un'invasione da parte di Roma, si intrecciano inestricabilmente le storie di due donne molto diverse tra loro, destinate entrambe a giocare un ruolo fondamentale nel futuro di Avalon. La giovane Boudica, caparbia e orgogliosa figlia di un nobile capo degli iceni, viene mandata su un'isola dove sarà iniziata alla saggezza dei druidi. E lì incontra la potente sacerdotessa Lhiannon, che diverrà il suo mentore e la sua migliore amica. Insieme a lei Boudica intraprende il viaggio fino ad Avalon, dove verrà consacrata donna secondo gli antichi riti della Dea. Dopo il rituale Boudica torna dal suo popolo, dove sposa un iceno, Prasutagos. Questi sceglie di scendere a patti con l'invasore per mantenere una certa autonomia e godere dei benefici dell'alleanza con Roma. Ma alla sua morte la situazione cambierà drammaticamente, e Boudica e le sue figlie si troveranno in grave pericolo...
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  • 5

    E finalmente sono riuscita a terminarlo! Parto dicendo che non ci ho impiegato più di tre mesi perché pesante o noioso, quanto perché ho dovuto interromperne la lettura per motivi estrinsechi alla mia volontà. Dopotutto, vista la votazione che sto dando, non avrei avuto alcun motivo per etichetta ...continua

    E finalmente sono riuscita a terminarlo! Parto dicendo che non ci ho impiegato più di tre mesi perché pesante o noioso, quanto perché ho dovuto interromperne la lettura per motivi estrinsechi alla mia volontà. Dopotutto, vista la votazione che sto dando, non avrei avuto alcun motivo per etichettare questo romanzo in modo negativo.

    Dopo questo quarto volume della saga di Avalon, scritta in collaborazione da Marion Zimmer Bradley e Diana L. Paxon, riconfermo quanto già detto per il precedente: la Paxon ha uno stile molto più scorrevole, benché meno suggestivo della Zimmer Bradley, ma sinceramente non ho nulla da ridire in proposito - anzi. Ad essere onesta, questo volume è stato capace di farmi venire i brividi per tutta la seconda parte della storia, coinvolgendomi emotivamente al punto da indurmi al pianto in alcuni punti.
    I personaggi descritti sono ben delineati, così come i legami che si vengono a creare fra loro. Ho un ricordo sfocato dei successivi volumi della saga scritti da Marion Zimmer Bradley (che ho letto quasi tutti), ma credo che da questo punto di vista Diana L. Paxon riesca a trasmettere maggior realismo nell'affetto e nell'amore dei suoi personaggi. Quelli raccontati dalla Zimmer Bradley, se la memoria non m'inganna, sono più rigidi, freddi e solenni. M'impegnerò a correggermi nel qual caso, andando avanti con la saga, i prossimi romanzi dovessero smentirmi.

    Passando alla trama di per sé, ammetto di aver sentito/letto di Boudica in modo molto vago, facendo mie soltanto le informazioni principali. Adesso che ho letto questo romanzo, però, sebbene mi renda conto che un buon 90% di ciò che viene qui narrato è frutto della fantasia, sono davvero curiosa di approfondire la conoscenza di questo personaggio storico.
    A proposito di storia, ho trovato molto accurate la veridicità e l'ambientazione, segno che la Paxon abbia fatto un ottimo lavoro con le fonti a sua disposizione.

    Consigliato, anche soltanto come romanzo a sé.

    ha scritto il 

  • 4

    Devo dire la verità: ero molto tentata di dargli 5 stelline.
    È una delle letture più belle che ho avuto nell'ultimo periodo; unica nota dolente: la Paxon, per quanto sia migliorata nel suo stile di scrittura, non sarà mai la Bradley (di cui questa 'saga' porta ancora il nome).

    (di ...continua

    Devo dire la verità: ero molto tentata di dargli 5 stelline.
    È una delle letture più belle che ho avuto nell'ultimo periodo; unica nota dolente: la Paxon, per quanto sia migliorata nel suo stile di scrittura, non sarà mai la Bradley (di cui questa 'saga' porta ancora il nome).

    (digressione personale inutile, per la recensione vera e propria del libro riprendere a leggere al termine del corsivo)

    Era da molto che non leggevo un libro su Avalon, da "La Sacerdotessa di Avalon" (si, lo so, mi manca "L'alba di Avalon"); quest'ultimo è stato un libro che mi aveva molto conquistato nella sua prima parte, ambientata appunto ad Avalon, e mi aveva annoiato nella seconda, che narra la vita di Elena a Roma.
    Quello è il primo effettivo libro in cui vi è una collaborazione con la Paxon, e non mi aveva per nulla convinto.
    Per questo, quando mi sono apprestata a leggere "La Dea della Guerra" ero molto scettica.

    Mi sono dovuta ricredere.

    La Paxon fa quello che può per portare a termine il ciclo cominciato dalla Bradley... E mi rendo conto che è ingiusto confrontare le due scrittrici (credo infatti che la Bradley fosse una ed una soltanto), ma purtroppo non riesco a farne a meno.

    La Dea della Guerra parla della vita di Boudica, regina degli iceni, personaggio storico realmente esistito nel I secolo dopo cristo, famosa per esser riuscita a sconfiggere i Romani che invadevano la Gran Bretagna per una gloriosa estate.

    Nello stesso periodo, si ha anche l'attacco Romano all'isola di Mona, in cui viveva una delle più importanti comunità druidiche.

    Incuriosita, dopo la lettura del libro, ho cercato di informarmi su quelle che siano le fonti riguardanti Boudica.
    Devo dire che sono stata piacevolmente sorpresa di scoprire che il libro si atteneva in maniera davvero fedele a quelle che sono le fonti storiche.
    Trovo che questo libro, che viene definito come romanzo storico fantasy, di fantasy abbia ben poco: la presenza della magia celtica e delle loro divintà, soprattutto di Morrigan.

    Coprotagonista insieme a Boudica è Lihannon, la sacerdotessa già conosciuta in "La sacerdotessa di Avalon" e ne "Le Querce di Albion", che qui vediamo nella sua giovinezza.

    Mentre il percorso di Boudica la porterà a diventare Regina e la vedremo alle prese con problematiche riguardanti "il piano fisico" della vita, Lihannon invece seguirà un percorso prettamente "spiriturale", che la porterà a diventare degna del ruolo di Somma Sacerdotessa nella nuova comunità druidica di cui si parla ampiamente ne "le Quercie di Albion".

    Libro ben strutturato e personaggi realistici, della quale mi è piaciuta molto l'introspezione.
    Il fatto che una protagonista agista sul piano "fisico" ed una su quello "spirituale", rende la storia completa e a tutto tondo.
    Interessante anche l'accuratezza storica con cui vengono descritte sia le comunità celtiche che quelle romane ed i loro eserciti, a rendere palesemente evidente la differenza tra queste due popolazioni.

    Mi mancavano molto le descrizioni della vita nelle comunità druidiche e dei loro rituali, e qui vengono ampiamente descritti, in un nostalgico ricordo di quando leggevo dei libri firmati realmente dalla Bradley.

    La rivolta di Buodica prende solo l'ultima fetta del libro, quella che ho trovato più bella e la più incalzante.

    E come ogni buon libro che si rispetti, una volta finito di leggerlo mi ha lasciato un vuoto dentro.

    ultima cosa un po' meno importante: se qualcuno ha ancora confusione per quanto riguarda l'ordine cronologico del ciclo di Avalon, è il seguente:

    Le Luci di Avalon (ormai viene integrato nel ciclo)
    L'Alba di Avalon - con la Paxon
    (La Spada di Avalon - in uscita autunno 2011 - con la Paxon)
    La Dea della Guerra - con la Paxon
    Le Quercie di Albion
    La Signora di Avalon
    La Sacerdotessa di Avalon - con la Paxon
    Le Nebbie di Avalon

    ha scritto il 

  • 1

    Io ADORAVO Marion Zimmer Bradley. Il mio voto è causato dalla delusione per un romanzo che mi ha immediatamente respinto. Noioso da morire. Accetto spiegazioni sul perché sia stata un'esperienza tanto diversa da quella vissuta leggendo, per esempio, La Torcia, Le Luci di Atlantide, Le Nebbie di A ...continua

    Io ADORAVO Marion Zimmer Bradley. Il mio voto è causato dalla delusione per un romanzo che mi ha immediatamente respinto. Noioso da morire. Accetto spiegazioni sul perché sia stata un'esperienza tanto diversa da quella vissuta leggendo, per esempio, La Torcia, Le Luci di Atlantide, Le Nebbie di Avalon.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    «Britannici, io sono la figlia di uomini d'onore, e ora non sto combattendo per la mia ambizione. Sto combattendo come una persona comune che ha perso la sua libertà. Sto combattendo per il mio corpo violato. Gli Dèi ci destineranno la vendetta che ci meritiamo. Pensate quindi a quanti di noi sta ...continua

    «Britannici, io sono la figlia di uomini d'onore, e ora non sto combattendo per la mia ambizione. Sto combattendo come una persona comune che ha perso la sua libertà. Sto combattendo per il mio corpo violato. Gli Dèi ci destineranno la vendetta che ci meritiamo. Pensate quindi a quanti di noi stanno combattendo, e al perchè. Allora, solo allora, vincerete questa battaglia… o morirete.»
    - Discorso di Boudica prima della battaglia decisiva -

    La Dea della Guerra (Ravens of Avalon, 2007) viene scritto principalmente da Diana Paxson in base a degli appunti lasciati da Marion Zimmer Bradley prima di morire. Quest'opera può essere collocata fra le Querce di Albion e l'inedito settimo volume "Sword of Avalon" del Ciclo di Avalon.

    Il romanzo storico/fantasy racconta la vita di Boudica; vicenda nota e storicamente accertata. Nel 55 a.C. Giulio Cesare iniziò l’invasione della Gran Bretagna, sogno che accarezzò per primo, e a lungo, ma che non riuscì mai a vedere realizzato. Ancora, sotto l’Imperatore Claudio, nel 43 d.C., la Britannia si caratterizzava come un’isola indipendente, forte e libera: un territorio da espugnare e vincere. Ed è durante questa seconda ondata di conquista che ha inizio la storia di Boudicca (o Boadicea).

    La parte iniziale del racconto parte lenta, ma ben strutturata.
    La vicenda si basa in parte sulle fonti scritte di quel periodo:
    A circa sette anni la giovane e nobile Boudica viene mandata a vivere presso una seconda famiglia, ove apprende le tradizioni, la cultura e la religione celtica insieme all'arte militare. Questo periodo viene interpretato dall'autrice come un lungo soggiorno nell'Isola di Mona. In questa prima parte del racconto la magia -sebbene in minima parte-è chiaramente presente e utilizzata fin dai non iniziati al sacerdozio. (dettaglio che può risultare incoerente e in contrapposizione con gli altri volumi della serie. Ma, secondo me, talmente irrilevante da non risultare sgradevole).
    Intorno al 47 d.C. circa, la giovane torna a casa, e la sua famiglia la dà in sposa all'Iceno Prasutago, diventando cosi Regina degli Iceni.
    Secondo le fonti Boudica trascorre tranquillamente più di un decennio come sposa di Prasutago, Re della tribù degli Iceni alleati indipendenti dell'Impero Romano. Fino a che avviene la svolta. Prasutago muore e i romani si appropriano con violenza delle sue terre e delle sue ricchezze.
    Ed è a causa della disperazione, della violenza subita, del dolore che Boadicea organizza una sommosa distruggendo tre città ed uccidendo più di 70.000 romani e simpatizzanti.
    La fase della ribellione dei Britanni e dell'incredibile forza di Boudica -dovuta al coraggio, alla rabbia e al carisma presenti fin dall'inizio nei tratti caratteriali della protagonista- vengono minimizzati, addirittura esclusi.
    La Paxson affida l'incredibile epopea della liberazione della Britannia dai Romani all'incarnazione della Dea Morrigan nel corpo della giovane Regina degli Iceni. Fatto molto interessante e plausibile dal momento che si tratta di un libro storico, ma fantasy. Sicché, ritengo personalmente un peccato l'aver trasferito la grande forza di una donna -veramente esistita e che ha fatto tremare Roma- ad un avatar.

    È comunque una storia da non perdere. Un tassello che racconta una parte di storia della Britannia poco conosciuta e soprattutto esaminata da un punto di vista (sebbene un po' mistico) dei vinti. Un tassello che va ad ampliare e delineare ancor di più il grandioso Ciclo di Avalon.

    ha scritto il 

  • 3

    mi aspettavo di meglio. La lettura procedeva lenta, troppe presenze paranormali, presonaggi poco caratterizzati e approfonditi. In più leggere sapendo già il finale toglie tre quarti del piacere di leggere.

    ha scritto il 

  • 2

    Finito, finalmente. Un libro estremamente deludente, non credo lo rileggerei.


    Gli anni venivano saltati addirittura di paragrafo in paragrafo, le descrizioni erano povere e i personaggi pullulavano senza mai essere connotati (tranne nel caso dei protagonisti).


    Niente a che fare con ...continua

    Finito, finalmente. Un libro estremamente deludente, non credo lo rileggerei.

    Gli anni venivano saltati addirittura di paragrafo in paragrafo, le descrizioni erano povere e i personaggi pullulavano senza mai essere connotati (tranne nel caso dei protagonisti).

    Niente a che fare con gli altri libri del ciclo di Avalon, trovo, anche se sul finale mi è piaciuta la battaglia conclusiva di Boudica.

    Per il resto, 2 stelline è anche troppo.

    ha scritto il 

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