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La dissoluzione familiare

Di

Editore: Indiana (I lucci)

3.8
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 331 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8897404057 | Isbn-13: 9788897404057 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Maurizio Rosenzweig

Genere: Comics & Graphic Novels , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Annidata fra le montagne, la Città è reduce da un disastroso terremoto: nel cupo Ospedale della Sacra Frattura la nascita di un bimbo, il piccolo Poppy, innesca una catena di vicende surreali e pericolosamente divertenti. Antipatie e odi irrisolti mettono a repentaglio gli equilibri delle due famiglie del neonato, i Bank e gli Hammer. Nel frattempo, alcune figure enigmatiche si dirigono verso l’ospedale: Don Sisma, gigantesco prete che semina distruzione, porta avanti inesorabile la propria missione battesimale; San G., etereo guru dai poteri sovrannaturali, levita sul caos crescente; Sylvanus, individuo selvatico tormentato dal proprio passato, dissemina manoscritti dentro alberi dal tronco cavo; sullo sfondo animali parlanti, uomini senza testa e medici sessuomani. Intanto l’Onni, megalomane capo del Governo Centrale, organizza un comizio per rabbonire la popolazione sfinita dall’attesa di una nuova casa. Il mondo in cui si svolge questo romanzo è un mondo incatenato a schermi televisivi pieni di programmi lobotomizzanti e slogan preconfezionati: l’arrivo di Poppy condurrà una società ormai allo sbando verso un’esplosiva catarsi da cui ripartire per ricostruire e ricostruirsi. Una scrittura brillante e naturalmente comica, un apparato di note che è quasi un libro nel libro, illustrazioni come piccole pietre miliari: La dissoluzione familiare è un viaggio dentro paesaggi onirici, che prende le mosse da una vicenda tragica per trasformarsi in uno sberleffo liberatorio, spazzando via quanto di meschino alberga tra noi. Ma non c’è polemica, in queste pagine. Non si tratta di un’accusa. Peggio: è una pura e dissacrante risata in faccia alla povertà d’animo, alla malvagità, all’egoismo, a tutto ciò che è dottrina, convenzione e noia. Enrico Macioci, insegnante, è nato all’Aquila nel 1975. Sostiene di essere l’autore di questo romanzo.
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    Un giudizio difficile, perché da un lato vorrei premiare l'originalità del libro e del suo impianto (almeno in chiave italiana, perché è palese il debito -con le dovute distanze, beninteso- verso ...continua

    Un giudizio difficile, perché da un lato vorrei premiare l'originalità del libro e del suo impianto (almeno in chiave italiana, perché è palese il debito -con le dovute distanze, beninteso- verso DFW, dall'altro però ho trovato una scrittura abbastanza pesante che non aiuta a dipanare la gran matassa della narrazione, generando a volte confusione, a volte noia. Altro aspetto che mi fa un po' storcere il naso è il racconto (distorto in chiave ironica, sarcastica) di una realtà che è tutta italiana (parlo soprattutto della figura dell'Onni, l'alter ego del nostro amato donnaiolo brianzolo), ma senza riuscire a far spiccare ai personaggi ed alla vicenda il volo verso l'universalità, e chiudendosi, forse, in se stessa (mi viene da dire provincialismo, ma forse è una parola troppo severa). Comunque, l'opera mi ha fatto lo stesso effetto di vari libri di TP, per cui penso che, in futuro, si meriterà una rilettura.

    ha scritto il