La dernière larme

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3.8
(3047)

Language: Français | Number of pages: 232 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , Italian , German

Isbn-10: 2742785302 | Isbn-13: 9782742785308 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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    Ho dovuto fare il calcolo sei volte: prima a mente, poi compitando sulle dita, infine chiedendolo a Siri. Ebbene sì, dalla pubblicazione de L’ultima lacrima, raccolta di racconti di Stefano Benni di c ...continuer

    Ho dovuto fare il calcolo sei volte: prima a mente, poi compitando sulle dita, infine chiedendolo a Siri. Ebbene sì, dalla pubblicazione de L’ultima lacrima, raccolta di racconti di Stefano Benni di cui ricordo perfettamente l’uscita, sono passati la bellezza di 23 anni.

    (ora, che il numero 23 sia una dominante esistenziale testimoniata anche dal nome di questo sito di scarso successo ma tanta passione è un elemento ulteriore che non affronterò. Comunque Adams si sbagliava e la Risposta è 23. Punto.).

    Superato lo shock per gli anni che passano (si stava meglio prima, i giovani d’oggi, una volta l’estate non era così calda, domani vado a vedere i lavori di un cantiere), spiegherei perché ho ripreso in mano L’ultima lacrima. Io amo Benni, considero alcune sue pagine fra le migliori della recente letteratura (*), e mi era rimasto sul gozzo il fatto di non averne apprezzato alcune antologie. In particolare, avevo un ricordo davvero poco positivo de L’ultima lacrima, che avevo trovato insopportabilmente triste, privo di spunti, eccessivamente politicizzato.

    Son certamente cambiato io: le parole (e persino l’edizione, nel mio caso) è rimasta la stessa, e non mi ha affatto intristito: mi ha fatto riflettere, mi ha divertito con il sarcasmo sottile, mi ha persino commosso, ma intristito no. E’ certamente segnato dal tempo (un certo clima politico è sottinteso, e neppure troppo velatamente se penso alla crociera della Nuova Destra e a Sniper, racconto in cui viene immaginata una guerra tra il Sud e il Nord Italia) ma contiene anche dei piccoli capolavori di immaginazione sociale e civile: da “Papà va in tv” (storia della diretta tv di una esecuzione su sedia elettrica vista a casa del condannato e intervallata da spot pubblicitari e interviste alla famiglia) a un pianeta regolato interamente dai sondaggi di opinione, vien voglia di chiamare gli autori della serie TV Black Mirror implorandoli di scritturare Benni per un loro episodio.

    E si ride anche molto, tra un Bancomat umanizzato e intenzionato ad aiutare i più bisognosi e la storia di un improbabile agente di commercio intergalattico. In sintesi: una summa di emozioni e di generi (dalla fantascienza alla pura distopia, passando per un ironico realismo) che rende onore al genio dello scrittore bolognese.

    Ebbene sì, mi ero sbagliato di grosso.

    (*) leggasi il monologo di Lee in Comici spaventati guerrieri.

    -- http://capitolo23.com/2017/07/23/recensione-lultima-lacrima-stefano-benni/ --

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  • 3

    Sinceramente, mi vergogno un po' a dirlo, ma io non ho proprio ben capito dove volesse andare a parare Stefano Benni..
    All'inizio ho trovato questo libro accattivante e interessante in ogni singolo ra ...continuer

    Sinceramente, mi vergogno un po' a dirlo, ma io non ho proprio ben capito dove volesse andare a parare Stefano Benni..
    All'inizio ho trovato questo libro accattivante e interessante in ogni singolo racconto. Ma quando sono stata circa a metà, ne avevo già abbastanza.. Non saprei nemmeno io che cosa pensare

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  • 3

    Il libro è costituito da 27 racconti che trattano gli argomenti più disparati.
    Non amo molto il genere poiché i racconti mi lasciano sempre un senso di insoddisfazione, di cose non dette… Di questa p ...continuer

    Il libro è costituito da 27 racconti che trattano gli argomenti più disparati.
    Non amo molto il genere poiché i racconti mi lasciano sempre un senso di insoddisfazione, di cose non dette… Di questa particolare raccolta ho apprezzato tra tutti 1)“Il nuovo libraio”, punito dai libri per averli trattati male, considerati senz’anima e osservati soltanto con l’occhio del commerciante che vuole lucrare; 2) “Il ritorno di Garibain” che ha per protagonista il traduttore ufficiale dello scrittore citato nel titolo. Egli ha sempre cercato di lodare lo scrittore, citandolo ovunque e, spesso, a sproposito, fraintendendone persino l’opera intera. Il fantasma dello scrittore lo rimprovera duramente e lo condanna all’amnesia.

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  • 4

    Riso amaro

    Raccolta di racconti estremamente brevi, ma incisivi e scioccanti. Ciò che più colpisce è pensare che questi racconti sono stati scritti vent'anni fa, ma sono ancora di un'attualitá sconcertante.
    Il m ...continuer

    Raccolta di racconti estremamente brevi, ma incisivi e scioccanti. Ciò che più colpisce è pensare che questi racconti sono stati scritti vent'anni fa, ma sono ancora di un'attualitá sconcertante.
    Il mio preferito è in assoluto papà va in tv. Forse non l'avrei messo per primo perché poi gli altri sfigurano un po' al confronto. Mentre mi sembra molto azzeccata la scelta di porre sniper alla fine. Ti fa chiudere il libro con un senso di amaro in bocca che è proprio lo scopo del libro.

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  • 3

    Un ottimo assaggio delle capacità di Stefano Benni di catturare gli elementi grotteschi della società che lo circonda e renderli in scenari comici e verosimili. Pur essendo passati più di 20 anni dire ...continuer

    Un ottimo assaggio delle capacità di Stefano Benni di catturare gli elementi grotteschi della società che lo circonda e renderli in scenari comici e verosimili. Pur essendo passati più di 20 anni direi che i racconti sono invecchiati benissimo.

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  • 4

    Angosciante e premonitore

    È il primo libro di Benni che leggo e nonostante sia una raccolta di racconti devo dire che mi ha preso molto e mi ha intrigato. Lo stile, ironico, spudorato e a tratti irriverente, mi piace, e legger ...continuer

    È il primo libro di Benni che leggo e nonostante sia una raccolta di racconti devo dire che mi ha preso molto e mi ha intrigato. Lo stile, ironico, spudorato e a tratti irriverente, mi piace, e leggerò volentieri altro di questo autore. Avevo letto pareri discordanti su questo libro, molte recensioni negative e lettori delusi, ma son contenta di essere rimasta piacevolmente sorpresa (anche se, a dir la verità, molte storie sono davvero agghiaccianti, ma il bello sta anche in questo). Colpisce come alcuni racconti siano straordinariamente vicini alla realtà di oggi, nonostante il libro sia stato scritto nei primi anni Novanta: un po' come se Benni avesse già intravisto all'epoca il tipo di società che si stava a poco a poco creando grazie (o per colpa) all'avanzare della tecnologia. Avevo una mezza intenzione di segnare qui i racconti che mi hanno colpito di più ma ho cambiato idea... è più divertente lasciare ai lettori il piacere dela scoperta!

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  • 4

    LAST TEAR IN CONCERTO!

    Gran bella raccolta di racconti; una sinfonia musicale nella quale le note che si susseguono sono i personaggi, molto variegati, e le loro storie più o meno bizzarre, come fossero delle chiose di amar ...continuer

    Gran bella raccolta di racconti; una sinfonia musicale nella quale le note che si susseguono sono i personaggi, molto variegati, e le loro storie più o meno bizzarre, come fossero delle chiose di amare constatazioni sulla civiltà contemporanea. Infatti, in “Papà va in TV” ed “Il cattivo scolaro”, ad esempio, possiamo vedere come si palesi, con un profondo ed ironico sarcasmo, l’atteggiamento critico di Benni nei confronti del mezzo televisivo; atteggiamento che si concretizza nel non identificabile la TV, ed i suoi contenuti, come un adeguato strumento educativo; molto bello anche “Il nuovo libraio” dove i libri assumono una vita propria manifestando intenti aggressivi nei confronti di chi non li ami e non se ne prenda cura e dove, quindi, traspare l’amore dello stesso Benni per le opere letterarie.
    Ma le note musicali di questa raccolta sono anche il borioso ed odioso “Re Capriccio”, lo smemorato “Re Moro”, gli amorevoli dinosauri “Rex e Tyra”, che si trovano a dover fronteggiare un’ecatombe, l’iracondo e scocciato scrittore Garibain, che non ne può più del suo traduttore e critico letterario, e molto altro.
    Chiude la raccolta lo “Sniper” Tamburino, batterista ed amante del gruppo musicale Last Tear, che per amore della musica…
    Beh, se volete sapere cosa combina, andate a leggervelo voi!
    Unico appunto negativo che faccio sono alcuni odiosi intercalari che si potevano e, a mio avviso, si dovrebbero indubbiamente evitare.
    Comunque nel complesso: Bello!

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