La disumanizzazione dell'arte

Voto medio di 12
| 14 contributi totali di cui 4 recensioni , 10 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Dimitja
Ha scritto il 29/01/11
"Al di sotto della vita contemporanea si cela un'ingiustizia profonda e irritante: il falso presupposto della eguaglianza reale fra gli uomini "
L'uomo che a soli ventidue anni ha distrutto Unamuno, abbandonandolo nel buio con occhi spalancati. In questo pamphlet socio-filosofico distrugge una generazione a colpi di critiche e sbalordisce per chiarezza di pensiero, esposizione e presunzione....Continua
Miro*
Ha scritto il 20/01/11

"Le nostre convinzioni più radicate, più indubitabili, sono le più sospette. Esse costituiscono i nostri limiti, i nostri confini, la nostra prigione."

Letto d'un fiato per un esame. Segue recensione.

dv (moving to...
Ha scritto il 22/05/09
Scritto nel 1925, parla di quella che allora era "arte nuova" e senza dubbio fa considerazioni che possono essere applicate anche all'arte contemporanea d'oggi. La posizione di Ortega è ambigua nella misura in cui da un lato afferma di non voler affe...Continua
Athos
Ha scritto il 28/11/07

Ortega non è mai banale. Questo discorso è consigliato a tutti coloro che si occupano o si dilettano di arte moderna e contemporanea. Si legge benissimo.


Dimitja
Ha scritto il Jan 20, 2011, 22:28
E' un sintomo di bellezza mentale esigere che i limiti fra le cose rimangano ben distinti.
Pag. 43
Dimitja
Ha scritto il Jan 20, 2011, 22:27
Ebbene: l'opera romantica provoca un piacere che mantiene appena una connessione con la sua gioia. Che rapporto ha la bellezza musicale - che deve essere qualcosa posta in alto, al di fuori di me, in una sfera dove fiorisca la meloda - con le persona...Continua
Pag. 40
Dimitja
Ha scritto il Jan 20, 2011, 22:24
Il pianto e il riso sono esteticamente una frode. L'espressione della bellezza non supera mai la malinconia o il sorriso. E, a dire il vero, non ci arriva neanche.
Pag. 39
Dimitja
Ha scritto il Jan 20, 2011, 22:23
Le nostre convinzioni più radicate, più indubitabili, sono le più sospette. Esse costituiscono i nostri limiti, i nostri confini, la nostra prigione.
Pag. 37
Dimitja
Ha scritto il Jan 19, 2011, 21:25
Non si tratta di dipingere qualcosa che sia completamente diversa da un uomo, o da una cosa o montagna, ma di rappresentare un uomo che somigli il meno possibile all'uomo, una cosa che conservi l'elemento strettamente necessario perchè si possa assis...Continua
Pag. 36

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