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La disobbedienza civile

I classici del pensiero libero, 7

By Henry D. Thoreau

(352)

| Paperback

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Book Description

Prima Tolstoj e al suo seguito Gandhi e, più vicino a noi, Martin Luther King hanno trovato ne La disobbedienza civile un armamentario di argomentazioni teoriche e morali per un modo nuovo di lottare e di esercitare l'azione politica.

Dalla pr Continue

Prima Tolstoj e al suo seguito Gandhi e, più vicino a noi, Martin Luther King hanno trovato ne La disobbedienza civile un armamentario di argomentazioni teoriche e morali per un modo nuovo di lottare e di esercitare l'azione politica.

Dalla prefazione di Dario Antiseri.

74 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    bellissime idee che si dovrebbero subito mettere in pratica.

    "Quando il cittadino si rifiuta di obbedire e il l'ufficiale dà le dimissioni dal suo incarico, ebbene, allora la Rivoluzione è compiuta"

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    Novacaineoverthetrip said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    ...percepisco il fatto che, quando una ghianda ed una castagna cadono fianco a fianco, l'una non resta inerte per far posto all'altra, ma entrambe obbediscono alle proprie leggi, e nascono e crescono e fioriscono come meglio possono, fino a
    quando un ...(continue)

    ...percepisco il fatto che, quando una ghianda ed una castagna cadono fianco a fianco, l'una non resta inerte per far posto all'altra, ma entrambe obbediscono alle proprie leggi, e nascono e crescono e fioriscono come meglio possono, fino a
    quando un giorno una non oscura e non distrugge l'altra...

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    ...condito e perplesso 2.0 said on Jan 15, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Dopo tutto, la ragione pratica per la quale, un volta che il potere è nelle mani del popolo, si permette a una maggioranza di governare, anche per un lungo periodo, non risiede nel fatto che è più probabile che essa sia nel giusto e tanto meno risied ...(continue)

    Dopo tutto, la ragione pratica per la quale, un volta che il potere è nelle mani del popolo, si permette a una maggioranza di governare, anche per un lungo periodo, non risiede nel fatto che è più probabile che essa sia nel giusto e tanto meno risiede sul fatto che ciò sembra più vantaggioso alla minoranza, ma è solo perché la maggioranza è fisicamente la più forte. Ma un governo nel quale la maggioranza governa in ogni caso non può essere fondato sulla giustizia, ancorché nei limiti in cui gli uomini la intendono. Non può esistere un governo in cui non è l maggioranza a dover decidere, virtualmente, ciò che è giusto o sbagliato, ma in cui a decidere è invece la coscienza? Non può esistere un governo nel qualche la maggioranza decide solo in merito alle questioni alle quali è applicabile la regola dell'opportunità? Deve forse il cittadino anche solo per un momento o in minima parte affidare la propria coscienza al legislatore? Perché mai allora ogni uomo ha una coscienza? Penso che dovremmo essere prima di tutto uomini, e poi cittadini. Non è auspicabile avere rispetto della legge nella stessa misura in cui si nutre rispetto per la giustizia. Il solo obbligo che ho il diritto di assumermi è di fare ciò che ritengo giusto.

    Naturalmente l'uomo non ha il dovere di dedicarsi esclusivamente all'estirpazione del male, fosse anch'esso il più smisurato; [...] Se mi dedico ad altri scopi e progetti, perlomeno devo anzitutto verificare che non gli persegua stando seduto sulle spalle di un'altro uomo. Prima di tutto devo togliermi da quella posizione, così che anche quell'uomo possa realizzare i propri progetti.

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    Kisa said on Dec 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ingenuo ed idealista, comunque assolutamente da leggere per le conseguenze che ha avuto sul pensiero politico del '900.

    "Non vi sarà mai uno Stato realmente libero ed illuminato, finché lo Stato non giunga a riconoscere l'individuo come un potere pi ...(continue)

    Ingenuo ed idealista, comunque assolutamente da leggere per le conseguenze che ha avuto sul pensiero politico del '900.

    "Non vi sarà mai uno Stato realmente libero ed illuminato, finché lo Stato non giunga a riconoscere l'individuo come un potere più elevato ed indipendente, dal quale derivino tutto il suo potere e la sua autorità, e finché esso non lo tratti di conseguenza."

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    Explobot said on Sep 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Non è auspicabile che l'uomo coltivi il rispetto della legge nella stessa misura in cui coltiva il rispetto per ciò che è giusto."

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    Mitilene said on Jul 16, 2013 | Add your feedback

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