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La distruzione di Kreshev

Racconti d'autore, 59

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.6
(93)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 79 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Oddera

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Racconto breve sulla religione. La copertina e l'incipit suggerisco che l'opera del male può corrompere anche gli animi più puri. Il messaggio giunto a me suggerisce che la religione è una ...continua

    Racconto breve sulla religione. La copertina e l'incipit suggerisco che l'opera del male può corrompere anche gli animi più puri. Il messaggio giunto a me suggerisce che la religione è una dottrina manipolatrice della mente umana, che fa credere nel giusto vivendo invece nella totale cecità.

    ha scritto il 

  • 5

    E SE IL DIAVOLO...

    Che dire di questo piccolo stupefacente racconto moderno e al tempo stesso dentro alla tradizione narrativa ebreica? Dietro l'ironia si cela la critica ad un mondo che per essere osservante diventa ...continua

    Che dire di questo piccolo stupefacente racconto moderno e al tempo stesso dentro alla tradizione narrativa ebreica? Dietro l'ironia si cela la critica ad un mondo che per essere osservante diventa cattivo se non crudele...ho capito bene oppure ho travisato?

    Penso che in futuro leggerò altro di questo autore...avevo sentito parlare di "Gimpel l'idiota" o qualcosa i simile...ma se qualcuno ha consigli...

    ha scritto il 

  • 5

    Non dev'essere facile scrivere una storia con il registro del grottesco, che risulti come una parabola e che non strafaccia. Ci vuole equilibrio anche nell'esagerazione e Singer si dimostra ...continua

    Non dev'essere facile scrivere una storia con il registro del grottesco, che risulti come una parabola e che non strafaccia. Ci vuole equilibrio anche nell'esagerazione e Singer si dimostra impeccabile. La tentazione di una persona trascina tutti gli altri fino al folle trionfo del male, alla perdita della dignità e dell'indentità personale e alla distruzione della piccola società. Ottimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un lungo racconto perfettamente in linea con Gimpel L'Idiota. Storia di un piccolo villaggio in cui adulterio, perdizione, senso del peccato e ipocrisia religiosa si mescolano fino alla condanna ...continua

    Un lungo racconto perfettamente in linea con Gimpel L'Idiota. Storia di un piccolo villaggio in cui adulterio, perdizione, senso del peccato e ipocrisia religiosa si mescolano fino alla condanna totale e senza appello. Tuttavia, manca, rispetto ai racconti di Gimpel, quel senso di magico che rende tutto più avvolgente e capace di indirizzarti verso la sorgente di storie come queste, ovvero le radici. Radici dove mito e storia reale si confondono senza alcuna possibilità di essere districati. Qui, invece, è tutto più cupo, più moraleggiante... peccato, ma sarò io forse il giudice di Singer?

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto parecchio, un po' per la subdola perversione che trasuda dalle pagine, un po' perchè mette in evidenza la facilità con cui ci si lascia trascinare dalle cose. Non importa in cosa ...continua

    Mi è piaciuto parecchio, un po' per la subdola perversione che trasuda dalle pagine, un po' perchè mette in evidenza la facilità con cui ci si lascia trascinare dalle cose. Non importa in cosa crediamo o di chi ci fidiamo, finiremo tutti per perdere la ragione. Finiremo tutti.

    ha scritto il 

  • 5

    I contadini dormono di un sonno estremamente profondo, ma il demonio non consente alle loro giovani donne di riposare e le conduce, lungo i sentieri dietro le case, fino ai granai, dove i merciaioli ...continua

    I contadini dormono di un sonno estremamente profondo, ma il demonio non consente alle loro giovani donne di riposare e le conduce, lungo i sentieri dietro le case, fino ai granai, dove i merciaioli ambulanti aspettano nel fieno. Cani abbaiano alla luna, galli cantano, ranocchie gracidano, le stelle in cielo guardano dall'alto e ammiccano, e Dio stesso si appisola tra le nubi. L'Onnipotente è vecchio; non è una cosa da nulla vivere in eterno. (pag. 9)

    ha scritto il 

  • 4

    Una lingua morta per raccontare ...grazie Sandra

    “Mentre ascoltavo i miei vicini brindare in yiddish mi è venuta malinconia. Ho pensato che una volta c'era un mondo dove la gente si incontrava nei caffè e nelle taverne; beveva, parlava e ...continua

    “Mentre ascoltavo i miei vicini brindare in yiddish mi è venuta malinconia. Ho pensato che una volta c'era un mondo dove la gente si incontrava nei caffè e nelle taverne; beveva, parlava e brindava in yiddish tutti i giorni. Oggi questo mondo non c'è più.” (David Calef). Unico premio Nobel della letteratura yiddish , Isaac B. Singer raccolse l’eredità di una tradizione letteraria dai nobili natali, diventando il cantore della lingua di un mondo che non esiste più. Egli definiva se stesso come uno spettro proprio perchè continuava a vivere e a scrivere all’ ombra di una lingua morta. Questa considerazione iniziale predispone (o preclude) alla lettura di Singer , all’ingresso nello scomparso universo dell’ebraismo polacco ed allo straniamento e all’incanto che ad esso si accompagna. E’ un mondo , quello dei racconti dello scrittore ebreo/polacco , che può apparire magico e favolistico, popolato com’è da esseri demoniaci e sovrannaturali. Maligni tentatori che , ne “La distruzione di Kreshev” ,conducono l’apparente virtuosità di un villaggio e di alcuni suoi abitanti , al margine del mondo delle tenebre. A dare alla narrazione l’apparente distacco di una favola, contribuisce proprio l’io narrante , il malefico dibbuq, colui che vede senza essere veduto. La narrazione , dipanandosi con l’ironia disincantata e malinconica tipica della tradizione yiddish , si propone come un racconto sulla perdizione e il desiderio in un piccolo villaggio, archetipo dei molti shtetlekh che popolano la letteratura ebraica. Ma proprio questo particolare che si riverbera in una molteplicità, permette a Singer di affrontare le domande fondamentali dell’esistenza e del suo ambiguo volto, il debole confine conteso nella lotta fra bene e male, lo scarto fra giustizia terrena e divina, l’eclissarsi della speranza messianica. Nel sogno mistico-erotico dei protagonisti di infrangere la Legge per accelerare il trionfo del male , in un continuo gioco di specchi tra tradizione e modernità , Singer adombra in questa particolare tematica ebraica, “una metafora della disgregata e caotica molteplicità moderna” in cui “l' amore, la sofferenza, la seduzione, l' orrore si stagliano contro lo sfondo dell' eterno e del nulla” (Magris). E se è vero , come scriveva lo stesso Singer,che uno scrittore yiddisch «è come spettro, uno che vede ma non è veduto» così come il dibbuq del racconto, allora come è possibile capire se Singer scriveva partendo dalla fede o dalla disillusione ?

    ha scritto il 

  • 4

    Un po’ di bene, un po’ di male, libero arbitrio q.b.

    Chi narra è Lui, il Maligno. Che sembra divertirsi in modo particolare nel mettere il dito tra moglie e marito. Un piccolo paese, una manciata di cristiani, una di ebrei. Un ricco mercante di ...continua

    Chi narra è Lui, il Maligno. Che sembra divertirsi in modo particolare nel mettere il dito tra moglie e marito. Un piccolo paese, una manciata di cristiani, una di ebrei. Un ricco mercante di legname, ebreo, con al seguito moglie malaticcia e giovanissima figlia adolescente compra casa e si trasferisce a Kreshev. Ma la fanciulla ha la sindrome di Ulisse: vuole conoscere il più possibile e legge in continuazione. Al momento di scegliere un marito, il padre le propone un giovane bello, ricco, senza istruzione e un giovane così così, povero, ma un vero pozzo di scienza. E poiché questo racconto è in effetti una parabola, Lisa sceglie la mela. Il peccato s’insinua, velenoso serpente: l’amore diventa lussuria e adulterio, la conoscenza diventa superbia e blasfemia. Bello.

    ha scritto il