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La disobbedienza civile

I classici del pensiero libero, 7

Di

Editore: RCS Quotidiani

4.0
(539)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Piero Sanavio ; Prefazione: Dario Antiseri

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Philosophy , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Prima Tolstoj e al suo seguito Gandhi e, più vicino a noi, Martin Luther King hanno trovato ne La disobbedienza civile un armamentario di argomentazioni teoriche e morali per un modo nuovo di lottare e di esercitare l'azione politica.

Dalla prefazione di Dario Antiseri.

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  • 5

    signor K e le burograzie

    Il Signor K pensa alle feci, al montarozzo che si forma dopo l'espulsione grazie alla gravità terrestre. Le mosche vengono attirate dall'aroma fragrante. Ronzano intorno e spiluccano golose il pasto.
    ...continua

    Il Signor K pensa alle feci, al montarozzo che si forma dopo l'espulsione grazie alla gravità terrestre. Le mosche vengono attirate dall'aroma fragrante. Ronzano intorno e spiluccano golose il pasto.
    Il Signor K pensa al palazzo governativo italiano, la lieve pendenza che porta all'ingresso consentito solo al personale autorizzato (gallonato, democraticamente eletto). I giornalisti disturbano l'ingresso degli onorevoli nel palazzo con domande impertinenti.
    Il Signor K pensa a Lutero e alle sue tesi contro la corruzione escrementizia della Chiesa. Affondò il pugnale nel portale antico per fissarvi il foglio. Lutero infilzò anche una mosca che passava di lì per caso. Evidentemente sazia di cibo, non aveva subodorato il pericolo e la grande precisione (zen?) del monaco.

    ha scritto il 

  • 5

    vademecum per l'italia di oggi!

    Quando un sesto della popolazione di uno Stato, che s'è impegnato a essere il rifugio della libertà, è formato da schiavi, e tutto un Paese è ingiustamente percorso e conquistato da un esercito strani ...continua

    Quando un sesto della popolazione di uno Stato, che s'è impegnato a essere il rifugio della libertà, è formato da schiavi, e tutto un Paese è ingiustamente percorso e conquistato da un esercito straniero e sottoposto alla legge marziale, penso che una ribellione degli onesti non sarebbe affatto prematura (...) qualora un governo intenda trasformare i cittadini in agenti dell'ingiustizia, non resta altro da fare che infrangere la legge.

    Il ricco, per non fare paragoni spiacevoli, è sempre colluso con l'istituzione che lo fa ricco. In termini assoluti, più soldi corrispondono a minor virtù, poiché il denaro si insinua tra l'uomo e i suoi obbiettivi e glieli ottiene, però a scapito della sua onestà.
    Mette a dormire molte domande alle quali quell'uomo altrimenti avrebbe dovuto rispondere, mentre la sola domanda che gli pone è dura e superflua, come spendere.

    Serve altro per destituire in Italia chi non si prende cura davvero dei cittadini?

    ha scritto il 

  • 5

    bellissime idee che si dovrebbero subito mettere in pratica.

    "Quando il cittadino si rifiuta di obbedire e il l'ufficiale dà le dimissioni dal suo incarico, ebbene, allora la Rivoluzione è compiuta" ...continua

    bellissime idee che si dovrebbero subito mettere in pratica.

    "Quando il cittadino si rifiuta di obbedire e il l'ufficiale dà le dimissioni dal suo incarico, ebbene, allora la Rivoluzione è compiuta"

    ha scritto il 

  • 4

    ...percepisco il fatto che, quando una ghianda ed una castagna cadono fianco a fianco, l'una non resta inerte per far posto all'altra, ma entrambe obbediscono alle proprie leggi, e nascono e crescono ...continua

    ...percepisco il fatto che, quando una ghianda ed una castagna cadono fianco a fianco, l'una non resta inerte per far posto all'altra, ma entrambe obbediscono alle proprie leggi, e nascono e crescono e fioriscono come meglio possono, fino a
    quando un giorno una non oscura e non distrugge l'altra...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Dopo tutto, la ragione pratica per la quale, un volta che il potere è nelle mani del popolo, si permette a una maggioranza di governare, anche per un lungo periodo, non risiede nel fatto che è più pro ...continua

    Dopo tutto, la ragione pratica per la quale, un volta che il potere è nelle mani del popolo, si permette a una maggioranza di governare, anche per un lungo periodo, non risiede nel fatto che è più probabile che essa sia nel giusto e tanto meno risiede sul fatto che ciò sembra più vantaggioso alla minoranza, ma è solo perché la maggioranza è fisicamente la più forte. Ma un governo nel quale la maggioranza governa in ogni caso non può essere fondato sulla giustizia, ancorché nei limiti in cui gli uomini la intendono. Non può esistere un governo in cui non è l maggioranza a dover decidere, virtualmente, ciò che è giusto o sbagliato, ma in cui a decidere è invece la coscienza? Non può esistere un governo nel qualche la maggioranza decide solo in merito alle questioni alle quali è applicabile la regola dell'opportunità? Deve forse il cittadino anche solo per un momento o in minima parte affidare la propria coscienza al legislatore? Perché mai allora ogni uomo ha una coscienza? Penso che dovremmo essere prima di tutto uomini, e poi cittadini. Non è auspicabile avere rispetto della legge nella stessa misura in cui si nutre rispetto per la giustizia. Il solo obbligo che ho il diritto di assumermi è di fare ciò che ritengo giusto.

    Naturalmente l'uomo non ha il dovere di dedicarsi esclusivamente all'estirpazione del male, fosse anch'esso il più smisurato; [...] Se mi dedico ad altri scopi e progetti, perlomeno devo anzitutto verificare che non gli persegua stando seduto sulle spalle di un'altro uomo. Prima di tutto devo togliermi da quella posizione, così che anche quell'uomo possa realizzare i propri progetti.

    ha scritto il 

  • 3

    Ingenuo ed idealista, comunque assolutamente da leggere per le conseguenze che ha avuto sul pensiero politico del '900.

    "Non vi sarà mai uno Stato realmente libero ed illuminato, finché lo Stato non g ...continua

    Ingenuo ed idealista, comunque assolutamente da leggere per le conseguenze che ha avuto sul pensiero politico del '900.

    "Non vi sarà mai uno Stato realmente libero ed illuminato, finché lo Stato non giunga a riconoscere l'individuo come un potere più elevato ed indipendente, dal quale derivino tutto il suo potere e la sua autorità, e finché esso non lo tratti di conseguenza."

    ha scritto il 

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